Mag 07 2010

Continua lo scambio email tra la Sig.ra Carmela De Luca ed il Dr. Raimondi (Poste Vita)

Continua lo scambio email tra la Sig.ra De Luca ed il Dr. Raimondi, direttore marketing di Poste Vita, e visto che sono stato citato di persona e meglio precisare e commentare alcuni aspetti di questo fruttuoso scambio di email.

in effetti quello che dice ha ragione ed è per questo che spero di far riuscire a pubblicare entro 10-15 giorni i valori storici di tutti i prodotti index e unit linked in portafoglio. Abbiamo proprio oggi analizzato il problema e dopo la fase realizzativa ed il test del prototipo, metteremo on line queste informazioni. Ogni giorno dalla data di emissione del prodotto ad oggi quei valori sono stati pubblicati sul sole 24 ore ma, purtroppo, non esiste un “contenitore” pubblico di tale informazioni. Ovviamente tutti i valori aziendali sono assolutamente certificati da enti esterni e riscontrabili oggettivamente.

Poste Vita ha recepito di pubblicare lo storico delle valorizzazioni di tutte le polizze emesse e qui va un plauso perchè aumenta la trasparenza.

Il discorso degli interessi purtroppo non è come qualcuno crede. La compagnia, infatti ha un impegno contrattuale che prevede il riconoscimento degli interessi legali su base giornaliera qualora la liquidazione venga effettuata dopo il 30° giorno dalla data di pervenimento di tutta la documentazione richiesta che ne verifichi la legittimità del diritto (n.b.: non dalla data di denuncia del sinistro). Il diritto di questa liquidazione per i beneficiari è stato però bloccato dalla legge 166/08. Da parte della compagnia non c’è quindi nessun obbligo a versare anche gli interessi. Questo è anche logico perché l’interesse legale è in buona sostanza una sorta di penale per un ritardo nell’eseguire (nella specifica situazione) una obbligazione finanziaria. Nel nostro caso ovviamente da parte nostra non c’è stato nessun ritardo perché non c’era, per legge, nessun obbligazione a versare quei capitali ai beneficiari.

Su questo aspetto il Dr. Raimondi non ha le idee molto chiare, e ne spiego il perchè. Nei miei scritti ho specificato che gli interessi decorrono dal 31 giorno dalla data di ricevimento alla compagnia della richiesta di rimborso della polizza.  Ricordo che contrattualmente la liquidazione deve avvenire entro i 30 giorni ed è altrettanto pacifico che dopo i 30 giorni il debitore (nel nostro caso la compagnia assicuratrice) deve corrispondere gli interessi che maturano sino alla data dell’effettivo pagamento. E’ del tutto improprio parlare di “sorta di penale”. Se proprio vogliamo parlare di “penale” queste possono essere le sanzioni che ogni tanto l’Isvap eroga alle compagnie perchè effettuano i pagamenti oltre i tempi stabiliti (questo è un esempio di carattere generale). Quindi esiste una bella differenza tra il pagamento degli interessi e il pagamento di penali. Entrando nello specifico il Dr. Raimondi dovrebbe sapere che la data da considerarsi valida è quella della prima richiesta di rimborso e non le date di successive richieste di rimborso o di solleciti di pagamento. E’ vero che il pagamento non è stato effettuato in virtù della legge 166-08 ma è anche vero che queste somme sono restate nella disponibilità di Poste Vita e non sono andate (fortunatamente) al Fondo anticrack, quindi negare il conteggio degli interessi dalla prima richiesta di rimborso è molto azzardato e se qualcuno si rivolge al giudice ordinario con molta probabilità quest’ultimo gli darà ragione. Mentre anche in presenza di segnalazioni all’Isvap quest’ultima non erogherà sanzioni alla compagnia perchè è stata impossibilita a pagare per il rispetto di una legge. La questione è un pò differente da come la descrive il Dr. Raimondi.

Sul terzo punto c’è purtroppo molta confusione. Da parte di Postevita, infatti, non c’è mai stata nessuna rinuncia preventiva alla prescrizione. Preciso infatti che la Compagnia ha costantemente seguito, in passato, la politica di non eccepire la prescrizione e pertanto, anche in caso di richieste di liquidazione tardive (nell’ambito dei dieci anni dall’evento, così come richiamato nella documentazione assicurativa consegnata ai clienti in occasione della conclusione dei contratti), procedeva comunque al pagamento delle somme. Peraltro, La politica in questione trovava fondamento anche nelle previsioni di una Circolare n. 403/D del 16 marzo 2000 emanata dall’Autorità di vigilanza (ISVAP) secondo la quale “appare […] opportuno che le imprese si dispongano, nella valutazione di richieste di liquidazione eventualmente tardive, in un’ottica di ragionevolezza onde evitare che il beneficio previsto dalla legge a loro favore in ordine alla certezza dei rapporti assicurativi si tramuti in un trattamento che può rivelarsi punitivo per il beneficiario, in specie quando questi – in condizioni umane non ideali a causa della perdita di uno stretto congiunto e/o per ragioni le più varie – non abbia potuto avere tempestiva conoscenza del proprio diritto ad una prestazione assicurativa la quale ha, tra l’altro, rilevante funzione previdenziale”. Solo successivamente con l’entrata in vigore della Legge, la Compagnia non ha potuto proseguire con la politica seguita in passato .

Su questo punto entriamo sull’interpretazione dell’art. 10 o 12 (a secondo dei contratti delle varie polizze)  sulla deroga alla prescrizione. Come è ben noto prima della legge 166-08 l’art 2952 del c.c. prevedeva la prescrizione ad 1 anno. A prescindere dell’esistenza della circolare Isvap che il Dr. Raimondi ha riportato, difficilmente le compagnie opponevano la prescrizione del contratto a richieste tardive di rimborso, posso tranquillamente affermare che per le polizze vita l’art. 2952 di fatto era ignorato quasi non esistesse. Quello che il Dr. Raimondi non spiega è perchè tutti interpretano quell’articolo come un’elevazione della prescrizione a 10 anni mentre solo Poste Vita che ha inserito quella clausola nei contratti  afferma che non è così. Perché questa interpretazione non l’avete spiegata per bene agli impiegati postali? Se molte persone si ritrovano con la polizza prescritta è perchè gli impiegati postali hanno fornito loro informazioni errate e voglio sperare che abbia approfondito l’argomento, perchè questa storia può avere risvolti davanti ai giudici ordinari. Pensi a chi ha testimoni su quello che è stato detto loro dagli impiegati postali.
Ora entro in considerazioni sul dopo l’entrata in vigore della legge 166-08 che variava in modo significativo i vostri contratti (ed alcuni vostri contratti prevedono la comunicazioni anche per variazioni legislative). Primo non avete dato informativa della variazione agli assicurati (per legge non ne eravate tenuti, questo è meglio sottolinearlo), alla vostra rete di vendita non ne avete dato notizia, solo in questo modo si giustificano l’errate informazioni date ai beneficiari che comunicavano il decesso dell’assicurato. L’Isvap ha emanato recentemente (dicembre 2009) disposizioni di informare gli assicurati della variazione dei termini di prescrizione e solo in questi giorni i vostri assicurati stanno ricevendo la comunicazione, e sono ancora in molti a non aver ricevuto alcuna comunicazione. Negli uffici postali solo di recente sono stati affissi degli avvisi scritti in buraticrese, quanti dei vostri assicurati hanno capito cosa significa quell’avviso? Non crede che ora si faccia chiarezza su questa importantissima questione.

La ringrazio anche degli stralci dei blog che anche noi, ogni tanto, guardiamo perchè ci interessa sapere cosa la gente pensa e interpreta ciò che accade. Personalmente ci dispiace leggere affermazioni proprio contro la nostra Azienda che forse è l’unica in tutto il mercato assicurativo che non ha mai avuto nemmeno un euro nei propri bilanci, dalla costituzione della compagnia ad oggi, proveniente da prescrizioni. Le persone sono però giustamente libere di pensare come credono e, se ritengono di aver subito dei torti dalla nostra azienda, far valere nelle giuste sedi i loro diritti. Mi lasci però solo commentare con lei quelle affermazioni di molte persone, relative al fatto che la prescrizione dei loro diritti è dipesa dalla “mancata tempestiva comunicazione” del cambiamento della legge da parte di Postevita. Questo è evidentemente falso e specioso in quanto, la retroattività della legge (che ricordo uscita il 27 ottobre 2008 ha definito prescritti tutti i sinistri accaduti (e non reclamati) dal primo gennaio 2005 al 27 ottobre 2007) ha fatto si che anche se noi nello stesso giorno in cui è uscita la legge avessimo comunicato a tutti i beneficiari quella novità legislativa (non immagino nemmeno come si poteva fare), i diritti sarebbero stati tutti egualmente prescritti proprio a causa dell’pplicazione retroattiva. La riprova è che il decreto incentivi (che peraltro ancora non è stato convertito in legge) per risolvere il problema non ha cancellato la legge ma ha soltanto dovuto cancellare la retroattività. Anche qui quindi nessuna colpa della compagnia.
Ovviamente, ripeto, ognuno è libero di pensare ciò che crede e di vederla come vuole, noi siamo assolutamente certi di aver sempre operato per il meglio con buona fede con professionalità e con… cuore. Non abbiamo mai pensato che il problema delle prescrizione fosse solo….. “un problema dei nostri clienti”; consideri che la modifica della legge ha oggi molti padri ma senza tema di essere smentito da alcuno le posso assicurare che Postevita ha svolto un ruolo “importantissimo” nella soluzione del problema.

Non so quali stralci del mio blog (o se anche di altri blog) le sono stati inviati ma rispondo per me. In tutto questo tempo ho semplicemente dato delle informazioni e non ho mai messo in dubbio la solidità di Poste Vita ma ho semplicemente evidenziato (tra l’altro ripetute anche in questo scritto) sulle anomalie che si sono verificate in base a informazioni che si sono rilevate errate e che sono state fornite da impiegati postali. Nessuno ha mai scritto che questo fenomeno riguardava solo voi, ma se legge altri articoli di questo blog troverà una “statistica” sulle persone che mi hanno contatto e troverà un alto numero di compagnie coinvolte. Il problema sul perchè si cita sempre Poste Vita è semplice, per vostra sfortuna avete la più alta percentuale di clientela impattata su questo problema. Nessuno mette in discussione la professionalità sua e dei suoi colleghi ma deve ammettere che la professionalità della vostra rete di vendita lascia molto a desiderare e voglio sperare che su questo aspetto vi rimboccate le maniche per evitare per il futuro il ripetersi di simili incidenti. Per fare un pò di polemica le ricordo che la parte della legge 166-08 (che era un decreto legge poi convertito nella 166) riguardante il fondo anticrack ha avuto molta eco sulla stampa e se consulti qualche archivio storico di alcuni grossi gruppi editoriali troverà molti commenti sull’argomento e troverà interessanti alcuni articoli sul lavorio sotterraneo svolto dalla lobby assicurativa di far inserire la norma che consentiva alle compagnie di non essere obbligate a dare comunicazione alla clientela come previsto dal Dpr 116-07.

Condivido con lei sul lavoro che avete fatto per l’inserimento dell’art. 2 comma 4 nel DL 40-2010 anche un bambino di prima elementare capisce che è un testo confezionato su misura per Poste Vita che guarda caso è una delle poche compagnie a non aver versato un centesimo al Fondo anticrack. Comunque mi permetto di suggerirle di fare ulteriori pressioni  sul Mef per migliorare quell’articolo per consentire anche ai vostri clienti prescritti dopo il 28 ottobre 2008 di beneficiare di questa sanatoria. E se riesce a far salvare anche gli sfortunati che hanno visti versati i loro soldi al fondo è ancora meglio.

Le sono molto grato delle sua risposte anche se avvenute per via indiretta, gli argomenti da chiarire sono ancora molti.

  • By SAVERIO FERRARA, 7 Maggio 2010 @ 20:39

    Buonasera Dott. Malfettone, a questo punto, mi rendo conto che questa storia sta diventando una competizione di preparazione e conoscenza.
    Io non sono sicuramente in questa gara: rispondo solo, per questione mia di trasparenza personale per la parte relativa agli stralci. Avevo ritenuto opportuno di non renderli pubblici ma visto che ciò può suscitare qualche dubbio li riporto qui di seguito.

    marco5462
    1 maggio 2010 23:17:07

    ………peccato che non possa scrivergli io, per chiedere a quel signore che pare abbia tanto a cuore (ora!!) i nostri problemi che lavoro stava facendo in quei 4 mesi (da ottbre 2008 a marzo 2009)nei quali la sua azienda si è ben guardata dall’avvertirmi di ciò che stava accadendo in ragione del cambiamento radicale dei termini temporali scritti nero su bianco nel contratto di postevita facendo così scadere i due anni (nuovo termine posto dalla legge-burla Tremonti); bastava allora una letterina ed io come penso moltissimi altri non saremmo caduti in questa trappola; e se non vorrà rispondere a me lo farà al mio avvocato al quale ho già dato mandato per vedere se vi siano (nè io nè lui abbiamo dubbi…)gli estremi per una denuncia. Una ultima cosa : una azienda che si vanta di essere la prima in Italia e di avere posizioni di eccellenza nel ranking mondiale di efficienza dovrebbe avere nel suo sito (al posto delle mille pubblicità di ciò che offre) almeno uno storico dei suoi prodotti finanziari (così ognuno potrebbe calcolarsi da solo ,se in grado ,il proprio spettante senza dover attendere lettere varie) DOPPIA VERGOGNA…….ciao

    1. carmen says:
    03/05/2010 at 10:08
    egreg. dr Malfettone, sono un operatore del diritto (avvocato) e rimango veramente dubbiosa su un punto. La clausola contrattuale che prevede una “rinuncia preventiva ” di Poste Vita a non far valere la prescrizione per il termine di 10 anni come si concilia con la norma di cui all’art. 2937 cod. civ., che stabilisce la rinuncia alla prescrizione solo quando questa è maturata? All’atto della sottoscrizione del contratto nessuna prescrizione è ancora maturata.
    1. Giovanni Malfettone says:
    03/05/2010 at 11:06
    ……la questione è stata da me più volte sollevata su questo blog. Sulla questione delle polizze dormienti molti organi di controllo non hanno vigilato a dovere. La questione della prescrizione elevata a 10 anni nella clausola contrattuale è antecedente all’entrata in vigore della legge 166-08 e quest’ultima ha semplicemente portato la prescrizione prevista dall’art. 2952 c.c. da 1 a 2 anni ma non ha reso nulli eventuali patti in deroga. Comunque sulla questione della prescrizione un avvocato, in un altro commento di questo blog, ha fatto notare che subentra anche l’art. 2937 del c.c. che non prevede la rinuncia preventiva alla prescrizione. Quindi se è valida quest’ultima interpretazione quella clausola nei contratti di Poste Vita è un qualcosa di illegale. Ma siccome i contratti vengono preventivamente sottoposti all’Isvap quest’articolo è sfuggito ai controllori. Comunque non essendo un giurista non mi addentro ad ulteriori interpretazioni. Poste Vita è tenuta al pagamento degli interessi legali dal 31 giorno della data di richiesta di rimborso fino alla data di effettivo pagamento.

    1. Giovanni Malfettone says:

  • By francadevoto, 8 Maggio 2010 @ 08:14

    Il Dl. 40 25.03.2010 ci ha fatto gioire per i NOSTRI soldi. Come mai Poste Vita adesso dice che non ha mai rinunciato alla prescrizione? E’ possibile che ben 9.000 clienti capirono male? Certo siamo ignoranti, ma siamo tutti degli idioti? Il giochetto non è sostenibile (soprattutto in sede di tribunali)dal dott. C.Raimondi, diciamo piuttosto che il personale fu istruito a dare quelle informazioni seguendo le direttive centrali date!!!! Loro ne hanno la responsabilità!Il dott. Raimondi dirà il vero anche sul sistema di gestione in intranet quando i clienti chiedevano una ricevuta ma non veniva loro data? “Non si può, è tutto centralizzato, le hai qui, le vedi sul monitor, sono tue!” Come era gestita dalla sede centrale la trasparenza che Poste Vita tanto sbandiera? Decreto Alitalia o no Poste Vita avrebbe tirato fuori il cavillo della non rinuncia?! Si sarebbe tenuta comunque il nostro denaro?! Sorge il dubbio che fosse in malafede quando studiò a tavolino, ambiguamente modificandoli, i termini dei contratti: si può modificare in peggio un contratto? Inoltre per la non sequestrabilità nel contratto sembrano tutelare il cliente contro terzi per eventuali creditori in caso di fallimento dei titolari, poi girano ciò a proprio favore e bacchettano il giudice che ha effettuato il sequestro di polizze! Poste Vita si fa fregio del proprio patrimonio e definisce cifre misere quelle che non vuole liquidare(fate il conto totale se siamo ben in 9.000!). Che vergogna e che caduta di stile, non certo quello che mostra nelle dichiarazioni alla stampa. Trattano i clienti che li hanno fatti grossi sui mercati finanziari, facendo le pulci ai loro soldi. Ma Il dirigente ha il coraggio di dire che possiamo PENSARE ciò che vogliamo: no, ci sono dei fatti oggettivi che mettono in chiaro la sequenza delle azioni dei dirigenti di Poste Vita. A Reggio Emilia e Bologna alcune cause civili-per ora solo civili- Poste Vita le ha perse e ha pagato le spese di causa. Se non pagano ad un mese dalla lettera si possono denunciare per appropriazione indebita o per pratica commerciale scorretta?

  • By Giovanni Malfettone, 9 Maggio 2010 @ 15:35

    Sig.ra Franca potrebbe gentilmente spiegarci qualcosa sulle sentenza emesse a Reggio Emilia e Bologna? Potrebbe fornire maggiori dettagli su queste sentenze? grazie

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