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Dic 07 2015

I Fondi di garanzia e gli obbligazionisti delle 4 banche salvate

In questi giorni è un gran parlare sulla costituzione di un nuovo Fondo che restituisca un 30% delle obbligazioni emesse dalla 4 banche (B. Marche, B. Pop. Etruria, Cassa Risp. Ferrara e Cassa Risp. Chieti) che sono state azzerate nel loro valore.

Il bello è che i politici vogliono costituire un nuovo fondo quando già esiste il Fondo di Tutela delle Vittime di Crack Finanziari istituito con la legge 266-05 (Finanziaria 2006). Ed esiste anche il Fondo Nazionale di Garanzia (Legge 415-1996) che dovrebbe rimborsare il risparmiatore in caso di fallimento e/o Amministrazione coatta amministrativa della banca, Sim, Sgr aderente all’organismo sino all’importo di 20.000 Euro. (Sul loro sito parlano ancora di 20.000 Ecu). In quest’ultimo fondo non risulta aderente Banca Marche.

La beffa per gli obbligazionisti delle 4 banche è che le disponibilità del Fondo vittime di crack finanziari è prossimo allo zero perché in tutti questi anni la classe politica ha pensato di utilizzare le risorse nei modi più creativi che nulla avevano a vedere che lo scopo istitutivo del fondo.

Del secondo Fondo credo che esista solo sulla carta perché in tutti questi anni non ho mai avuto notizia di un suo intervento.

Sarebbe ora che la classe politica iniziasse a spiegare la finalità di questi Fondi e l’utilizzo delle risorse finanziarie che dovevano trovarsi al loro interno ma spesi in  modo differenti dai fini istituzionali (spese autorizzate da leggi dello Stato).

Ed ora il Governo non sa dove trovare le risorse per un minimo risarcimento a persone che non hanno alcuna colpa su quello che è accaduto, mentre chi doveva vigilare dormiva beatamente.

Ago 19 2013

CROWDFUNDING: SVOLGIMENTO DA PARTE DI BANCHE E SIM DELL’ATTIVITÀ DI GESTIONE DI PORTALI ONLINE – COMUNICAZIONE

 

Con comunicazione n. 0066128 dell’1 agosto 2013, la Commissione ha fornito chiarimenti in merito alla disciplina che regola lo svolgimento da parte delle banche e delle imprese di investimento (cosiddetti “gestori di diritto”) dell’attività di gestione dei portali on line per la raccolta di capitali per le start up innovative (“equity crowdfunding”).

Tenuto conto che l’attività di gestione di portali on line implica la prestazione di servizi di investimento, la Comunicazione evidenzia che le banche e le imprese di investimento sono chiamate ad osservare le pertinenti disposizioni dettate dal Tuf e dalla relativa disciplina di attuazione; l’applicazione delle regole di condotta potrà essere graduata in ragione dei servizi di investimento effettivamente prestati nei confronti della clientela e della tipologia di investitori.

Allo scopo di assicurare adeguata tutela ai risparmiatori e considerate, altresì, le peculiarità caratterizzanti l’attività di equity crowdfunding, la Consob ha richiamato gli intermediari sulla necessità di porre particolare attenzione ai presidi di trasparenza nella relazione con la clientela, anche avuto riguardo alla disciplina dettata dagli artt. 14, 15, 16 del Regolamento n. 18592 del 26 giugno 2013 riguardante i c.d. “gestori non di diritto”.

Nella Comunicazione viene, altresì, richiamata , l’applicabilità della disciplina speciale sulle offerte promosse attraverso i portali on line dettata dall’art. 100 ter del Tuf e dalle relative norme di attuazione.

Mag 30 2013

Consulenza finanziaria cosa é

 

La consulenza finanziaria indipendente in Italia è ancora un’attività estremamente di nicchia. Solo qualche migliaia di persone si servono di questo genere di professionisti.
La normativa primaria, cioè il Testo Unico della Finanza, la prevede ormai da molti anni, ma l’attività è svolta da meno di un migliaio di persone e aziende in tutta Italia. Per mancanza di volontà politica, non è mai partito il famoso albo previsto dalla normativa (1).
Questo sito si rivolge principalmente ai piccoli risparmiatori che hanno un capitale che non gli consente di accedere alle prestazioni di un libero professionista che lo consiglia su come meglio investire il proprio patrimonio mobiliare. In questi casi, piuttosto che finire nelle grinfie degli intermediari finanziari che propongono quasi sempre cosa conviene loro (e non cosa conviene al cliente) è molto meglio fare da soli seguendo semplici regole come quelle che abbiamo indicato nel decalogo per l’investitori non esperto.
Chiaramente questi investitori dovranno costruire portafogli molto semplici, che avranno prioritariamente l’obiettivo di preservare il capitale dall’inflazione ed ottenere piccoli rendimenti aggiuntivi. Cosa che si può fare tranquillamente con semplici titoli di stato e – per chi può / vuole dedicare più tempo ed attenzione – con un mix di ETF.
Di tanto in tanto, però, alcuni ci domandano informazioni sulla consulenza finanziaria.
Da un po’ di tempo, l’espressione consulenza finanziaria, spesso abbinata perfino – senza pudore – alla parola indipendente, viene sempre più utilizzata dagli stessi intermediari finanziari, banche e promotori finanziari.
Da un punto di vista strettamente giuridico questa cosa è corretta e lecita.
Non esiste, infatti, il servizio di consulenza finanziaria indipendente. La legge prevede solo il servizio di consulenza finanziaria che può essere svolto sia dai consulenti persone fisiche (che in questo caso sono obbligati per legge ad essere indipendenti) che dagli intermediari finanziari i quali, poiché non possono essere indipendenti, in teoria, secondo la legge, dovrebbero svolgere questo servizio nell’esclusivo interesse di clienti.
D’altra parte, la legge prescrive che gli intermediari finanziari debbano primariamente curare l’interesse del cliente in ogni servizio che svolgono, ma sappiamo tutti cosa accada nella realtà…
Da un punto di vista sostanziale invece, è ovvio che parlare di reale consulenza finanziaria, tanto più “indipendente” da parte di una banca o di una SIM è una contraddizione in termini. In un contesto di istituzioni finanziarie come quelle che abbiamo nel nostro paese, uno degli obiettivi di una reale consulenza finanziaria è quello di tutelare i clienti dalle inefficienze legate ai mille prodotti che le banche hanno interesse a collocare. Farsi fare una consulenza finanziaria da un intermediario finanziario è un po’ come farsi dare dei consigli medici dal farmacista… è molto probabile che alla fine la soluzione proposta sia quella di acquistare un qualche farmaco!
La vera consulenza, quindi, non può che essere quella realmente indipendente nella quale il cliente paga direttamente un libero professionista che non ha alcun interesse a raccomandare questo o quello strumento. L’indipendenza, però, è solo un pre-requisito e non è certamente sufficiente a fare una buona consulenza. Una soggetto indipendente può essere comunque un cialtrone o un incapace.
La scelta di un consulente finanziario indipendente, come la scelta di qualsiasi libero professionista, è molto complicata.
Come si sceglie un avvocato, un medico, un commercialista, un architetto? E’ molto, molto difficile. E’ chiaro che se il cliente avesse la capacità di valutare le competenze del professionista, probabilmente non avrebbe bisogno del professionista stesso.
Spesso si sceglie il professionista per il passa parola, ma nel caso dei consulenti finanziari indipendenti sono talmente pochi, in Italia, che non è facile avere fra le proprie conoscenze qualche cliente di un professionista con il quale vorremmo instaurare un rapporto di consulenza in ambito finanziario.
Può essere utile, allora, cercare di capire il più possibile – facendo domande specifiche – da quanto tempo questo professionista opera, che strumenti informativi utilizza per svolgere la sua attività e quale sia il suo approccio alla professione. E’ importante sapere che – come per tutte le professioni – l’attività di consulente finanziario indipendente può essere svolta in modo anche radicalmente diverso.
Restiamo nell’esempio del campo medico. Se si ha un dolore allo stomaco si può scegliere di andare da uno specialista gastroenterolo, oppure si può scegliere di andare da uno dei tanti medici alternativi come un omeopata, un agopuntore, un naturopata, ecc.
Lungi da voler affrontare in questa sede l’argomento della validità di queste terapie alternative, il punto che voglio sottolineare è che il cliente che rivolge da un gastroenterologo non può ragionevolmente aspettarsi che questo medico gli faccia una visita “olistica” né può pensare che un agopuntore gli prescriva dei farmaci.
Con la scelta del tipo di medico il cliente ha già fatto anche una scelta circa l’approccio alla cura della sua sua malattia.
Ugualmente, nel campo della consulenza finanziaria indipendente ci sono approcci anche radicalmente diversi. Ci sono consulenti che interpretano la professione principalmente come analisi finanziari. Lo scopo principale di questi consulenti è quello di trovare lo strumento migliore in quella determinata fase dei mercati.
Ci sono consulenti che interpretano professione principalmente come pianificazione finanziaria il cui scopo principale è quello di aiutare i propri clienti ad analizzare la propria situazione finanziaria ed identificare gli obiettivi finanziari e solo in un secondo momento cercare di capire quali strumenti possono aiutarli a raggiungere gli obiettivi. Solitamente i pianificatori finanziari pensano che sia impossibile prevedere i mercati finanziari e che sia molto più importante concentrarsi sull’analisi del cliente che non sull’analisi dei mercati.
Al contrario, i consulenti-analisti credono che attraverso un’analisi dei mercati finanziari sia possibile ottenere su base sistematica extra-rendimenti rispetto a quelli medi offerti dai mercati.
Ovviamente questa suddivisione non è così netta. I consulenti-analisti si informano comunque del profilo dei clienti così come i consulenti-pianificatori dedicano comunque del tempo all’analisi dei mercati perché, alla fine, comunque bisogna scegliere in cosa investire. Ma gli approcci possono essere molto diversi. Come nel caso del tipo di medico, si tratta di filosofie tendenzialmente diverse ed il cliente deve scegliere l’approccio con il quale si sente più a suo agio.
Se un cliente vuole qualcuno che gli dia delle “dritte” sui “titoli caldi”, probabilmente si troverà deluso da un consulente-pianificatore.
Se ciò che vuole è parlare della propria pensione, della scelta fra acquistare una casa o stare in affitto, di come gestire i propri soldi con tranquillità, forse troverà l’approccio del consulente-analista poco soddisfacente.
La scelta di un consulente finanziario indipendente, come quella di qualunque altro libero professionista, è certamente difficile. L’unico consiglio che possiamo dare è quello di non fermarsi al primo che capita e tanto meno di selezionarlo sulla base della vicinanza alla propria zona (tanto più che essendo così pochi, al momento, in Italia, il rischio di trovare quello non adatto non è trascurabile).
Un professionista serio non dovrebbe avere nessuna difficoltà a fare un primo colloquio informativo senza impegno ed a rispondere a domande sulla propria formazione, sugli strumenti che utilizza e sul suo approccio alla professione. E’ bene comunicare senza alcun imbarazzo al professionista che state cercando di trovare la persona giusta per voi e che avete molti dubbi e molte perplessità e che vorreste avere più informazioni possibili per sciogliere questi dubbi. Se un professionista dovesse sentirsi a disagio a rispondere con la massima trasparenza alle vostre domande, sicuramente non è la persona giusta. Dopo aver confrontato almeno due o tre professionisti si potrà fare una scelta un po’ più consapevole.
(1) Albo che, se mai partirà, farà probabilmente la fine di tutti gli altri albi italiani, ovvero sarà un piccolo potentato che servirà a distribuire qualche poltrona ed a tutelerà gli iscritti, non certo i clienti
Gen 28 2013

Consob i contributi di vigilanza per il 2013

Articolo 1
Misura della contribuzione

  1. Il contributo dovuto, per l’esercizio 2013, dai soggetti indicati nell’art. 1 della delibera n. 18.426 del 21 dicembre 2012 è determinato nelle seguenti misure:
Riferimento normativo
(delibera n. 18.426/2012)
Soggetti tenuti alla corresponsione Misura del contributo
Art. 1, lett. a) Sim iscritte nell’Albo (incluse le società fiduciarie) Come da successivo comma 2, punto 2.1
Art. 1, lett. b) Imprese di investimento extracomunitarie autorizzate all’esercizio dei servizi e delle attività di investimento in Italia Come da successivo comma 2, punto 2.2
Art. 1, lett. c) Imprese di investimento comunitarie con succursale in Italia Come da successivo comma 2, punto 2.2
Art. 1, lett. d) Banche italiane autorizzate a prestare i servizi e le attività di investimento Come da successivo comma 2, punto 2.1
Art. 1, lett. e) Banche comunitarie con succursale in Italia e le Banche extracomunitarie, con o senza succursale, autorizzate a prestare i servizi e le attività di investimento in Italia Come da successivo comma 2,  punto 2.2
Art. 1, lett. f) Società di gestione del risparmio e le società di gestione armonizzate con succursale in Italia autorizzate a prestare il servizio di gestione di portafogli e/o il servizio di consulenza in materia di investimenti Come da successivo comma 2, punto 2.2
Art. 1, lett. g) Intermediari finanziari di cui all’art. 107, comma 1, del d.lgs. n. 385/1993 Come da successivo comma 2, punto 2.2
Art. 1, lett. h) Poste Italiane – Divisione Servizi BancoPosta

autorizzata alla prestazione dei servizi di investimento

Come da successivo comma 2, punto 2.1
Art. 1, lett. i) Agenti di cambio iscritti alla data del 2.1.2013 nel Ruolo speciale di cui all’art. 201, comma 5, del d.lgs. n. 58/1998 € 75 pro-capite
Art. 1, lett. j) Società di gestione del risparmio, Sicav e Organismi di investimento collettivo Quota fissa pari a € 3.740, maggiorata, nel caso di soggetti che offrono al pubblico le loro quote o azioni a seguito del deposito di un prospetto informativo, di € 1.580 per ciascun fondo ovvero, ove previsti, per ciascun comparto per i quali, alla data del 2.1.2013, sia in corso l’offerta al pubblico. Sono esclusi dal computo della maggiorazione i primi due fondi/comparti.
Art. 1, lett. k) Imprese di assicurazione autorizzate alla data del 2.1.2013 all’esercizio dei rami vita III e/o V di cui all’art. 2, comma 1, del d.lgs. n. 209/2005 € 4.410 pro-capite
Art. 1, lett. l) Promotori finanziari iscritti alla data del 2.1.2013 nell’Albo € 91 pro-capite
Art. 1, lett. m) Borsa Italiana s.p.a. € 3.471.095
Art. 1, lett. n) Mts s.p.a. € 359.040
Art. 1, lett. o) Monte Titoli s.p.a. € 612.330
Art. 1, lett. p) Cassa di Compensazione e Garanzia s.p.a. € 418.595
Art. 1, lett. q) Emittenti strumenti finanziari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati Come da successivo comma 3
Art. 1, lett. r) Emittenti azioni o obbligazioni diffuse fra il pubblico in misura rilevante iscritti nell’apposito Elenco Consob € 13.285 pro-capite
Art. 1, lett. s) Soggetti che effettuano sollecitazioni all’investimento, diversi da quelli indicati nell’art. 1, lett. j) e k) Come da successivi commi 4 e 5
Art. 1, lett. t) Società di revisione Come da successivo comma 6
Art. 1, lett. u) Società di intermediazione mobiliare, Banche e Società di gestione di mercati regolamentati autorizzate all’esercizio dell’attività di gestione di Sistemi multilaterali di negoziazione Come da successivo comma 7
Art. 1, lett. v) Internalizzatori sistematici iscritti nell’apposito Elenco Consob Come da successivo comma 8
Art. 1, lett. w) Organismo Promotori finanziari € 288.455
Nov 16 2012

Archivio dei rapporti finanziari, ok (condizionato) del Garante Privacy

Il Garante della privacy ha dato il via libera al regolamento attuativo dell’archivio dei rapporti finanziari, il cervellone sul quale finiranno tutte le movimentazioni bancarie dei contribuenti italiani. L’archivio dei rapporti finanziari – come scrive oggi l’edizione online de IlSole24Ore – contiene dal 2006 i nominativi dei soggetti intestatari dei conti correnti, il codice identificativo dei rapporti intrattenuti con gli operatori finanziari e le informazioni sui soggetti che hanno effettuato operazioni al di fuori di un rapporto continuativo. Dal 1° gennaio 2013, banche, Poste, Sim, Sgr, fiduciarie e assicurazioni dovranno spedire all’anagrafe tributaria i dati “sensibili” dei conti correnti e di molti altri rapporti.Le finalità del super-archivio sono quelle di potenziare la lotta all’evasione. Se al database potevano accedere in caso di indagini finanziarie Gdf e agenzia delle Entrate per rilevare i rapporti attribuibili al soggetto sottoposto a controllo, d’ora in avanti tutte le informazioni comunicate al Fisco dagli operatori potranno essere usate dall’Agenzia anche per elaborare, con procedure centralizzate, liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione da sottoporre a verifiche.

Ritornando al via libera della Privacy, c’è da dire che si tratta di un consenso ‘condizionato’. Innanzitutto il Garante ha sottolineato l’avvertimento che  se in futuro il sistema dovesse essere utilizzato anche per altre finalita’, oltre alla definizione delle liste di contribuenti a maggior rischio evasione e al controllo delle dichiarazioni Isee, le modalita’ prescelte, dovranno nuovamente passare il vaglio dell’Autorita’ sulla privacy.

Gli altri paletti riguardano la rete di raccolta delle informazioni, un’infrastruttura interamente automatizzata messa a punto da Sogei (e’ il Sid, il Sistema d’interscambio), che dovrebbe evitare che le informazioni possano essere intercettate da chi non ha l’autorita’ per consultarle. Per i file di piccole dimensioni si potra’ usare invece il sistema di posta elettronica certificata (Pec). Altro dettaglio importante: il cervellone centrale manterra’ le informazioni sui conti correnti degli italiani per non piu’ di sei anni (lo stesso periodo richiesto per la conservazione dei dati della dichiarazione dei redditi). Superato questo limite il sistema cancellera’ automaticamente ogni file.

[via Helpconsumatori.it]

Set 24 2012

BANCA D’ITALIA – CONSOB – ISVAP: AGGIORNATO L’ELENCO DEI CONGLOMERATI FINANZIARI


Sulla base di quanto previsto dall’Accordo di Coordinamento sottoscritto il 31 marzo 2006, la Banca d’Italia, la Consob e l’Isvap hanno aggiornato l’elenco dei conglomerati finanziari italiani, vale a dire di quei gruppi societari che svolgono attività in misura significativa sia nel settore assicurativo sia in quello bancario e/o dei servizi di investimento.

La vigilanza sui conglomerati finanziari viene esercitata con gli strumenti della vigilanza supplementare che si aggiungono a quelli utilizzati per l’esercizio delle vigilanze settoriali, al fine di monitorare in modo sistematico le interrelazioni fra le attività assicurative e bancario/finanziarie svolte da tali soggetti.

L’elenco al 31.12.2011 comprende 6 conglomerati finanziari:

  • Azimut: settore prevalente bancario / finanziario – Autorità coordinatrice Banca d’Italia;
  • Carige: settore prevalente bancario / finanziario – Autorità coordinatrice Banca d’Italia;
  • Generali: settore prevalente assicurativo – Autorità coordinatrice Isvap;
  • Intesa Sanpaolo: settore prevalente bancario / finanziario – Autorità coordinatrice Banca d’Italia;
  • Mediolanum: settore prevalente bancario – Autorità coordinatrice Isvap;
  • Unipol: settore prevalente assicurativo – Autorità coordinatrice Isvap.

Non si registrano quindi variazioni rispetto all’esercizio dello scorso anno.

La lista aggiornata dei conglomerati identificati al 31.12.2011 è reperibile presso i siti internet di Banca d’Italia, Consob e Isvap.

Feb 07 2011

Consob i contributi per l’anno 2011

Sono tenuti a versare alla Consob, per l’esercizio 2011, un contributo denominato «contributo di vigilanza»:

a) le Società di intermediazione mobiliare iscritte, alla data del 2 gennaio 2011, nell’Albo, di cui all’art. 20, comma 1, del d.lgs. n. 58/1998, ivi comprese quelle iscritte nella sezione speciale dello stesso Albo prevista dall’art. 60, comma 4, del d.lgs. n. 415/1996;

b) le Banche italiane autorizzate, alla data del 2 gennaio 2011, ai sensi dell’art. 19, comma 4, del d.lgs. n. 58/1998 e quelle autorizzate, alla stessa data, ai sensi dell’art. 200, comma 4, dello stesso decreto;

c) le Società di gestione del risparmio che alla data del 2 gennaio 2011 abbiano esperito con esito positivo le procedure previste dalle disposizioni adottate dalla Banca d’Italia in attuazione dell’art. 34, comma 3, del d.lgs. n. 58/1998 per la prestazione del servizio di gestione di portafogli e/o del servizio di consulenza in materia di investimenti di cui all’art. 1, comma 5, lettere d) e f), del stesso d.lgs. n. 58/1998;

d) gli Intermediari finanziari iscritti, alla data del 2 gennaio 2011, nell’Elenco speciale di cui all’art. 107, comma 1, del d.lgs. n. 385/1993 autorizzati, ai sensi dell’art. 19, comma 4, del d.lgs. n. 58/1998, a prestare i servizi e le attività di cui all’art. 1, comma 5, lettere a), b), c) e c-bis), dello stesso d.lgs. n. 58/1998;

e) gli Agenti di cambio iscritti, alla data del 2 gennaio 2011, nel Ruolo unico nazionale di cui all’art. 201, comma 6, del d.lgs. n. 58/1998 e quelli iscritti, alla stessa data, nel Ruolo speciale di cui al comma 5 del medesimo art. 201;

f) le Società di gestione del risparmio iscritte, alla data del 2 gennaio 2011, nell’Albo di cui all’art. 35, comma 1, del d.lgs. n. 58/1998, le Società di investimento a capitale variabile iscritte, alla stessa data del 2 gennaio 2011, nell’Albo di cui all’art. 44, comma 1, del d.lgs. n. 58/1998 e gli Organismi di investimento collettivo soggetti, sempre alla stessa data del 2 gennaio 2011, all’applicazione dell’art. 42, commi 1 e 5, del d.lgs. n. 58/1998;

g) le Imprese di assicurazione autorizzate, alla data del 2 gennaio 2011, all’esercizio dei rami vita III e/o V di cui all’art. 2, comma 1, del d.lgs. n. 209/2005;

h) i Promotori finanziari iscritti, alla data del 2 gennaio 2011, nell’Albo di cui all’art. 31, comma 4, del d.lgs. n. 58/1998;

i) la Borsa Italiana s.p.a.;

l) la Mts s.p.a.;

m) la Monte Titoli s.p.a.;

n) la Cassa di Compensazione e Garanzia s.p.a.;

o) i Soggetti – diversi dallo Stato italiano, dagli enti locali, dagli Stati esteri e dagli Organismi internazionali a carattere pubblico – appresso indicati:

o1) gli emittenti italiani ed esteri (comunitari ed extracomunitari) che, alla data del 2 gennaio 2011, abbiano strumenti finanziari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati italiani;

o2) gli emittenti italiani che, alla data del 2 gennaio 2011, abbiano strumenti finanziari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati comunitari (diversi da quelli italiani) e per i quali lo Stato membro di origine risulti essere l’Italia.

p) gli Emittenti azioni o obbligazioni diffuse fra il pubblico in misura rilevante iscritti nell’apposito Elenco, di cui all’art. 108, comma 2, del regolamento Consob n. 11.971/1999, in corso di validità alla data del 2 gennaio 2011;

q) gli Offerenti, diversi da quelli di cui alle precedenti lettere f) e g), che alla data del 2 gennaio 2011, avendo concluso una sollecitazione all’investimento ovvero un’offerta pubblica di acquisto o scambio nel periodo compreso tra il 2 gennaio 2010 ed il 1° gennaio 2011, sono sottoposti all’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 97, comma 1, ovvero all’articolo 103, comma 2, del d.lgs. n. 58/1998;

r) le Società di revisione iscritte, alla data del 2 gennaio 2011, nell’Albo di cui all’art. 161, comma 1, del d.lgs. n. 58/1998 (in vigore in base al regime transitorio previsto dall’art. 43, comma 1, lett. i), del d.lgs. n. 39/2010);

s) le Società di intermediazione mobiliare, le Banche e le Società di gestione di mercati regolamentati autorizzate, alla data del 2 gennaio 2011, all’esercizio dell’attività di gestione di sistemi multilaterali di negoziazione di cui all’art. 1, comma 5, lett. g), del d.lgs. n. 58/1998;

t) gli Internalizzatori sistematici iscritti nell’apposito Elenco di cui all’art. 22, comma 1, del regolamento Consob n. 16.191/2007, in corso di validità alla data del 2 gennaio 2011;

u) le Agenzie di rating soggette all’applicazione dell’art. 4-bis, comma 1, del d.lgs. n. 58/1998;

v) l’Organismo dei Promotori finanziari di cui all’art. 31, comma 4, del d.lgs. n. 58/1998.

Set 20 2010

Assogestioni – Mappa del risparmio gestito secondo trimestre 2010

Nonostante il rallentamento registrato nel corso del trimestre, attribuibile in particolare alle turbolenze dei mercati verificatesi nel corso del periodo di riferimento, la raccolta complessiva del settore è stata pari a 3,5 miliardi di euro.

I flussi provenienti dalle Gestioni di Portafoglio (GP) giocano un ruolo sempre più rilevante nell’Industria del Risparmio Gestito. I versamenti nel trimestre sono, infatti, pari a oltre 3,46 miliardi di euro (19,5 miliardi dall’inizio dell’anno), con flussi particolarmente rilevanti provenienti dalle Gestioni di prodotti assicurativi e dalle GPM Retail. Le sottoscrizioni hanno spinto al rialzo il patrimonio in gestione nelle GP che sono passate da giugno 2009 a giugno 2010 dal 48,8% al 51% del patrimonio dell’intera Industria del Risparmio Gestito, aumentando il loro peso rispetto alle Gestioni Collettive. Per queste ultime le sottoscrizioni complessivamente registrate sono state pari a 12 milioni di euro, con una raccolta derivante dai Fondi chiusi (228 milioni) che ha compensato i riscatti registrati dai Fondi aperti (215 milioni di euro).

Nel corso dei primi sei mesi dell’anno il settore ha raccolto oltre 26,6 miliardi di euro. Gli Asset Under Management del sistema (patrimonio promosso al lordo degli asset ricevuti e al netto di quelli dati in delega) sono complessivamente pari a 993,4 miliardi di euro.

Tra i risultati per categoria svetta la raccolta messa a segno dai prodotti Obbligazionari, che hanno raccolto nel corso del trimestre oltre 7,1 miliardi di euro e dall’inizio dell’anno più di 22,5 miliardi. Un risultato che, secondo quanto riferito dall’ufficio Studi dell’Associazione, “è con ogni probabilità da ricondurre alla marcata discesa dei tassi di interesse che hanno nel più recente passato alimentato le buone performance nel comparto del reddito fisso”.

Il rendiconto è positivo anche per le categorie dei Bilanciati, per i quali le sottoscrizioni al netto dei riscatti sono stati pari a 1,4 miliardi di euro in tre mesi e 6,9 miliardi nel corso del primo semestre dell’anno. Ai prodotti Flessibili vengono affidati oltre 1,3 miliardi di euro e dall’inizio dell’anno il bilancio è positivo per oltre 4,2 miliardi. Il calcolo per i prodotti Immobiliari evidenzia flussi in entrata per 216 milioni di euro, un numero che garantisce il recuperare dei deflussi del primo trimestre e che dà alla categoria la possibilità di registrare nel bilancio semestrale flussi positivi pari a 107 milioni di euro.

“Le difficoltà riscontrate nel mercato azionario– riferisce il direttore dell’Ufficio Studi – e d’altra parte l’attrattiva dei guadagni messi a segno dal comparto obbligazionario possono spiegare i deflussi registrati per la categoria dei prodotti Azionari” che hanno perso circa 950 milioni di euro; tuttavia dall’inizio dell’anno il computo per la categoria è positivo e sfiora gli 814 milioni di euro. È stata negativa per 341 milioni la raccolta degli Hedge che dall’inizio dell’anno hanno lasciato sul terreno 736 milioni di euro.

GESTIONI COLLETTIVE

La raccolta al netto dei riscatti per le Gestioni Collettive è stata pari a 12 milioni di euro. Gli AUM superano oggi abbondantemente i 488 milioni.
Per i Fondi aperti il secondo trimestre dell’anno si è chiuso con deflussi netti per 215 milioni di euro e 449 miliardi di euro di patrimonio. Le sottoscrizioni si concentrano sui Fondi di diritto Estero che, con un apporto di quasi 6 miliardi in tre mesi (4 gestiti da gruppi esteri e 2 da gestori italiani), partecipano al consolidamento degli asset gestiti in questa tipologia di prodotti (55%) a dispetto di quelli investiti nei Fondi di diritto Italiano (45%), che accusa riscatti per quasi 6,2 miliardi di euro.

Gli AUM detenuti dai Gruppi italiani sono il 77% del totale, pari a 346 miliardi di euro. I Gruppi esteri detengono un patrimonio di oltre 103 miliardi, equivalente al 23% di tutto il patrimonio gestito.

Con il loro contributo i Fondi Chiusi hanno dato respiro al sistema fondi, raccogliendo 228 milioni di euro. Per loro il patrimonio in gestione è pari 39,4 miliardi.

GESTIONI DI PORTAFOGLIO

Nel corso dei mesi di aprile, maggio e giugno le Gestioni di Portafoglio hanno rastrellato somme complessive per un totale di 3,5 miliardi di euro. Alla fine del mese di giugno gli AUM superano i 505 miliardi di euro e pesano per il 51% degli asset dell’intera Industria.

Svettano su tutti i risultati di raccolta delle GPM retail e delle Gestioni di patrimoni Assicurativi che chiudono entrambi il trimestre con flussi per 2,3 miliardi di euro. I primi raccolgono quasi 6 miliardi da inizio anno ed hanno in gestione un patrimonio di 86 miliardi di euro. Per le gestioni assicurative i flussi da inizio anno sono pari a 12,6 miliardi e il patrimonio gestito è di 279 miliardi di euro. In attivo e pari a 479 milioni di euro la raccolta delle Gestioni di patrimoni previdenziali, che spinge gli asset fino a sfiorare la quota dei 32 miliardi di euro. Le GPF retail hanno messo a bilancio un dato di raccolta negativo di 659 milioni di euro. Gli AUM sono oggi pari a oltre 35,4 miliardi di euro.

Alla fine del mese di giugno il 72,7% degli AUM investiti nelle Gestioni di Portafoglio sono affidati alle SGR, il 15,4% è detenuto dai Gestori Esteri, alle Banche spetta l’11,3% degli asset in gestione e il restante 0,5% è nelle mani delle SIM.

Il documento completo 1 e 2

Giu 16 2010

Disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche, le Sim e gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale di cui l’art 107 TUB

La Banca d’Italia ha pubblicato sul proprio sito  le Disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche, le Sim e gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale di cui l’art 107 TUB per il recepimento delle modifiche alle direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE.

Mar 19 2010

Domenico Siniscalco eletto presidente Assogestioni

Oggi l’Assemblea annuale di Assogestioni ha eletto il prof. Domenico Siniscalco alla Presidenza dell’Associazione italiana del risparmio gestito ed ha rinnovato il Consiglio Direttivo, il Comitato Esecutivo e il Collegio dei Revisori.

Domenico Siniscalco, di formazione giuridica ed economica, ha coniugato nel suo percorso l’impegno accademico presso istituzioni italiane ed europee, l’esperienza di Ministro dell’Economia e delle Finanze e una carriera nel settore bancario che lo vede attualmente ricoprire l’incarico di Vice Chairman di Morgan Stanley International e Country Head per l’Italia.

L’Assemblea ha inoltre eletto i tre Vicepresidenti, rinnovando l’incarico a Pietro Giuliani, Presidente e Amministratore Delegato di Azimut SGR S.p.A. e nominando nel medesimo ruolo Giordano Lombardo, Presidente di Pioneer Investment Management SGR.p.A. e Mauro Micillo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Eurizon Capital SGR S.p.A.

Oltre al Presidente e ai Vice Presidenti, di diritto parte del Consiglio Direttivo e del Comitato esecutivo di Assogestioni, l’Assemblea ha eletto anche i restanti componenti degli organi associativi.

Il nuovo Consiglio Direttivo risulta così composto:

Presidente: Domenico Siniscalco

Vicepresidenti: Pietro Giuliani, Giordano Lombardo, Mauro Micillo.

Consiglieri: Sergio Albarelli Franklin Templeton Italia Sim S.p.A., Michael Atzwanger Pensaplan Invest SGR S.p.A., Marco Barbaro Bnp Paribas Asset Management SGR S.p.A., Paolo Basilico Kairos International Sicav, Andrea Beltratti Università Commerciale Luigi Bocconi, Marco Carreri Prima SGR, Pietro Cirenei Anima SGR S.p.A., Tommaso Corcos Fideuram Investimenti SGR S.p.A., Gianluigi Costanzo BG SGR S.p.A., Alessandro De Nicola Orrick, Herrington & Sutcliffe, Matteo Del Fante Cdpi SGR S.p.A., Luca Di Patrizi Pictet Funds SA, Guido Giubergia Ersel Asset Management SGR S.p.A., Massimo Greco JP Morgan Asset Management SGR S.p.A., Rodolfo Misitano Pirelli & C. Real Estate SGR S.p.A., Giampaolo Novelli Arca SGR S.p.A., Walter Ottolenghi Mediolanum Gestione Fondi SGR S.p.A., Michel Pelosoff Amundi SGR, Livio Raimondi Allianz Global Investors Italia SGR S.p.A., Piero Tosti Aletti Gestielle SGR S.p.A., Dario Valentino Investire Immobiliare SGR S.p.A.

I componenti indipendenti del Consiglio Direttivo sono il prof. Andrea Beltratti e l’avvocato Alessandro De Nicola.

In occasione della prima riunione il Consiglio Direttivo nominerà i restanti componenti del Comitato Esecutivo.

Sempre nel corso dell’Assemblea odierna i rappresentanti delle associate hanno eletto il Presidente e i componenti del Collegio dei Revisori, che risulta così composto:

Presidente: Diego Cavrioli Ubi Pramerica SGR S.p.A.

Vice Presidente: Fulvio Albarelli Euromobiliare Asset Management SGR S.p.A.

Membro Effettivo: Luca Tenani Schroder Italia Sim S.p.A.

Membro Supplente: Sergio Trezzi Invesco Asset Management SA

Membro Supplente: Giuseppe Malinverni Aureo Gestioni SGR.p.A.

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