Posts tagged: Claudio Raimondi

Mag 26 2013

Polizze dormienti Claudio Raimondi (Postevita) su Youtube

Su Youtube ho trovato questo breve filmato di un intervento di Claudio Raimondi, direttore marketing di Poste Vita, sul tema delle polizze dormienti.

Il problema non è che gli eredi non sanno della polizza (in percentuale pochi casi) ma delle errate informazioni date dagli uffici postali agli eredi.

Tipo la tenga sino a scadenza tanto la prescrizione è decennale come da norme contrattuali.

Di questo, almeno nel filmato, il Dr. Raimondi non nè ha parlato come non ha parlato del provvedimento dell’Antitrust 21913

Per evitare che gli eredi non sanno dell’esistenza della polizza basta inviare comunicazioni periodiche dell’esistenza della polizza ed agli eredi difficilmente sfuggirà la cosa. E per farle mantenere in vita il più a lungo possibile basta assicurare 2 o più teste ed inserire nelle norme contrattuali il differimento automatico alla scadenza del contratto assicurativo.

Qualche forma di tutela esiste basta inserire nei contratti norme già esistenti che all’estero sono di uso comune in questi contratti.

Ott 10 2012

Il Salvadanio di Radio 24 ritorna sulle polizze dormienti

Il Salvadanaio rubrica di Radio 24 è ritornata sul problema delle polizze dormienti in data 9 ottobre 2012 (Questo il link della puntata). Nella trasmissione oltre alla conduttrice Deborah Rosciani erano presenti l’Avv. Gagliardi di Mc ed il Dr. Claudio Raimondi, direttore marketing di Poste Vita.

Nella trasmissione si è parlato del provvedimento 21913 dell’Antitrust e della norma contenuta nel decreto crescita 2 che eleva la prescrizione da 2 a 10 anni (art. 2952 c.c.).

Il rappresentante di Movimento Consumatori si è autoelogiato vantando grandi meriti nella risoluzione del problema della polizze dormienti, ma sinceramente il suo nome e quello di Mc sulle polizze dormienti è venuto fuori solo dopo  aver scoperto il provvedimento dell’Antitrust, che ricordo è stato pubblicato a gennaio 2011. Da allora ad oggi Mc come mai non ha pubblicizzato quel provvedimento che per i prescritti di Poste Vita è di enorme importanza?

Il Dr. Raimondi è stato molto cauto nel dire come si comporterà Poste Vita nel liquidare le polizze prescritte se in maniera bonaria e se dopo una sentenza.

A mio avviso Poste Vita nel lontano 2010 doveva avvertire i contraenti delle proprie polizze a mezzo lettera raccomandata, solo agendo così Poste Vita ora sarebbe tutelata dalle richieste di liquidazione di cui  sarà subissata a seguito del provvedimento 21913 dell’Antitrust. Perché in giudizio sarà Poste Vita a dover dimostrare di aver inviato una comunicazione al contraente della polizza per annunciargli che le condizioni di contratto che prevedevano la prescrizione del contratto a 10 anni non erano più valide a seguito dell’entrata in vigore della legge 166-08. Questo errore procedurale ora a Poste Vita costerà molto caro, non per niente le associazioni consumatori annunciano in massa azioni legali. Quando le cause non erano all’orizzonte le associazioni consumatori dopo l’approvazione del DL 40/2010 dove erano?

Comunque sarebbe auspicabile che Poste Vita liquidasse tutti gli aventi diritto dietro una semplice richiesta perché se questi malcapitati iniziano a segnalare i propri casi all’Antitrust quest’ultimo quasi certamente sanzionerà Poste Vita per non aver ottemperato ad un loro provvedimento.

Sulle cifre in ballo il dr. Raimondi non si è pronunciato. Purtroppo non è il solo a non dare numeri, neanche da Consap e Mef si riescono a conoscere gli importi versati dalle compagnie. Questo è un brutto segno perché di sicuro le cifre in ballo ammontano a centinaia di milioni di euro.

Ricordo che con l’elevazione della prescrizione a 10 anni i versamenti al Fondo vittime delle frodi finanziare devono essere fatte solo per le polizze prescritte dal 28 ottobre 2008 ad ottobre 2010 (il giorno è quello antecedente la pubblicazione del decreto crescita 2 sulla Gazzetta Ufficiale). Questo non vale per gli assicurati di Poste Vita che in virtù del provvedimento dell’Antitrust hanno diritto al rimborso se a suo tempo il contraente della polizza non fu avvisato del cambiamento avvenuto con la legge 166-08.  Per gli ex prescritti dopo ottobre 2010 a seguito dell’elevazione della prescrizione le polizze ora non sono più prescritte e possono essere tranquillamente liquidate da parte delle compagnie agli aventi diritto. Ad essere precisi anche Poste Vita è tenuta al versamento ma le somme in base al provvedimento Antitrust dovranno essere versate da Poste Vita e potete immaginare il salasso finanziario che subirà, comunque tranquilli la solidità di Poste Vita non ne risentirà. Sempre per essere preciso le somme prescriite prima del 28 ottobre 2008 sono già versate al Fondo vittime crack finanziari.

Si parla sempre di Poste Vita perchè nelle condizioni contrattuali di quasi tutte le sue polizze aveva elevato la prescrizione a 10 anni. Delle altre compagnie si parla poco perché non avevano tale clausola ma posso assicurarvi i base alle persone che scrivono a questo Blog che sono in numero elevato ed anche numericamente superiori a quelli di Poste Vita.

Sarebbe anche auspicabile che si trovi una soluzione anche per gli assicurati delle altre compagnie che purtroppo hanno avuto la polizza prescritta nel periodo 28 ottobre 2008 ad ottobre 2010. Faccio appello agli On. Froner (Pd), Nannicini (Pd) ed al Dr. Lirosi, responsabile consumatori del Pd, a cercare di trovare una soluzione per quest’ultime persone che al momento risultano escluse. Solo così si può scrivere la parola fine al fenomeno delle polizze dormienti.

Il mio consiglio è di richiedere sempre il rimborso alle compagnie ed in base alle risposte di agire di conseguenza.

 

 

Ago 29 2010

Polizze dormienti gli ultimi aggiornamenti

Ritornando al mio precedente post vi aggiorno su alcune cifre gentilmente fornitemi dal Dr. Claudio Raimondi, direttore marketing di Poste Vita. Sono state rimborsate circa 6000 polizze per un controvalore oscillante tra i 35-40 milioni di euro. Nessuno ha avuto il rimborso negato e per quelle prescritte (molte poche) vengono vagliate molto attentamente ed in genere con esito positivo per il rimborso. Ci sono un centinaio di polizze bloccate perché i beneficiari hanno intrapreso azioni legali nei confronti di Poste Vita.

Sulla questione dell’apertura dell’istruttoria dell’Antitrust a Poste Vita sono fiduciosi che si andrà verso l’archiviazione, personalmente conoscendo il modus operandi dell’Antitrust non sarei tanto fiducioso e per il prossimo 30 novembre (data di chiusura del procedimento) prevedo qualche brutta notizia per Poste Vita.

Sulla questione del riconoscimento degli interessi legali Poste Vita non ha cambiato opinione e non intende riconoscerli, a mio giudizio sbagliando perché essendo cifre piccole (ad esempio su 15000 euro gli interessi sarebbero circa 150 euro) Poste Vita pagando somme modeste avrebbe mostrato di essere largamente dalla parte degli assicurati riconoscendo somme (interessi legali) per il periodo di blocco delle polizze da rimborsare, evitando qualche azione legale davanti ai Giudici di Pace.

L’ultimo aspetto che non capisco è perché non sblocchino il pagamento a chi ha fatto causa a Poste Vita, è vero che è un modo per far chiudere il contenzioso però se qualche testardo continua Poste Vita come si giustificherà davanti al Giudice per il blocco del rimborso? Non è pericoloso per Poste Vita l’emissione di una sentenza su questo spinoso problema?

Queste le ultime notizie sul fronte di Poste Vita, nei prossimi giorni/mesi speriamo che arriveranno buone notizie anche per i rimborsi di competenza di Consap, ma su questo fronte a mio avviso i tempi saranno molto lunghi.

Mag 28 2010

Polizze dormienti qualche informazione utile

Le lettere con il modello di autocertificazione dovrebbe essere stato ricevuto da tutti i beneficiari di Postevita. Se qualcuno di voi non l’ha ancora ricevuto questo ritardo è da imputarsi a qualche problema nel recapito della corrispondenza della propria zona o che ha cambiato domicilio senza averlo comunicato a Postevita. In questo caso è sufficiente, come ci informa il dr. Raimondi, compilare a mano il modulo di autocertificazione che trovate sul sito di Postevita in questo caso bisogna riportare con esattezza il numero della polizza e compilare il modello per ognuno dei beneficiari.

Altra notizia interessante, sempre fornitaci dal dr. Raimondi, è sui tempi di liquidazione. Nelle prime due settimane di giugno tutte le polizze che avranno tutta la documentazione completa saranno liquidate ai beneficiari, comunque i tempi non superennano i 30 giorni da conteggiarsi dalla data di ricezione del modulo di autocertificazione.

Da segnalare che degli oltre 12 milioni di euro che le compagnie verseranno al Fondo anticrack neanche in questa tornata Postevita verserà un cent. Per il semplice fatto che non risultano polizze prescritte dopo il 27 ottobre 2009. Ricordo che il prossimo versamento al fondo è per le polizze prescritte fino al 31 dicembre 2009, per quelle del 2010 il versamento avverrà fra un anno (31 maggio 2011).

Dopo Cnp Unicredit Vita finora non ci sono giunte notizie di altre compagnie che hanno liquidato polizze ai beneficiari. Ci sono stati segnalati casi in cui i beneficiari stentano a ricevere informazioni sulla sorte delle loro polizze con queste compagnie: Arca Vita, Polo Sud Vita, MPS Vita. E’ opportuno che segnalate i problemi che avete con le vostre compagnie per consentirci di avere un quadro completo della situazione. Ed è opportuno segnalare anche se riceverete l’assegno per assegnare il secondo posto ad una nuova compagnia.

Mag 12 2010

Polizze dormienti – Commenti ed aggiornamenti

Con la pubblicazione di ieri delle risposte del Dr. Raimondi (Postevita) che potete leggere qui sui vari forum sono stati pubblicati i primi commenti. Solo dai commenti pubblicati su questo blog si può capire come alcune affermazioni del Dr. Raimondi sono state contestate dai vari beneficiari. Le contestazioni maggiori riguardano il famoso art. 10 del condizioni del contratto, e gli archi temporali di comunicazione della variazione dovuta alla legge 166-08.

Gli interventi più significativi sono quelli della Sig.ra Daniela che afferma di essere stata avvisata solo nel settembre 2009, la Sig.ra Maria scopre solo nell’aprile 2009 l’amara realtà, la Sig.ra Ivana scopre l’amara realtà nel maggio 2009 a seguito della trasmissione Mi manda rai3, più emblematica è la storia della Sig.ra Michela che dopo la morte del nonno sono andati in posta per le procedure successorie inerenti altri prodotti postali ma invitati a tenere in vita polizze per 150.000 euro, in questo caso la signora ha documentazione certa su quello che ha affermato. La storia del Sig. Matteo oltre ad essere comune con quelle già dette ha un qualcosa in più, la polizza è stata fatta al nonno quando aveva l’età di 82 anni.

Siccome è opportuno avere un quadro completo sulle tempistiche di informazione ricevute da Postevita sarebbe opportuno che inseriste il vostro commento qui-link raccontando la vostra storia inserendo le date e citando il nome dell’ufficio postale. Cosi facendo contribuite a rendere più chiari i vari comportamenti e fate emergere le date di eventuali comunicazioni da parte di Postevita o da Poste Italiane.

Ricordo che la legge 166-08 è stata pubblicata il 28 ottobre 2008, la trasmissione di Mi Manda rai3 è andata in onda nel maggio 2009 ed il primo articolo apparso su un quotidiano nazionale (Corriere della Sera) è apparso il 10 luglio 2009. Il primo post sulle polizze dormienti è apparso su questo blog il  29 aprile 2009

Ieri al Senato sono iniziati i lavori per la conversione in legge del DL 40-2010 (Incentivi) presso le commissioni 6 (Bilancio e Tesoro) e 10 (Industria), la discussione in aula è prevista per il prossimo 18 maggio. Ricordo che il decreto deve essere convertito in legge entro il 25 maggio pena la sua decadenza. Anche se i tempi sono ristretti è auspicabile che al Senato vengano ripescati gli emendamenti presentati alla Camera dei Deputati dal Pd.

E’ importante agire sulla prescrizione portandola a 10 anni, se non si fa questo di polizze dormienti continueremo a parlarne per molto tempo ancora. Oltre a salvare gli sfortunati che hanno visto i loro risparmi versati al Fondo anticrack e i numerosi casi di beneficiari di polizze prescritte dopo il 28 ottobre 2008.

Mag 11 2010

Polizze dormienti le risposte del dr. Raimondi (Poste Vita) ad alcune domande

1) Come mai Poste Vita sul c.d. problema delle polizze dormienti è la compagnia assicurativa più coinvolta?

1)       Non abbiamo la certezza di essere la compagnia più coinvolta, ma per colloqui con colleghi e per la mia conoscenza del mercato, direi proprio di si. Ovviamente questo è da mettere in relazione diretta al fatto che noi siamo da diversi anni la compagnia più grande del mercato in termini di nuovi contratti prodotti e che all’incirca abbiamo circa 4 milioni di contratti vita in portafoglio,  mentre la concorrenza più vicina nella graduatoria nazionale non raggiunge questi numeri. Per darle un’idea di queste misure di grandezza, tenga presente che l’altra compagnia, il cui caso in questa vicenda veniva sempre citato insieme a quello di Postevita, ha un portafoglio che non supera il 35% del nostro. Tenga poi anche conto che il problema si è sostanzialmente verificato con i prodotti assicurativi finanziari di tipo linked, i soli che si prestavano (purtroppo, ndr), a giudizi di convenienza (!!!) sull’opportunità o meno di scegliere il momento migliore per uscire dal contratto (!!!), ignorando che qualsiasi contratto assicurativo legato alla vita umana “cessa di esistere” al verificarsi del sinistro.

1b) Per essere precisi secondo i dati resi noti nei giorni scorsi dall’Ania siete il sesto gruppo assicurativo italiano conferma questo dato?

Si, è così. Il dato si riferisce pero sia al mercato vita, sia al mercato danni e tenga inoltre presente che quando si parla di Gruppi, ci si riferisce all’insieme delle compagnie che li compongono (tanto per darle un’idea il primo gruppo assicurativo è composto da 11 compagnie). Parlando di singola compagnia e del solo ramo vita Postevita è stata la seconda compagnia nel 2006, la prima nel 2007, la prima nel 2008 e la seconda nel 2009, superata solo da Mediolanum che, come dichiarano nella loro pubblicità e sul loro sito, raccolgono moltissimi nuovi premi spostando su contratti vita tutti i depositi bancari che eccedono le 12.000 €. Parlando di raccolta “normale” (cosiddetta “stand alone”, cioè non vendita “abbinata” di prodotti assicurativi e servizi finanziari) Postevita anche nel 2009 è dunque ancora largamente la prima compagnia vita in Italia.

2) Come mai offrite alla vostra clientela generalmente abituata ad investire in tranquilli libretti postali e buoni fruttiferi postali delle polizze index linked?

2)       Postevita è nata 10 anni addietro e soprattutto nei primi anni di vita, fino al ‘03,  ha venduto più o meno quello che offrivano tutte le compagnie, soprattutto quelle di tipo bancassurance, ovviamente nel rispetto delle regole allora vigenti. Contrariamente ai mix di raccolta degli altri, Postevita ha, però subito dopo la fase di avvio, dal 2004 in poi, immediatamente cambiato rotta cominciando a basare la propria offerta su prodotti “tradizionali” garantiti al 100% dalla compagnia, distinguendosi come compagnia assicurativa al 100% e non come un compagnia che vende “anche” i prodotti assicurativi. Non lo sa forse nessuno ma Postevita è la compagnia che in Italia  vende più di tutti il prodotto “caso morte”, più delle compagnie a storica vocazione assicurativa,  (n.b. il prodotto è venduto “stand alone” e non nascosto in contratti di natura finanziaria, ndr). E non sa nessuno che il 43% della raccolta dei piani previdenziali (PIP) venduti in Italia sono appunto distribuiti da Postevita (dato a tutto marzo 2010) . TCM e PIP connotano quindi la  compagnia come compagnia a vocazione assicurativa che vende assicurazioni e non finanza. E’ vero, abbiamo ripreso a vendere nel corso del 2009 anche i prodotti di tipo index linked dopo la bufera economica mondiale. Ma anche qui Postevita segue oggi una strada di sicurezza: tutte le polizze index che collochiamo sono garantite al 100% dalla Compagnia, e siamo stai i primi in Italia a farlo. Gli altri, piano piano, ci stanno seguendo; qualsiasi cosa succeda ai mercati finanziari di tutto il mondo i clienti che sottoscrivono una index linked con Postevita non rischiano nulla: la “promessa” scritta in polizza viene integralmente garantita dalla compagnia (confronti quello che le scrivo con i fascicoli informativi delle index lanciate a partire dallo scorso anno). In questa logica di difesa totale del risparmio delle persone, anche la vendita delle index può avere un senso. Una parte dei risparmi può essere allocata su prodotti tradizionali che si prestano ad essere smobilizzati quando il cliente vuole (le nostre polizze non hanno nemmeno 1 euro di penalilzzazione in caso di uscita anticipata) ed una parte, si può mettere sul prodotto linked, sperando nel mercato. Male che va, anche questa parte non rischia nulla ed ha comunque garantito, a scadenza, sia il capitale sia un rendimento minimo. Ovviamente i nostri clienti sanno che contrariamente a quello tradizionale il prodotto index linked deve essere sottoscritto solo con l’idea di aspettare la scadenza ed è anche per questo motivo che dopo tutto l’iter delle valutazioni pre-contrattuali (verifica dell’adeguatezza dell’acquisto) il processo di vendita si blocca se il cliente dichiara un orizzonte di investimento inferiore alla durata della polizza.

2bis) Garantite il capitale a scadenza al 100% però su alcuni contratti index il capitale non è garantito al 100% per la premorienza e per quest’aspetto che alcuni beneficiari affermano che dagli impiegati postali sono stati consigliati a rimanere nell’investimento fino alla scadenza, tanto la prescrizione è decennale, per non subire perdite in conto capitale. Smobilitare polizze index anzitempo a volte provoca perdite considerevoli in conto capitale ed a molti clienti si è fatto il passaggio tra i tranquilli buoni fruttiferi postali a polizze index non trova un pò ardito questo tipo di allocazione del risparmio? Verificate mai a campione se il cliente conferma le risposte date ai questionari di adeguatezza?

Come le dicevo, tutti i contratti index che abbiamo lanciato a partire dallo scorso anno garantiscono il 100% del capitale a scadenza ed il 100% del capitale in caso di morte ed anche lo smobilizzo in anticipo non è più così penalizzante come un tempo, come indicato nelle modalità di riscatto dei prodotti che stiamo vendendo. Rimane ovviamente prioritario quello che ho scritto nell’ultima parte della risposta precedente. Se non si ha la certezza, almeno a priori, che questi soldi possono essere tenuti nel prodotto per l’intera durata contrattuale non si debbono comprare e noi, se il cliente ce lo dice, non li vendiamo.

Concordo con lei che nel passato quello che scrive nella domanda è stato, solo parzialmente però, il motivo di molte mancate comunicazioni di decesso: purtroppo si era portatati a scegliere il momento opportuno per comunicarlo all’azienda. Dico “parzialmente”, perchè si deve tenere presente che tutte le polizze avevano comunque una integrazione di 5.000 € in caso morte, e dunque per premi medi inferiori a 12.000 € (quello delle polizze in oggetto era circa la metà) si aveva sempre la certezza di restituzione del capitale versato. Comunque, ripeto, quando si verifica il decesso la polizza cessa di esistere e quindi la pratica di non dichiararlo era, ed è, una pratica scorretta.

3) Uno dei motivi che i beneficiari di polizze prescritte è di riferire che gli impiegati postali ai quali si sono rivolti per comunicare la morte dell’assicurato hanno sempre consigliato di tenere in vita la polizza sino alla scadenza naturale del contratto?

3)       Su questo tema ho già risposto al punto 1. Quando la compagnia ha notizia del decesso la polizza finisce immediatamente. Ciò premesso non escludo che colloqui in buona fede reciproca tra clienti ed operatori (che in molte piazze sono anche “conoscenti”) possano aver portato i beneficiari a fare altre valutazioni e non a comunicare ufficialmente alla compagnia l’avvenuto decesso.. D’altra parte fino ad oggi era stato possibile “gestire” senza danni queste comunicazioni tardive proprio perché la compagnia poteva seguire la propria politica tutta rivolta a non penalizzare questi ritardi. Tenga presente che anche con l’uscita della legge 166, in piena bufera/querelle sui “sinistri  dormienti”  la compagnia… ha continuato a liquidare i sinistri dichiarati nel 2009 accaduti prima del 1° gennaio 2005 perché in quel caso non c’era l’obbligo di versarli al Fondo.

3bis) Su questa problematica oltre alle numerose testimonianze di beneficiari esistono dei video trasmessi nella trasmissione Mi manda rai3 effettuati molti mesi dopo l’entrata in vigore della legge 166-08, ha mai visionato questa trasmissione?

Si il video li ho visti ed ho anche partecipato telefonicamente alla trasmissione. Non si trattava però di molti mesi ma di pochi mesi dopo. In quella trasmissione furono intervistati molti operatori e non solo quelli degli uffici postali, e tra tutti, quegli degli UP fornirono risposte migliori. Tenga però presente che quello che si diceva a marzo o ad aprile non aveva nessuna influenza sul problema perché la prescrizione si era verificata per cose accadute anni e anni prima. Su quello che è successo dopo il 27 ottobre 2008 siamo intervenuti sia in termini formativi con la rete, sia direttamente con i clienti attraverso tutte le comunicazioni sistematiche che l’azienda è tenuta a fare per normativa (avvisi di scadenze, e/c rivalutazioni annuali, comunicazione annuale, ecc.); per non parlare delle comunicazioni su web o affisse presso gli UP. E’ per questo motivo che sono convinto che adesso il problema non esiste più, ed è questo il motivo che noi non abbiamo nessuna polizza prescritta per situazioni verificatesi post 166/08.

4) Gli impiegati postali non sono stati messi a conoscenza che con la premorienza dell’assicurato la polizza deve essere rimborsata?

4)       Ovviamente si. Gia da fine 2008 il battage interno è stato martellante. Tenga poi presente che le prime prescrizioni “vere” (post 166/2008) sono quelle che si verificavano (richieste pervenute) dopo ottobre 2009. Di tutti i casi che trattiamo, anche qui, non ne abbiamo uno che è incappato nella nuova legge, segno quindi che le cose stanno funzionando bene sia a livello di rete si a livello di comunicazione ai clienti.

4bis) può indicare la data della prima circolare che istruiva la rete di vendita di questa importante novità?

Come le dicevo alla domanda 3-bis gli interventi sono stati tanti e non solo sulla rete. La cosa importante da sottolineare è che non c’è stato nessun comportamento tenuto dalla rete dopo l’entrata in vigore della 166-08, che ha creato un danno, anche minimo, ai nostri clienti. Questo posso assicurarlo al 100% perche, come detto, i 9.000 di cui si parla sono tutti relativi a situazioni retroattive.

5) una peculiarità dei contratti di Poste Vita è una clausola contrattuale che di fatto eleva la prescrizione a 10 anni perché non avete mantenuto fede a questa clausola dopo l’entrata in vigore della legge 166-08 (Alitalia)? Ricordo che la legge 166-08 eleva il periodo di prescrizione previsto dall’art. 2952 c.c. da 1 a 2 anni, ma non rende nulli patti in deroga?

5)       Noi non abbiamo utilizzavamo nessuna dizione che potesse riportare ad una prescrizione decennale. La nostra era solo una politica aziendale. Le assicuro che se non fosse stato così tutti i beneficiari sarebbero stati pagati nei soliti 15/20 giorni che normalmente ci impieghiamo per liquidare un sinistro caso morte….e noi  ci saremmo evitati tutti i problemi che sono sorti a seguito dell’entrata in vigore della legge.
5bis) Vuol dire che molte persone che hanno letto l’art. 10 hanno sbagliato a capire cosa sta scritto, anche un ex magistrato ora deputato (Luigi de Magistris) nel suo blog da un’interpretazione per una lettura di estensione della prescrizione, anche un ex magistrato oltre ad alcune associazioni consumatori che sono pronte per una causa risarcitoria non comprendono l’esatto significato di quell’articolo?

Ci creda, saremmo tutti più felici se fossero corrette le interpretazioni che lei sottolinea. Anche senza entrare in temi di “etica”, mi limito ad evidenziare che per Postevita i soldi escono lo stesso e quindi per noi l’ideale era poterli versare ai beneficiari. Ovviamente rispettiamo le idee e le interpretazioni di tutti. Personalmente, sempre con il massimo rispetto cercando di essere il più possibile oggettivo, trovo “naturale” che una associazione dei consumatori dica il contrario…. e trovo invece “innaturale” che una compagnia che ha tutto l’interesse ha rispettare gli impegni con i propri clienti faccia invece l’opposto, non crede? Comunque, con la modifica della legge, il tema è superato.

6) Con l’entrata in vigore della legge 166-08 avete istruito la vostra rete di vendita di questa importante variazione? Con quali tempistiche ed in quale forma? Come si spiega che anche dopo l’entrata in vigore della legge 166-08 gli impiegati postali continuavano a consigliare di tenere la polizza sino alla scadenza perché si prescriveva dopo 10 anni?

6)       Credo di aver risposto sull’argomento alla domanda numero 4. Io personalmente non credo che la nostra rete distributiva, quella che materialmente tratta le polizze, dica quelle cose. Se me ci cita qualche caso concreto in cui ciò accade sono pronto a smentirmi e a correggere, oltre che ad intervenire. Questa, naturalmente, non è una sfida, sono sinceramente convinto che ciò non può accadere e la riprova è che non c’è nessun “sinistro dormiente” post 2008.

7) Avendo le vostre polizze la clausola che elevava nei fatti la prescrizione a 10 anni, Poste Vita non ha ritenuto opportuno, anche se la legge non lo prevedeva, di inviare una comunicazione ai propri assicurati per comunicare che quella clausola non poteva più essere rispettata a seguito dell’entrata in vigore della legge 166-08? Nei fatti ci troviamo con una variazione contrattuale che secondo il Codice del Consumo  doveva essere comunicata agli assicurati a mezzo lettera raccomandata, e quest’ultimi avevano anche la facoltà di recedere dal contratto senza alcun onere, Poste Vita su questa interpretazione cosa ha da dire?

7)       Alla domanda ho già risposto; le comunicazioni l’abbiamo fatte e, sottolineo  che dai contratti di Postevita (tutti, ndr) si può uscire sempre quando si vuole senza oneri/penalizzazioni.

7bis) la comunicazione che sta arrivando in questi giorni porta la data di aprile 2010, la legge 166-08 è stata pubblicata il 28 ottobre 2008 non le sembra che è una comunicazione molto tardiva?

Quella lettera è solo una delle comunicazione che vengono inviate ai clienti e non “la comunicazione” (la rimando alla risposta 3 bis).

8.) Con il DL 40-2010 (Incentivi) Poste Vita ha annunciato l’invio di un questionario di autocertificazione ma finora nessuno l’ha ricevuto ci potrebbe indicare delle date certe? Per il rimborso avete intenzione di riconoscere gli interessi legali maturati dal 31 giorno dalla data di ricezione della prima richiesta di rimborso sino alla data di effettivo pagamento (per evitare equivoci questa procedura si intende per richieste complete di tutta la documentazione)? Per le errate informazioni ricevute dagli aventi diritto Poste Vita e/o Poste Italiane hanno previsto qualche bonus per evitare successive cause risarcitorie?

8.)       I clienti dovrebbero averlo già ricevuto ma credo che domani potrà trovarlo anche sul sito. Sugli interessi di mora non credo ci sia molto da discutere. Che i soldi possono tornare dal cliente lo ha stabilito solamente il decreto incentivi (peraltro ad oggi non ancora legge). Nessun ritardo quindi da parte nostra, se la legge 166 non avesse cancellato il diritto dei beneficiari noi avremmo come al solito pagato entro il 30° giorno.

8bis) quindi questa autocertificazione è già arrivata? il decreto è valido ed una compagnia ha già liquidato i propri aventi diritto perchè voi continuate ad aspettare la conversione in legge del decreto? Negando il pagamento degli interessi non si esponete a molte cause risarcitorie?

L’autocertificazione credo sia già arrivata perché alcuni clienti ci hanno già contattato. Anche capire cosa si doveva fare non è stato così semplice come si crede. Gestire la liquidazione di 50-100 contratti è sicuramente agevole, mentre gestire una “liquidazione massiva” su n-mila persone senza fare errori di alcun genere richiede oggettivamente tempo, così come la ri-verifica puntuale dei diritti di ognuno, sui quali confesso non si era inizialmente pensato, ma che invece, come capirà, è un tema obbligatorio a distanza di qualche mese, anche un anno, quei soldi potrebbero legittimamente appartenere ad altri (eredi di beneficiari, persone maggiorenni e non tutori, eredi testamentari, ecc.). Mi chiedo se chi ha “immediatamente” liquidato abbia rispettato questo obbligo. Sottolineo che noi gli interessi li pagheremo se impiegheremo più di un mese a liquidare dal momento del ricevimento dell’auto-certificazione; non credo che altri, anche i più veloci, abbiano liquidato interessi. E’ vero, forse ci esporremo anche a cause ma il tema, purtroppo, non è di natura opportunistica (le cifre di cui si parla, peraltro, se si fanno “due conti”, sono irrisorie) ma è semplicemente quello dell’esistenza o meno di un diritto.

9) Sul web e sul mio blog ci sono notizie confuse di alcune condanne inflitte da vari tribunali a Poste Vita, queste notizie corrispondono alla realtà o sono delle invenzioni? In caso affermativo che tipo di condanne avete avuto?

9)       Nessuna notizia di condanna è vera. Purtroppo è stata una stampa locale (credo in Emilia Romagna) a far girare la notizia della condanna. La realtà dice invece quello che le ho scritto. Peraltro sarebbe molto facile smentirmi tirando  fuori i nomi di chi avrebbe vinto la causa con Postevita.

9bis) Sul mio blog una signora afferma di avere in corso una causa che si sta discutendo presso il tribunale civile di Sanremo, questo fatto le risulta?

Abbiamo ricevuto un numero esiguo di decreti ingiuntivi ai quali ci siamo peraltro opposti. Tutto qua. Ripeto, non c’è nessuno in Italia che possa dire di aver vinto una causa con noi su questo tema. Reputo peraltro che con la modifica legislativa ed il pagamento ai beneficiari andranno “fisiologicamente” a chiudersi tutti i contenziosi.

10) E’ Noto che Poste Vita non ha versato neanche un centesimo al Fondo anticrack, potete dire quale sarà il vostro comportamento nei confronti delle polizze prescritte dopo il 28 ottobre 2008? Gli iniziali 10000 che poi sono diventanti 9000 sono una semplice precisazione del numero esatto o la differenza di 1000 è da imputare alle polizze prescritte dopo il 28 ottobre 2008? Finora abbiamo parlato di numero di polizze può quantificare il valore monetario di queste polizze?

10)   Per fortuna il balletto dei numeri non dipende da quello; le cifre che si sono dette sono sempre state oggetto di interpretazioni fantasiose. La cosa importante è che non abbiamo nessun prescritto “vero” post legge. La verità è che i numeri possono aumentare ogni giorno quando qualcuno “trova” la polizza del padre o del congiunto in un cassetto dimenticato (come accade tutt’ora). Dopo il ritorno delle lettere sapremo con certezza quali sono i numeri in ballo ma la cosa certa è che per Postevita nessuno ne è rimasto fuori.

10bis) Faccio un esempio. Premorienza dell’assicurato 20 gennaio 2008 richiesta di liquidazione da parte dei beneficiari il 1 febbraio 2010. Postevita considera questa polizza prescritta o a seguito del DL 40-2010 la paga senza obiettare nulla?

La legge stabilisce che questa polizza sarebbe prescritta e Postevita non potrebbe fare altro che versare quei soldi al Fondo. Questi casi ancora non si sono verificati; non escludo però che nel futuro qualcuno possa ancora ri-trovare polizze appartenute a congiunti defunti da più di due anni e quindi incorrere nuovamente nel problema. Tenga però presente che il problema è nato per la retroattività della norma, perché come ho avuto modo di dire i casi nuovi su 9.000 potenziali beneficiari, sono al momento inesistenti.

Mag 09 2010

Polizze dormienti i fatti della settimana

La settimana che si è chiusa oggi era iniziata sotto buoni auspici per una positiva conclusione delle c.d. polizze dormienti, la doccia fredda è arrivata quando il Governo ha posto la fiducia sul decreto incentivi (DL 40-2010), con quest’atto tutti gli emendamenti decadono e per questo motivo sono saltati gli emendamenti proposti dal Pd e condivisi anche dalla maggioranza. Ora non resta sperare nella riproposizione degli stessi emendamenti al Senato. Ricordo che l’attuale testo “salva” solo i beneficiari di polizze i cui proventi non siano stati versati al fondo anticrack e che la prescrizione sia anteriore al 28 ottobre 2008, in tutti gli altri casi non si ha diritto al rimborso.

Un’altra notizia di rilievo sempre sulla spinosa questione delle polizze dormienti è la scambio email tra la Sig.ra De Luca ed il Dr. Raimondi di Poste Vita. In questo scambio di email abbiamo appreso come Poste Vita ha intenzione di procedere e da quale data vuole conteggiare gli interessi maturati. Sul conteggio degli interessi reputo del tutto sbagliata l’interpretazione di Poste Vita, a mio parere gli interessi devono essere conteggiati a partire dal 31 giorno dalla data di ricezione della prima richiesta di rimborso da parte dei beneficiari. Questo perchè Poste Vita è restata sempre in possesso di queste somme.

Varie volte nei giorni scorsi ho suggerito di intraprendere iniziative per sollecitare soluzioni per i beneficiari che sono stati esclusi dal rimborso. Inizialmente nessuno ha preso in considerazione questi suggerimenti, poi improvvisamente sul forum di Aduc ci sono stati interventi anche duri che hanno iniziato a smuovere le acque. Ora bisogna vedere se dalle parole si passerà ai fatti.

Ora non resta aspettare la discussione che inizierà al Senato, naturalmente si spera che l’art. 2 comma 4 del DL 40-2010 venga migliorato. E si spera che il periodo di prescrizione venga portato a 10 anni, se questo non avverrà in tempi brevissimi ci ritroveremo  a parlare delle polizze dormienti per molto tempo. Solo negli ultimi 4 giorni mi hanno contatto una decina di persone per raccontarmi la loro storia  e nello scoprire solo in questi giorni a seguito della lettera che Poste Vita sta inviando in questi giorni agli  assicurati che comunica le variazioni apportate dalle legge 166-08 di essere beneficiari di una polizza che nel frattempo si è prescritta. Mi domando ma quante altre persone non sanno ancora di avere una polizza prescritta?

Mag 07 2010

Continua lo scambio email tra la Sig.ra Carmela De Luca ed il Dr. Raimondi (Poste Vita)

Continua lo scambio email tra la Sig.ra De Luca ed il Dr. Raimondi, direttore marketing di Poste Vita, e visto che sono stato citato di persona e meglio precisare e commentare alcuni aspetti di questo fruttuoso scambio di email.

in effetti quello che dice ha ragione ed è per questo che spero di far riuscire a pubblicare entro 10-15 giorni i valori storici di tutti i prodotti index e unit linked in portafoglio. Abbiamo proprio oggi analizzato il problema e dopo la fase realizzativa ed il test del prototipo, metteremo on line queste informazioni. Ogni giorno dalla data di emissione del prodotto ad oggi quei valori sono stati pubblicati sul sole 24 ore ma, purtroppo, non esiste un “contenitore” pubblico di tale informazioni. Ovviamente tutti i valori aziendali sono assolutamente certificati da enti esterni e riscontrabili oggettivamente.

Poste Vita ha recepito di pubblicare lo storico delle valorizzazioni di tutte le polizze emesse e qui va un plauso perchè aumenta la trasparenza.

Il discorso degli interessi purtroppo non è come qualcuno crede. La compagnia, infatti ha un impegno contrattuale che prevede il riconoscimento degli interessi legali su base giornaliera qualora la liquidazione venga effettuata dopo il 30° giorno dalla data di pervenimento di tutta la documentazione richiesta che ne verifichi la legittimità del diritto (n.b.: non dalla data di denuncia del sinistro). Il diritto di questa liquidazione per i beneficiari è stato però bloccato dalla legge 166/08. Da parte della compagnia non c’è quindi nessun obbligo a versare anche gli interessi. Questo è anche logico perché l’interesse legale è in buona sostanza una sorta di penale per un ritardo nell’eseguire (nella specifica situazione) una obbligazione finanziaria. Nel nostro caso ovviamente da parte nostra non c’è stato nessun ritardo perché non c’era, per legge, nessun obbligazione a versare quei capitali ai beneficiari.

Su questo aspetto il Dr. Raimondi non ha le idee molto chiare, e ne spiego il perchè. Nei miei scritti ho specificato che gli interessi decorrono dal 31 giorno dalla data di ricevimento alla compagnia della richiesta di rimborso della polizza.  Ricordo che contrattualmente la liquidazione deve avvenire entro i 30 giorni ed è altrettanto pacifico che dopo i 30 giorni il debitore (nel nostro caso la compagnia assicuratrice) deve corrispondere gli interessi che maturano sino alla data dell’effettivo pagamento. E’ del tutto improprio parlare di “sorta di penale”. Se proprio vogliamo parlare di “penale” queste possono essere le sanzioni che ogni tanto l’Isvap eroga alle compagnie perchè effettuano i pagamenti oltre i tempi stabiliti (questo è un esempio di carattere generale). Quindi esiste una bella differenza tra il pagamento degli interessi e il pagamento di penali. Entrando nello specifico il Dr. Raimondi dovrebbe sapere che la data da considerarsi valida è quella della prima richiesta di rimborso e non le date di successive richieste di rimborso o di solleciti di pagamento. E’ vero che il pagamento non è stato effettuato in virtù della legge 166-08 ma è anche vero che queste somme sono restate nella disponibilità di Poste Vita e non sono andate (fortunatamente) al Fondo anticrack, quindi negare il conteggio degli interessi dalla prima richiesta di rimborso è molto azzardato e se qualcuno si rivolge al giudice ordinario con molta probabilità quest’ultimo gli darà ragione. Mentre anche in presenza di segnalazioni all’Isvap quest’ultima non erogherà sanzioni alla compagnia perchè è stata impossibilita a pagare per il rispetto di una legge. La questione è un pò differente da come la descrive il Dr. Raimondi.

Sul terzo punto c’è purtroppo molta confusione. Da parte di Postevita, infatti, non c’è mai stata nessuna rinuncia preventiva alla prescrizione. Preciso infatti che la Compagnia ha costantemente seguito, in passato, la politica di non eccepire la prescrizione e pertanto, anche in caso di richieste di liquidazione tardive (nell’ambito dei dieci anni dall’evento, così come richiamato nella documentazione assicurativa consegnata ai clienti in occasione della conclusione dei contratti), procedeva comunque al pagamento delle somme. Peraltro, La politica in questione trovava fondamento anche nelle previsioni di una Circolare n. 403/D del 16 marzo 2000 emanata dall’Autorità di vigilanza (ISVAP) secondo la quale “appare […] opportuno che le imprese si dispongano, nella valutazione di richieste di liquidazione eventualmente tardive, in un’ottica di ragionevolezza onde evitare che il beneficio previsto dalla legge a loro favore in ordine alla certezza dei rapporti assicurativi si tramuti in un trattamento che può rivelarsi punitivo per il beneficiario, in specie quando questi – in condizioni umane non ideali a causa della perdita di uno stretto congiunto e/o per ragioni le più varie – non abbia potuto avere tempestiva conoscenza del proprio diritto ad una prestazione assicurativa la quale ha, tra l’altro, rilevante funzione previdenziale”. Solo successivamente con l’entrata in vigore della Legge, la Compagnia non ha potuto proseguire con la politica seguita in passato .

Su questo punto entriamo sull’interpretazione dell’art. 10 o 12 (a secondo dei contratti delle varie polizze)  sulla deroga alla prescrizione. Come è ben noto prima della legge 166-08 l’art 2952 del c.c. prevedeva la prescrizione ad 1 anno. A prescindere dell’esistenza della circolare Isvap che il Dr. Raimondi ha riportato, difficilmente le compagnie opponevano la prescrizione del contratto a richieste tardive di rimborso, posso tranquillamente affermare che per le polizze vita l’art. 2952 di fatto era ignorato quasi non esistesse. Quello che il Dr. Raimondi non spiega è perchè tutti interpretano quell’articolo come un’elevazione della prescrizione a 10 anni mentre solo Poste Vita che ha inserito quella clausola nei contratti  afferma che non è così. Perché questa interpretazione non l’avete spiegata per bene agli impiegati postali? Se molte persone si ritrovano con la polizza prescritta è perchè gli impiegati postali hanno fornito loro informazioni errate e voglio sperare che abbia approfondito l’argomento, perchè questa storia può avere risvolti davanti ai giudici ordinari. Pensi a chi ha testimoni su quello che è stato detto loro dagli impiegati postali.
Ora entro in considerazioni sul dopo l’entrata in vigore della legge 166-08 che variava in modo significativo i vostri contratti (ed alcuni vostri contratti prevedono la comunicazioni anche per variazioni legislative). Primo non avete dato informativa della variazione agli assicurati (per legge non ne eravate tenuti, questo è meglio sottolinearlo), alla vostra rete di vendita non ne avete dato notizia, solo in questo modo si giustificano l’errate informazioni date ai beneficiari che comunicavano il decesso dell’assicurato. L’Isvap ha emanato recentemente (dicembre 2009) disposizioni di informare gli assicurati della variazione dei termini di prescrizione e solo in questi giorni i vostri assicurati stanno ricevendo la comunicazione, e sono ancora in molti a non aver ricevuto alcuna comunicazione. Negli uffici postali solo di recente sono stati affissi degli avvisi scritti in buraticrese, quanti dei vostri assicurati hanno capito cosa significa quell’avviso? Non crede che ora si faccia chiarezza su questa importantissima questione.

La ringrazio anche degli stralci dei blog che anche noi, ogni tanto, guardiamo perchè ci interessa sapere cosa la gente pensa e interpreta ciò che accade. Personalmente ci dispiace leggere affermazioni proprio contro la nostra Azienda che forse è l’unica in tutto il mercato assicurativo che non ha mai avuto nemmeno un euro nei propri bilanci, dalla costituzione della compagnia ad oggi, proveniente da prescrizioni. Le persone sono però giustamente libere di pensare come credono e, se ritengono di aver subito dei torti dalla nostra azienda, far valere nelle giuste sedi i loro diritti. Mi lasci però solo commentare con lei quelle affermazioni di molte persone, relative al fatto che la prescrizione dei loro diritti è dipesa dalla “mancata tempestiva comunicazione” del cambiamento della legge da parte di Postevita. Questo è evidentemente falso e specioso in quanto, la retroattività della legge (che ricordo uscita il 27 ottobre 2008 ha definito prescritti tutti i sinistri accaduti (e non reclamati) dal primo gennaio 2005 al 27 ottobre 2007) ha fatto si che anche se noi nello stesso giorno in cui è uscita la legge avessimo comunicato a tutti i beneficiari quella novità legislativa (non immagino nemmeno come si poteva fare), i diritti sarebbero stati tutti egualmente prescritti proprio a causa dell’pplicazione retroattiva. La riprova è che il decreto incentivi (che peraltro ancora non è stato convertito in legge) per risolvere il problema non ha cancellato la legge ma ha soltanto dovuto cancellare la retroattività. Anche qui quindi nessuna colpa della compagnia.
Ovviamente, ripeto, ognuno è libero di pensare ciò che crede e di vederla come vuole, noi siamo assolutamente certi di aver sempre operato per il meglio con buona fede con professionalità e con… cuore. Non abbiamo mai pensato che il problema delle prescrizione fosse solo….. “un problema dei nostri clienti”; consideri che la modifica della legge ha oggi molti padri ma senza tema di essere smentito da alcuno le posso assicurare che Postevita ha svolto un ruolo “importantissimo” nella soluzione del problema.

Non so quali stralci del mio blog (o se anche di altri blog) le sono stati inviati ma rispondo per me. In tutto questo tempo ho semplicemente dato delle informazioni e non ho mai messo in dubbio la solidità di Poste Vita ma ho semplicemente evidenziato (tra l’altro ripetute anche in questo scritto) sulle anomalie che si sono verificate in base a informazioni che si sono rilevate errate e che sono state fornite da impiegati postali. Nessuno ha mai scritto che questo fenomeno riguardava solo voi, ma se legge altri articoli di questo blog troverà una “statistica” sulle persone che mi hanno contatto e troverà un alto numero di compagnie coinvolte. Il problema sul perchè si cita sempre Poste Vita è semplice, per vostra sfortuna avete la più alta percentuale di clientela impattata su questo problema. Nessuno mette in discussione la professionalità sua e dei suoi colleghi ma deve ammettere che la professionalità della vostra rete di vendita lascia molto a desiderare e voglio sperare che su questo aspetto vi rimboccate le maniche per evitare per il futuro il ripetersi di simili incidenti. Per fare un pò di polemica le ricordo che la parte della legge 166-08 (che era un decreto legge poi convertito nella 166) riguardante il fondo anticrack ha avuto molta eco sulla stampa e se consulti qualche archivio storico di alcuni grossi gruppi editoriali troverà molti commenti sull’argomento e troverà interessanti alcuni articoli sul lavorio sotterraneo svolto dalla lobby assicurativa di far inserire la norma che consentiva alle compagnie di non essere obbligate a dare comunicazione alla clientela come previsto dal Dpr 116-07.

Condivido con lei sul lavoro che avete fatto per l’inserimento dell’art. 2 comma 4 nel DL 40-2010 anche un bambino di prima elementare capisce che è un testo confezionato su misura per Poste Vita che guarda caso è una delle poche compagnie a non aver versato un centesimo al Fondo anticrack. Comunque mi permetto di suggerirle di fare ulteriori pressioni  sul Mef per migliorare quell’articolo per consentire anche ai vostri clienti prescritti dopo il 28 ottobre 2008 di beneficiare di questa sanatoria. E se riesce a far salvare anche gli sfortunati che hanno visti versati i loro soldi al fondo è ancora meglio.

Le sono molto grato delle sua risposte anche se avvenute per via indiretta, gli argomenti da chiarire sono ancora molti.

Mag 02 2010

Polizze dormienti il riepilogo della settimana

La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata dai lavori della commissione Finanze della Camera dei Deputati che ha esaminato gli emendamenti presentati al DL 40-2010.

Ho già scritto nei post precedenti che gli emendamenti presentati dal Pd (On. Nannicini ed altri) sono stati rinviati alla discussione nell’assemblea della Camera dei Deputati per decidere se possono essere inseriti nel DL. Ho anche dato notizia che il Sottosegretario Saglia si riservava di valutare l’effettivo impatto sul bilancio dello stato che l’emendamento dell’On. Nannicini avrebbe prodotto.

Ricordo che complessivamente sono stati presentati 6 emendamenti dal Pd e quello che più interessa è l’emendamento contradistinto dal numero 2.70 che riporto di sotto.

Proposta emendativa pubblicata nel Bollettino delle Giunte e Commissioni del 27/04/2010  [ apri ]
2.70.

Sostituire il comma 4 con il seguente:
4. A fini di razionalizzazione della disciplina della liquidità giacente su conti e rapporti definiti dormienti ai sensi della normativa vigente, le disposizioni del comma 345-quater dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni e integrazioni, si applicano esclusivamente ai contratti per i quali il termine di prescrizione del diritto dei beneficiari scade successivamente al 28 ottobre 2008. Gli importi eventualmente già versati al fondo di cui al comma 343 del citato articolo 1, sulla base delle disposizioni precedenti alle modifiche apportate dal presente comma, restano acquisiti dal fondo stesso salvo che non siano reclamati dai beneficiari entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
4-bis. All’onere derivante dall’attuazione del comma 4, pari a 10 milioni di euro per l’anno 2010, si provvede ai sensi dell’articolo 4, comma 9.

Conseguentemente, all’articolo 4, comma 9, dopo le parole per l’anno 2011 inserire le seguenti: e agli oneri derivanti dall’articolo 2, comma 4-bis, pari a 10 milioni di curo per l’anno 2010,.

Come si può leggere nell’emendamento è anche indicata la copertura finanziaria di 10 milioni di euro, ed è noto che la somma complessiva versata dalle compagnie assicurative al Fondo anticrack ammonta ad 8 milioni di euro. Quindi le verifiche che il Sottosegretario Saglia di sicuro avranno un esito positivo, pertanto è prevedibile che il Governo farà inserire l’emendamento nel  decreto. In questo modo si sanerà un grosso problema che ha coinvolto decine di migliaia di famiglie per una cattiva formulazione della legge 166-08 nella parte riguardante le prescrizioni delle polizze assicurative.

Quindi se nei prossimi giorni l’assemblea di Montecitorio approverà l’emendamento anche le persone che hanno avuto la sfortuna di aver avuto versato al Fondo delle vittime delle frodi finanziarie rivedranno i loro risparmi.

Altra notizia di rilievo è la risposta data alla Signora Carmela De Luca da parte del Dr. Raimondi, direttore marketing di Poste Vita. E’ vero che il Dr. Raimondi ha risposto ad un’email. Però è meglio mettere alcuni puntini sulle i alla risposta data alla Sig.ra Carmela.
Iniziamo dalla famosa lettera annunciata lo scorso 29 marzo e non ancora spedita da Poste Vita, il Dr. Raimondi elenca tutta una serie di procedure che Poste Vita deve eseguire, su questo punto concordo pienamente, ma il punto è un altro. Man mano che gli impiegati vagliano le singole posizioni si trovano con due soluzioni: a) pratica completa; b) documentazione mancante. Al verificarsi del punto b era dovere di Poste Vita inviare immediata comunicazione al beneficiario della polizza comunicandogli di consegnare la documentazione mancante. Per il punto a di comunicare al beneficiario di confermare che non si erano verificate modifiche negli aventi diritto. Tutto questo finora non è stato fatto e non mi si venga a dire che questo genere di lavoro da fine marzo ad oggi non è stato ancora fatto.

Altro punto da sottolineare nella risposta del Dr. Raimondi è sulla impossibilità di conoscere il valore di una polizza ad una data passata, se non inviando comunicazione scritta a Poste Vita. Il problema è risolvibile pubblicando sul sito di Poste Vita lo storico delle quotazioni settimanali delle polizze. Questa pubblicazione non viola alcuna norma della privacy.

Infine il dr. Raimondi deve sempre rispondere ad alcune domande:
1) Perchè Poste Vita non ha rispettato la clausola contrattuale dei 10 anni, il dr. Raimondi argomenti la risposta su basi giuridiche perchè nella legge 166-08 non trovo traccia di abolizione di norme di patti tra privati che allungano i termini della prescrizione previsti dall’art. 2952 c.c.;
2) Perchè Poste Vita vende prodotti Index linked a persone abituate ai libretti e buoni fruttiferi postali;
3) Cosa fa Poste Vita per preparare in modo adeguato il personale che vende le polizze considerato che non sanno che una polizza vita cessa la sua efficacia con la morte dell’assicurato.

Ora non ci resta di attendere la discussione nell’aula di Montecitorio. Specifico anche che personalmente non sono coinvolto in modo indiretto o indiretto nel c.d problema delle polizze dormienti.

Apr 27 2010

Ma Poste Vita e Poste Italiane non comunicano tra loro?

Nei giorni scorsi ho dato notizia che alcuni di voi hanno ricevuto la famosa lettera di Poste Vita annunciata lo scorso 29 marzo da Raimondi, direttore marketing di Poste Vita, queste persone si sono recate all’ufficio postale e con grande disappunto hanno costatato che gli impiegati non ne sapevano nulla.

Ora qui siamo semplicemente all’assurdo, Poste Vita invia le lettere che datano 8 aprile ma recapitate solo pochi giorni fa, i beneficiari si recano nei vari uffici postali e ricevono l’identica risposta dagli impiegati che non sanno come procedere e vengono invitati a ripassare fra qualche giorno per consentire loro di chiedere lumi alla loro filiale.

Dr. Raimondi capisco che Poste Vita deve temporeggiare in attesa della conversione in legge del DL 40-2010 ma inviare le lettere ai beneficiari per invitarli a recarsi presso gli uffici postali e trovare impiegati che non hanno ricevuto disposizioni in merito è un qualcosa di diabolico.

Sarebbe opportuno Dr. Raimondi dare una chiara indicazione agli impiegati postali e poi invitare i beneficiari a recarsi presso gli uffici postali, e presso questi ultimi sarebbe semplicemente opportuno verificare se la documentazione a suo tempo consegnata è ancora valida o se necessita di ulteriori dati.  Se è completa di procedere alla liquidazione seduta stante, se incompleta dare esaurienti informazioni sui documenti da produrre per procedere ad una rapida liquidazione del capitale.

Infine Dr. Raimondi sarebbe opportuno procedere ad una capillare informativa presso gli impiegati postali perchè proprio oggi è venuto alla luce un caso di una signora ignara del problema delle polizze dormienti perchè gli impiegati del suo ufficio postale continuavano a consigliarla di mantenere in vita la polizza fino alla scadenza naturale del contratto. E’ mai possibile che né voi di Poste Vita né Poste Italiane informano il personale degli uffici postali che una polizza vita cessa nel momento in cui si verifica la premorienza dell’assicurato?

Stranamente di questo aspetto quasi nessuno ne parla e la cosa più strana è che l’organo di controllo sulle assicurazioni l’Isvap non apra un indagine sulle informazioni errate date dagli impiegati postali ai beneficiari di queste polizze, e non possiamo dire che si sia trattato di qualche caso isolato visto che questo fenomeno è stato riscontrato in tutti gli uffici postali dal Brennero a Lampedusa.

Poste Vita farebbe bene a farsi anche un esame di coscienza nella vendita di Index linked a persone che conoscono solo i libretti postali ed i buoni fruttiferi postali. Gli impiegati postali di certo non hanno dimostrato di sapersi destreggiare su questi prodotti ma abbiano visto i danni procurati fornendo ai beneficiari delle informazioni sbagliate, e finora nessun organo di controllo ha approfondito la questione.

Se qualche giornalista vorrebbe porre queste domande al dr. Raimondi su quale motivo spinge Poste Vita a proporre index linked anzichè polizze vita tradizionali a clientela abituata ai libretti postali ed ai buoni postali fruttiferi? Se è a conoscenza che il suo azionista, ovvero il ministro Giulio Tremonti, considera i derivati un mostro difficilmente controllabile, ma nonostante questa autorevole opinione Poste Vita continua a proporre polizze che hanno per sottostante dei derivati?

Sarebbe molto interessante conoscere le risposte. E sarebbe anche auspicabile che Poste Vita iniziasse a fornire notizie ufficiali con pubblicazioni sul suo sito istituzionale e sia con manifesti in tutti gli uffici postali.

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