Set 07 2010

Fondi pensione disciplina fiscale dei contributi e premi versati

 

n.96 del 25 luglio 2005
Nell’ipotesi in cui i contributi versati al fondo pensione dal datore di lavoro siano incrementati della quota associativa da versare all’organizzazione sindacale di appartenenza non è corretto qualificare come “contributi di previdenza complementare” quelli destinati alla copertura della predetta quota associativa. Detti contributi non potranno, pertanto, beneficiare della previsione di esclusione dal concorso alla formazione della base imponibile del reddito di lavoro dipendente di cui all’articolo 51, comma 2, lettera h) del Tuir. Ciò in quanto il maggior importo espressivo della quota associativa da versare all’organizzazione sindacale di appartenenza non risulta inequivocabilmente e unicamente collegato agli obiettivi tipici della previdenza complementare, la cui funzione principale è quella di assicurare ai lavoratori un maggior livello di copertura previdenziale rispetto a quello offerto dal sistema pubblico.

n.232 del 29 dicembre 2003
Ai sensi dell’art.70 del TUIR (ora art.105), gli accantonamenti effettuati dal datore di lavoro a fondi interni sono deducibili dal reddito d’impresa a condizione che il fondo sia costituito in conti individuali del singolo dipendente e vi sia un patrimonio separato con vincolo di destinazione ex art.2117 c.c.
Qualora manchi uno dei predetti requisiti, gli accantonamenti effettuati dal datore di lavoro a fondi interni sono indeducibili dal reddito d’impresa al momento del loro versamento. La deducibilità compete, invece, al momento dell’erogazione della prestazione pensionistica.
In questo caso, peraltro, considerato che la composizione fiscale del fondo risulta non omogenea, comprendendo in parte anche accantonamenti eseguiti ante 2001, come tali non tassati in base alle precedente disciplina fiscale, la deduzione delle somme pensionistiche erogate compete nella misura proporzionale corrispondente al rapporto tra la parte del fondo pensione interno assoggettata a tassazione e la consistenza complessiva dello stesso risultante alla fine dell’esercizio precedente all’erogazione della prestazione.

n.245 del 23 luglio 2002
La risoluzione fa riferimento all’obbligo, sancito dall’art.1, comma 2, del d.lgs.47/2000, in capo all’iscritto alla forma pensionistica, di comunicare entro il 30 settembre di ogni anno, con riferimento ai contributi e premi versati nell’anno precedente (ovvero, se antecedente, entro la data in cui l’iscritto matura il diritto alla prestazione) i contributi e i premi non dedotti dal proprio reddito complessivo (in genere per il superamento dei limiti previsti). Tale adempimento è finalizzato a consentire alla forma pensionistica di escludere i contributi e i premi non dedotti dalla base imponibile, ai fini fiscali, della prestazione erogata. In particolare, l’Agenzia precisa che tale comunicazione deve essere resa obbligatoriamente dall’iscritto, in quanto la determinazione dell’ammontare dei contributi non dedotti dipende da circostanze soggettive e note con certezza soltanto al contribuente che rappresenta l’unico soggetto in grado di conoscere la propria situazione reddituale, anche avuto riguardo agli altri redditi non di lavoro dipendente e degli eventuali contributi versati per i familiari a carico.
In tale contesto, quindi, il fondo pensione, nella propria veste di sostituto d’imposta, non può sostituirsi all’iscritto in tale adempimento, non essendo a conoscenza della precisa situazione reddituale e familiare del contribuente.

n.210 del 1° luglio 2002
La risoluzione riguarda il tema della deducibilità dei contributi da parte dei c.d. “vecchi iscritti”, per i quali, sino al 1995, il limite di deducibilità è costituito dal minor importo tra il 12% del reddito complessivo ed il maggiore tra l’importo dei contributi effettivamente versati nel 1999 e 5.164,56 euro.
Ai fini della corretta liquidazione del modello 730/2002, è precisato che, qualora il contribuente si sia avvalso dell’assistenza fiscale prestata dal CAF, la verifica dei limiti di deducibilità è demandata direttamente al CAF il quale deve raffrontare la contribuzione effettivamente versata nell’anno rispetto alla contribuzione versata nel 1999, la quale deve risultare da apposita certificazione rilasciata dal fondo.
In termini analoghi deve comportarsi, ad avviso dell’Agenzia, anche il datore di lavoro che operi quale sostituto d’imposta, nel caso in cui il contribuente si sia avvalso dell’assistenza fiscale direttamente prestata dallo stesso datore.

n.140 del 9 maggio 2002
La risoluzione riguarda il tema della deducibilità dei contributi da parte dei c.d. “vecchi iscritti”, per i quali l’art.4, comma 3 del Tuir stabilisce un particolare regime transitorio, valido per un periodo di cinque anni dal gennaio 2001 al 31 dicembre 2005. Per tali soggetti, fermo restando il limite massimo del 12% del reddito complessivo, il limite assoluto è maggiorato della differenza fra i contributi effettivamente versati nel 1999 e l’importo massimo di 10 milioni di lire (ora 5.164,56 euro).
Nel caso di specie, viene esaminata la situazione di un lavoratore dipendente vecchio iscritto ad un fondo preesistente italiano, il quale, per un certo periodo, è stato distaccato dal proprio datore di lavoro presso una società controllata con sede in Gran Bretagna ed ha, quindi, aderito ad una forma pensionistica complementare di diritto inglese, senza, peraltro, riscattare la posizione individuale maturata in Italia. Ai fini della determinazione del plafond di deducibilità, l’istante chiede di conoscere se sia possibile tener conto dei contributi versati nel 1999 alla forma di previdenza inglese.
A tale proposito, l’Agenzia delle Entrate fa presente che le disposizioni di cui al d.lgs.124/93 non appaiono riferibili a fondi pensione non nazionali e che, pertanto, i contributi versati nel 1999 a forme complementari di diritto inglese non rilevano ai fini della maggiore deducibilità dei contributi previdenziali.

n.102 del 29 marzo 2002
La risoluzione esamina la tematica della deducibilità dei contributi versati da parte di dipendenti pubblici ad un fondo pensione preesistente.

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