Set 07 2010

Fondi pensione disciplina delle prestazioni

 

 

n.275 del 5 novembre 2009
Il sistema di esenzione della parte corrispondente ai rendimenti finanziari della prestazione pensionistica è stata introdotta a partire dal riordino della previdenza complementare operato dal decreto legislativo n.47 del 2000. In attuazione dei principi di delega, il decreto legislativo n. 47 del 2000 ha introdotto l’obbligo, in capo al fondo pensione, di applicare l’imposta sostitutiva dell’11% sul risultato netto maturato per ciascun periodo d’imposta e, contestualmente, ha escluso dall’imponibile della prestazione previdenziale i rendimenti che abbiano scontato l’imposta sostitutiva dell’11% presso il fondo.
Analoga rilevanza dei rendimenti è stata, poi, confermata con il decreto legislativo n.252 del 2005, all’art.11, comma 6.
I rendimenti finanziari che devono essere sottratti dalla base imponibile della prestazione previdenziale liquidata in capitale, sono solo quelli esclusi per espressa previsione normativa, vale a dire quelli corrispondenti al montante maturato dal 1° gennaio 2001.
Non è, quindi, possibile escludere da tassazione i rendimenti finanziari, compresi nella prestazione, relativi ai montanti maturati prima del 1° gennaio 2001.

n.259 del 15 ottobre 2009
Nell’ordinamento tributario vige, per la ripetizione del pagamento indebito, un regime speciale basato sull’istanza di parte, da presentare a pena di decadenza, nel termine previsto dalle singole leggi di imposta, regime che impedisce, in linea di principio, l’applicazione della disciplina prevista per l’indebito di diritto comune.
La richiesta di rimborso delle ritenute di IRPEF, eseguite come sostituto d’imposta, ex art. 23 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, dal datore di lavoro privato o pubblico – non statuale – sulle somme corrisposte, a vario titolo, a dipendenti trova la sua disciplina nel D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 38. e, quindi, deve essere presentata dal percipiente nel termine di decadenza di 48 mesi dalla data in cui la ritenuta è stata operata, senza che in relazione ad essa possa trovare applicazione la norma del medesimo D.P.R. n. 602 del 1973 (art. 37) che riguarda esclusivamente le ritenute operate dalle Amministrazioni dello Stato. Pertanto, nel caso in cui il menzionato termine decadenziale non sia rispettato, ne deriva che il rapporto tributario deve ritenersi esaurito, con conseguente inesistenza del diritto al rimborso.

n.40 del 17 febbraio 2009
Le prestazioni di previdenza integrativa corrisposte in unica soluzione da un fondo pensione italiano ad un soggetto residente in Germania devono essere assoggettate, in virtù dell’articolo 15 della Convenzione contro le doppie imposizioni in vigore tra l’Italia e la Germania, a tassazione in Italia per la quota parte di prestazione riferibile all’attività esercitata nel territorio di detto Stato.

n.421 del 5 novembre 2008
Con riferimento ad un’operazione di liquidazione di un fondo pensione preesistente, nella quale era stato previsto, oltre al trasferimento, anche la possibilità di riscattare la pozione individuale, l’Agenzia delle Entrate precisa che si tratta di ipotesi di riscatto non rientrante tra quelle agevolate fiscalmente indicate nell’articolo 14, commi 2 e 3 del d.lgs. n. 252/2005, da ricondurre, pertanto, alle cause diverse di cui all’articolo 14, comma 5 del d. lgs. n. 252/2005. E’, poi, riepilogato il regime fiscale applicabile ai diversi montanti maturati (fino al 31/12/2000, dall’1/1/2001 al 31/12/2006 e, poi, dall’1/1/2007).

n.399 del 22 ottobre 2008
La risoluzione ribadisce che a decorrere dal 1° gennaio 2007 i presupposti per la richiesta di riscatto devono essere individuati secondo le norme recate dal decreto n. 252/2005 e riepiloga il regime fiscale applicabile ai diversi montanti maturati (fino al 31/12/2000, dall’1/1/2001 al 31/12/2006 e, poi, dall’1/1/2007) con riferimento al riscatto per mobilità e per cause diverse.

n.302 del 15 luglio 2008
Il trattamento pensionistico integrativo erogato dalla Banca d’Italia a favore del personale assunto fino al 27 aprile 1993 si inquadra nel settore della previdenza complementare e si configura come una forma di previdenza integrativa preesistente rientrante tra le forme previste dall’articolo 18, comma 3 del d.lgs.124/1993. Pertanto, limitatamente agli importi maturati fino al 31 dicembre 2000, le prestazioni integrative corrisposte dalla Banca d’Italia, in quanto relative ad una forma di previdenza complementare, possono beneficiare della tassazione agevolata su una base imponibile ridotta all’87,50%.

n.301 del 15 luglio 2008
Le prestazioni pensionistiche erogate dai Fondi integrativi gestiti dall’INPS quali il Fondo Gas, Fondo Esattoriali, Fondo per il personale dell’ex Consorzio Autonomo del Porto di Genova e dell’ex Ente Autonomo del Porto di Trieste non possono fruire del regime della tassazione nella misura dell’87,50% in quanto non possono considerarsi quali “prestazioni comunque erogate in forma di trattamento periodico ai sensi del d.lgs.124/1993”.

n.186 del 25 luglio 2007
La risoluzione riepiloga il regime di tassazione applicabile alle prestazioni pensionistiche erogate dalle forme pensionistiche complementari, con riferimento ai montanti maturati fino al 31.12.2000, dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2006 e dal 1° gennaio 2007.

n.97 del 11 maggio 2007
Istituzione del codice tributo “1018” per il versamento, mediante modello F24, della ritenuta sulle prestazioni pensionistiche complementari, erogate in forma di capitale e/o in forma di rendita, ai sensi del d. lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, articolo 11, comma 6.

n.83 del 3 maggio 2007
La locuzione “a seguito di pensionamento”, utilizzata nell’articolo 17, comma 1 lettera a-bis) del Tuir (abrogato dal 1° gennaio 2007 per effetto del decreto n. 252/05) ai fini dell’applicazione della tassazione separata alle prestazioni pensionistiche complementari erogate in capitale, va riferita all’effettivo pensionamento e non alla mera maturazione delle requisiti per l’accesso e si rende, pertanto, applicabile alle prestazioni che vengono richieste e percepite dal momento dell’accesso alle prestazioni del sistema previdenziale pubblico.

n.8 del 18 gennaio 2005
I rendimenti che dovessero essere riconosciuti da un fondo negoziale sulla posizione previdenziale a decorrere dalla data in cui è maturato il diritto alla prestazione e fino al momento della sua effettiva erogazione non possono essere considerati come parte integrante della prestazione previdenziale ed usufruire del regime fiscale agevolato proprio dei fondi pensione. Si ritiene, infatti, che il trattamento fiscale previsto dal d. lgs. n. 124 del 1993 che assoggetta ad un’imposta sostitutiva ridotta (nella misura dell’11%) il risultato della gestione dei fondi pensione, debba essere riferito esclusivamente a quei rendimenti che abbiano natura previdenziale. La finalità previdenziale cessa, nel caso di specie, al momento della maturazione del diritto alla prestazione e non può essere estesa ai rendimenti di natura prettamente finanziaria che dovessero essere erogati dal fondo pensioni successivamente; tali rendimenti devono essere, pertanto, assoggettati al regime proprio dei redditi di capitale con tassazione ad aliquota ordinaria. Per la liquidazione in forma di rendita la tassazione progressiva applicabile è quella vigente al momento della corresponsione della pensione mentre, in caso di liquidazione in forma di capitale, la tassazione avviene con riferimento all’anno di maturazione del diritto e non a quello della percezione.

n.136 del 16 novembre 2004
Le erogazioni effettuate dai fondi degli enti creditizi pubblici esclusi dall’obbligo del regime AGO (Banco X e Banco Y), limitatamente alla quota di trattamento posto a carico degli stessi fondi, devono essere qualificate come prestazioni di previdenza complementare ai sensi dell’articolo 50, comma 1, lettera h-bis) del Tuir (già articolo 47) e le prestazioni in corso di erogazione al 1 gennaio 2001 sono assoggettate all’imposta sui redditi ai sensi dell’articolo 52 dello stesso Tuir (già articolo 48-bis), nella misura dell’87,5 per cento dell’ammontare corrisposto.

n.30 del 2 marzo 2004
I riscatti della posizione individuale effettuati ai sensi dell’art.10, comma 1 lett. c) del d.lgs.124/1993, esercitati a seguito della perdita dei requisiti di partecipazione a forme di previdenza complementare causati dalla cessazione del rapporto di lavoro connessa alla fruizione delle prestazioni erogate dal Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale dipendente delle imprese di credito e delle banche di credito cooperativo, rientrano tra i riscatti per i quali l’imposta sul reddito si applica separatamente ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera a-bis) del TUIR. Tali ipotesi di riscatto possono, infatti, farsi rientrare tra le ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro indipendenti dalla volontà delle parti.

n.299 del 12 settembre 2002
La risoluzione attiene al trattamento fiscale da riservare alle prestazioni in forma di capitale erogate dai fondi pensione a seguito di riscatto della posizione individuale ai sensi dell’art.10, comma 1 lett. c) del d.lgs.124/93, diverso da quello esercitato per pensionamento o per la cessazione del rapporto di lavoro per mobilità o per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti.
L’Amministrazione, nel ricordare che tali prestazioni, previa deduzione della parte di reddito già tassato, sono assoggettate ad imposta IRPEF quale reddito assimilato a quelli di lavoro dipendente, chiarisce che sulla componente reddituale in discorso competono le detrazioni per lavoro dipendente di cui all’art.13 del Tuir, in assenza di una norma ad hoc che espressamente le escluda. I fondi pensione sono, pertanto, tenuti ad operare tali detrazioni qualora l’iscritto presenti una specifica richiesta in tal senso. Circa, poi, le modalità di commisurazione della detrazione, è stato precisato che la stessa va rapportata al periodo di oermanenza nel fondo pensione nell’anno in cui sorge il diritto alla prestazione anziché al periodo di lavoro o di pensione nell’anno.

n.243 del 22 luglio 2002
L’Agenzia delle Entrate interviene per fornire chiarimenti relativamente al trattamento tributario da applicare alle prestazioni dei fondi pensione ove vi sia stata liquidazione di un fondo preesistente gestito mediante polizza assicurativa e conseguente trasferimento delle relative posizioni ad un fondo pensione non assicurativo.
Al riguardo, l’Agenzia afferma che il fondo pensione non assicurativo, nel momento in cui eroga all’iscritto la prestazione deve tener conto del fatto che in occasione del trasferimento della posizione è stata già applicata sulla parte della posizione relativa ai rendimenti maturati la ritenuta a titolo d’imposta del 12,50% (di cui all’art.6 della legge 482/1985).
Onde evitare una doppia tassazione sui medesimi importi, la parte della prestazione previdenziale corrispondente ai rendimenti già assoggettati a tassazione all’atto del trasferimento non deve essere, quindi, nuovamente compresa nella base imponibile soggetta a tassazione in fase di erogazione della prestazione. Qualora, come nella fattispecie in esame, vi sia stata, invece, una duplicazione dell’imposta, il contribuente ha diritto al rimborso dell’imposta versata e non dovuta, presentando apposita istanza all’Ufficio delle Entrate territorialmente competente per territorio.

n.30 del 31 gennaio 2002
Nel caso di specie, in occasione di una fusione per incorporazione di due istituti bancari, è stata riconosciuta ai pensionati del fondo pensione interno alla società incorporata la possibilità, sulla base degli accordi collettivi intercorsi, di richiedere la trasformazione della rendita in una quota capitale.
In ordine al trattamento fiscale applicabile alle somme derivanti dalla capitalizzazione delle predette pensioni, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che trattandosi di pensioni maturate anteriormente all’anno 2001, si rende applicabile la disciplina vigente anteriormente all’entrata in vigore del d.lgs.47/2000. Le somme da erogare sono inquadrabili nella categoria delle “altre indennità e somme”percepite una volta tanto in dipendenza della cessazione dei rapporti di lavoro dipendente disciplinata dall’art.16, comma 1, lettera a) del Tuir. Alle somme da liquidare va applicata, in mancanza di una correlazione diretta con le somme erogate a suo tempo come TFR, ai sensi dell’art.17, comma 2 del Tuir, nella formulazione previgente, l’aliquota interna determinata secondo i criteri previsti per la determinazione dell’aliquota del TFR.

n.60 del 9 maggio 2000
La risoluzione riguarda la determinazione della base imponibile delle prestazioni erogate da un fondo pensione preesistente che investe le proprie risorse sottoscrivendo quote di fondi comuni di investimento, soggetto ad imposta sostitutiva del 12,50% sul risultato della gestione maturato in ciascun anno.
L’Agenzia delle Entrate chiarisce che, essendo l’investimento in quote di fondi comuni effettuato dal fondo pensione (per il tramite di una SGR) a titolo di provvista, ossia quale impiego delle contribuzioni ricevute dai partecipanti, la titolarità delle suddette quote è esclusivamente del fondo pensione, quindi il trattamento tributario applicato ai proventi non ha alcun effetto nei confronti degli iscritti.
L’intero ammontare dell’importo attribuito agli iscritti, sia la restituzione dei contributi che i rendimenti, deve essere assoggettato a tassazione secondo la disciplina prevista per le prestazioni erogate dai fondi pensione. La tassazione ai sensi dell’articolo 13, comma 9, del decreto legislativo n. 124 del 1993, si applica sull’intero ammontare dell’importo attribuito agli iscritti, costituito sia dalla restituzione dei contributi sia dai rendimenti.

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