Posts tagged: promotori finanziari

Gen 25 2016

Promotori finanziari quota anno 2016 Consob

La Consob ha deliberato la quota annuale in Euro 93 per i promotori finanziari iscritti alla data del 2 gennaio 2016.

Il versamento dovrà essere effettuato entro il 15 aprile 2016. Dal 15 marzo ogni promotore finanziario riceverà un modulo Mav per il pagamento.

Gen 25 2016

Promotori finanziari quota anno 2016 Apf

Come da delibere  n. 720 e 721 del 18 dicembre 2015, i promotori finanziari iscritti alla data del 2 gennaio 2016 nell’Albo unico dei promotori finanziari (anche se non operativi) saranno tenuti a versare all’APF, entro il 15 aprile 2016, il contributo “quota annuale” di € 85 utilizzando esclusivamente l’apposito modulo precompilato (MAV) che sarà disponibile entro il 15 marzo 2016.
Per avere informazioni in merito alla regolarizzazione del contributo quota annuale scaduto, si può contattare la competente Sezione Territoriale

Dic 10 2015

Garante Privacy ok a pubblicazione delibere Consob su Promotori Finanziari

Non viola la privacy la pubblicazione sul sito della Consob del provvedimento di radiazione dall’Albo di un promotore finanziario, completo dei dettagli sulle violazioni commesse. I risparmiatori devono essere pienamente informati dei comportamenti illeciti messi in atto dagli operatori del mercato. Questa la decisione [doc. wen n. 4487727] del Garante per la privacy che ha respinto il ricorso di un ex promotore che chiedeva alla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa di emendare il provvedimento sulla sua radiazione, pubblicato on line.

Nel suo ricorso, l’interessato lamentava che la delibera Consob non contenesse solo l’estratto con gli elementi essenziali (generalità, dispositivo, succinta indicazione dei fatti), ma riportasse informazioni a suo dire eccedenti le finalità di pubblicazione, come le motivazioni e la descrizione dettagliata dei comportamenti illeciti a lui contestati. E sottolineava come il libero accesso a tali informazioni – indicizzate anche dai comuni motori di ricerca – danneggiasse gravemente la sua reputazione e ledesse la sua riservatezza.

Il Garante per la privacy ha stabilito invece che la pubblicazione on line della delibera Consob, nella sua versione integrale, risponde non solo alla necessità di dare notizia dell’adozione del provvedimento sanzionatorio di radiazione, ma anche al dovere istituzionale di vigilare sugli operatori del mercato e informare compiutamente i risparmiatori degli illeciti che possono essere commessi.

Nel caso specifico, quindi, l’Autorità non ha rilevato alcuna violazione alla riservatezza dell’interessato, poiché tale diritto deve essere bilanciato con quello di tutela e di informazione del mercato riconosciuto dalla normativa di riferimento. In base alla stessa finalità, il Garante ha anche ritenuto corretto che i provvedimenti pubblicati sul sito web della Consob rimangano reperibili dai motori di ricerca per tre anni, così come previsto dal regolamento interno della stessa Consob. Nel respingere il ricorso, infine, il Garante ha spiegato che i dati personali diffusi, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, non sono classificabili come giudiziari, in quanto tutti esclusivamente riferibili ad un procedimento amministrativo, qual è appunto quello di radiazione.

Apr 08 2015

Promotori finanziari si avvicina la scadenza per il pagamento dei contributi

Il prossimo 15 aprile è la data ultima per pagare i contributi di vigilanza alla Consob (Euro 93.-) ed all’Albo dei Promotori Finanziari (Euro 85.-).

I Mav sono stati recapitati nei giorni scorsi in un’unica busta. Il pagamento può essere effettuato con il modulo Mav presso qualsiasi sportello bancario o postale. Si può anche pagare gli sportelli Lottomatica e Sisal, con pagamento di commissioni. Si può anche pagare online sul sito della Banca Pop. di Sondrio tramite il sito www.scrignopagofacile.it con carte di credito (Visa e Mastercard), Paypal, Scrigno Internet Banking (solo clienti Banco Pop. Sondrio) e My Bank, i costi sono indicati all’interno del portale.

 

La Consob ha attivato un helpdesk dedicato al numero 06 8477 788 attiva dal Lun al Ven dalle ore 11,30 alle ore 13,00

Feb 25 2015

Promotori finanziari quote 2015 Apf e Consob

1. Gli iscritti al 2 gennaio 2015 all’albo unico dei promotori finanziari sono tenuti a versare all’APF, per l’esercizio 2015, un contributo denominato «contributo quota annuale» pari a € 85 (ottantacinque).
2. I richiedenti l’iscrizione all’albo unico dei promotori finanziari sono tenuti a versare, per l’esercizio 2015, un contributo denominato «contributo di iscrizione all’Albo» pari a € 300 (trecento).
3. Coloro che presentano domanda di partecipazione alla prova valutativa per l’iscrizione all’albo unico dei promotori finanziari sono tenuti a versare, per l’esercizio 2015, il «contributo prova valutativa» di € 100 (cento).
4. Gli importi di cui ai precedenti commi riassunti nella seguente tabella decorrono dal 1° gennaio 2015:

Soggetti tenuti
alla corresponsione
Contributi
Misura
Iscritti all’albo unico dei promotori finanziari di cui all’art. 31 TUF •  Contributo quota annuale:
€ 85
Richiedenti l’iscrizione all’albo unico dei promotori finanziari di cui all’art. 31 TUF •  Contributo di iscrizione all’Albo :
€ 300
Richiedenti la partecipazione alla prova valutativa per l’iscrizione all’albo unico dei promotori finanziari di cui all’art. 31 TUF •  Contributo prova valutativa
€ 100

 

Mentre la quota Consob per il 2015 è di 93 Euro.

Ai promotori come di consuetudine sarà inviato il modello Mav al proprio domicilio.

 

5:11:12 PM

Ott 13 2014

Promotori finanziari devono comunicare la Pec all’Agenzia dell’Entrate

E’ fissato per il prossimo 31 ottobre 2014 il termine entro il quale i promotori finanziari devono comunicare all’Agenzia delle Entrate il loro indirizzo di posta elettronica certificata cd. PEC.
Si ricorda che i promotori finanziari avevano già l’obbligo (cd. Decreto Sviluppo n. 179/2012) di detenere un indirizzo di posta elettronica certificata e che lo stesso indirizzo dovrebbe già risultare dai registri della Camera di Commercio.
Nonostante il dato relativo alla PEC sia quindi già in possesso della Pubblica Amministrazione (e quindi l’Agenzia delle Entrate avrebbe potuto acquisire autonomamente le informazioni presso le Camere di Commercio competenti) viene previsto uno specifico obbligo di comunicazione a carico del promotore finanziario.
L’obbligo di comunicare l’indirizzo di PEC all’Agenzia delle Entrate è stato introdotto con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate e del Comandante generale della Guardia di Finanza dell’8 agosto 2014.
La casella PEC servirà per la ricezione e risposta ad eventuali richieste di informazioni che, ai fini antiriciclaggio e di monitoraggio fiscale, i promotori finanziari potrebbero ricevere dalle Autorità competenti con riferimento ad alcuni dei loro clienti ed a operazioni con l’estero effettuate (informazioni ulteriori rispetto a quelle che sono già state autonomamente comunicate dalla società mandante).
La comunicazione del proprio indirizzo PEC all’Agenzia delle Entrate deve avvenire attraverso il canale (come per le dichiarazioni) Entratel o FisconLine. Verosimilmente, quindi, tale adempimento dovrà essere gestito dal promotore finanziario col proprio consulente fiscale al quale andranno comunicati i dati relativi alla propria casella di PEC.

Apr 05 2014

Promotori Finanziari la scadenza del 15 aprile

Ricordo che  entro il prossimo 15 aprile tutti i promotori finanziari dovranno versare il contributo annuale alla Consob ed all’Albo dei promotori finanziari (Apf).

Il pagamento del contributo deve essere effettuato tramite Mav che è stato recapitato al domicilio del promotore entro lo scorso 15 marzo. Nel caso che il Mav non sia pervenuto si possono stampare (cliccare sui relativi link) sia quello relativo alla Consob sia quello relativo all’Apf.

Gli importi da pagare sono 93 (Consob) e 91 (Apf) euro.

Mar 11 2014

Confconsumatori ottiene rimborsi sui Bond Cirio e Lehman venduti a domicilio

I promotori finanziari avevano venduto titoli Lehman Brothers e Cirio a domicilio senza prevedere il diritto di recesso entro 7 giorni. I legali di Confconsumatori hanno ottenuto due importanti vittorie: a Padova un risarcimento da 80.000 euro per 6 famiglie e a Varese un risparmiatore ha recuperato 15.000 euro. Gli avvocati spiegano: “L’espressione collocamento va intesa comprendendo anche la vendita a dimicilio o comunque fuori dai locali. Nullità dei contratti non è soggetta a termini di prescrizione”.

Il caso di Padova. Confconsumatori ha assistito ben 6 coppie residenti nel padovano che avevano acquistato a casa propria 80.000 euro di obbligazioni Lehman Brothers tramite il promotore finanziario, il quale aveva presentato l’operazione come redditizia e priva di rischi. Il Tribunale di Padova, con sentenza n. 28/14, ha richiamato alcuni suoi precedenti, i quali in casi analoghi avevano ritenuto la nullità dell’acquisto (art. 30, comma 7, d.lgs. n. 58/98), perché l’ordine non prevedeva, secondo quanto prescritto dalla legge, la facoltà di recedere entro il termine di 7 giorni. Annullati gli ordini d’acquisto, l’Istituto di credito è stato condannato alla restituzione dell’importo degli investimenti, decurtato di quanto ricevuto per cedole e restituzioni dalla procedura fallimentare americana, ma maggiorato degli interessi nella misura maggiore tra il tasso dei BOT e quello legale.

“Una decisione – commenta l’avvocato Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori, che ha tutelato in giudizio i risparmiatori – che si è uniformata all’orientamento delle Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 13905/13), che, risolvendo un lungo dibattito giurisprudenziale, hanno statuito che l’espressione collocamento contenuta nell’art. 30 TUF va intesa in senso lato, così da ricomprendervi anche la vendita di prodotti finanziari presso la residenza del risparmiatore o comunque fuori dai locali”.

Il caso di Varese. Nel 1999 un risparmiatore di Varese aveva accettato la proposta di un promotore finanziario a domicilio di acquistare obbligazioni Cirio per 15 mila euro, ma al cliente non era stata rilasciata copia dell’ordine d’acquisto nella quale, peraltro, non era contenuta la previsione del diritto di recesso nei 7 giorni. Anche in questo caso, facendo valere l’art. 30, comma 7, d.lgs. n. 58/98 (cd. T.u.f.), i legali hanno ottenuto la nullità del contratto e la condanna della Banca alla restituzione dell’importo investito.

“La peculiarità di tale pronuncia – commenta Mariella Meucci, responsabile di Confconsumatori Varese –  risiede nel fatto che l’azione di nullità dei contratti di finanziamento per la mancata previsione del diritto di recesso non è soggetta a termini di prescrizione”.

[via Helpconsumatori.it]

Feb 25 2014

Consob contributo promotori finanziari per il 2014

La Consob ha comunicato la somma da pagare dai Promotori finanziari per l’anno 2014 è di euro 93.  Il contributo dovrà essere versato a mezzo Mav entro il prossimo 15 aprile. Il Mav sarà recapitato al domicilio del promotore entro il prossimo 15 marzo.

Gen 27 2014

Perchè non quotare in Borsa i Fondi e le Sicav?

I Fondi comuni d’investimento e le Sicav in Italia sono sottoscrivibili presso gli sportelli bancari,  dai promotori finanziari ed in modo indiretto sottoscrivendo polizze assicurative.

Questi prodotti sono espressi in quote (i Fondi) ed in azioni (le Sicav). Quindi questa tipologia di prodotti potrebbero essere tranquillamente quotati presso una Borsa valori (Borsa Italiana, Eurotlx, etc.).

I vantaggi di quotazione di questi prodotti sarebbero molteplici sia per le società che li gestiscono (Sgr, Sicav) sia per gli investitori. Le Sgr e le Sicav avrebbero una platea molto ampia di potenziali sottoscrittori e non sarebbero soggetti agli umori ed alla cupidigia dei soggetti che si occupano di collocare il prodotto presso gli investitori. Gli investitori avrebbero a disposizione una molteplicità di prodotti e non solo quelli che vengono collocati dalla propria banca o dal proprio promotore finanziario. Per onore di cronaca esistono piattaforme online sulle quali è possibile acquistare migliaia di Fondi e Sicav.

Con la quotazione in Borsa di questi prodotti si elimerebbero i tempi morti sia nell’investimento che nel disinvestimento, in Borsa i gioni valuta sono 3. I costi sarebbero esclusivamente quelli praticati dagli intermediari per una qualsiasi operazione di compravendita in Borsa. Si darebbe accesso ad una moltitudine di sottoscrittori sia in Italia che all’estero. Le società di gestione sarebbero costrette ad una miglior politica sulle commissioni di gestione e di eventuali commissioni di performance.

Si aumenterebbe la possibilità di scelta per molti investitori e si creerebbe un mercato alternativo sugli investimenti monetari, obbligazionari ed azionari per l’ampiezza di scelta di prodotti.

A livello normativo non credo che ci siano problemi alla quotazione basta vedere che prodotti similari quali sono gli Etf sono negoziati esclusivamente in Borsa.

La strada per la negoziazione in Borsa di questi prodotti potrebbe essere tentata da Sgr e Sicav indipendenti dal settore bancario e/o assicurativo aprendo un nuovo canale di collocamento di Fondi comuni d’investimento e Sicav.

I costi di collocamento e di gestione sarebbero inferiori e questo aumenterebbe la performance del prodotto.

Bisogna solo aspettare se un evento del genere si verificherà.

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