Mag 11 2010

Polizze dormienti le risposte del dr. Raimondi (Poste Vita) ad alcune domande

1) Come mai Poste Vita sul c.d. problema delle polizze dormienti è la compagnia assicurativa più coinvolta?

1)       Non abbiamo la certezza di essere la compagnia più coinvolta, ma per colloqui con colleghi e per la mia conoscenza del mercato, direi proprio di si. Ovviamente questo è da mettere in relazione diretta al fatto che noi siamo da diversi anni la compagnia più grande del mercato in termini di nuovi contratti prodotti e che all’incirca abbiamo circa 4 milioni di contratti vita in portafoglio,  mentre la concorrenza più vicina nella graduatoria nazionale non raggiunge questi numeri. Per darle un’idea di queste misure di grandezza, tenga presente che l’altra compagnia, il cui caso in questa vicenda veniva sempre citato insieme a quello di Postevita, ha un portafoglio che non supera il 35% del nostro. Tenga poi anche conto che il problema si è sostanzialmente verificato con i prodotti assicurativi finanziari di tipo linked, i soli che si prestavano (purtroppo, ndr), a giudizi di convenienza (!!!) sull’opportunità o meno di scegliere il momento migliore per uscire dal contratto (!!!), ignorando che qualsiasi contratto assicurativo legato alla vita umana “cessa di esistere” al verificarsi del sinistro.

1b) Per essere precisi secondo i dati resi noti nei giorni scorsi dall’Ania siete il sesto gruppo assicurativo italiano conferma questo dato?

Si, è così. Il dato si riferisce pero sia al mercato vita, sia al mercato danni e tenga inoltre presente che quando si parla di Gruppi, ci si riferisce all’insieme delle compagnie che li compongono (tanto per darle un’idea il primo gruppo assicurativo è composto da 11 compagnie). Parlando di singola compagnia e del solo ramo vita Postevita è stata la seconda compagnia nel 2006, la prima nel 2007, la prima nel 2008 e la seconda nel 2009, superata solo da Mediolanum che, come dichiarano nella loro pubblicità e sul loro sito, raccolgono moltissimi nuovi premi spostando su contratti vita tutti i depositi bancari che eccedono le 12.000 €. Parlando di raccolta “normale” (cosiddetta “stand alone”, cioè non vendita “abbinata” di prodotti assicurativi e servizi finanziari) Postevita anche nel 2009 è dunque ancora largamente la prima compagnia vita in Italia.

2) Come mai offrite alla vostra clientela generalmente abituata ad investire in tranquilli libretti postali e buoni fruttiferi postali delle polizze index linked?

2)       Postevita è nata 10 anni addietro e soprattutto nei primi anni di vita, fino al ‘03,  ha venduto più o meno quello che offrivano tutte le compagnie, soprattutto quelle di tipo bancassurance, ovviamente nel rispetto delle regole allora vigenti. Contrariamente ai mix di raccolta degli altri, Postevita ha, però subito dopo la fase di avvio, dal 2004 in poi, immediatamente cambiato rotta cominciando a basare la propria offerta su prodotti “tradizionali” garantiti al 100% dalla compagnia, distinguendosi come compagnia assicurativa al 100% e non come un compagnia che vende “anche” i prodotti assicurativi. Non lo sa forse nessuno ma Postevita è la compagnia che in Italia  vende più di tutti il prodotto “caso morte”, più delle compagnie a storica vocazione assicurativa,  (n.b. il prodotto è venduto “stand alone” e non nascosto in contratti di natura finanziaria, ndr). E non sa nessuno che il 43% della raccolta dei piani previdenziali (PIP) venduti in Italia sono appunto distribuiti da Postevita (dato a tutto marzo 2010) . TCM e PIP connotano quindi la  compagnia come compagnia a vocazione assicurativa che vende assicurazioni e non finanza. E’ vero, abbiamo ripreso a vendere nel corso del 2009 anche i prodotti di tipo index linked dopo la bufera economica mondiale. Ma anche qui Postevita segue oggi una strada di sicurezza: tutte le polizze index che collochiamo sono garantite al 100% dalla Compagnia, e siamo stai i primi in Italia a farlo. Gli altri, piano piano, ci stanno seguendo; qualsiasi cosa succeda ai mercati finanziari di tutto il mondo i clienti che sottoscrivono una index linked con Postevita non rischiano nulla: la “promessa” scritta in polizza viene integralmente garantita dalla compagnia (confronti quello che le scrivo con i fascicoli informativi delle index lanciate a partire dallo scorso anno). In questa logica di difesa totale del risparmio delle persone, anche la vendita delle index può avere un senso. Una parte dei risparmi può essere allocata su prodotti tradizionali che si prestano ad essere smobilizzati quando il cliente vuole (le nostre polizze non hanno nemmeno 1 euro di penalilzzazione in caso di uscita anticipata) ed una parte, si può mettere sul prodotto linked, sperando nel mercato. Male che va, anche questa parte non rischia nulla ed ha comunque garantito, a scadenza, sia il capitale sia un rendimento minimo. Ovviamente i nostri clienti sanno che contrariamente a quello tradizionale il prodotto index linked deve essere sottoscritto solo con l’idea di aspettare la scadenza ed è anche per questo motivo che dopo tutto l’iter delle valutazioni pre-contrattuali (verifica dell’adeguatezza dell’acquisto) il processo di vendita si blocca se il cliente dichiara un orizzonte di investimento inferiore alla durata della polizza.

2bis) Garantite il capitale a scadenza al 100% però su alcuni contratti index il capitale non è garantito al 100% per la premorienza e per quest’aspetto che alcuni beneficiari affermano che dagli impiegati postali sono stati consigliati a rimanere nell’investimento fino alla scadenza, tanto la prescrizione è decennale, per non subire perdite in conto capitale. Smobilitare polizze index anzitempo a volte provoca perdite considerevoli in conto capitale ed a molti clienti si è fatto il passaggio tra i tranquilli buoni fruttiferi postali a polizze index non trova un pò ardito questo tipo di allocazione del risparmio? Verificate mai a campione se il cliente conferma le risposte date ai questionari di adeguatezza?

Come le dicevo, tutti i contratti index che abbiamo lanciato a partire dallo scorso anno garantiscono il 100% del capitale a scadenza ed il 100% del capitale in caso di morte ed anche lo smobilizzo in anticipo non è più così penalizzante come un tempo, come indicato nelle modalità di riscatto dei prodotti che stiamo vendendo. Rimane ovviamente prioritario quello che ho scritto nell’ultima parte della risposta precedente. Se non si ha la certezza, almeno a priori, che questi soldi possono essere tenuti nel prodotto per l’intera durata contrattuale non si debbono comprare e noi, se il cliente ce lo dice, non li vendiamo.

Concordo con lei che nel passato quello che scrive nella domanda è stato, solo parzialmente però, il motivo di molte mancate comunicazioni di decesso: purtroppo si era portatati a scegliere il momento opportuno per comunicarlo all’azienda. Dico “parzialmente”, perchè si deve tenere presente che tutte le polizze avevano comunque una integrazione di 5.000 € in caso morte, e dunque per premi medi inferiori a 12.000 € (quello delle polizze in oggetto era circa la metà) si aveva sempre la certezza di restituzione del capitale versato. Comunque, ripeto, quando si verifica il decesso la polizza cessa di esistere e quindi la pratica di non dichiararlo era, ed è, una pratica scorretta.

3) Uno dei motivi che i beneficiari di polizze prescritte è di riferire che gli impiegati postali ai quali si sono rivolti per comunicare la morte dell’assicurato hanno sempre consigliato di tenere in vita la polizza sino alla scadenza naturale del contratto?

3)       Su questo tema ho già risposto al punto 1. Quando la compagnia ha notizia del decesso la polizza finisce immediatamente. Ciò premesso non escludo che colloqui in buona fede reciproca tra clienti ed operatori (che in molte piazze sono anche “conoscenti”) possano aver portato i beneficiari a fare altre valutazioni e non a comunicare ufficialmente alla compagnia l’avvenuto decesso.. D’altra parte fino ad oggi era stato possibile “gestire” senza danni queste comunicazioni tardive proprio perché la compagnia poteva seguire la propria politica tutta rivolta a non penalizzare questi ritardi. Tenga presente che anche con l’uscita della legge 166, in piena bufera/querelle sui “sinistri  dormienti”  la compagnia… ha continuato a liquidare i sinistri dichiarati nel 2009 accaduti prima del 1° gennaio 2005 perché in quel caso non c’era l’obbligo di versarli al Fondo.

3bis) Su questa problematica oltre alle numerose testimonianze di beneficiari esistono dei video trasmessi nella trasmissione Mi manda rai3 effettuati molti mesi dopo l’entrata in vigore della legge 166-08, ha mai visionato questa trasmissione?

Si il video li ho visti ed ho anche partecipato telefonicamente alla trasmissione. Non si trattava però di molti mesi ma di pochi mesi dopo. In quella trasmissione furono intervistati molti operatori e non solo quelli degli uffici postali, e tra tutti, quegli degli UP fornirono risposte migliori. Tenga però presente che quello che si diceva a marzo o ad aprile non aveva nessuna influenza sul problema perché la prescrizione si era verificata per cose accadute anni e anni prima. Su quello che è successo dopo il 27 ottobre 2008 siamo intervenuti sia in termini formativi con la rete, sia direttamente con i clienti attraverso tutte le comunicazioni sistematiche che l’azienda è tenuta a fare per normativa (avvisi di scadenze, e/c rivalutazioni annuali, comunicazione annuale, ecc.); per non parlare delle comunicazioni su web o affisse presso gli UP. E’ per questo motivo che sono convinto che adesso il problema non esiste più, ed è questo il motivo che noi non abbiamo nessuna polizza prescritta per situazioni verificatesi post 166/08.

4) Gli impiegati postali non sono stati messi a conoscenza che con la premorienza dell’assicurato la polizza deve essere rimborsata?

4)       Ovviamente si. Gia da fine 2008 il battage interno è stato martellante. Tenga poi presente che le prime prescrizioni “vere” (post 166/2008) sono quelle che si verificavano (richieste pervenute) dopo ottobre 2009. Di tutti i casi che trattiamo, anche qui, non ne abbiamo uno che è incappato nella nuova legge, segno quindi che le cose stanno funzionando bene sia a livello di rete si a livello di comunicazione ai clienti.

4bis) può indicare la data della prima circolare che istruiva la rete di vendita di questa importante novità?

Come le dicevo alla domanda 3-bis gli interventi sono stati tanti e non solo sulla rete. La cosa importante da sottolineare è che non c’è stato nessun comportamento tenuto dalla rete dopo l’entrata in vigore della 166-08, che ha creato un danno, anche minimo, ai nostri clienti. Questo posso assicurarlo al 100% perche, come detto, i 9.000 di cui si parla sono tutti relativi a situazioni retroattive.

5) una peculiarità dei contratti di Poste Vita è una clausola contrattuale che di fatto eleva la prescrizione a 10 anni perché non avete mantenuto fede a questa clausola dopo l’entrata in vigore della legge 166-08 (Alitalia)? Ricordo che la legge 166-08 eleva il periodo di prescrizione previsto dall’art. 2952 c.c. da 1 a 2 anni, ma non rende nulli patti in deroga?

5)       Noi non abbiamo utilizzavamo nessuna dizione che potesse riportare ad una prescrizione decennale. La nostra era solo una politica aziendale. Le assicuro che se non fosse stato così tutti i beneficiari sarebbero stati pagati nei soliti 15/20 giorni che normalmente ci impieghiamo per liquidare un sinistro caso morte….e noi  ci saremmo evitati tutti i problemi che sono sorti a seguito dell’entrata in vigore della legge.
5bis) Vuol dire che molte persone che hanno letto l’art. 10 hanno sbagliato a capire cosa sta scritto, anche un ex magistrato ora deputato (Luigi de Magistris) nel suo blog da un’interpretazione per una lettura di estensione della prescrizione, anche un ex magistrato oltre ad alcune associazioni consumatori che sono pronte per una causa risarcitoria non comprendono l’esatto significato di quell’articolo?

Ci creda, saremmo tutti più felici se fossero corrette le interpretazioni che lei sottolinea. Anche senza entrare in temi di “etica”, mi limito ad evidenziare che per Postevita i soldi escono lo stesso e quindi per noi l’ideale era poterli versare ai beneficiari. Ovviamente rispettiamo le idee e le interpretazioni di tutti. Personalmente, sempre con il massimo rispetto cercando di essere il più possibile oggettivo, trovo “naturale” che una associazione dei consumatori dica il contrario…. e trovo invece “innaturale” che una compagnia che ha tutto l’interesse ha rispettare gli impegni con i propri clienti faccia invece l’opposto, non crede? Comunque, con la modifica della legge, il tema è superato.

6) Con l’entrata in vigore della legge 166-08 avete istruito la vostra rete di vendita di questa importante variazione? Con quali tempistiche ed in quale forma? Come si spiega che anche dopo l’entrata in vigore della legge 166-08 gli impiegati postali continuavano a consigliare di tenere la polizza sino alla scadenza perché si prescriveva dopo 10 anni?

6)       Credo di aver risposto sull’argomento alla domanda numero 4. Io personalmente non credo che la nostra rete distributiva, quella che materialmente tratta le polizze, dica quelle cose. Se me ci cita qualche caso concreto in cui ciò accade sono pronto a smentirmi e a correggere, oltre che ad intervenire. Questa, naturalmente, non è una sfida, sono sinceramente convinto che ciò non può accadere e la riprova è che non c’è nessun “sinistro dormiente” post 2008.

7) Avendo le vostre polizze la clausola che elevava nei fatti la prescrizione a 10 anni, Poste Vita non ha ritenuto opportuno, anche se la legge non lo prevedeva, di inviare una comunicazione ai propri assicurati per comunicare che quella clausola non poteva più essere rispettata a seguito dell’entrata in vigore della legge 166-08? Nei fatti ci troviamo con una variazione contrattuale che secondo il Codice del Consumo  doveva essere comunicata agli assicurati a mezzo lettera raccomandata, e quest’ultimi avevano anche la facoltà di recedere dal contratto senza alcun onere, Poste Vita su questa interpretazione cosa ha da dire?

7)       Alla domanda ho già risposto; le comunicazioni l’abbiamo fatte e, sottolineo  che dai contratti di Postevita (tutti, ndr) si può uscire sempre quando si vuole senza oneri/penalizzazioni.

7bis) la comunicazione che sta arrivando in questi giorni porta la data di aprile 2010, la legge 166-08 è stata pubblicata il 28 ottobre 2008 non le sembra che è una comunicazione molto tardiva?

Quella lettera è solo una delle comunicazione che vengono inviate ai clienti e non “la comunicazione” (la rimando alla risposta 3 bis).

8.) Con il DL 40-2010 (Incentivi) Poste Vita ha annunciato l’invio di un questionario di autocertificazione ma finora nessuno l’ha ricevuto ci potrebbe indicare delle date certe? Per il rimborso avete intenzione di riconoscere gli interessi legali maturati dal 31 giorno dalla data di ricezione della prima richiesta di rimborso sino alla data di effettivo pagamento (per evitare equivoci questa procedura si intende per richieste complete di tutta la documentazione)? Per le errate informazioni ricevute dagli aventi diritto Poste Vita e/o Poste Italiane hanno previsto qualche bonus per evitare successive cause risarcitorie?

8.)       I clienti dovrebbero averlo già ricevuto ma credo che domani potrà trovarlo anche sul sito. Sugli interessi di mora non credo ci sia molto da discutere. Che i soldi possono tornare dal cliente lo ha stabilito solamente il decreto incentivi (peraltro ad oggi non ancora legge). Nessun ritardo quindi da parte nostra, se la legge 166 non avesse cancellato il diritto dei beneficiari noi avremmo come al solito pagato entro il 30° giorno.

8bis) quindi questa autocertificazione è già arrivata? il decreto è valido ed una compagnia ha già liquidato i propri aventi diritto perchè voi continuate ad aspettare la conversione in legge del decreto? Negando il pagamento degli interessi non si esponete a molte cause risarcitorie?

L’autocertificazione credo sia già arrivata perché alcuni clienti ci hanno già contattato. Anche capire cosa si doveva fare non è stato così semplice come si crede. Gestire la liquidazione di 50-100 contratti è sicuramente agevole, mentre gestire una “liquidazione massiva” su n-mila persone senza fare errori di alcun genere richiede oggettivamente tempo, così come la ri-verifica puntuale dei diritti di ognuno, sui quali confesso non si era inizialmente pensato, ma che invece, come capirà, è un tema obbligatorio a distanza di qualche mese, anche un anno, quei soldi potrebbero legittimamente appartenere ad altri (eredi di beneficiari, persone maggiorenni e non tutori, eredi testamentari, ecc.). Mi chiedo se chi ha “immediatamente” liquidato abbia rispettato questo obbligo. Sottolineo che noi gli interessi li pagheremo se impiegheremo più di un mese a liquidare dal momento del ricevimento dell’auto-certificazione; non credo che altri, anche i più veloci, abbiano liquidato interessi. E’ vero, forse ci esporremo anche a cause ma il tema, purtroppo, non è di natura opportunistica (le cifre di cui si parla, peraltro, se si fanno “due conti”, sono irrisorie) ma è semplicemente quello dell’esistenza o meno di un diritto.

9) Sul web e sul mio blog ci sono notizie confuse di alcune condanne inflitte da vari tribunali a Poste Vita, queste notizie corrispondono alla realtà o sono delle invenzioni? In caso affermativo che tipo di condanne avete avuto?

9)       Nessuna notizia di condanna è vera. Purtroppo è stata una stampa locale (credo in Emilia Romagna) a far girare la notizia della condanna. La realtà dice invece quello che le ho scritto. Peraltro sarebbe molto facile smentirmi tirando  fuori i nomi di chi avrebbe vinto la causa con Postevita.

9bis) Sul mio blog una signora afferma di avere in corso una causa che si sta discutendo presso il tribunale civile di Sanremo, questo fatto le risulta?

Abbiamo ricevuto un numero esiguo di decreti ingiuntivi ai quali ci siamo peraltro opposti. Tutto qua. Ripeto, non c’è nessuno in Italia che possa dire di aver vinto una causa con noi su questo tema. Reputo peraltro che con la modifica legislativa ed il pagamento ai beneficiari andranno “fisiologicamente” a chiudersi tutti i contenziosi.

10) E’ Noto che Poste Vita non ha versato neanche un centesimo al Fondo anticrack, potete dire quale sarà il vostro comportamento nei confronti delle polizze prescritte dopo il 28 ottobre 2008? Gli iniziali 10000 che poi sono diventanti 9000 sono una semplice precisazione del numero esatto o la differenza di 1000 è da imputare alle polizze prescritte dopo il 28 ottobre 2008? Finora abbiamo parlato di numero di polizze può quantificare il valore monetario di queste polizze?

10)   Per fortuna il balletto dei numeri non dipende da quello; le cifre che si sono dette sono sempre state oggetto di interpretazioni fantasiose. La cosa importante è che non abbiamo nessun prescritto “vero” post legge. La verità è che i numeri possono aumentare ogni giorno quando qualcuno “trova” la polizza del padre o del congiunto in un cassetto dimenticato (come accade tutt’ora). Dopo il ritorno delle lettere sapremo con certezza quali sono i numeri in ballo ma la cosa certa è che per Postevita nessuno ne è rimasto fuori.

10bis) Faccio un esempio. Premorienza dell’assicurato 20 gennaio 2008 richiesta di liquidazione da parte dei beneficiari il 1 febbraio 2010. Postevita considera questa polizza prescritta o a seguito del DL 40-2010 la paga senza obiettare nulla?

La legge stabilisce che questa polizza sarebbe prescritta e Postevita non potrebbe fare altro che versare quei soldi al Fondo. Questi casi ancora non si sono verificati; non escludo però che nel futuro qualcuno possa ancora ri-trovare polizze appartenute a congiunti defunti da più di due anni e quindi incorrere nuovamente nel problema. Tenga però presente che il problema è nato per la retroattività della norma, perché come ho avuto modo di dire i casi nuovi su 9.000 potenziali beneficiari, sono al momento inesistenti.

  • By Simone, 11 Maggio 2010 @ 13:26

    Da vittima diretta di questa situazione trovo tutto ciò riferito dal Dott. Raimondi una grave offesa all’intelligenza di noi consumatori. In prima persona non ho MAI ricevuto nessuna comunicazione da Postevita riguardo la polizza cui sono beneficiario, dal 2007 (anno di sottoscrizione della polizza) la unica e sola missiva mi è stata inviata nel settembre 2009 ove mi veniva richiesto di reinvestire il capitale maturato. A seguito del decesso dell’assicurato, il personale dell’ufficio postale, in primis la direttrice, ci ha più volte rassicurati ed invitati a portare alla scadenza le polizze e,cosa più grave, nel novembre 2009 (giorno in cui ho inoltrato richiesta di liquidazione) ancora non erano a conoscenza delle ragioni per cui non avrebbero liquidato le polizze. In qualità di beneficiario non contraente io avevo il diritto di essere informato personalmete e direttamente su ogni modica contrattuale che avrebbe comportato uno squilibrio delle aspettative iniziali, tutto ciò non è avvenuto. Mi spiace smentire il Dott. Raimondi, ma credo che io non sia l’unico ad aver ricevuto tale trattamento.

  • By maria, 11 Maggio 2010 @ 15:36

    Maria
    nel 2005 mio papà sottoscrisse 3 polizze con Postevita per un totale di 36.000 euro. Alla sua morte, avvenuta nel giugno del 2007, mi recai all’ufficio postale per chiedere dei chiarimenti su queste polizze e cosa dovevo fare per incassarle. Mi fu risposto che, a meno che non ne avessi avuto bisogno, non mi conveniva incassarle perchè il loro rendimento era buono, anzi avrei potuto portarle sino alla scadenza che sarebbe avvenuta nel 2012, questo perché Postevita garantiva per 10 anni il periodo di prescrizione delle polizze. Nell’aprile del 2009, avendo bisogno di contanti tentai di venderle, fu così che scoprii l’esistenza di questa legge. Anche la direttrice dell’ufficio postale mi disse che non ne sapeva assolutamente nulla dell’entrata in vigore di questa legge! Per cui dott. Raimondi, non è assolutamente vero ciò che ha detto!!!

  • By Matteo, 11 Maggio 2010 @ 16:03

    Purtroppo devo rincarare la dose di Maria, perchè noi( io sono portavoce della mia famiglia), ci siamo trovati nella stessa identica situazione ed essendo iscritti al gruppo FB risparmiatori truffati ne sappiamo qualcosa su come sono andati effettivamente i fatti. Poste , oltre ad aver rifilato a mio nonno (82 anni) un prodotto finanziario legato ad andamento azionario per un importo di € 60000,00 , oltre ad aver consigliato in data luglio 2008 di mantenere in vita la polizza fino a naturale scadenza ( premetto che mio nonno è deceduto il 13/10/2007) , oltre a non aver mai e ripeto mai spedito un documento cartaceo che informasse di cosa stava accadendo anche a livello finanziario, infatti con il crollo lehaman, la polizza stava perdendo il 30% del suo valore( per fortuna che si chiamava raddoppio!!!!), la Direttrice ci ha consigliato di richiedere il riscatto a fine gennaio 2009 ma NON perchè rischiava la prescrizione, ma perchè stava perdendo giorno dopo giorno di valore e compensavamo la perditra con € 5000,00 di bonus causa premorienza.
    Quindi chiedo al Dott. Raimondi: Poste vita comunica con Poste Italiane od è una realtà a parte?
    Devo anche aggiungere che ho un parente direttore di filiale alle poste e gli aggiornamenti sulle vicende ultime di cui tutti siamo ormai ben informati, gliele comunico io!!!!!!!!!!!!!!

  • By daniela vernazza, 11 Maggio 2010 @ 20:29

    Nel 2001/2002 mio padre stipulo’ 3 polizze presso Poste Vita nel nostro ufficio postale di Borgotaro. Mio padre aveva 70 anni e i risparmi suoi e della mamma li metteva sempre ‘sicuri’. Era una persona semplice,onesta e diffidava di investimenti o prodotti ‘giocati’ in borsa. Ad ogni modo si fidava degli impiegati della Posta locale,viviamo in un paese di provincia dove tutti si conoscono.
    Nostro padre e’ venuto a mancare nel Luglio 2006. Nel Agosto/Settembre 2007 siamo andati con la mamma alle poste per vedere un po’ cosa dovevamo fare con le polizze. Non rendevano bene pero’ siccome uno in particolare sarebbe dovuto raddoppiare se lasciato maturare a scadenza, mamma decise di lasciarle tutte 3 avendo capito che avrebbero continuato a fruttare…NESSUNO LE HA DETTO CHE ANDAVANO RISCATTATE SUBITO…NESSUNO E IO LO SO PERCHE’ ERO LI’ CON LEI!
    FINE LUGLIO 2009….Arriva una telefonata confusa dell’impiegata di PI,che (con mesi di ritardo e nn per colpa sua) ci comunica che grazie alla legge166/2008,i soldi di mamma e papa’ venivano versati in un fondo per risarcire chi era stato vittima di frode!!!!
    Confusione totale. Caos totale. In posta non ci sanno dire altro ne consigliarci nemmeno cosa fare. A Settembre ci viene consigliato di chiedere comunque il riscatto almeno per avere una risposta precisa. Nessuna Risposta. Silenzio. Passano 40 giorni. Il vicedirettore delle poste di Borgotaro non sapendo cos’altro dirci chiama giu’ alla sede di Bologna per almeno sapere come mai non ci e’ arrivata una risposta anche seppur negative. La risposta dal operatore di tal sede…” Non credevamo di dovere nessuna risposta”.
    Il vicedirettore noi presenti continua…” ma dai,una risposta almeno a questa povera gente che si vede portare via cosii propri soldi la dovete dare…” Evidentemente no.
    Mesi di angoscia, frustrazione, rabbia seguono;Poste Vita,Poste Italiane e i loro risparmiatori/beneficiari non riescono per qualche strano occulto motivo comunicare tra di loro.
    Ormai tutto il resto e’ storia.
    Da qualche settimana arrivano lettere informative,ma ormai siamo alla frutta, si dice cosi in Italia?….
    Rispetto le posizioni,le risposte , le giustificazione e le spiegazioni del Dr Raimondi.(mi dispiace averle lette con troppi mesi di ritardo)…ad ogni modo sono grata che Poste Vita non ha versato il denaro nel fondo anticipamente. Come Compagnia ,questo le va riconosciuto l’aver voluto aspettare il decreto della legge…..ma se sapesse che cosa hanno provato in questi mesi,le vedove, i figli,i nipoti delle persone care loro decedute e in piu’ la frustante beffa a cui sono stati sottoposti capirebbe meglio la nostra ira e rammarico che questa facenda (tra l’altro ancora non risolta) ci lascia. Grazie

  • By Ivana, 11 Maggio 2010 @ 21:20

    Mi chiamo Ivana, la mia storia è identica a quelle precedenti, mia mamma sottoscrisse in due occasioni diverse, nel 2002 e nel 2004 due polizze vita, morì il 7 marzo 2005. Il 15/09/2005 mi recai all’ufficio postale con la documentazione per richiedere la liquidazione (volevo verificare che non mancasse niente prima di spedirla), il direttore mi disse che se quei soldi non mi servivano sarebbe stato sbagliato ritirarli, mi consegnò un foglio stampato dal sito di postevita con le quotazioni che erano buone, a conferma di quanto mi stava dicendo, perciò visto che postevita concedeva 10 anni per la prescrizione aggiunse che potevo stare tranquilla e che i soldi sarebbero stati miei a scadenza, visto che ero la beneficiaria. Stessa risposta e stesso foglio con le quotazioni anche a seguito di una successiva richiesta del 8/3/2007. Solo a fine maggio 2009 mi comunicò che “forse” stavo perdendo tutto a causa della L.166/2008 della quale disse di non sapere niente fino alla trasmissione di mi manda Rai Tre di qualche giorno prima! Il resto è storia nota. E’ possibile che in tutta Italia da nord a sud, isole comprese dei direttori di uffici postali si siano inventati di loro iniziativa e in assoluta buona fede di dare questi consigli? Francamente mi riesce difficile crederci.

  • By Gabriele, 11 Maggio 2010 @ 22:02

    Io stesso che leggo non creso ai miei occhi!!!!! Cosa cosa cosa? “tutto risolto!” “nessuna prescrizione dopo il 2008!” ????? Ma quello che parla siamo sicuri che sia il Dott. Raimondi e che l’ente di cui parla sia Postevita/Poste Italiane????
    Cioé costui spreca 8 milioni di parole per fregiarsi che Postevita é uno dei maggiori gruppi e bla bla bla e poi??? Due parole per dire che siamo noi quelli che non ci hanno capito niente??? Ma dico….era in vena di scherzare!? NEGLI UFFICI POSTALI REGNA IL CAOS!!!!! Come dire…. blackout, tenebre assolute, ignoranza che si taglia con il coltello!!! Questa intervista é un’insulto a tutti noi!!!!!

  • By michela, 12 Maggio 2010 @ 09:52

    Capisco il dover salvare la faccia ma dare a noi degli scemi per non aver compreso le clausole contrattuali proprio no. S’andasse ad iscrivere a giurisprudenza prima di dire che non era un’estensione dell’ordinaria prescrizione.
    inoltre, vorrei ribadire, che quando mio nonno è morto, gli eredi hanno chiuso tutti i conti a suo nome con tanto di presentazione dell’atto notarile di morte. Poste vita sapeva quindi del decesso (abbiamo chiuso ytre conti correnti e estinto due libretti) ma non ha comunicato alcunchè.Secondo voi avremmo lasciato lì i 150.000 euro di polizze??? come per tutti gli altri, la direttrice della filiale ha detto che la politica della loro azienda era quella di consigliare vivamente di lasciarle a scadenza dato quanto fruttavano e i dieci anni garantiti dall’evento.
    addirittura ci ha detto che questo (e l’ha pure sottoscritta in una dichiarazione poi presentata al nostro avvocato) che era quanto insegnavano ai corsi di aggiornamento del personale.
    hanno truffato la gente sulla buona fede riposta da sempre nelle poste e poi pretendono di farci passare per muli. attenzione che non capiti davvero la causa per truffa. guarda a caso chi consigliava di lasciarli lì era proprio poste vista che è amministrata per la gran parte del Ministero del’economia e finanze. Ma ci credono tutti allocchi?!?

  • By Daniela, 12 Maggio 2010 @ 18:21

    Per favore cercate di aiutare chi per pochi giorni ‘e rimasto fuori’…. Era sacrosanto dovere di Poste Vita avvisare coloro che rischiavano di perdere le polizze per decessi dei loro cari anche dopo il 31 Ottobre 2007.
    Questa lettera di avviso che abbiamo tutti ricevuto una settimana fa, quella che avvisa della legge 166/2008 si sarebbe dovuta ricevere subito dopo l’emissione della legge,nel novembre 2008…….siamo a Maggio 2010, i nuovi termini di prescrizione sono stati stabiliti a Ottobre 2008!!!!!!!!!!!!!

  • By Gabriele, 12 Maggio 2010 @ 19:09

    Nel corso del 2003 i miei genitori hanno stipulato un contratto di assicurazione denominato STAFFETTA presso l’agenzia 4 di Pescara per un capitale di 20000 euro.
    Questo contratto aveva una durata di 7 anni e sarebbe dovuta scadere a luglio 2010, intestatario mio padre e beneficiaria mia madre.
    Investimento definito SICURO, termine che collocherei attualmente ad anni luce di distanza da una frase che contenga le parole “Poste Italiane”.
    Nel dicembre 2007 purtroppo mio padre é venuto a mancare a causa di un brutto male e mia madre si é attivata prontamente per tutte quelle pratiche attuabili in questi casi e cioè di “successione”.
    Nel particolare del caso si é recata all’agenzia di Pescara 4 per informarsi in merito di questa assicurazione il 7 gennaio 2008, altre visite sono seguite nello stesso anno e anche nel 2009 e la direttrice le consigliò SEMPRE di non ritirare i soldi altrimenti avrebbe perso gli interessi a causa del recesso anticipato e che non doveva preoccuparsi perché lei era la beneficiaria.
    Qui purtroppo inizia la parte allucinante della storia e cioè che nel 2008 é uscita una legge che poneva un termine al ritiro del capitale in caso di decesso di uno dei sottoscriventi (termine INESISTENTE nel 2003, ovvero non di 2 ANNI ma di 10 ANNI!), limite inizialmente di un anno e poi prorogato a due.
    In caso di mancato ritiro il capitale sarebbe stato “devoluto” all’associazione delle vittime di frodi finanziarie!!!!!
    Non é una battuta di Zelig, avete capito bene, hanno deciso di ripagare i truffati con una truffa!!!
    Morale della favola: del tutto involontariamente abbiamo “regalato” 20000 euro più interessi ad una fantomatica associazione a causa della totale assenza d’informativa da parte di Postevita in primis, che del tutto arbitrariamente ha deciso di non mandare lettere informative agli assicurati e seconda cosa su consiglio di una direttrice totalmente allo scuro di circolari informative riguardanti il caso!
    La truffa risiede nel fatto che un cittadino non può ritrovarsi a firmare un contratto con 50 fogli di clausole microscopiche per poi accorgersi a distanza di anni che qualcuno ha cambiato le regole del gioco senza mettere a conoscenza delle variazioni tutti i partecipanti!
    Altro particolare allucinante sta’ nel fatto che questa legge uscita nel 2008 é retroattiva, cosa palesemente incostituzionale e che tutela di fatto Postevita.
    Recatasi nuovamente all’agenzia 4 di Pescara indovinate un po’ cosa le é stato risposto dalla direttrice?
    Testuali parole: ” io non mi ricordo di averla mai vista prima d’oggi!”
    D’altronde quale altra risposta ci si poteva aspettare da qualcuno che la mattina da’ la precedenza al caffè al bar piuttosto che leggersi circolari con disposizioni fondamentali?
    La cosa che mi fa’ veramente rabbia é che quei soldi erano la buonuscita di mio padre, i risparmi di una vita, forse per questi signori non vogliono dire nulla, abituati a ben altre cifre, ma per me hanno un grande significato al di là del valore in senso stretto.
    Mi chiedo come si possa “giocare” con i soldi dei contribuenti in una maniera così superficiale!
    Mi chiedo come si possa lasciare gestire filiali delle poste a direttori così ignoranti e totalmente impreparati!
    Mi chiedo come si possa, a distanza di anni, venire liquidati con una pacca sulla spalla e una parola di conforto sapendo di essere stato palesemente truffato!
    Attualmente Postevita si sta’ adoperando a mandare le lettere di avviso, ora che per noi non si può fare più nulla, evidentemente qualcosa si é mosso ma, perché proprio ora? Perché noi non abbiamo meritato quella lettera in tempo debito? Perché nessuno ci ha avvisati in nessun modo? Perché nonostante le ripetute visite nell’agenzia 4 di Pescara nessuno ci ha informati?

    Purtroppo ci sono troppi “perché” in questa vicenda che lascia solo l’amaro in bocca …
    L’associazione dei consumatori ci ha detto che abbiamo torto perché mia madre si sarebbe dovuta far rilasciare un documento che certificava il fatto che lei fosse andata alle poste a reclamare il capitale ma,
    ora che ci penso, mia madre non é un avvocato! Ma soprattutto chi è che và per uffici a farsi mettere per iscritto ogni parola di quello che gli viene detto? Dobbiamo laurearci tutti in giurisprudenza e rimanere aggiornati ogni giorno sulle nuove leggi?
    Chi doveva tutelarci ha attuato una sporca politica commerciale, in nome di un numero chiamato “budget”, tutelata da leggi dello stato che per l’ennesima volta non sono uguali per tutti, leggi che consentono a queste persone di passare anche sopra i cadaveri!!!

  • By SAVERIO FERRARA, 12 Maggio 2010 @ 22:22

    Buonasera, sulle cause che hanno portato, a suo tempo, alla mancata liquidazione delle c.d. polizze dormienti se n’ è abbondantemente parlato sia su questo forum che su tanti altri. Se vogliamo fare una scaletta di maggiori responsabilità io citerei per primo:
    1) il nostro Governo, che ha fatto una legge sbagliata. La conferma è che è stata messa una toppa con il decreto 40/2010, che non ha ancora del tutto sanato le criticità precedentemente create, perchè, di fatti, sono rimasti fuori quegli assicurati o beneficiari le cui somme prescritte erano state già inviate al MEF e per di più le polizze prescritte dopo il 28/10/2008 (prescrizione biennale) che risultano reclamate fuori tempo dai clienti.
    2) Poste Italiane, che si sono ostinate nel ripetere ai clienti di lasciare le polizze in vita fino alla scadenza: posso ammettere la risposta in tempi non sospetti, ma con il vulcano già in eruzione ritengo assolutamente inammissibile che abbiano perseverato nel dare ancora sbagliate indicazioni.
    Anche se non ci fossero state direttive precise da parte di POSTE VITA, dove vivevano questa gente? fuori dal mondo?
    3) Per POSTE VITA ci sono due aspetti:
    a) anche se avesse voluto avrebbe avvisato i clienti a prescrizione avvenuta perchè l’informativa non poteva sicuramente essere fatta prima del 28/10/2008 quando la legge ancora non c’era. A tale riguardo è da tenere presente che le polizze fino al 27/10/2007 si prescrivevano in un anno, a seguito premorienza dell’assicurato o scadenza contrattuale.
    b) l’informativa, non data, anche se a polizza prescritta, poteva affievolire l’indignazione della gente che ha appreso la cosa molto successivamente o tramite il numero verde (dopo richiesta di riscatto) o tramite altri canali (informatici, televisivi, radiofonici, giornalistici ecc.).

    Lasciamo perdere tutto il passato!! Pensiamo ai casi post 28/10/2008.
    Giustamente come dice Daniela, cerchiamo di aiutatare chi è rimasto fuori dal beneficio della liquidazione di ciò che gli spettava; per soli pochi giorni!!
    Questo appello va al Dott. Raimondi di Poste Vita e ai direttori di altre Compagnie.
    Fate il possibile per contribuire al passaggio in legge del decreto 40/2010 (approvazione al Senato) comprensivo degli ultimi emendamenti proposti dal P.D.
    E’ una questione di giustizia!
    Non può essere diversamente!!!
    Grazie

  • By Ivana, 13 Maggio 2010 @ 12:49

    Sono d’accordo con Saverio Ferrara sul fatto che adesso la priorità è quella di aiutare chi è rimasto fuori, non è giusto che sia così, mi unisco perciò al suo appello.
    Sarebbe corretto comunque anche che Postevita si scusasse con i beneficiari per le errate indicazione che hanno dato gli addetti dei vari uffici anche dopo l’uscita della legge 116, invece l’unica cosa che ci sentiamo dire è che siamo stati noi gli sprovveduti che non si sono attivati in tempo! Bene, se non vogliono ammetterlo non importa, lo sappiamo noi che ci siamo capitati dentro. Adesso guardiamo avanti!

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