Posts tagged: tassazione

Feb 09 2016

Costruirsi una pensione integrativa

Ho scritto un opuscolo (che potete scaricare dal link a fine articolo) su come crearsi una pensione integrativa.

Troverete una simulazione su come ottenere 1000 euro al mese. I prodotti che si possono utilizzare per raggiungere lo scopo. La simulazione è basata solo sul rendimento finanziario.

Nelle note ci sono anche le tassazioni applicate ai vari prodotti.

L’opuscolo è stato scritto a febbraio 2016 e col tempo bisogna sempre verificare se sono intervenute modifiche sulla tassazione.

Dic 23 2015

Tassazione I semestre 2016 dei fondi e Sicav di Gam, Jp Morgan ed Amundi

Nei file di sotto troverete le percentuali che si applicano per il I semestre 2016 ai Fondi ed alle Sicav di ai sensi del DL 138/2011:

Dic 13 2015

Tassazione prodotti Columbia Threadneedle I semestre 2016

In ossequio al dettato del DL 138/2011, di sotto  l’aggiornamento semestrale delle percentuali dei fondi Columbia Threadneedle investiti in titoli obbligazionari “white list” unitamente alla certificazione.

 

Dic 05 2015

Tassazione rendite finanziare Schroder International Selection Fund

Di sotto la tabella delle aliquote di tassazione ai comparti della Sicav Schroder International Selection Fund sui i redditi finanziari di capitale applicabili nel primo semestre 2016.

Nov 16 2015

Regime di tassazione dei Fondi d’investimento e delle Sicav in capo ai partecipanti

Il Decreto Legge n. 66 del 24 aprile 2014 (“DL 66/2014”), convertito con modificazioni dalla legge n. 89 del 23 giugno 2014 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 143 del 23 giugno 2014, ha apportato rilevanti modifiche al regime impositivo delle rendite finanziarie. Ai fini che qui rilevano, si segnala che ai sensi del comma 1 dell’art. 3 del DL 66/2014 le ritenute e le imposte sostitutive sui redditi di capitale di cui all’art. 44 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (di seguito “TUIR”) e sui redditi diversi di cui all’art. 67, comma 1, lett. da c-bis a c-quinquies del TUIR, ovunque ricorrano, sono stabilite nella misura del 26%, con alcune specifiche eccezioni.
In particolare, il DL 66/2014 prevede, inter alia, che i redditi di capitale ed i redditi diversi relativi alle obbligazioni e agli altri titoli del debito pubblico italiano (incluse le obbligazioni e i titoli ad essi equiparati), nonché alle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto (di seguito il “Decreto”) emanato ai sensi dell’articolo 168-bis, comma 1, del TUIR (ed obbligazioni ad esse equiparate) mantengono la precedente aliquota netta di imposizione (pari al 12,5%). Si segnala inoltre che, a decorrere dal 1 luglio 2014, i redditi di capitale ed i redditi diversi relativi alle obbligazioni emesse da enti territoriali degli Stati inclusi nella lista di cui al precedente Decreto saranno assoggettati a tassazione con aliquota netta di imposizione pari al 12.5%.
Il DL 66/2014 ha, inoltre, precisato che la ritenuta del 26% sarà applicata sui redditi di capitale distribuiti in costanza di partecipazione agli organismi di investimento collettivo del risparmio divenuti esigibili a decorrere dal 1 luglio 2014, nonché sui redditi di capitale realizzati in sede di rimborso, cessione o
liquidazione delle quote o azioni maturati a decorrere dal 1 luglio 2014.
A norma dell’art. 10-ter della L. 23 marzo 1983, n. 77, sui proventi di cui all’articolo 44, comma 1, lettera g), del TUIR derivanti dalla partecipazione a organismi di investimento collettivo in valori mobiliari di diritto estero conformi alla direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, istituiti negli Stati membri dell’Unione europea e negli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo che sono inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell’articolo 168-bis del TUIR e le cui quote o azioni sono collocate nel territorio dello Stato ai sensi dell’art. 42 del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, è operata una ritenuta del 26%.
La ritenuta è generalmente applicata dai Soggetti Incaricati dei Pagamenti sui proventi distribuiti in costanza di partecipazione all’organismo di investimento e su quelli compresi nella differenza tra il valore di riscatto, cessione o liquidazione delle Azioni ed il costo medio ponderato di sottoscrizione o acquisto delle Azioni medesime. Il costo di acquisto deve essere documentato dal partecipante e, in mancanza della documentazione, il costo è documentato con una dichiarazione
sostitutiva.
Ai fini dell’applicazione della predetta ritenuta, si considerano cessioni anche i trasferimenti delle Azioni a diverso intestatario e si considera rimborso la conversione di Azioni da un Comparto ad un altro Comparto della medesima Società (c.d. operazioni di switch). In questi casi, il contribuente fornisce al soggetto tenuto all’applicazione della ritenuta la provvista necessaria. L’intermediario può sospendere l’esecuzione dell’operazione fintanto che non riceva dal contribuente l’importo corrispondente alle imposte dovute.
Per i partecipanti persone fisiche che non acquisiscano Azioni nell’esercizio di imprese commerciali e per i soggetti indicati nell’ultimo periodo del quarto comma dell’art. 10-ter della L. 23 marzo 1983, n. 77, la ritenuta è applicata a titolo d’imposta. La ritenuta è applicata invece a titolo di acconto nei confronti degli altri soggetti indicati nel medesimo comma quarto. Nel caso in cui i proventi siano conseguiti all’estero si rinvia alle disposizioni contenute nell’art. 10-ter della medesima legge.
La ritenuta non trova applicazione nell’ambito delle gestioni individuali di portafoglio con opzione per l’applicazione del regime del risparmio gestito ai sensi dell’articolo 7 del D.Lgs. n. 461/1997.
I proventi derivanti dalla partecipazione alla Società sono determinati al netto di una quota dei proventi riferibili alle obbligazioni e altri titoli pubblici di cui all’articolo 31 del D.P.R. n. 601/1973 ed equiparati, alle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell’articolo 168-bis, comma 1, del TUIR e alle obbligazioni emesse dagli enti territoriali dei suddetti Stati (“Titoli Pubblici Qualificati”).
In particolare, il D.M. del 13 dicembre 2011, efficace dal 1 gennaio 2012, a cui il DL 66/2014 fa esplicito rimando, ove compatibile, stabilisce le modalità di determinazione della quota dei proventi derivanti dalla partecipazione alla Società riferibili ai Titoli Pubblici Qualificati. La quota dei predetti proventi riferibili ai
Titoli Pubblici Qualificati è calcolata in proporzione alla percentuale media dell’attivo dei predetti organismi investita direttamente, o indirettamente per il tramite di altri organismi di investimento collettivo del risparmio, nei titoli medesimi. La percentuale media di cui sopra è rilevata sulla base degli ultimi due prospetti, semestrali o annuali, redatti entro il semestre solare anteriore alla data di distribuzione dei proventi, di riscatto, cessione o liquidazione delle Azioni, ovvero, nel caso in cui entro il predetto semestre ne sia stato redatto uno solo, sulla base di tale prospetto. Il 48.08% della quota dei proventi relativi ai Titoli Pubblici Qualificati così determinata è soggetto ad una ritenuta del 26%. In altre parole, la ritenuta del 26% si applica sui proventi derivanti dalla partecipazione alla Società, al netto del 51.92% dei proventi riferibili ai Titoli Pubblici Qualificati. Dal momento che la determinazione e la diffusione delle informazioni circa la percentuale media applicabile non sono obbligatorie ai sensi di specifiche disposizioni fiscali, la diffusione effettuata a discrezione della Società sarà volta a consentire agli investitori individuali residenti in Italia di beneficiare dell’applicazione della percentuale più bassa di ritenuta sui proventi relativi riferibili ai Titoli Pubblici Qualificati.
Le comunicazioni periodiche alla clientela relative a prodotti finanziari (tra cui sono comprese, inter alia, le quote di organismi di investimento collettivo del risparmio) sono soggette a un’imposta di bollo nella misura del 2 per mille annuo. Tale imposta si applica sul valore di mercato dei prodotti finanziari o, in mancanza, sul valore nominale o di rimborso, come risultante dalla comunicazione inviata alla clientela. In assenza di rendicontazioni, l’imposta deve essere applicata al 31 dicembre di ciascun anno e, comunque, al momento dell’estinzione del rapporto. Se il cliente è soggetto diverso da persona fisica l’imposta è dovuta nella misura massima di euro 14.000.
Le persone fisiche residenti in Italia scontano, altresì, un’imposta sul valore delle attività finanziarie (tra cui sono comprese, inter alia, le azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio) detenute all’estero. Tale imposta è dovuta nella misura del 2 per mille annuo. Il valore è costituito dal valore di mercato, rilevato al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui sono detenute le attività finanziarie e, in mancanza, secondo il valore nominale o di rimborso.
Dall’imposta in esame si deduce, fino a concorrenza del suo ammontare, un credito d’imposta pari all’ammontare dell’eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui sono detenute le attività finanziarie.
Il regime fiscale applicabile ai trasferimenti per successione o donazione è disciplinato dal D.l. 3 ottobre 2006, n. 262, convertito nella L. 24 novembre 2006, n. 286, come da ultimo modificato dall’art. 1, comma 77, della L. 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007). Ai sensi del citato decreto non è prevista alcuna imposta in caso di trasferimento di Azioni a seguito di successione mortis causa o per donazione, a condizione che: (i) in caso di trasferimento in favore del coniuge o dei parenti in linea retta, il valore delle Azioni da trasferire, per ciascun beneficiario, sia inferiore o uguale ad Euro 1.000.000,00 (un milione/00); (ii) in caso di trasferimento in favore di fratelli e sorelle, il valore delle Azioni da trasferire, per ciascun beneficiario, sia uguale o inferiore ad Euro 100.000,00 (centomila/00).
In relazione agli altri casi di trasferimento per successione o donazione si applicheranno le seguenti aliquote:
– trasferimenti in favore del coniuge e dei parenti in linea retta (sul valore eccedente Euro 1.000.000,00 (un milione/00) per ciascun beneficiario): 4%;
– trasferimento in favore di fratelli e sorelle (sul valore eccedente Euro 100.000,00 (centomila/00) per ciascun beneficiario): 6%;
– trasferimenti in favore di altri parenti fino al 4° grado e degli affini in linea retta e in linea collaterale entro il 3° grado: 6%;
– trasferimenti in favore di altri soggetti: 8%.
Qualora il successore o il donatario sia portatore di handicap riconosciuto grave ai sensi della L. 5 febbraio 1992, n. 104, la franchigia è elevata ad Euro 1.500.000,00 (unmilionecinquecentomila/00).
Il pagamento delle imposte di successione o donazione sarà effettuato direttamente dai soggetti obbligati e non tramite ritenuta d’imposta.

[vedi tassazione prodotti]

Apr 03 2015

Agenzia Entrate novità in materia di SIIQ

Decorrenza delle modifiche introdotte dal Decreto Sblocca Italia
L’articolo 20 del “Decreto Sblocca Italia” (Dl n. 133/2014) ha introdotto alcune rilevanti novità nell’ambito dello speciale regime civilistico e fiscale riservato alle Società di Investimento Immobiliare Quotate (SIIQ),
previsto nel nostro ordinamento dalla Legge finanziaria 2007 (articolo 1, commi da119 a 141-bis, della Legge n.296/2006).
Riguardo alla problematica relativa all’individuazione del primo anno di applicazione delle nuove disposizioni, si fa presente che in base all’articolo 45 del medesimo Decreto legge, il complesso delle norme è entrato in vigore a decorrere dal“giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana”, cioè dal 13 settembre 2014.
Di conseguenza, per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare, il primo periodo d’imposta di applicazione delle novità introdotte nella disciplina è il 2014.
Mar 06 2015

Agenzia Entrate emana circolare su tassazione Fondi Pensione

Modifiche alla tassazione dei fondi pensione.

Con la circolare n. 2/E di oggi, l’Agenzia delle Entrate scioglie i dubbi sulle nuove regole in materia di previdenza complementare introdotte dall’articolo 1 della Legge di stabilità 2015 (L. 190/2014). In particolare, il documento di prassi illustra le novità relative all’imposta sostitutiva del 20% sul risultato di gestione maturato nel periodo d’imposta e si sofferma sulle modalità di calcolo della base imponibile su cui applicare l’imposta per tener conto degli investimenti effettuati dai fondi pensione in titoli di Stato, i cui redditi scontano l’aliquota light del 12,50%.
Sostitutiva del 20% sui risultati di gestione
– La legge di stabilità 2015 ha portato al 20% l’aliquota dell’imposta sostitutiva, con effetto dal 1° gennaio 2014. In particolare, la circolare chiarisce che l’aumento della tassazione da applicare al risultato di gestione
riguarda tutte le forme di previdenza complementare:
fondi pensione a contribuzione definita (cioè quelli per cui è certa l’entità dei contributi ma non l’entità della prestazione); o a prestazione definita (è certa l’entità della prestazione, ma l’entità dei contributi varia a seconda delle esigenze del gestore del fondo), comprese le forme pensionistiche individuali e i cosiddetti “vecchi fondi pensione”.
Base imponibile, ecco come si determina
– Il documento di prassi ricorda che l’imposta sostitutiva del 20% si applica sul risultato netto maturato in ciascun periodo d’imposta. Quest’ultimo deve essere calcolato senza considerare tutte quelle operazioni
che nulla hanno a che vedere con i flussi finanziari connessi alla gestione del patrimonio mobiliare del fondo, che vengono quindi ad essere “sterilizzate”. Inoltre, non si applicano nei confronti dei fondi pensione la maggior parte dei prelievi a monte sui redditi di capitale da essi percepiti (ad eccezione dei casi in cui specifiche norme dispongono diversamente): i fondi pensione assumono, in altri termini, la qualifica di soggetto cosiddetto “lordista”.
Titoli di Stato, ecco le regole
– La legge di stabilità 2015 ha modificato anche le regole per determinare la base imponibile su cui applicare
l’imposta sostitutiva, per tenere conto degli investimenti effettuati dai fondi pensione in titoli del debito pubblico, i cui redditi scontano l’aliquota agevolata nella misura del 12,50%. Per non penalizzare da un punto di vista fiscale questo tipo di investimenti da parte dei fondi pensione, i redditi dei titoli di Stato concorrono alla formazione della ba se imponibile nella misura del 62,50%. A questo proposito, la circolare chiarisce che la base imponibile del risultato di gestione delle forme di previdenza complementare deve essere costituita dai redditi effettivamente derivanti dal possesso di questi titoli, realizzati nel corso periodo
d’imposta, inclusi quelli maturati al 31 dicembre dell’anno di riferimento. Aliquota light al 12,50% anche per gli investimenti indiretti in titoli pubblici effettuati dai fondi pensione tramite Organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr) e contratti di assicurazione.
Il documento di prassi, che contiene anche utili esempi per il calcolo dell’imposta sostitutiva, scioglie i dubbi anche sul trattamento fiscale delle posizioni definite nel corso del 2014.

 

Mar 03 2015

Fiscalità Fidelity Sicav

Nei giorni scorsi avevo aggiornato la pagina sulla modalità di tassazione dei Fondi Comuni e delle Sicav ed avendo trovato una tabella che elenca l’aliquota applicabile ai comparti della Sicav di Fidelity per il semestre in corso. La pubblico di sotto per rendere più chiaro le modalità di applicazione dell’aliquota fiscale.

Le aliquote vengono aggiornate anticipatamente per ogni semestre. Ricordo anche che la percentuale investita in titoli di stato è esente dall’imposta di successione. In questo caso bisogna richiederne certificazione alla società di gestione.

Nome comparto % White list ed equiparati Aliquota Sintetica
Fidelity Funds – Global High Grade Income Fund 95.22% 13.15%
Fidelity Funds – Emerging Markets Inflation-linked Bond Fund 90.34% 13.80%
Fidelity Funds – Global Inflation-linked Bond Fund 88.86% 14.00%
Fidelity Funds – Emerging Market Local Currency Debt Fund 68.78% 16.71%
Fidelity Funds – US Dollar Bond Fund 50.95% 19.12%
Fidelity Funds – Euro Bond Fund 50.69% 19.16%
Fidelity Funds – Global Strategic Bond Fund 47.76% 19.55%
Fidelity Funds – Sterling Bond Fund 43.51% 20.13%
Fidelity Funds – International Bond Fund 42.62% 20.25%
Fidelity Funds – Euro Short Term Bond Fund 39.87% 20.62%
Fidelity Funds – Fidelity Target™ 2015 (Euro) Fund 37.30% 20.96%
Fidelity Funds – Emerging Market Debt Fund 36.67% 21.05%
Fidelity Funds – Multi Asset Strategic Defensive Fund 24.53% 22.69%
Fidelity Funds – Fidelity Patrimoine 21.97% 23.03%
Fidelity Funds – Euro Balanced Fund 21.11% 23.15%
Fidelity Funds – Fidelity Target™ 2020 (Euro) Fund 20.92% 23.18%
Fidelity Funds – Fidelity Portfolio Selector Moderate Growth Fund 20.19% 23.27%
Fidelity Funds – Multi Asset Strategic Fund 18.06% 23.56%
Fidelity Funds – Global Multi Asset Income Fund 15.86% 23.86%
Fidelity Funds – Growth & Income Fund 14.26% 24.07%
Fidelity Funds – Asian Bond Fund 11.20% 24.49%
Fidelity Funds – Fidelity Target™ 2025 (Euro) Fund 10.94% 24.52%
Fidelity Funds – Global Income Fund 10.60% 24.57%
Fidelity Funds – Euro Corporate Bond Fund 9.91% 24.66%
Fidelity Funds – Global Corporate Bond Fund 4.67% 25.37%
Fidelity Funds – Fidelity Target™ 2030 (Euro) Fund 3.63% 25.51%
Fidelity Funds – Asian High Yield Fund 2.91% 25.61%
Fidelity Funds – China RMB Bond Fund 2.67% 25.64%
Fidelity Funds – Global High Yield Fund 2.09% 25.72%
Fidelity Funds – Euro Cash Fund 2.00% 25.73%
Fidelity Funds – European High Yield Fund 1.40% 25.81%
Fidelity Funds – Emerging Market Corporate Debt Fund 0.68% 25.91%
Fidelity Funds – US Dollar Cash Fund 0.49% 25.93%

Nota: La tassazione effettiva è determinata sulla base della percentuale media dei comparti Fidelity Funds investita in titoli di stato ed equiparati come definita dal Decreto MEF del 13/12/2011. Si precisa che i dati sono forniti a puro titolo informativo. Per ogni chiarimento in merito alla propria posizione fiscale, si invita l’investitore a contattare il proprio consulente fiscale.

Feb 25 2015

Assogestioni chiede l’eliminazione della doppia imposizione degli OICR sottoscritti da imprese

Il direttore Generale di Assogestioni Galli chiede di eliminare la doppia imposizione fiscale sulle quote degli OICR sottoscritti da imprese Italiane.

“Pertanto proponiamo di intervenire per eliminare questa distorsione fiscale introducendo nel decreto recante ‘Misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti’ una norma che abolisca la doppia imposizione economica sui proventi derivanti dalla partecipazione ad OICR azionari afferenti quote detenute nell’esercizio di impresa commerciale, prevedendo l’applicazione del regime fiscale degli utili” spiega Galli.
In particolare, Assogestioni propone l’inserimento nel decreto recante ‘Misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti’ di una norma che preveda il concorso alla formazione del reddito d’impresa nella misura del 49,72 per cento o del 5 per cento dei proventi derivanti dalla partecipazione ad OICR il cui attivo sia investito in misura prevalente in azioni e strumenti finanziari similari di società o enti residenti nel territorio dello Stato e in Stati o territori di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze emanato ai sensi dell’articolo 168-bis del TUIR (e, di conseguenza, l’applicazione della ritenuta di cui agli artt. 26-quinquies del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, e 10-ter della legge 23 marzo 1983, n. 77, solo su detta percentuale di proventi) e sempreché risultino soddisfatte congiuntamente le seguenti condizioni: (a) il valore dell’investimento in azioni e strumenti finanziari similari non risulti inferiore, nel corso dell’anno solare, al 70 per cento del valore dell’attivo, per più di un numero prestabilito di giorni di valorizzazione delle quote o azioni degli OICR; (b) e i redditi dell’OICR derivino in misura almeno pari all’80% dagli investimenti in azioni strumenti finanziari similari.

 

4:54:48 PM

Feb 21 2015

Regime fiscale Sicav e Fondi

Sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione alla Sicav o al Fondo è applicata una ritenuta del 26 per cento. In base all’articolo 10-ter della Legge 23/04/1983 n. 77, la ritenuta si applica sui proventi distribuiti in costanza di partecipazione alla Sicav o al Fondo  e su quelli compresi nella differenza tra il valore di cessione delle azioni e/o quote  e il costo medio ponderato di acquisto delle medesime, al netto del 51,92 per cento dei proventi riferibili alle obbligazioni e agli altri titoli pubblici italiani ed equiparati e alle obbligazioni emesse dagli Stati esteri che consentono un adeguato scambio di informazioni inclusi nella white list e alle obbligazioni emesse da enti territoriali dei suddetti stati (al fine di garantire una tassazione dei predetti proventi nella misura del 12,50 per cento). I proventi riferibili ai predetti titoli pubblici italiani ed esteri sono determinati in proporzione alla percentuale media dell’attivo investita direttamente, o indirettamente per il tramite di altri organismi di investimento (italiani ed esteri comunitari armonizzati e non armonizzati soggetti a vigilanza istituiti in Stati UE e SEE inclusi nella white list) nei titoli medesimi. La percentuale media, applicabile in ciascun semestre solare, è rilevata sulla base degli ultimi due prospetti, semestrali o annuali, redatti entro il semestre solare anteriore alla data di distribuzione dei proventi o di cessione delle azioni ovvero, nel caso in cui entro il predetto semestre ne sia stato redatto uno solo sulla base di tale prospetto. A tali fini la Sicav e/o Sgr fornirà indicazioni utili circa la percentuale media applicabile in ciascun semestre solare.
La ritenuta è applicata anche nell’ipotesi di trasferimento delle azioni a rapporti di custodia, amministrazione o gestione intestati a soggetti diversi dagli intestatari dei rapporti di provenienza, anche se il trasferimento sia avvenuto per successione o donazione.
La ritenuta è applicata a titolo d’acconto sui proventi percepiti nell’esercizio di attività di impresa commerciale e a titolo d’imposta nei confronti di tutti gli altri soggetti, compresi quelli esenti o esclusi dall’imposta sul reddito delle società. La ritenuta non si applica sui proventi spettanti alle imprese di assicurazione e relativi ad azioni comprese negli attivi posti a copertura delle riserve matematiche dei rami vita nonché sui proventi percepiti da altri organismi di investimento italiani e da forme pensionistiche complementari istituite in Italia.

Nel caso in cui le azioni siano detenute da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa commerciale, da società semplici e soggetti equiparati nonché da enti non commerciali, alle perdite derivanti dalla partecipazione alla Sicav o al Fondo si applica il regime del risparmio amministrato di cui all’art. 6 del d.lgs. n. 461 del 1997, che comporta l’adempimento degli obblighi di certificazione da parte dell’intermediario. È fatta salva la facoltà del Cliente di rinunciare al predetto regime con effetto dalla prima operazione successiva. Le perdite riferibili ai titoli pubblici italiani ed esteri possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze e dagli altri redditi diversi per un importo ridotto del 51,92 cento del loro ammontare.
Nel caso in cui le azioni siano oggetto di donazione o di altro atto di liberalità, l’intero valore delle azioni e/o quote  concorre alla formazione dell’imponibile ai fini del calcolo dell’imposta sulle donazioni. Nell’ipotesi in cui le azioni e/o quote siano oggetto di successione ereditaria non concorre alla formazione della base imponibile ai fini dell’imposta di successione, la parte di valore delle azioni corrispondente al valore, comprensivo dei frutti maturati e non riscossi, dei titoli del debito pubblico e degli altri titoli emessi o garantiti dallo Stato Italiano e ad essi assimilati nonché dei titoli del debito pubblico e degli altri titoli ad essi equiparati emessi da Stati appartenenti all’Unione Europea e dagli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo, detenuti dalla Sicav e/o dal Fondo alla data di apertura della successione. A tali fini la Sicav e/o la Sgr  fornirà le indicazioni utili circa la composizione del proprio patrimonio.

 

[vedi tassazione prodotti per eventuali aggiornamenti]

 

WordPress Themes

Giovanni Malfettone is Spam proof, with hiddy