Posts tagged: Sgr

Dic 07 2015

I Fondi di garanzia e gli obbligazionisti delle 4 banche salvate

In questi giorni è un gran parlare sulla costituzione di un nuovo Fondo che restituisca un 30% delle obbligazioni emesse dalla 4 banche (B. Marche, B. Pop. Etruria, Cassa Risp. Ferrara e Cassa Risp. Chieti) che sono state azzerate nel loro valore.

Il bello è che i politici vogliono costituire un nuovo fondo quando già esiste il Fondo di Tutela delle Vittime di Crack Finanziari istituito con la legge 266-05 (Finanziaria 2006). Ed esiste anche il Fondo Nazionale di Garanzia (Legge 415-1996) che dovrebbe rimborsare il risparmiatore in caso di fallimento e/o Amministrazione coatta amministrativa della banca, Sim, Sgr aderente all’organismo sino all’importo di 20.000 Euro. (Sul loro sito parlano ancora di 20.000 Ecu). In quest’ultimo fondo non risulta aderente Banca Marche.

La beffa per gli obbligazionisti delle 4 banche è che le disponibilità del Fondo vittime di crack finanziari è prossimo allo zero perché in tutti questi anni la classe politica ha pensato di utilizzare le risorse nei modi più creativi che nulla avevano a vedere che lo scopo istitutivo del fondo.

Del secondo Fondo credo che esista solo sulla carta perché in tutti questi anni non ho mai avuto notizia di un suo intervento.

Sarebbe ora che la classe politica iniziasse a spiegare la finalità di questi Fondi e l’utilizzo delle risorse finanziarie che dovevano trovarsi al loro interno ma spesi in  modo differenti dai fini istituzionali (spese autorizzate da leggi dello Stato).

Ed ora il Governo non sa dove trovare le risorse per un minimo risarcimento a persone che non hanno alcuna colpa su quello che è accaduto, mentre chi doveva vigilare dormiva beatamente.

Ott 14 2015

Fusione tra Fondi Aletti Gestielle Sgr

COMUNICATO AI PARTECIPANTI DEI FONDI GESTIELLE MULTIMANAGER ABSOLUTE RETURN PLUS, GESTIELLE MULTIMANAGER ABSOLUTE RETURN, GESTIELLE
OBIETTIVO PIU’, GESTIELLE OBIETTIVO RISPARMIO E DEI FONDI APPARTENENTI AL SISTEMA GESTIELLE BEST SELECTION:
FUSIONE FONDI E MODIFICHE REGOLAMENTARI
1) Fusione Fondi. Con la presente si informa che il Consiglio di Amministrazione di Aletti Gestielle SGR del 18 settembre 2015 ha deliberato la fusione per incorporazione dei fondi di seguito indicati e che avrà efficacia il 7 dicembre 2015:

FONDO OGGETTO DI FUSIONE FONDO RICEVENTE
Gestielle Multimanager Absolute Return Plus Gestielle Multimanager Absolute Return

(ridenominato Gestielle Best Selection Cedola AR)

Gestielle Obiettivo Più Gestielle Obiettivo Risparmio (Classe A)

Gestielle Multimanager Absolute Return Plus Gestielle Multimanager Absolute Return
(ridenominato Gestielle Best Selection Cedola AR)
Gestielle Obiettivo Più Gestielle Obiettivo Risparmio (Classe A)
I dettagli dell’operazione di fusione – autorizzata dalla Banca d’Italia con provvedimento nr. 1054249/15 del 07/10/2015 – sono illustrati nelle specifiche “informative ai partecipanti” inviate alla clientela, pubblicate nella sezione “Comunicazioni alla clientela” del sito internet www.gestielle.it e disponibili gratuitamente anche presso i distributori.
2) Modifiche regolamentari. Si informa inoltre che il medesimo Consiglio di Amministrazione ha deliberato di apportare alcune modifiche alla disciplina del fondo ricevente Gestielle Multimanager Absolute Return, ridenominato “Gestielle Best Selection Cedola AR” ed inserito nel Regolamento semplificato relativo al Sistema Gestielle Best Selection, con efficacia contestuale alla fusione (7 dicembre 2015):
 variazione della denominazione in “Gestielle Best Selection Cedola AR”;
 trasformazione, a partire dall’anno solare 2017, da fondo ad accumulazione dei proventi a fondo a distribuzione dei proventi, secondo la metodologia indicata al novellato art. 2 della Parte B) del Regolamento. La prima distribuzione avverrà a gennaio 2017. I partecipanti al fondo in possesso di quote alla data di efficacia della modifica regolamentare concernente la trasformazione del fondo da accumulazione dei proventi a distribuzione dei proventi (7/12/2015) vengono considerati al pari di coloro che hanno richiesto il reinvestimento dei proventi, salvo disposizione contraria da comunicare
alla SGR almeno entro il 30 novembre di ogni anno;
 aumento della commissione di sottoscrizione da 2% a 2,5%, allineandola a quella prevista per gli altri fondi appartenenti al Sistema Gestielle Best Selection;
 aumento della commissione annua di gestione da 1,25% a 1,30%, coerentemente con quelle previste per gli altri fondi appartenenti al Sistema Gestielle Best Selection.
Per effetto dell’inserimento della disciplina del fondo nel Regolamento del Sistema Gestielle Best Selection, con la medesima efficacia delle fusione (7 dicembre 2015):
 il fondo Gestielle Best Selection Cedola AR varierà la periodicità del calcolo della quota da settimanale a giornaliera;
 sarà possibile effettuare operazioni di passaggio tra fondi (switch) appartenenti al medesimo Sistema;
 sarà introdotta la possibilità di effettuare rimborsi programmati mensili, trimestrali, semestrali o annuali, per importi prestabiliti o corrispondenti ad un numero determinato di quote.
La documentazione aggiornata sarà messa a disposizione sul sito della SGR e presso gli enti incaricati del collocamento a partire dalla data di efficacia delle modifiche e potrà essere inviata gratuitamente agli investitori che ne faranno richiesta scritta alla SGR al seguente indirizzo:
Aletti Gestielle SGR Spa – Via Tortona 35 – 20144 Milano.

Apr 16 2015

Poste Italiane compra il 10.3% di Anima Holding da Mps

Roma, 15 aprile 2015

–Il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane S.p.A., riunitosi sotto la presidenza di Luisa Todini, ha deliberato l’acquisto del 10,3% del capitale sociale di Anima Holding S.p.A. (di seguito, per brevità, anche “Anima”), attualmente detenuto da Monte Paschi Siena S.p.A. (di seguito per brevità anche “BMPS”), per un investimento complessivo pari a 210 milioni di euro, corrispondente ad un prezzo per azione di6,8euro, sostanzialmente in linea con il prezzo medio di mercato registrato dal titolo Anima nell’ultimo mese.
Nell’accordo raggiunto è altresì previsto il subentro di Poste Italiane a BMPS nel patto parasociale di governance di Anima anche attraverso la presenza di nuovi consiglieri di amministrazione in rappresentanza della stessa Poste Italiane. Banca Popolare di Milano(BPM), azionista di Anima con il 16,8% del capitale è l’altro membro del patto parasociale.
L’esecuzione del contratto è subordinata ad alcune condizioni sospensive, tra cui l’ottenimento delle eventuali necessarie autorizzazioni di legge, l’assenso di BPM e la formalizzazione dell’accordo tra BMPS, Poste e Banca Popolare di Milano per il subentro di Poste nel patto parasociale.
Anima è un asset manager indipendente italiano, con circa 60 miliardi di euro di masse gestite a fine 2014, e ha sviluppato nel tempo una consolidata esperienza nella formazione e supporto delle reti di distribuzione, nonché una notevole capacità di sviluppare prodotti semplici e coerenti con i bisogni dei risparmiatori, sia in fase di vendita che in fase di post-vendita. Nell’ultimo triennio, le masse retail
gestite da Anima sono cresciute ad una media annua del 15%, superiore alla crescita del mercato.
Francesco Caio, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Poste Italiane, ha così
commentato l’operazione: “L’acquisizione del 10,3% di Anima ha una forte valenza industriale e conferma l’impegno di Poste Italiane nel settore del risparmio gestito che costituisce, con i servizi postali e logistici, egli strumenti digitali di pagamento e transazioni, uno dei pilastri strategici del Piano Industriale del Gruppo”.
Poste Italiane è stata assistita nell’operazione da Morgan Stanley & Co. International, in qualità di financial advisor.
Apr 03 2015

Recepimento Direttiva AIFMD 2011/61/EU

Da domani 4 aprile diventa operativa in Italia la Direttiva 2011/61/UE AIFMD in materia di Fondi di investimento alternativi.

Mar 30 2015

Nuovo fondo di Euromobiliare

Si dà notizia che il Consiglio di Amministrazione di Euromobiliare Asset Management SGR S.p.A., riunitosi il 24 febbraio 2015, ha deliberato l’istituzione, all’interno del Regolamento Unico dei Fondi appartenenti al Sistema Euromobiliare, di un nuovo Fondo comune d’investimento mobiliare aperto armonizzato denominato Euromobiliare Flex Stars.
Il Fondo, di tipo flessibile, investe in un numero limitato di Fondi e Sicav gestiti da case di investimento internazionali e potrà essere sottoscritto esclusivamente dal 1° aprile al 29 maggio 2015 (data di regolamento dell’operazione), salvo eventuali variazioni comunicate mediante pubblicazione di un avviso su Il Sole 24 Ore.
Il Regolamento, che recepisce le modifiche sopra illustrate, sarà disponibile a partire dal 1° aprile 2015 presso i soggetti incaricati del collocamento e sul sito internet www.eurosgr.it.

Feb 21 2015

Regime fiscale Sicav e Fondi

Sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione alla Sicav o al Fondo è applicata una ritenuta del 26 per cento. In base all’articolo 10-ter della Legge 23/04/1983 n. 77, la ritenuta si applica sui proventi distribuiti in costanza di partecipazione alla Sicav o al Fondo  e su quelli compresi nella differenza tra il valore di cessione delle azioni e/o quote  e il costo medio ponderato di acquisto delle medesime, al netto del 51,92 per cento dei proventi riferibili alle obbligazioni e agli altri titoli pubblici italiani ed equiparati e alle obbligazioni emesse dagli Stati esteri che consentono un adeguato scambio di informazioni inclusi nella white list e alle obbligazioni emesse da enti territoriali dei suddetti stati (al fine di garantire una tassazione dei predetti proventi nella misura del 12,50 per cento). I proventi riferibili ai predetti titoli pubblici italiani ed esteri sono determinati in proporzione alla percentuale media dell’attivo investita direttamente, o indirettamente per il tramite di altri organismi di investimento (italiani ed esteri comunitari armonizzati e non armonizzati soggetti a vigilanza istituiti in Stati UE e SEE inclusi nella white list) nei titoli medesimi. La percentuale media, applicabile in ciascun semestre solare, è rilevata sulla base degli ultimi due prospetti, semestrali o annuali, redatti entro il semestre solare anteriore alla data di distribuzione dei proventi o di cessione delle azioni ovvero, nel caso in cui entro il predetto semestre ne sia stato redatto uno solo sulla base di tale prospetto. A tali fini la Sicav e/o Sgr fornirà indicazioni utili circa la percentuale media applicabile in ciascun semestre solare.
La ritenuta è applicata anche nell’ipotesi di trasferimento delle azioni a rapporti di custodia, amministrazione o gestione intestati a soggetti diversi dagli intestatari dei rapporti di provenienza, anche se il trasferimento sia avvenuto per successione o donazione.
La ritenuta è applicata a titolo d’acconto sui proventi percepiti nell’esercizio di attività di impresa commerciale e a titolo d’imposta nei confronti di tutti gli altri soggetti, compresi quelli esenti o esclusi dall’imposta sul reddito delle società. La ritenuta non si applica sui proventi spettanti alle imprese di assicurazione e relativi ad azioni comprese negli attivi posti a copertura delle riserve matematiche dei rami vita nonché sui proventi percepiti da altri organismi di investimento italiani e da forme pensionistiche complementari istituite in Italia.

Nel caso in cui le azioni siano detenute da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa commerciale, da società semplici e soggetti equiparati nonché da enti non commerciali, alle perdite derivanti dalla partecipazione alla Sicav o al Fondo si applica il regime del risparmio amministrato di cui all’art. 6 del d.lgs. n. 461 del 1997, che comporta l’adempimento degli obblighi di certificazione da parte dell’intermediario. È fatta salva la facoltà del Cliente di rinunciare al predetto regime con effetto dalla prima operazione successiva. Le perdite riferibili ai titoli pubblici italiani ed esteri possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze e dagli altri redditi diversi per un importo ridotto del 51,92 cento del loro ammontare.
Nel caso in cui le azioni siano oggetto di donazione o di altro atto di liberalità, l’intero valore delle azioni e/o quote  concorre alla formazione dell’imponibile ai fini del calcolo dell’imposta sulle donazioni. Nell’ipotesi in cui le azioni e/o quote siano oggetto di successione ereditaria non concorre alla formazione della base imponibile ai fini dell’imposta di successione, la parte di valore delle azioni corrispondente al valore, comprensivo dei frutti maturati e non riscossi, dei titoli del debito pubblico e degli altri titoli emessi o garantiti dallo Stato Italiano e ad essi assimilati nonché dei titoli del debito pubblico e degli altri titoli ad essi equiparati emessi da Stati appartenenti all’Unione Europea e dagli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo, detenuti dalla Sicav e/o dal Fondo alla data di apertura della successione. A tali fini la Sicav e/o la Sgr  fornirà le indicazioni utili circa la composizione del proprio patrimonio.

 

[vedi tassazione prodotti per eventuali aggiornamenti]

 

Mag 30 2013

Consulenza finanziaria cosa é

 

La consulenza finanziaria indipendente in Italia è ancora un’attività estremamente di nicchia. Solo qualche migliaia di persone si servono di questo genere di professionisti.
La normativa primaria, cioè il Testo Unico della Finanza, la prevede ormai da molti anni, ma l’attività è svolta da meno di un migliaio di persone e aziende in tutta Italia. Per mancanza di volontà politica, non è mai partito il famoso albo previsto dalla normativa (1).
Questo sito si rivolge principalmente ai piccoli risparmiatori che hanno un capitale che non gli consente di accedere alle prestazioni di un libero professionista che lo consiglia su come meglio investire il proprio patrimonio mobiliare. In questi casi, piuttosto che finire nelle grinfie degli intermediari finanziari che propongono quasi sempre cosa conviene loro (e non cosa conviene al cliente) è molto meglio fare da soli seguendo semplici regole come quelle che abbiamo indicato nel decalogo per l’investitori non esperto.
Chiaramente questi investitori dovranno costruire portafogli molto semplici, che avranno prioritariamente l’obiettivo di preservare il capitale dall’inflazione ed ottenere piccoli rendimenti aggiuntivi. Cosa che si può fare tranquillamente con semplici titoli di stato e – per chi può / vuole dedicare più tempo ed attenzione – con un mix di ETF.
Di tanto in tanto, però, alcuni ci domandano informazioni sulla consulenza finanziaria.
Da un po’ di tempo, l’espressione consulenza finanziaria, spesso abbinata perfino – senza pudore – alla parola indipendente, viene sempre più utilizzata dagli stessi intermediari finanziari, banche e promotori finanziari.
Da un punto di vista strettamente giuridico questa cosa è corretta e lecita.
Non esiste, infatti, il servizio di consulenza finanziaria indipendente. La legge prevede solo il servizio di consulenza finanziaria che può essere svolto sia dai consulenti persone fisiche (che in questo caso sono obbligati per legge ad essere indipendenti) che dagli intermediari finanziari i quali, poiché non possono essere indipendenti, in teoria, secondo la legge, dovrebbero svolgere questo servizio nell’esclusivo interesse di clienti.
D’altra parte, la legge prescrive che gli intermediari finanziari debbano primariamente curare l’interesse del cliente in ogni servizio che svolgono, ma sappiamo tutti cosa accada nella realtà…
Da un punto di vista sostanziale invece, è ovvio che parlare di reale consulenza finanziaria, tanto più “indipendente” da parte di una banca o di una SIM è una contraddizione in termini. In un contesto di istituzioni finanziarie come quelle che abbiamo nel nostro paese, uno degli obiettivi di una reale consulenza finanziaria è quello di tutelare i clienti dalle inefficienze legate ai mille prodotti che le banche hanno interesse a collocare. Farsi fare una consulenza finanziaria da un intermediario finanziario è un po’ come farsi dare dei consigli medici dal farmacista… è molto probabile che alla fine la soluzione proposta sia quella di acquistare un qualche farmaco!
La vera consulenza, quindi, non può che essere quella realmente indipendente nella quale il cliente paga direttamente un libero professionista che non ha alcun interesse a raccomandare questo o quello strumento. L’indipendenza, però, è solo un pre-requisito e non è certamente sufficiente a fare una buona consulenza. Una soggetto indipendente può essere comunque un cialtrone o un incapace.
La scelta di un consulente finanziario indipendente, come la scelta di qualsiasi libero professionista, è molto complicata.
Come si sceglie un avvocato, un medico, un commercialista, un architetto? E’ molto, molto difficile. E’ chiaro che se il cliente avesse la capacità di valutare le competenze del professionista, probabilmente non avrebbe bisogno del professionista stesso.
Spesso si sceglie il professionista per il passa parola, ma nel caso dei consulenti finanziari indipendenti sono talmente pochi, in Italia, che non è facile avere fra le proprie conoscenze qualche cliente di un professionista con il quale vorremmo instaurare un rapporto di consulenza in ambito finanziario.
Può essere utile, allora, cercare di capire il più possibile – facendo domande specifiche – da quanto tempo questo professionista opera, che strumenti informativi utilizza per svolgere la sua attività e quale sia il suo approccio alla professione. E’ importante sapere che – come per tutte le professioni – l’attività di consulente finanziario indipendente può essere svolta in modo anche radicalmente diverso.
Restiamo nell’esempio del campo medico. Se si ha un dolore allo stomaco si può scegliere di andare da uno specialista gastroenterolo, oppure si può scegliere di andare da uno dei tanti medici alternativi come un omeopata, un agopuntore, un naturopata, ecc.
Lungi da voler affrontare in questa sede l’argomento della validità di queste terapie alternative, il punto che voglio sottolineare è che il cliente che rivolge da un gastroenterologo non può ragionevolmente aspettarsi che questo medico gli faccia una visita “olistica” né può pensare che un agopuntore gli prescriva dei farmaci.
Con la scelta del tipo di medico il cliente ha già fatto anche una scelta circa l’approccio alla cura della sua sua malattia.
Ugualmente, nel campo della consulenza finanziaria indipendente ci sono approcci anche radicalmente diversi. Ci sono consulenti che interpretano la professione principalmente come analisi finanziari. Lo scopo principale di questi consulenti è quello di trovare lo strumento migliore in quella determinata fase dei mercati.
Ci sono consulenti che interpretano professione principalmente come pianificazione finanziaria il cui scopo principale è quello di aiutare i propri clienti ad analizzare la propria situazione finanziaria ed identificare gli obiettivi finanziari e solo in un secondo momento cercare di capire quali strumenti possono aiutarli a raggiungere gli obiettivi. Solitamente i pianificatori finanziari pensano che sia impossibile prevedere i mercati finanziari e che sia molto più importante concentrarsi sull’analisi del cliente che non sull’analisi dei mercati.
Al contrario, i consulenti-analisti credono che attraverso un’analisi dei mercati finanziari sia possibile ottenere su base sistematica extra-rendimenti rispetto a quelli medi offerti dai mercati.
Ovviamente questa suddivisione non è così netta. I consulenti-analisti si informano comunque del profilo dei clienti così come i consulenti-pianificatori dedicano comunque del tempo all’analisi dei mercati perché, alla fine, comunque bisogna scegliere in cosa investire. Ma gli approcci possono essere molto diversi. Come nel caso del tipo di medico, si tratta di filosofie tendenzialmente diverse ed il cliente deve scegliere l’approccio con il quale si sente più a suo agio.
Se un cliente vuole qualcuno che gli dia delle “dritte” sui “titoli caldi”, probabilmente si troverà deluso da un consulente-pianificatore.
Se ciò che vuole è parlare della propria pensione, della scelta fra acquistare una casa o stare in affitto, di come gestire i propri soldi con tranquillità, forse troverà l’approccio del consulente-analista poco soddisfacente.
La scelta di un consulente finanziario indipendente, come quella di qualunque altro libero professionista, è certamente difficile. L’unico consiglio che possiamo dare è quello di non fermarsi al primo che capita e tanto meno di selezionarlo sulla base della vicinanza alla propria zona (tanto più che essendo così pochi, al momento, in Italia, il rischio di trovare quello non adatto non è trascurabile).
Un professionista serio non dovrebbe avere nessuna difficoltà a fare un primo colloquio informativo senza impegno ed a rispondere a domande sulla propria formazione, sugli strumenti che utilizza e sul suo approccio alla professione. E’ bene comunicare senza alcun imbarazzo al professionista che state cercando di trovare la persona giusta per voi e che avete molti dubbi e molte perplessità e che vorreste avere più informazioni possibili per sciogliere questi dubbi. Se un professionista dovesse sentirsi a disagio a rispondere con la massima trasparenza alle vostre domande, sicuramente non è la persona giusta. Dopo aver confrontato almeno due o tre professionisti si potrà fare una scelta un po’ più consapevole.
(1) Albo che, se mai partirà, farà probabilmente la fine di tutti gli altri albi italiani, ovvero sarà un piccolo potentato che servirà a distribuire qualche poltrona ed a tutelerà gli iscritti, non certo i clienti
Mag 21 2013

AcomeA vendita diretta dal proprio portale

AcomeA dal 23 maggio renderà possibile sottoscrivere i propri fondi dal proprio sito web che da tale data sarà aggiornato.

Due le grandi novità: la totale digitalizzazione del processo di sottoscrizione con la scomparsa di scambi cartacei e la libertà di scegliere tra due soluzioni.
La classe A1, “Full Service”, è destinata a chi vuole delegare, pur condividendole, le scelte legate ad allocazione e gestione del proprio patrimonio. Oltre alle caratteristiche distintive nella gestione dei Fondi di AcomeA SGR, si sceglie anche il supporto di consulenti che, sulla base delle caratteristiche dei singoli investitori, individuano il portafoglio d’investimento adatto alle diverse aspettative ed esigenze.
La classe A2, “Self Service”, è destinata a coloro che vogliono gestire in autonomia i propri investimenti. La classe A2 permette ai risparmiatori più preparati e fiduciosi delle proprie capacità di investire nei prodotti di AcomeA SGR evitando i costi legati alla distribuzione ed alla consulenza.

Libertà di scelta è il claim che dà il via ad importanti novità che si collocano in modo innovativo e centrale all’interno dell’attuale scenario di mercato.
“Abbiamo voluto accelerare il processo che in altri settori del largo consumo, come nei viaggi o nella telefonia, è già una realtà consolidata. AcomeA utilizza la tecnologia per semplificare l’accesso ai servizi e rendere i risparmiatori liberi di scegliere perseguendo i propri interessi e non quelli degli intermediari” – dichiara Alberto Foà, Presidente di AcomeA SGR.
Sono 38 milioni gli italiani che accedono ad internet (Fonte: Audiweb trends 2013 della Doxa) e sono il 40% i risparmiatori che interagiscono con le banche tramite il web, il 5% tramite smartphone (Fonte: Assogestioni).

Con la nuova piattaforma web di AcomeA SGR, semplice e di immediato utilizzo, sarà possibile sottoscrivere un fondo comune d’investimento tranquillamente dal proprio computer di casa, in meno di 15 minuti.

Ora bisogna vedere se altre Sgr seguiranno l’esempio di AcomeA nella vendita diretta ai risparmiatori direttamente dal loro portale web. L’ottimale sarebbe una piattaforma indipendente ove sia possibile negoziare tutte le quote sia di Fondi comuni d’investimento che di Sicav, una specie di borsa valori.

 

Apr 12 2013

Prodotti estero-vestiti

 

da Risparmiamocelo.it

Come mai una banca italiana, che è già proprietaria di una SGR italiana  e che, normalmente, vende i prodotti a clienti italiani dovrebbe costituire una società all’estero, che crea prodotti identici a quelli italiani, e venderli a clienti italiani?

Buona parte del risparmio gestito si trova oramai all’estero in fondi estero-vestiti, in cui noi risparmiatori perdiamo non una, ma  due volte: direttamente a causa degli elevati costi di gestione e dei vincoli meno stringenti che regolano le attività finanziarie all’estero ed, indirettamente, a causa dell’arbitraggio fiscale.

Assogestioni – l’associazione italiana del risparmio gestito – indica nella sua Mappa Trimestrale che, a fine 2012, il patrimonio totale di fondi gestiti in Italia ammontava a circa 481 miliardi di euro. Di questi, solamente 148 miliardi sono gestiti da fondi tricolore, altri 124 miliardi sono in gestione presso fondi stranieri che operano in Italia e i rimanenti 209 miliardi sono gestiti attraverso società estero-vestite, cioè da fondi d’investimento di diritto estero, tipicamente irlandese o lussemburghese, che fanno però capo a società (banche o SGR) italiane.

Banca d’Italia riporta in uno studio sulle performance delle società di gestione del risparmio, che “le analisi sembrano ritenere che la performance al netto delle commissioni sarebbe esigua o addirittura nulla, in quanto l’extrarendimento generato sarebbe quasi interamente assorbito sotto forma di commissioni retrocesse alla rete di distribuzione e alla struttura proprietaria”. Infatti, abbiamo già visto come, da molti anni, vi sia una ripartizione iniqua dei proventi derivanti dagli investimenti che lascia ai risparmiatori solo il 40% del rendimento lordo. Il resto viene per lo più trattenuto da chi vende (distribuisce) i fondi – banche e reti di promotori finanziari.

Alla luce di tutto questo, i tanti fondi estero-vestiti sono in grado di danneggiare duplicemente il risparmiatore.

1)      Attraverso norme meno severe sui prodotti finanziari

I fondi italiani operano secondo vincoli normativi che tutelano l’investitore finale seguendo il Regolamento per la gestione collettiva del risparmio. Per sfuggire a delle regole più stringenti, imposte da Banca d’Italia, è diventata prassi delle banche ed alcune SGR farsi autorizzare all’estero per poi vendere i propri prodotti in Italia sfruttando la libera circolazione di beni e prodotti dell’Unione Europea.

Prendiamo ad esempio il caso dei fondi a cedola con distribuzione di proventi che tipicamente applicano delle commissioni di performance – commissioni legate al buon rendimento del fondo.

Secondo il  Provvedimento dell’8 Maggio 2011 della Banca d’Italia, i fondi italiani devono calcolare le commissioni di performance utilizzando un periodo minimo di 12 mesi mentre le Sicav lussemburghesi, come altri OICR di diritto estero, godono di un’ampia discrezionalità e utilizzano orizzonti temporali più brevi: si moltiplicano così i momenti in cui possono essere prelevate le commissioni dalle nostre tasche. Chi investe in fondi esteri o estero-vestiti rischia di pagare commissioni multiple complessivamente molto più elevate e non necessariamente giustificate dall’effettiva performance dell’anno.

2)      L’arbitraggio fiscale

Il 90% delle società di gestione del risparmio in Italia fa capo a delle banche. Le banche ed i distributori di fondi e Sicav trattengono una parte sostanziosa delle commissioni (42-48%) trasferendo il rimanente 12-18% ai gestori dei fondi. Ma, nel caso delle società estero-vestite, dopo il danno arriva la beffa. Le banche italiane con fondi esteri cercano infatti di inviare la maggior parte delle commissioni all’estero dove, usufruendo di un’imposizione fiscale molto più leggera, possono pagare meno tasse e trasferire poi i proventi attraverso forme meno tracciabili dal fisco. Fortunatamente, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di dare uno sguardo ai conti di società e banche e così, le istituzioni bancarie – ultima delle quali è Mediolanum – si vedono contestare centinaia di milioni di euro. Milioni di euro di tasse che spettano allo Stato italiano e che ci appartengono.

Per fortuna, c’è anche qualcuno che si comporta in modo corretto. Si stanno radicando sempre di più sul territorio italiano delle società di gestione del risparmio che sono indipendenti da banche e che operano con criteri di maggior trasparenza, offrendo prodotti a commissioni ridotte e trasparenti  creati senza bisogno di andare all’estero.

Se tu non sai, a qualcuno conviene. Prima di comprare un prodotto italiano estero-vestito,  chiediti come mai qualcuno te lo sta proponendo e quali sono le alternative.

Gen 28 2013

Consob i contributi di vigilanza per il 2013

Articolo 1
Misura della contribuzione

  1. Il contributo dovuto, per l’esercizio 2013, dai soggetti indicati nell’art. 1 della delibera n. 18.426 del 21 dicembre 2012 è determinato nelle seguenti misure:
Riferimento normativo
(delibera n. 18.426/2012)
Soggetti tenuti alla corresponsione Misura del contributo
Art. 1, lett. a) Sim iscritte nell’Albo (incluse le società fiduciarie) Come da successivo comma 2, punto 2.1
Art. 1, lett. b) Imprese di investimento extracomunitarie autorizzate all’esercizio dei servizi e delle attività di investimento in Italia Come da successivo comma 2, punto 2.2
Art. 1, lett. c) Imprese di investimento comunitarie con succursale in Italia Come da successivo comma 2, punto 2.2
Art. 1, lett. d) Banche italiane autorizzate a prestare i servizi e le attività di investimento Come da successivo comma 2, punto 2.1
Art. 1, lett. e) Banche comunitarie con succursale in Italia e le Banche extracomunitarie, con o senza succursale, autorizzate a prestare i servizi e le attività di investimento in Italia Come da successivo comma 2,  punto 2.2
Art. 1, lett. f) Società di gestione del risparmio e le società di gestione armonizzate con succursale in Italia autorizzate a prestare il servizio di gestione di portafogli e/o il servizio di consulenza in materia di investimenti Come da successivo comma 2, punto 2.2
Art. 1, lett. g) Intermediari finanziari di cui all’art. 107, comma 1, del d.lgs. n. 385/1993 Come da successivo comma 2, punto 2.2
Art. 1, lett. h) Poste Italiane – Divisione Servizi BancoPosta

autorizzata alla prestazione dei servizi di investimento

Come da successivo comma 2, punto 2.1
Art. 1, lett. i) Agenti di cambio iscritti alla data del 2.1.2013 nel Ruolo speciale di cui all’art. 201, comma 5, del d.lgs. n. 58/1998 € 75 pro-capite
Art. 1, lett. j) Società di gestione del risparmio, Sicav e Organismi di investimento collettivo Quota fissa pari a € 3.740, maggiorata, nel caso di soggetti che offrono al pubblico le loro quote o azioni a seguito del deposito di un prospetto informativo, di € 1.580 per ciascun fondo ovvero, ove previsti, per ciascun comparto per i quali, alla data del 2.1.2013, sia in corso l’offerta al pubblico. Sono esclusi dal computo della maggiorazione i primi due fondi/comparti.
Art. 1, lett. k) Imprese di assicurazione autorizzate alla data del 2.1.2013 all’esercizio dei rami vita III e/o V di cui all’art. 2, comma 1, del d.lgs. n. 209/2005 € 4.410 pro-capite
Art. 1, lett. l) Promotori finanziari iscritti alla data del 2.1.2013 nell’Albo € 91 pro-capite
Art. 1, lett. m) Borsa Italiana s.p.a. € 3.471.095
Art. 1, lett. n) Mts s.p.a. € 359.040
Art. 1, lett. o) Monte Titoli s.p.a. € 612.330
Art. 1, lett. p) Cassa di Compensazione e Garanzia s.p.a. € 418.595
Art. 1, lett. q) Emittenti strumenti finanziari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati Come da successivo comma 3
Art. 1, lett. r) Emittenti azioni o obbligazioni diffuse fra il pubblico in misura rilevante iscritti nell’apposito Elenco Consob € 13.285 pro-capite
Art. 1, lett. s) Soggetti che effettuano sollecitazioni all’investimento, diversi da quelli indicati nell’art. 1, lett. j) e k) Come da successivi commi 4 e 5
Art. 1, lett. t) Società di revisione Come da successivo comma 6
Art. 1, lett. u) Società di intermediazione mobiliare, Banche e Società di gestione di mercati regolamentati autorizzate all’esercizio dell’attività di gestione di Sistemi multilaterali di negoziazione Come da successivo comma 7
Art. 1, lett. v) Internalizzatori sistematici iscritti nell’apposito Elenco Consob Come da successivo comma 8
Art. 1, lett. w) Organismo Promotori finanziari € 288.455

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