Posts tagged: polizze dormienti

Apr 09 2018

Ivass possibili 153.000 polizze dormienti

COMUNICATO STAMPA DEL 6 APRILE 2018
IVASS RILEVA 153.000 CASI DI POSSIBILI POLIZZE VITA DORMIENTI GRAZIE A VERIFICHE CON L’ANAGRAFE TRIBUTARIA SU 6,9 MILIONI DI CODICI FISCALI
L’IVASS ha concluso in questi giorni l’incrocio tra i codici fiscali degli assicurati delle polizze vita potenzialmente dormienti e l’Anagrafe Tributaria, finalizzato a rilevare gli eventuali decessi degli assicurati e consentire alle imprese di contattare i beneficiari per pagare le somme assicurate.
L’attività ha riguardato tutte le 48 imprese italiane vita e 4 imprese estere che hanno chiesto di aderire all’iniziativa; ha interessato le polizze vita senza una scadenza contrattuale (c.d. vita intera) e quelle con scadenza contrattuale tra il 2007 ed il 2016 perle quali le imprese di assicurazione non erano in grado di dire se l’assicurato fosse deceduto o meno nel corso della durata del contratto.
Grazie alla collaborazione tra IVASS e l’Agenzia delle Entrate sono stati incrociati 6,9milioni di codici fiscali;
i decessi rilevati sono stati circa 153.000.
I dati raccolti sono stati restituiti da IVASS alle imprese in modo che possano in primo luogo verificare le polizze effettivamente dormienti. Il decesso dell’assicurato potrebbe infatti essere intervenuto al di fuori del periodo di copertura della polizza (dopo la sua scadenza), non dando diritto al pagamento del capitale caso morte. Per le polizze effettivamente da pagare le imprese dovranno contattare prontamente i beneficiari.
Per seguire l’evoluzione del fenomeno, l’IVASS ha chiesto alle imprese di restituire entro l’11 giugno 2018 informazioni su numeri e importi delle polizze da pagare e pagate, che diano conto delle attività di liquidazione svolte.
te.
Set 27 2017

Ulteriore apertura rimborso polizze dormienti

Nuova iniziativa di rimborso per “Polizze dormienti”

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha affidato a Consap la gestione delle domande di rimborso delle somme relative alle c.d. “Polizze dormienti” affluite al fondo di cui all’art. 1, comma 343, della legge n. 266/2005.

Sono ora rimborsabili solamente le polizze che soddisfino tutti i requisiti previsti dal Sesto Avviso di rimborsabilità.

Le nuove domande di rimborso possono essere presentate solo dal 2 ottobre 2017 ed entro il 20 novembre 2017.

Nel caso di un unico richiedente ed un unica Polizza, è sufficiente utilizzare il modulo di domanda scaricabile cliccando qui.

Nel caso di più Richiedenti, avvalersi di una o più copie dell’allegato “Ulteriori Richiedenti” scaricabile cliccando qui.

Per gli Intermediari

Gli Intermediari (compagnie assicuratrici, banche, o altri soggetti che esercitano l’assicurazione sulla vita) sono tenuti al rilascio dell’attestazione di cui all’art. 1 del D.P.R. 22 giugno 2007, n. 116 conforme al modello pubblicato su questo sito e disponibile cliccando qui. L’attestazione deve essere compilata in ogni sua parte.

Richieste di informazioni

Per qualsiasi chiarimento, è possibile chiamare il numero 06.85796444 attivo da lunedì a venerdì dalle ore 9 alle 17 o scrivere alla mail polizzedormienti@consap.it (da non utilizzare per l’invio delle istanze).

Feb 18 2017

Polizze dormienti riapertura termini per rimborso dal prossimo 1 marzo

Dal 1° marzo al 30 aprile 2017 è possibile presentare alla Concessionaria servizi assicurativi (CONSAP) la richiesta di rimborso parziale delle polizze dormienti per le quali sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

  1. evento (morte/vita dell’assicurato) o scadenza della polizza che hanno determinato il diritto a riscuotere il capitale assicurato, intervenuto successivamente alla data del 1° gennaio 2006;
  2. prescrizione di tale diritto intervenuta anteriormente al 1° gennaio 2011;
  3. rifiuto della prestazione assicurativa, da parte dell’Intermediario, per effetto della suddetta prescrizione e conseguente trasferimento del relativo importo al Fondo rapporti dormienti;
  4. non aver già ricevuto alcun rimborso, anche parziale, nell’ambito di uno dei precedenti quattro avvisi di presentazione delle domande per polizze dormienti.

Con i precedenti quattro avvisi pubblici sono state prese in considerazione le istanze di rimborso di polizze per le quali l’evento che ha determinato il diritto alla riscossione del capitale assicurato fosse successivo alla data del 1° gennaio 2006 e la conseguente prescrizione fosse intervenuta prima del 1° luglio 2010.

Per presentare la domanda è consultabile l’Avviso di rimborsabilità (pdf) che descrive in dettaglio come fare per riscuotere la polizze e quali documenti allegare e chiarisce anche come viene determinato il rimborso parziale (fino a un massimo del 60%) dell’importo della polizza devoluto dall’Intermediario al Fondo rapporti dormienti.

 

Contatti

Per eventuali informazioni/chiarimenti sono a disposizione degli interessati i seguenti contatti:

Consap S.p.A. – Gestione polizze dormienti, via Yser 14 – 00198 – ROMA
Numero Contact Center: 06 85 79 6444
Email certificata (utilizzabile per l’invio delle domande di rimborso) – consap@pec.consap.it ; non certificata e da utilizzare esclusivamente per chiarimenti sulla procedura di rimborso – polizzedormienti@consap.it
Fax 06 85 79 6446

 

Avviso e modulistica

Feb 09 2017

Ivass indagine preliminare su polizze dormienti

COMUNICATO STAMPA DELL’8 FEBBRAIO 2017
L’IVASS APRE UN’INDAGINE SULLE POLIZZE VITA “DORMIENTI”
L’IVASS avvia un’indagine sulle “polizze vita dormienti”, dopo un confronto preliminare con le Associazioni dei consumatori e l’industria assicurativa.
Stavolta il faro della vigilanza assicurativa viene acceso sulle polizze vita che non sono state liquidate ai beneficiari e che giacciono presso le imprese, già prescritte o in attesa della prescrizione. Può trattarsi di polizze per il caso d  morte dell’assicurato, della cui esistenza i familiari non erano a conoscenza, oppure di polizze “di risparmio” giunte a scadenza e non riscosse per vari motivi.
Oggi i diritti derivanti dalle polizze vita si prescrivono in dieci anni; oltre tale termine le somme sono devolute dalle compagnie al Fondo Rapporti Dormienti istituito presso la CONSAP.
E’ importante invece assicurare che le somme frutto del risparmio e delle scelte previdenziali dei cittadini finiscano nelle mani dei beneficiari.
Il fenomeno delle polizze vita dormienti è all’attenzione a livello internazionale.
L’indagine IVASS si propone di rilevare primi dati sulla ampiezza del fenomeno e sui processi adottati dalle imprese per accertare l’eventuale decesso degli assicurati e rintracciare i beneficiari.
Ma occorrono anche modifiche legislative.
Oggi in Italia l’unico strumento (privato) per provare a verificare se un familiare deceduto aveva stipulato una polizza vita è rappresentato dal servizio “Ricerca coperture assicurative vita” dell’ANIA.
Un primo passo da compiere sarebbe prevedere che le imprese di assicurazione abbiano accesso alla istituenda Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) e siano tenute a consultarla almeno una volta l’anno per verificare i decessi degli assicurati e attivarsi verso i beneficiari.
In Francia una legge simile ha consentito di portare alla luce 5 miliardi di somme dormienti.
Mag 09 2016

Polizze dormienti ulteriori rimborsi per polizze prescritte sino al 1 luglio 2010

Dal 9 maggio all’1 luglio 2016 è possibile presentare alla Concessionaria servizi assicurativi pubblici (CONSAP) la richiesta di rimborso parziale delle polizze dormienti che sono andate in prescrizione prima del 1° luglio 2010.

Si può richiedere il rimborso delle polizze dormienti con queste caratteristiche:

  • l’evento (es. morte dell’assicurato) o la scadenza della polizza che determinano il diritto a riscuotere il capitale assicurato sono avvenuti dopo il 1° gennaio 2006;
  • la prescrizione di tale diritto deve essere avvenuta prima del 1° luglio 2010;
  • la compagnia di assicurazione o la banca (l’intermediario) che ha venduto la polizza non ha liquidato il capitale perché la polizza era prescritta e già trasferita al Fondo rapporti dormienti;
  • il beneficiario non ha già avuto alcun rimborso anche parziale dalle precedenti iniziative.

Per presentare la domanda è consultabile l’“Avviso di rimborsabilità” che descrive in dettaglio come fare per riscuotere la polizza e quali documenti allegare e chiarisce anche come si stabilisce il rimborso parziale (fino ad un massimo del 70%) dell’ importo della polizza devoluto dall’Intermediario al Fondo rapporti dormienti.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare (dal lunedì al venerdì 9,00 – 17,00) il numero telefonico 06-85796444 o con mail polizzedormienti@consap.it

 

Allegati

Feb 20 2016

Polizze dormienti riapertura parziale termini rimborso

Rimborso agli aventi diritto delle somme relative alle c.d. “Polizze Dormienti”

Nuova iniziativa di rimborso per “Polizze dormienti”

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha affidato a Consap la gestione delle domande di rimborso delle somme relative alle c.d. “Polizze dormienti” affluite al fondo di cui all’art. 1, comma 343, della legge n. 266/2005. Sono rimborsabili solamente le polizze che soddisfino tutti i requisiti previsti dall’Avviso di rimborsabilità.

Le domande di rimborso possono essere presentate solo dopo il 22 febbraio 2016 e devono pervenire entro e non oltre l’8 aprile 2016.

Per scaricare la domanda di rimborso compilabile anche elettronicamente, clicca qui; in presenza di ulteriori richiedenti è necessario compilare l’allegato Ulteriori Richiedenti raggiungibile qui. L’inoltro della domanda e relativi allegati deve avvenire secondo le seguenti modalità:

  • Raccomandata A.R. al seguente indirizzo: Consap Spa – Gestione Polizze dormienti, Via Yser, 14 – 00198, Roma;
  • Plico a mano: le domande possono essere presentate all’indirizzo di cui sopra dalle ore 8.00 alle ore 17.00 dal lunedì al giovedì, dalle ore 8.00 alle ore 13.00 il venerdì;
  • Posta Elettronica Certificata al seguente indirizzo: consap@pec.consap.it.

Per gli Intermediari

Gli Intermediari (compagnie assicuratrici, banche, o altri soggetti che esercitano l’assicurazione sulla vita) sono tenuti al rilascio dell’attestazione di cui all’art. 1 del D.P.R. 22 giugno 2007, n. 116 conforme al modello pubblicato su questo sito e disponibile qui. L’attestazione deve essere compilata in ogni sua parte.

Richieste di informazioni

Per qualsiasi chiarimento, è possibile chiamare il numero 06.85796444 attivo da lunedì a venerdì dalle ore 9 alle 17 o scrivere alla mail polizzedormienti@consap.it (da non utilizzare per l’invio delle istanze).

Gen 12 2016

L’oblio delle polizze dormienti

E’ da quasi un anno (aprile 2014) che a livello istituzionale non si parla più della definitiva risoluzione del problema delle polizze dormienti.

Nel frattempo alcune persone beneficiare di queste polizze hanno intrapreso la via giudiziaria. Nella maggior parte dei casi la via giudiziaria ha avuto esito favorevole per il beneficiario della polizza. Alcune compagnie preferiscono la transazione altre arrivano alla sentenza.

Comunque ci sono anche casi di esiti negativi (in verità pochi) e leggendo le sentenze a mio avviso l’esito negativo è da imputare ad una carenza di argomentazioni da parte del legale.

E’ bene rileggersi alcune argomentazioni che possono ritornare utili in caso di ricorso giudiziario.

Dic 30 2015

Bond subordinati: il fondo per risarcire tutti gia’ esiste. Aduc propone di riattivarlo

Bond subordinati: il fondo per risarcire tutti gia’ esiste. Aduc propone di riattivarlo

Firenze, 30 Dicembre 2015. Nella confusione di questi giorni, nessuno ha badato ad una soluzione semplice e già esistente: il Fondo di Garanzia presso la Consob. Aduc propone di riattivarlo, assieme all’affidamento degli incarichi ad arbitri competenti in diritto finanziario.

Negli ultimi giorni, la questione dell’indennizzo agli obbligazionisti portatori di titoli subordinati delle quattro banche fallite, (Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio e Cassa di Risparmio di Chieti) si è molto ingarbugliata e sta prendendo una piega ancora peggiore per tutti i soggetti implicati.
Il previsto fondo di solidarietà, che pareva in un primo momento poter indennizzare la gran parte dei danneggiati sebbene con una quota non elevata, sarà invece orientato a garantire un indennizzo elevato solo a chi versa in stato di bisogno, facendo rimanere all’asciutto tutti gli altri.

Riepiloghiamo i fatti e le cifre. I bond subordinati in mano al pubblico “al dettaglio” ammontano a 350-400 milioni, mentre la dotazione del fondo, finanziato dalle banche, è di 100 milioni e pare sarà aumentata a 130 milioni. Restano comunque esclusi dai rimborsi almeno 250 milioni di euro in titoli posseduti da un pubblico stimato in 13.000 investitori.

Il meccanismo ideato dal Governo per far accedere al fondo di solidarietà per gli obbligazionisti subordinati delle quattro banche è quello di un arbitrato che stabilisca se c’è stata vendita corretta oppure no.

Ebbene, da anni esisteva un analogo Istituto preposto ad intervenire proprio in casi del genere e che prevedeva l’accesso a seguito di un arbitrato.
Nell’ottobre del 2007, in osservanza a quanto disposto dalla legge sul risparmio del 2005, precisamente dall’articolo 27, commi 1 e 2, della legge 28/12/2005, n. 262,  era stato previsto che presso la Consob fosse istituito un particolare Fondo di Garanzia. Tale Fondo poteva essere chiamato ad indennizzare un risparmiatore che avesse vinto una causa oppure un arbitrato riguardo i servizi di investimento nei confronti di un intermediario e che non fosse stato da questi risarcito.

Il Fondo era stato poi istituito dal Decreto Legislativo 8/10/2007, n. 179, lo stesso decreto che ha istituito la Camera arbitrale presso la Consob.

Il Fondo di Garanzia presso la Consob era “destinato all’indennizzo.… dei danni patrimoniali causati dalla violazione, accertata con sentenza passata in giudicato, o con lodo arbitrale non più impugnabile, delle norme che disciplinano le attività di cui alla parte II del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58”.

Si trattava esattamente della stessa procedura che il Governo intende attuare per le obbligazioni subordinate dei quattro istituti finiti in dissesto!

Perché parliamo al passato di questo Fondo di Garanzia? La legge di Stabilità 2016 appena approvata ne ha previsto la cancellazione, dirottandone la diponibilità finanziaria ad un nuovo fondo per la tutela stragiudiziale dei risparmiatori e agli investitori che consentirà l’accesso al nascente Organismo Arbitrale Consob in forma del tutto gratuita contro i cento euro inizialmente previsti.

E’ sufficiente, quindi, riattivare il Fondo di Garanzia presso la Consob per consentire l’indennizzo di tutti gli obbligazionisti delle quattro banche fallite che ne hanno il diritto, dopo che un arbitrato lo abbia accertato.

Non finisce qui. La decisione consentirebbe l’indennizzo ai danneggiati da altri crack di intermediari, quali Banca Network Investimenti ed Européenne de Gestion Privée (Egp), falliti e non in grado di risarcire i clienti. Il pubblico interessato è quindi vastissimo.

Il Fondo di Garanzia presso la Consob non era mai stato avviato perché la sua dotazione finanziaria era troppo scarsa. Veniva infatti alimentato dalla metà degli importi delle sanzioni annualmente comminate agli intermediari per le violazioni relative alla prestazione dei servizi di investimento alla clientela, in genere meno di un milione l’anno.

E’ possibile risolvere la mancanza di adeguata dotazione economica riattivando il Fondo di Garanzia presso la Consob e dotarlo di somme anch’esse in origine destinate al risarcimento di crack finanziari. Stiamo parlando del fondo previsto dall’articolo 1, comma 343, della legge finanziaria 2006, ossia la legge 23/12/2005, n. 266, per indennizzare i risparmiatori che, investendo sul mercato finanziario, erano rimasti vittime di frodi. Il fondo avrebbe dovuto indennizzare i tanti incappati nei crack quali Argentina, Parmalat, ecc. utilizzando i rapporti (conti correnti, libretti, dossier titoli, polizze, ecc.) giacenti presso gli intermediari e non più reclamati dagli aventi diritto, vale a dire i rapporti dormienti.

Quel fondo non ha mai visto la luce -la prevista Commissione fu costituita ma si sciolse per l’impossibilità di adempiere al mandato- perché l’ammontare dei rapporti dormienti ad esso devoluti fu di circa due miliardi, briciole rispetto alle perdite da risarcire. Anche per questo motivo, nel tempo la sua disponibilità è stata utilizzata per altri scopi quali il finanziamento della social card, della stabilizzazione dei precari della Pubblica Amministrazione, del fondo esuberi Alitalia e della ricerca scientifica, al punto tale che a febbraio 2010 il residuo disponibile era di seicento milioni.

Il 30 luglio 2014, in risposta ad un’interrogazione in Commissione Finanze della Camera di iniziativa Aduc e presentata dai deputati Sara Moretto e Marco Causi, il Ministero dell’Economia aveva affermato che alla voce dedicata nel proprio bilancio non era iscritta alcuna somma e che occorreva attendere la prescrizione del termine per gli aventi diritto a recuperare i rapporti dormienti per registrare un importo che sia affidabile. Una risposta alquanto elusiva.

Quanto occorre per indennizzare tutti gli aventi diritto? Possiamo ragionevolmente stimare che il tetto di intervento del Fondo venga dalla Consob fissato ad almeno 50mila euro che rappresenta il nuovo minimo previsto dalla Direttiva U.E. sui sistemi di indennizzo degli investitori (anche se non si riferisce alla medesima tipologia di fondo), se non a 100mila euro per ciascun cliente.

E’ probabile che l’attuale residuo del Fondo Rapporto Dormienti non sia sufficiente a coprire gli oneri dell’intervento del ripristinato Fondo di Garanzia presso la Consob, ma l’eventuale eccedenza può essere reperita senza eccessive complicazioni. Basta volerlo.

A proposito della procedura di arbitrato, ribadiamo che la scelta del Governo di affidarla alla Camera Arbitrale presso l’Autorità Nazionale Anticorruzione ci appare poco oculata, poiché i componenti non sono esperti in diritto finanziario: http://investire.aduc.it/articolo/fondo+risparmiatori+traditi+servono+arbitri_23748.php

Rammentiamo infine a coloro che sono stati coinvolti in questa vicenda, che Aduc mette a disposizione un servizio gratuito di primo intervento legale http://www.aduc.it/iniziative/firma/id/8

Giuseppe D’Orta, Responsable Aduc per la Tutela del Risparmio

Dic 02 2015

Salvataggio 4 banche e gli obbligazionisti abbandonati

Il salvataggio delle 4 banche (B. Marche, B. Pop. Etruria, Cassa Risp. Ferrara e Cassa Risp. Chieti) ha portato all’azzeramento delle obbligazioni subprime emesse dalle banche di cui sopra.

Subito si è scoperto che buona parte di queste obbligazioni sono state sottoscritte dai piccoli risparmiatori clienti delle 4 banche. Questi risparmiatori hanno sottoscritto questi titoli perché consigliati dagli impiegati delle stesse banche.

Bisogna tener conto che prima del boom delle obbligazioni emesse dalle banche la raccolta a medio termine veniva effettuata con certificati di deposito (prodotto garantito in caso di fallimento bancario sino a 100.000 euro). Poi molti anni fa Banca d’Italia “consigliò” alle banche di non emettere più certificati di deposito ma di collocare obbligazioni (titoli non garantiti in caso di fallimento bancario). E siccome questo particolare ai risparmiatori non è stato mai spiegato sottoscrivevano le obbligazioni pensando di essere garantiti come i certificati di deposito.

In Italia esiste il Fondo vittime delle frodi finanziarie istituito con la legge 266/05 (Legge finanziaria 2006) che viene alimentato ogni anno dai conti dormienti.

Ora se il Governo volesse venire incontro agli obbligazionisti che si sono ritrovati con carta straccia in mano. Il Governo potrebbe pensare di risarcire i risparmiatori che hanno sottoscritto queste obbligazioni presso la stessa banca emittente sino ad un importo di 100.000 euro. Sperando che nel Fondo gestito da Consap ci siano disponibilità. Si tenga presente che negli anni passati le disponibilità del Fondo sono stati utilizzati nei più svariati modi che nulla avevano a che vedere con lo scopo istitutivo del Fondo.

Le polizze dormienti anche se rimborsate da Consap sono state alimentate da finanziamenti ad hoc e non prelevati dal Fondo.

Ora il Fondo potrebbe essere utilizzato per il suo scopo istitutivo sempre che abbia disponibilità liquide.

Ott 31 2015

Polizze dormienti tutto tace

L’ultima dichiarazione di un politico sulle polizze dormienti risale a molti mesi fa quando la ministra dello Sviluppo Economico Guidi rispose ad un’interrogazione parlamentare.

Da allora nulla si è mosso e non si sa se i termini di un’ulteriore rimborso saranno mai aperti.

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