Posts tagged: OICVM

Apr 24 2013

Assogestioni a marzo raccolta a +7,3 Mld

A MARZO L’INDUSTRIA RACCOGLIE 7,3 MILIARDI E 19 MILIARDI NEL PRIMO TRIMESTRE. PER IL QUINTO MESE CONSECUTIVO IL PATRIMONIO BATTE IL RECORD SUPERANDO LA QUOTA DEI 1.225 MILIARDI.

A marzo la raccolta è positiva per 7,3 miliardi di euro. Il settore mette a segno un primo trimestre molto positivo con un dato di raccolta che vale più di 19 miliardi. Le Gestioni Collettive contribuiscono con una raccolta che supera i 5,3 miliardi di euro. Il dato, insieme agli oltre 1,9 miliardi provenienti dalle Gestioni di portafoglio, permette all’industria di battere, per il quinto mese consecutivo, il record di patrimonio con asset che superano quota 1.225 miliardi di euro.

Apr 23 2013

Consob documento di consultazione regolamento emittenti proposte di modifiche


La Consob sottopone alla consultazione del mercato alcune modifiche al regolamento emittenti conseguenti al recepimento degli Orientamenti Esma sugli Eft e altri Oicvm. Si rammenta che nel luglio 2012, l’Esma (European Securities and Markets Authority), l’autorità europea per i mercati finanziari alla quale partecipa anche la Consob, ha pubblicato le “Guidelines on Exchange-Traded Funds (Etfs) and other Ucits issues” con

l’obiettivo di fornire specificazioni e chiarimenti concernenti: (i) le informazioni da veicolare agli investitori con riferimento agli Oicr indicizzati e agli Etf armonizzati, (ii) le regole concernenti le operazioni su alcune tipologie di strumenti finanziari derivati (total return swap e derivati Otc) e le tecniche di gestione efficiente del portafoglio applicabili agli Oicr armonizzati e (iii) i criteri da rispettare affinché un Oicr armonizzato possa investire in indici finanziari. Il documento è stato realizzato dal comitato permanente sul risparmio gestito presieduto dalla Consob.

Gli orientamenti dell’Esma, pubblicati sul sito internet dell’autorità si applicano dal 18 febbraio 2013. Il documento è disponibile, nella versione in lingua italiana, anche sul sito della Consob.

Gli orientamenti sono stati emanati al fine di “istituire prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci e per assicurare l’applicazione comune, uniforme e coerente del diritto dell’Unione”. In tale quadro, gli orientamenti sono diretti a fornire chiarimenti interpretativi in merito all’applicazione degli obblighi prescritti dalla disciplina Ucits, fornendo specifiche indicazioni applicative di portata generale della disciplina europea di riferimento e delle relative disposizioni nazionali di recepimento.

La Consob ha adottato la Comunicazione del 22 febbraio 2013, n. 13015352, che tratta il recepimento degli orientamenti emanati e fornisce i chiarimenti necessari ad una loro ordinata applicazione (si veda “Consob Informa” n. 8/2013).

Al fine di guidare gli operatori nella conseguente attività di implementazione e per dirimere possibili dubbi applicativi, si è ora manifestata l’opportunità di apportare minimali adeguamenti all’articolato del regolamento emittenti e allo schema 1 dell’Allegato 1B (schema-tipo di prospetto). Con l’occasione si è inoltre proceduto a modificare alcune disposizioni del regolamento emittenti per allinearle al contenuto delle Q&A Esma/2012/592, con particolare riferimento alla Q&A n. 2d che prevede che l’obbligo di consegna del KIID deve assolversi nei confronti di tutti gli investitori, anche se qualificati.

Al fine di allineare il regolamento emittenti alla Q&A n. 2d, si è provveduto ad introdurre due nuovi articoli, il 18-bis e il 20-bis. In particolare, nell’art. 18-bis è esplicitato che le disposizioni in tema di predisposizione, aggiornamento e consegna del KIID e del prospetto relativi agli Oicr armonizzati trovano applicazione anche nei casi in cui l’offerta ricada in uno dei casi di esenzione previsti nell’art. 34-ter del richiamato regolamento. Nell’art. 20-bis si prevede l’estensione del solo obbligo di consegna del prospetto anche all’offerta di Oicr che ricada in uno dei casi di esenzione previsti dall’articolo 34-ter. Tale previsione infatti si applica ai soli fondi armonizzati, per i quali gli obblighi di predisposizione e aggiornamento della documentazione di offerta sono già disciplinati dalla normativa del paese di origine.

Con l’occasione, infine, si è provveduto ad apportare alcune modifiche agli artt. 19-bis, comma 7, e 19-quater, comma 6, del regolamento al fine di chiarirne la portata applicativa nell’ipotesi in cui l’offerta ricada nei casi di esenzione previsti dall’art. 34-ter.

Le osservazioni al documento di consultazione dovranno pervenire entro il 3 maggio 2013. Come di consueto i commenti pervenuti saranno resi pubblici, salvo espressa richiesta di non divulgarli.

Feb 25 2013

Consob orientamenti Esma su Etf e OICVM

La Consob ha pubblicato una comunicazione in merito al recepimento degli orientamenti emanati dall’Esma su questioni relative agli Etf e ad altri Oicvm (comunicazione n. 13015352 del 22 febbraio 2013).

Si rammenta che nel luglio 2012, l’Esma – European Securities and Markets Authority, l’autorità europea per i mercati finanziari alla quale partecipa anche la Consob, ha pubblicato le “Guidelines on Exchange-Traded Funds (Etfs) and other Ucits issues” con l’obiettivo di fornire specificazioni e chiarimenti concernenti: (i) le informazioni da veicolare agli investitori con riferimento agli Oicr indicizzati e agli Etf armonizzati, (ii) le regole concernenti le operazioni su alcune tipologie di strumenti finanziari derivati (total return swap e derivati Otc) e le tecniche di gestione efficiente del portafoglio applicabili agli Oicr armonizzati e (iii) i criteri da rispettare affinché un Oicr armonizzato possa investire in indici finanziari. Il documento è stato realizzato dal comitato permanente sul risparmio gestito, presieduto dalla Consob.

Gli orientamenti dell’Esma sono stati pubblicati, nella traduzione ufficiale in ciascuna lingua dell’Unione, nel sito internet dell’autorità europea in data 18 dicembre 2012. Il documento è disponibile, nella versione in lingua italiana, anche nel sito della Consob.

Gli orientamenti sono stati emanati al fine di “istituire prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci e per assicurare l’applicazione comune, uniforme e coerente del diritto dell’Unione”. In tale quadro, gli orientamenti sono diretti a fornire chiarimenti interpretativi in merito all’applicazione degli obblighi prescritti dalla disciplina Ucits, e contengono specifiche indicazioni applicative di portata generale della disciplina europea di riferimento e delle relative disposizioni nazionali di recepimento.

I destinatari degli orientamenti sottoposti alla vigilanza della Consob sono tenuti ad adeguarsi alle previsioni contenute nelle linee guida dal 18 febbraio 2013.

Negli orientamenti è delineata una specifica disciplina transitoria con riferimento agli Oicr esistenti alla data di applicazione. In particolare, viene consentito l’allineamento agli orientamenti concernenti le informazioni da diffondere tramite il prospetto e le comunicazioni di marketing al primo aggiornamento utile o, al più tardi, entro 12 mesi dalla data di applicazione delle Linee guida.

In considerazione di tali disposizioni transitorie dettate dall’Esma, limitatamente all’anno in corso, il termine del 28 febbraio per l’adempimento degli obblighi previsti dagli articoli 18, comma 4, e 19, comma 1, del regolamento emittenti in tema di aggiornamento e pubblicazione del prospetto e delle altre variazioni informative non altrimenti comunicate, è prorogato di due mesi, sino al 30 aprile 2013, per consentire un’ordinata applicazione degli orientamenti.

Al fine di realizzare una maggiore trasparenza informativa per la tutela degli investitori, la Commissione ha inoltre deliberato che, nel periodo compreso tra il 1° marzo e il 30 aprile 2013, i destinatari degli orientamenti sottoposti alla vigilanza della Consob sono tenuti a pubblicare, nella sezione del proprio sito internet dedicata alla documentazione di offerta degli Oicr, un’avvertenza per segnalare che il prospetto è stato già aggiornato. In caso contrario, un’avvertenza segnalerà il ricorso al periodo di proroga. La medesima avvertenza dovrà essere contenuta in un addendum da consegnare gratuitamente all’investitore, unitamente al prospetto.

Gen 24 2013

Assogestioni il rapporto sul risparmio gestito a dicembre 2012

I DEFLUSSI DALLE GESTIONI DI PORTAFOGLIO INFLUENZANO LA RACCOLTA MA NON FRENANO LA CRESCITA DEL PATRIMONIO

 

Raccolta del mese di dicembre  – 4.3 mld euro
Patrimonio complessivo 1.199 mld euro
Fondi Obbligazionari + 2 mld euro
Fondi Flessibili + 478 mln euro
Fondi di diritto estero + 154 mln euro
Fondi di diritto italiano + 51 mln euro

 

 

Il settore del risparmio gestito chiude il mese di dicembre con 4,3 miliardi di riscatti. La raccolta delle Gestioni Collettive, positiva per oltre 200 milioni di euro, non riesce a fronteggiare le operazioni di disinvestimento avvenute sulle Gestioni di Portafoglio (4,6 miliardi). Nonostante i deflussi il patrimonio, grazie all’effetto performance, continua a crescere a quota 1,2 trilioni di euro.

Nelle Gestioni Collettivesono in territorio positivo sia i Fondi di diritto italiano con una raccolta di 51milioni di euro sia i prodotti di diritto estero che riscuotono oltre 150 milioni di euro. Fondi aperti e Fondi chiusi detengono il 44% degli asset under management dell’industria (530 miliardi di euro).

I Fondi Obbligazionari continuano ad attrarre l’interesse dei risparmiatori che affidano ai gestori 2,1 miliardi di euro. Positiva anche la raccolta dei Fondi Flessibili con un risultato di 480 milioni di euro.

 

I dati della Mappa mensile hanno natura preliminare e costituiscono un’anticipazione delle informazioni, più precise, dettagliate e complete, pubblicate nella corrispondente Mappa trimestrale alla quale è opportuno fare riferimento per qualunque finalità diversa da quella di un aggiornamento rapido e indicativo.

Apr 02 2012

Tassazione Fondi comuni d’investimento dal 1 gennaio 2012

 


8. Fondi comuni di investimento

L’unificazione al 20 per cento dell’aliquota di tassazione dei redditi di natura finanziaria incide sia sul regime tributario degli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) sia sul regime di tassazione dei partecipanti.
Le modifiche relative al regime di tassazione degli OICR riguardano esclusivamente gli OICR di cui all’articolo 73, comma 5-quinquies, del TUIR, ossia gli OICR istituiti in Italia (diversi dai fondi immobiliari) e i fondi con sede in Lussemburgo già autorizzati al collocamento in Italia di cui all’articolo 11-bis del decreto legge n. 512 del 1983 (cosiddetti “fondi lussemburghesi storici”).
Relativamente al regime di tassazione dei partecipanti, sono state apportate importanti modifiche all’articolo 26-quinquies del D.P.R. n. 600 del 1973 che prevede l’applicazione di una ritenuta sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ad OICR di diritto italiano (diversi dai fondi immobiliari) e a fondi lussemburghesi storici e all’articolo 10-ter della legge 23 marzo 1983, n. 77, concernente il regime di tassazione dei redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ad organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) di diritto estero.
Nessuna modifica di rilievo è stata invece apportata al regime di tassazione dei fondi immobiliari di cui all’articolo 6 del decreto legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410 (il comma 20 dell’articolo 2 del decreto prevede infatti solo una modifica di coordinamento), nonché al regime di tassazione dei redditi di capitale dei partecipanti di cui all’articolo 7 del medesimo decreto legge n. 351 del 2001 considerato che, già a decorrere dal 25 giugno 2008, sui predetti redditi è prevista l’applicazione della ritenuta nella misura del 20 per cento.
Al riguardo, si rileva che con l’unificazione dell’aliquota al 20 per cento il regime transitorio di cui all’articolo 82, comma 21-bis, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, deve ritenersi superato e, pertanto, la ritenuta del 20 per cento deve essere applicata anche sui proventi realizzati in sede di rimborso delle quote dei fondi immobiliari e riferibili ad importi maturati prima del 25 giugno 2008.
Per quanto attiene invece ai redditi diversi di natura finanziaria realizzati in sede di cessione o rimborso delle quote di partecipazione ai fondi immobiliari ai sensi dell’articolo 67 del TUIR, a decorrere dal 1° gennaio 2012 detti redditi sono soggetti all’applicazione dell’imposta sostitutiva nella misura del 20 per cento secondo il regime di tassazione scelto dal contribuente ai fini della relativa tassazione (regime della dichiarazione, del risparmio amministrato ovvero del risparmio gestito ai sensi, rispettivamente, degli articoli 5, 6 e 7 del decreto legislativo n. 461 del 1997).
Con riferimento alla disciplina fiscale applicabile ai fondi immobiliari si rinvia a quanto di recente precisato nella circolare n. 2/E del 15 febbraio 2012.
Inoltre, come già anticipato nel paragrafo “Altri strumenti e regimi per i quali opera l’esclusione”, l’aumento dell’aliquota al 20 per cento non incide sul regime di tassazione delle forme pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, costituite nella forma di fondo pensione ovvero mediante contratto di assicurazione, i cui rendimenti netti maturati continuano, pertanto, ad essere assoggettati ad imposizione nella misura dell’11 per cento.

8.1 Il regime di tassazione degli OICR di diritto italiano

Come noto, a decorrere dal 1° luglio 2011, il regime di tassazione degli OICR istituiti in Italia, diversi dai fondi immobiliari, e dei fondi lussemburghesi storici è disciplinato dal comma 5-quinquies dell’articolo 73 del TUIR introdotto dall’articolo 2, comma 62, del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10.
Il suddetto comma 5-quinquies, come risulta a seguito delle ultime modifiche apportate dall’articolo 96, comma 1, lettera c), del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, stabilisce che i redditi dei suddetti organismi di investimento “sono esenti dalle imposte sui redditi purché il fondo o il soggetto incaricato della gestione sia sottoposto a forme di vigilanza prudenziale”.
In particolare, come precisato nella circolare n. 33/E del 15 luglio 2011, il regime di esenzione previsto per gli organismi di investimento in commento si applica esclusivamente agli organismi che siano dotati dei requisiti richiesti dalla normativa civilistica affinché possa configurarsi una forma di gestione collettiva del risparmio.
Pertanto, qualora un organismo di investimento non possieda i requisiti previsti dalla normativa civilistica, allo stesso non si applicherà la disciplina fiscale prevista per gli organismi di investimento collettivo del risparmio di cui all’art. 73, comma 5-quinquies, del TUIR, ma si renderanno applicabili le disposizioni ordinarie in materia di imposta sul reddito delle società (IRES).
Al riguardo, si rileva che l’articolo 96, comma 1, lettera a), del decreto legge n. 1 del 2012 ha sostituito la lettera c) dell’articolo 73, comma 1, del TUIR, includendo tra i soggetti passivi dell’IRES anche gli OICR residenti in Italia. Con la successiva lettera b) è stato invece integrato il comma 3 dell’articolo 73 del TUIR, stabilendo che si considerano altresì residenti nel territorio dello Stato gli OICR istituiti in Italia.
Da un punto di vista puramente tributario, ciò significa che agli OICR istituiti in Italia è attribuita, in via generale, la natura di soggetti residenti in Italia e ciò anche nell’ipotesi in cui trovi applicazione il regime di esenzione dall’IRES disposto dall’articolo 73, comma 5-quinquies, del TUIR.
Ne consegue che, con riferimento ai redditi provenienti da Stati con i quali è in vigore una Convenzione per evitare le doppie imposizioni e percepiti da OICR istituiti in Italia, agli stessi è applicabile il trattamento previsto da tali trattati bilaterali.
Pertanto, anche nella vigenza del nuovo regime di imposizione degli organismi di investimento, gli Uffici finanziari sono tenuti a rilasciare – su richiesta della società di gestione del risparmio (SGR) o delle società di investimento a capitale variabile (SICAV) – i certificati di residenza per l’applicazione delle Convenzioni relativamente agli OICR istituiti in Italia.
Tuttavia, le Autorità estere potrebbero subordinare il riconoscimento del trattamento convenzionale agli OICR italiani al riconoscimento dello stesso trattamento agli omologhi prodotti di diritto estero che, come precisato dal nuovo comma 5-quinquies dell’articolo 73 del TUIR, siano soggetti a forme di vigilanza prudenziale. Il requisito della vigilanza, al pari di quanto previsto per gli OICR italiani, deve sussistere in capo all’organismo di investimento ovvero sul soggetto gestore.
Come evidenziato nella circolare n. 33/E del 2011, tenuto conto di quanto stabilito dal citato comma 5-quinquies dell’articolo 73 del TUIR e dalle altre disposizioni riguardanti l’applicazione, da parte degli intermediari, delle ritenute alla fonte o delle imposte sostitutive sui redditi di capitale, nei confronti degli organismi di investimento in parola il prelievo risultava sostanzialmente limitato ai redditi di capitale soggetti a ritenuta nella misura del 27 per cento (ad esempio, interessi e altri proventi da depositi, interessi e altri proventi dei titoli atipici e delle obbligazioni con scadenza inferiore a 18 mesi) nonché ai proventi che, pur assoggettati alla ritenuta del 12,50 per cento, subivano detta ritenuta in modo indifferenziato da parte dell’emittente (ad esempio, interessi e altri proventi delle obbligazioni emesse da società non quotate, proventi delle cambiali finanziarie).
Il citato comma 5-quinquies dell’articolo 73 del TUIR è stato integralmente sostituto prima dall’articolo 2, comma 15, lettera b), del decreto e successivamente dall’articolo 96, comma 1, lettera c), del decreto legge n. 1 del 2012.
In particolare, per effetto delle modifiche apportate dall’articolo 2, comma 15, lettera b), del decreto, a decorrere dal 1° gennaio 2012, è stato eliminato il riferimento all’imposta sostitutiva del 27 per cento di cui all’articolo 2 del decreto legislativo n. 239 del 1996 (sugli interessi ed altri proventi delle obbligazioni emesse da soggetti non residenti aventi scadenza inferiore a 18 mesi), nonché alla ritenuta sugli interessi e altri proventi dei conti correnti bancari di cui all’articolo 26, comma 2, del D.P.R. n. 600 del 1973 che sarà, pertanto, sempre disapplicata indipendentemente dalla percentuale (superiore o meno al 5 per cento) della giacenza media annua rispetto all’attivo medio gestito. La disapplicazione della ritenuta del 27 per cento sui proventi dei conti correnti bancari era prevista nel caso di giacenza media annua non superiore al 5 per cento dell’attivo medio gestito e trovava ragione nel fatto che nella fattispecie il conto corrente bancario rappresenta un mezzo necessario per eseguire le operazioni di gestione e, quindi, a detti conti non si poteva attribuire la funzione di un normale strumento d’investimento finanziario di liquidità se la giacenza delle somme era contenuta nei ristretti margini quantitativi previsti dalla disposizione. Tuttavia, nel caso in cui questa condizione non era rispettata, la ritenuta del 27 per cento doveva essere applicata anche sugli interessi riferibili alla percentuale del 5 per cento.
Peraltro, il comma 5-quinquies dell’articolo 73 del TUIR, per effetto delle modifiche apportate dall’articolo 2, comma 15, lettera b), del decreto, prevede la disapplicazione della ritenuta, oltre che sugli interessi e altri proventi dei conti correnti, anche sui depositi bancari di cui al comma 2 dell’articolo 26 del D.P.R. n. 600 del 1973. Tale disposizione si rende applicabile agli interessi e altri proventi maturati a decorrere dal 1° gennaio 2012 (cfr. art. 29, comma 2, lettera a), del decreto legge n. 216 del 2011).
Inoltre, l’articolo 96, comma 1, lettera c), del decreto legge n. 1 del 2012 ha altresì previsto la disapplicazione della ritenuta sugli interessi e altri proventi dei conti correnti e depositi bancari esteri di cui al comma 3 dell’articolo 26 del D.P.R. n. 600 del 1973. Al riguardo la disapplicazione della suddetta ritenuta opera con riferimento agli interessi e altri proventi maturati dall’organismo di investimento a decorrere dalla data di entrata del decreto legge n. 1 del 2012, ossia a decorrere dal 24 gennaio 2012.
Si rileva inoltre, che a seguito delle modifiche apportate alle altre disposizioni in materia di applicazione delle ritenute o imposte sostitutive, dal 1° gennaio 2012, gli OICR italiani (diversi dai fondi immobiliari) e i fondi lussemburghesi storici non subiranno più l’applicazione della ritenuta sugli interessi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari emessi, a decorrere dal 1° gennaio 2012, dai cosiddetti “grandi emittenti” residenti con scadenza inferiore a 18 mesi di cui all’articolo 26, comma 1, del D.P.R. n. 600 del 1973 (i suddetti titoli, emessi dal 1° gennaio 2012, rientrano infatti nell’ambito di applicazione del decreto legislativo n. 239 del 1996).
Per quanto concerne i redditi diversi si deve tener presente che, essendo gli organismi in parola esenti dall’IRES, le plusvalenze e le minusvalenze di cui all’articolo 67 del TUIR sono percepiti al lordo di ogni onere impositivo. Lo stesso dicasi per le altre categorie di reddito indicate nell’articolo 6 del TUIR eventualmente percepite dall’organismo d’investimento.
Di seguito si riporta l’elenco dei redditi di capitale in relazione ai quali gli organismi di investimento non subiscono alcuna ritenuta o imposta sostitutiva e quelli per i quali invece continuano a subire le ritenute alla fonte a titolo d’imposta.

8.2 Ritenute non applicabili nei confronti degli OICR

In base alla nuova formulazione del comma 5-quinquies dell’articolo 73 del TUIR, nei confronti degli OICR non si applicano:
la ritenuta prevista dall’articolo 26, comma 2, del D.P.R. n. 600 del 1973 sugli interessi e gli altri proventi dei conti correnti e depositi bancari anche se rappresentati da certificati presso banche italiane;
la ritenuta sugli interessi e altri proventi dei conti correnti e depositi esteri, compresi i certificati di deposito, emessi da soggetti non residenti, di cui all’articolo 26, comma 3, del D.P.R. n. 600 del 1973;
la ritenuta prevista dal comma 3-bis dell’articolo 26 del citato D.P.R. n. 600 del 1973 sui proventi delle operazioni di riporto, pronti contro termine e di mutuo di titoli garantito di cui all’articolo 44, comma 1, lettere g-bis) e g-ter), del TUIR, a prescindere dal titolo sottostante;
la ritenuta di cui al comma 5 dell’articolo 26 del D.P.R. n. 600 del 1973 sui redditi di capitale diversi da quelli indicati nei commi da 1 a 4 del medesimo articolo e diversi da quelli per i quali sia prevista l’applicazione di altra ritenuta alla fonte o di imposte sostitutive delle imposte sui redditi;
la ritenuta sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ad altri OICR italiani e lussemburghesi storici di cui all’articolo 26-quinquies del D.P.R. n. 600 del 1973;
la ritenuta sui proventi derivanti dalla partecipazione agli OICVM di diritto estero di cui all’articolo 10-ter della legge n. 77 del 1983.
Inoltre, tenuto conto di quanto stabilito dalle altre disposizioni riguardanti l’applicazione delle ritenute alla fonte o delle imposte sostitutive sui redditi di capitale, come risultano anche a seguito delle modifiche apportate dall’articolo 2 del decreto, oltre alle ritenute sopra elencate, agli OICR non si applicano:
l’imposta sostitutiva sugli interessi, premi e altri frutti delle obbligazioni pubbliche e private di cui al decreto legislativo n. 239 del 1996 a prescindere dalla scadenza del titolo (gli organismi di investimento non rientrano fra i soggetti di cui al comma 1 dell’articolo 2 dello stesso decreto legislativo ai quali la predetta imposta sostitutiva si applica – cosiddetti soggetti “nettisti”);
la ritenuta sugli utili in qualunque forma corrisposti ai soci di società ed enti, residenti e non, prevista dall’articolo 27 del D.P.R. n. 600 del 1973 dal momento che le ritenute dei commi 1 e 4 sono applicabili esclusivamente nei confronti di persone fisiche e dei soggetti esenti da IRES;
l’imposta sostitutiva sugli utili derivanti dalle azioni e dagli strumenti finanziari immessi nel sistema di deposito accentrato gestito dalla Monte Titoli S.p.A. di cui all’articolo 27-ter del D.P.R. n. 600 del 1973; tale imposta sostitutiva è, infatti applicata nella stessa misura e con le stesse modalità previste dall’articolo 27 del medesimo decreto;
la ritenuta sui proventi di cui all’articolo 44 del TUIR derivanti da partecipazione a fondi comuni d’investimento immobiliare di cui all’articolo 6, comma 1, del decreto legge n. 351 del 2001. La non applicazione di tale ritenuta nei confronti degli organismi d’investimento collettivo del risparmio istituiti in Italia è disposta dal comma 2 dell’articolo 7 del predetto decreto
legge n. 351 del 2001;
la ritenuta sugli utili distribuiti da società di investimento immobiliare quotate e non quotate (SIIQ e SIINQ) ai sensi dell’articolo 1, comma 134, della legge n. 296 del 2006. Pertanto, per i redditi di capitale sopra elencati, l’organismo di investimento non subisce alcuna ritenuta o imposta sostitutiva da parte dei soggetti che li corrispondono o che intervengono nella loro riscossione e detti redditi sono percepiti dal fondo al lordo dell’imposta.

8.3 Ritenute applicabili nei confronti degli OICR

In mancanza di norme che sanciscano espressamente una deroga al sistema generale in tema di prelievo alla fonte sui redditi di capitale, i soggetti residenti che erogano detti redditi agli OICR devono applicare, ricorrendone le condizioni di carattere soggettivo, il prelievo alla fonte previsto dalle singole disposizioni fiscali.
In generale, nei confronti degli OICR si applicano:
la ritenuta sugli interessi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari emessi da soggetti diversi dai cosiddetti “grandi emittenti” prevista dall’articolo 26, comma 1, del D.P.R. n. 600 del 1973, nonché la ritenuta sugli interessi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari di durata non superiore a 18 mesi emessi, fino al 31 dicembre 2011, dai cosiddetti “grandi emittenti”;
la ritenuta sui proventi delle accettazioni bancarie di cui all’articolo 1 del decreto legge 2 ottobre 1981, n. 546, convertito dalla legge 1° dicembre 1981, n. 692;
la ritenuta sui proventi delle cambiali finanziarie di cui all’articolo 26, comma 1, del D.P.R. n. 600 del 1973;
la ritenuta sui proventi dei titoli atipici nei casi previsti dagli articoli 5 e 8 del decreto legge n. 512 del 1983.
In questi casi rileva la disposizione contenuta nel secondo periodo del comma 5-quinquies dell’articolo 73 del TUIR, secondo cui le ritenute operate sui redditi di capitale si intendono applicate a titolo d’imposta.

8.4 Decorrenza e transitorio

Secondo quanto stabilito dall’articolo 2, comma 24, del decreto le modifiche apportate al comma 5-quinquies dell’articolo 73 del TUIR e alle altre disposizioni riguardanti l’applicazione delle ritenute alla fonte o delle imposte sostitutive sui redditi di capitale, “esplicano effetto a decorrere dal 1° gennaio 2012”. Tuttavia, tenuto conto delle disposizioni di carattere transitorio di cui ai commi da 9 a 11 dell’articolo 2 del decreto e delle relative disposizioni di attuazione emanate ai sensi del comma 26 del medesimo articolo 2 (cfr. decreto conto unico) nonché delle disposizioni di cui all’articolo 29, commi 2 e 3, del decreto legge n. 216 del 2011, si rileva che nei confronti degli OICR trova applicazione:
l’imposta sostitutiva del 27 per cento di cui all’articolo 2 del decreto legislativo n. 239 del 1996 sugli interessi, premi e altri proventi delle obbligazioni emesse da soggetti non residenti aventi scadenza inferiore a 18 mesi maturati fino al 31 dicembre 2011;
la ritenuta del 27 per cento di cui all’articolo 26, comma 2, del D.P.R. n. 600 del 1973 sugli interessi e altri proventi dei conti correnti bancari maturati fino al 31 dicembre 2011, qualora la giacenza media annua sia superiore al 5 per cento dell’attivo medio gestito;
la ritenuta del 27 per cento di cui all’articolo 26, comma 2, del D.P.R. n. 600 del 1973 sugli interessi e altri proventi dei depositi bancari, anche se rappresentati da certificati, presso banche italiane maturati fino al 31 dicembre 2011;
la ritenuta del 27 per cento di cui all’articolo 26, comma 3, del D.P.R. n. 600 del 1973 sugli interessi e altri proventi dei conti correnti e depositi bancari esteri, compresi i certificati di deposito, maturati fino al 31 dicembre 2011 (ovvero del 20 per cento sui proventi maturati a decorrere dal 1° gennaio al 24 gennaio 2012);
la ritenuta del 27 per cento di cui all’articolo 26, comma 1, del D.P.R. n. 600 del 1973 sugli interessi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari emessi fino al 31 dicembre 2011 dai “grandi emittenti” residenti con scadenza inferiore a 18 mesi;
la ritenuta del 27 per cento di cui all’articolo 26, comma 3-bis, del D.P.R. n. 600 del 1973 sui proventi delle operazioni di riporto, pronti contro termine e di mutuo di titoli garantito di cui all’articolo 44, comma 1, lettere g-bis) e g-ter), del TUIR divenuti esigibili entro il 31 dicembre 2011 ed aventi ad oggetto titoli per i quali, sulla base della normativa in vigore fino al 31 dicembre 2011, era prevista una tassazione con aliquota nella misura del 27 per cento. Al riguardo si rileva che, sebbene ai sensi dell’articolo 29, comma 2, lettera b), del decreto legge n. 216 del 2011 sui proventi delle operazioni di pronti contro termine stipulati anteriormente al 1° gennaio 2012 di durata non superiore a 12 mesi e aventi ad oggetto obbligazioni e titoli similari di cui al decreto legislativo n. 239 del 1996 continua ad applicarsi il regime vigente alla data della stipula dell’operazione, nei confronti degli organismi di investimento, a decorrere dal 1° gennaio 2012, la suddetta ritenuta risulta sempre disapplicata ai sensi della nuova formulazione dell’articolo 73, comma 5-quinquies, del TUIR.
Con riferimento ai proventi per i quali, come già evidenziato, gli OICR continuano a subire il prelievo alla fonte, si rileva che: sugli interessi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari emessi da soggetti diversi dai cosiddetti “grandi emittenti” e delle obbligazioni con durata inferiore a 18 mesi emesse dai “grandi emittenti” fino al 31 dicembre 2011 la ritenuta prevista dall’articolo 26, comma 1, del D.P.R. n. 600 del 1973 è applicata nella misura del 20 per cento sui proventi maturati a decorrere dal 1° gennaio 2012 (sugli interessi e altri proventi maturati fino al 31 dicembre 2011 trova applicazione la ritenuta del 12,50 o del 27 per cento a seconda del ricorrere delle condizioni stabilite dall’articolo 26 del D.P.R. n.600 del 1973 nella sua previgente formulazione); sui proventi delle accettazioni bancarie di cui all’articolo 1 del decreto legge n. 546 del 1981 la ritenuta del 20 per cento è applicata sui proventi divenuti esigibili a decorrere dal 1° gennaio 2012 (sui proventi divenuti esigibili entro il 31 dicembre 2011, la ritenuta è applicata nella misura del 27 per cento).
sui proventi delle cambiali finanziarie la ritenuta di cui all’articolo 26, comma 1, del D.P.R. n. 600 del 1973 è applicata nella misura del 20 per cento sui proventi maturati a decorrere dal 1° gennaio 2012 (sui proventi maturati fino al 31 dicembre 2011 trova applicazione la ritenuta del 12,50 o del 27 per cento a seconda del ricorrere delle condizioni stabilite dall’articolo 26 del D.P.R. n. 600 del 1973 nella sua previgente formulazione);
sui proventi dei titoli atipici di cui agli articoli 5 e 8 del decreto legge n. 512 del 1983, la ritenuta del 20 per cento è applicata sui proventi divenuti esigibili a decorrere dal 1° gennaio 2012 (sui proventi divenuti esigibili entro il 31 dicembre 2011, la ritenuta è applicata nella misura del 27 per cento).
Per quanto attiene ai risultati negativi di gestione accumulati dagli organismi di investimento per effetto del regime di tassazione vigente fino al 30 giugno 2011 (cfr. citata circolare n. 33/E del 2011), si evidenzia che il passaggio all’aliquota del 20 per cento non ha alcuna incidenza sull’importo del risparmio d’imposta rilevato nei prospetti contabili degli organismi di investimento in quanto l’ammontare dello stesso, determinato con riferimento alla situazione esistente al 30 giugno 2011, rappresenta il 12,50 per cento dell’ammontare dei risultati negativi conseguiti.
Tuttavia, nel caso in cui alla cessazione dell’organismo di investimento i risultati negativi non siano stati utilizzati in compensazione con i redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ad organismi di investimento soggetti a ritenuta di cui all’articolo 26-quinquies del D.P.R. n. 600 del 1973, l’importo della minusvalenza riconosciuto ai partecipanti in proporzione alle quote o azioni possedute ai sensi dell’articolo 2, comma 72, del decreto legge n. 225 del 2010 deve essere ridotta ad un importo pari al 62,50 per cento del relativo ammontare. In buona sostanza, le minusvalenze corrispondenti ai risultati negativi dell’organismo di investimento non utilizzati in compensazione risultanti alla data di cessazione dell’organismo di investimento medesimo possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze e dagli altri redditi diversi di natura finanziaria realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2012 per una quota pari al 62,50 per cento del loro ammontare ai sensi dell’articolo 68, comma 5, del TUIR e degli articoli 6 e 7 del decreto legislativo n. 461 del 1997 entro il quarto periodo d’imposta successivo a quello della data di cessazione dell’organismo di investimento.
A tal fine, si ricorda che la SGR, la SICAV o il soggetto incaricato del collocamento delle quote o azioni di fondi lussemburghesi storici rilasciano a ciascun partecipante apposita certificazione dalla quale risulti l’importo della
minusvalenza spettante, senza indicazione della data di maturazione del risultato negativo in capo all’organismo di investimento.
Circa le operazioni di compensazione dei risultati negativi accumulati con i redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ad organismi di investimento soggetti a ritenuta di cui all’articolo 26-quinquies del D.P.R. n. 600 del 1973,
sebbene il comma 71 del citato articolo 2 del decreto legge n. 225 del 2010 stabilisca che la SGR, la SICAV o il soggetto incaricato del collocamento delle quote o azioni di fondi lussemburghesi storici accreditano al fondo o al comparto al quale è imputabile il risultato negativo di gestione compensato “un importo pari al 12,50 per cento del relativo ammontare”, con l’aumento dell’aliquota al 20 per cento della ritenuta di cui al citato articolo 26-quinquies del D.P.R. n. 600 del 1973 al fondo o al comparto potrà essere accreditato un importo pari al 20 per cento dell’ammontare dei redditi soggetti a tale ritenuta nei limiti, ovviamente, dell’importo del risparmio d’imposta residuo rilevato nei prospetti contabili del fondo o comparto medesimo.

8.5 Il regime di tassazione dei partecipanti agli organismi di investimento di diritto italiano ed estero

In base a quanto disposto dall’articolo 2, commi 6 e 9, del decreto, a decorrere dal 1° gennaio 2012, anche le ritenute e le imposte sostitutive sui redditi di capitale e sui redditi diversi di natura finanziaria derivanti dalla partecipazione ad organismi di investimento di diritto italiano ed estero saranno applicate nella misura del 20 per cento.
In termini più specifici, a decorrere dalla predetta data, la ritenuta del 12,50 per cento di cui all’articolo 26-quinquies del D.P.R. n. 600 del 1973 e quella prevista dall’articolo 10-ter della legge n. 77 del 1983, con riferimento ai redditi di capitale derivanti, rispettivamente, dalla partecipazione ad OICR italiani (diversi dai fondi immobiliari) e a fondi lussemburghesi storici e dalla partecipazione ad OICVM di diritto estero è applicata nella misura del 20 per cento.
Peraltro, a seguito delle modifiche apportate con i commi 13, lettera b), e 14 dell’articolo 2 del decreto ai citati articoli 26-quinquies del D.P.R. n. 600 del 1973 e 10-ter della legge n. 77 del 1983, è previsto che i redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ad OICR italiani (diversi dai fondi immobiliari), a fondi lussemburghesi storici e ad OICVM armonizzati e non armonizzati assoggettati a forme di vigilanza situati negli Stati membri dell’Unione europea e negli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE) inclusi nella “white list”, sono determinati al netto di una quota dei proventi riferibili ai titoli pubblici italiani ed esteri.
Ed infatti, la deroga all’applicazione dell’aliquota del 20 per cento prevista dal comma 7 dell’articolo 2 del decreto per i redditi derivanti da titoli pubblici italiani ed esteri trova applicazione anche qualora l’investimento sia effettuato indirettamente per il tramite dei predetti organismi di investimento.
In sostanza, anziché due differenti aliquote (del 20 per cento e 12,50 per cento), è stata prevista l’applicazione della sola aliquota del 20 per cento su una base imponibile che dovrà essere ridotta di una quota dei proventi imputabili ai titoli pubblici italiani ed esteri, al fine di evitare una penalizzazione per le forme di investimento indiretto rispetto a quelle dirette, relativamente alla previsione della minore aliquota (12,50 per cento) rispetto alla nuova (20 per cento) sugli interessi dei titoli pubblici italiani ed esteri.
Il criterio di individuazione della predetta quota è stato stabilito con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 13 dicembre 2011 concernente la “Determinazione della quota dei proventi e di redditi derivanti rispettivamente dalla partecipazione ad organismi di investimento collettivo del risparmio e dai contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione riferibili alle obbligazioni ed altri titoli pubblici” (di seguito decreto determinazione quota titoli pubblici) le cui previsioni sono oggetto di commento nel successivo paragrafo.
Per quanto attiene ai redditi diversi derivanti dalla partecipazione agli organismi di investimento in parola realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2012, detti redditi sono soggetti all’applicazione dell’imposta sostitutiva nella misura del 20 per cento secondo il regime di tassazione scelto dal contribuente ai fini della relativa tassazione (regime della dichiarazione, del risparmio amministrato ovvero del risparmio gestito ai sensi, rispettivamente, degli articoli 5, 6 e 7 del decreto legislativo n. 461 del 1997).
Con riferimento alle minusvalenze realizzate alla data del 31 dicembre 2011, l’articolo 2, comma 28, del decreto stabilisce che queste possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze e dagli altri redditi diversi di cui all’articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del TUIR conseguiti successivamente, per una quota pari al 62,50 per cento del loro ammontare nei limiti temporali dei quattro periodi d’imposta previsti dagli articoli 68, comma 5, del TUIR e 6, comma 5, del decreto legislativo n. 461 del 1997. Ciò al fine di evitare che le minusvalenze realizzate in vigenza del regime di tassazione con aliquota del 12,50 per cento possano essere utilizzate per compensare plusvalenze e altri redditi diversi di natura finanziaria assoggettati ad imposta sostitutiva del 20 per cento.

8.5.1 Determinazione della quota dei proventi riferibili ai titoli pubblici italiani ed esteri

Con il decreto determinazione quota titoli pubblici sono state stabilite le modalità di individuazione della quota dei proventi derivanti dalla partecipazione ad OICR italiani (diversi dai fondi immobiliari), a fondi lussemburghesi storici e ad OICVM armonizzati e non armonizzati assoggettati a forme di vigilanza situati negli Stati membri dell’Unione europea e negli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE) inclusi nella “white list”, che si considerano riferibili ai titoli pubblici italiani ed esteri.
L’articolo 1, commi 1 e 2, del citato decreto ministeriale prevede, a tal fine, un criterio forfetario di tipo patrimoniale. In particolare, sulla base delle citate disposizioni la quota dei proventi derivanti dalla partecipazione ad organismi di investimento riferibile ai titoli pubblici italiani ed esteri è determinata in proporzione alla percentuale media dell’attivo degli organismi di investimento investita direttamente, o indirettamente, per il tramite di altri organismi di investimento, nei titoli medesimi.
Si tratta di un criterio che rileva esclusivamente l’ammontare dell’attivo investito nei titoli pubblici italiani ed esteri, a prescindere dalla effettiva redditività dei titoli medesimi.
Più specificamente, il comma 3 dell’articolo 1 del decreto ministeriale stabilisce che la percentuale media è rilevata sulla base degli ultimi due prospetti, semestrali o annuali, redatti entro il semestre solare anteriore alla data di distribuzione dei proventi, di riscatto, cessione o liquidazione delle quote o azioni, ovvero, nel caso in cui entro il predetto semestre ne sia stato redatto uno solo, sulla base di tale prospetto. La medesima disposizione prevede inoltre che, in caso di fusione, la percentuale media è determinata sulla base della somma dei valori risultanti dagli ultimi due prospetti redatti dagli organismi di investimento oggetto dell’operazione.
In altri termini, come precisato anche nella relazione illustrativa “… la percentuale media varia ogni semestre solare ed è calcolata utilizzando i due prospetti contabili più recenti tenuto conto dei tempi di approvazione e di diffusione degli stessi”. Ciò significa che, in linea generale, per i fondi che redigono prospetti semestrali e annuali, ai fini del calcolo della percentuale media deve essere utilizzata l’ultima relazione semestrale e l’ultimo rendiconto annuale o bilancio d’esercizio approvati e diffusi entro il semestre solare anteriore alla data di distribuzione dei proventi, di riscatto, cessione o liquidazione delle quote o azioni.
Per i fondi che invece redigono solo un prospetto annuale, la percentuale media è rilevata sulla base degli ultimi due rendiconti annuali o gli ultimi due bilanci d’esercizio approvati e diffusi entro il semestre solare anteriore alla data di distribuzione dei proventi, di riscatto, cessione o liquidazione delle quote o azioni.
La percentuale deve essere calcolata con riferimento a ciascun fondo o comparto, non rilevando eventuali classi di quote o azioni.
Pertanto, nel caso di fondi che redigono, ad esempio, prospetti semestrali e annuali con periodo contabile coincidente con l’anno solare, ai fini della tassazione dei proventi periodici distribuiti nel corso del primo semestre 2012 ovvero di quelli conseguiti per effetto di operazioni di riscatto, cessione o liquidazione delle quote o azioni effettuate nel medesimo semestre, si deve tener conto della percentuale media determinata assumendo i valori evidenziati nella relazione semestrale del 30 giugno 2011 e nel rendiconto annuale del 31 dicembre 2010. Con riferimento ai redditi di capitale conseguiti nel corso del secondo semestre 2012 rileva invece la percentuale media determinata assumendo i valori indicati nella relazione semestrale del 30 giugno 2011 e nel rendiconto annuale del 31 dicembre 2011.
Nel caso di fondi di nuova istituzione, se risulta redatto un solo prospetto, la percentuale è determinata sulla base di tale prospetto; qualora invece non sia stato redatto alcun prospetto, i proventi derivanti dalla partecipazione a tali fondi saranno soggetti alla ritenuta del 20 per cento per il loro intero ammontare.
In caso di fusione tra fondi, come precisato dalla norma, la percentuale media è calcolata sulla base della somma dei valori risultanti dagli ultimi due prospetti contabili redatti dai fondi interessati dall’operazione di fusione e, in assenza di una specifica previsione, si deve ritenere che la percentuale media così determinata debba essere applicata ai fini della tassazione dei proventi conseguiti dai partecipanti, a decorrere dalla data di efficacia dell’operazione di fusione medesima.
Ai fini del calcolo della percentuale media rileva anche l’investimento in titoli pubblici italiani ed esteri effettuato indirettamente per il tramite di altri organismi di investimento (cosiddetti “fondi target”). In tal caso, ai fini della determinazione della percentuale media del fondo, assume rilievo anche il valore delle quote o azioni detenute nel fondo target, ma nei limiti dell’importo determinato applicando su tale valore la percentuale media del fondo target da utilizzare nel semestre di riferimento del prospetto contabile del fondo.
A titolo di esempio, si supponga che il valore delle quote o azioni del fondo B detenute dal fondo A al 30 giugno 2012 sia pari a 250 e che la percentuale media del fondo B applicabile nel primo semestre 2012 sia pari al 35 per cento. Ai fini della determinazione della percentuale di investimento in titoli pubblici italiani ed esteri del fondo A, il valore delle quote o azioni del fondo B detenute dal fondo A rileverà per un importo pari a 87,50.
Tenuto conto delle modalità applicative stabilite dal decreto in commento e al fine di evitare di applicare percentuali medie determinate sulla base di prospetti contabili risalenti nel tempo si ritiene che, in fase di prima applicazione, ai fini della determinazione dell’importo del valore delle quote o azioni detenute nel fondo target da assumere per il calcolo della percentuale media risultante negli ultimi due prospetti contabili relativi a periodi anteriori al 1° gennaio 2012, debbano essere utilizzate le percentuali degli investimenti in titoli pubblici italiani ed esteri rilevate dal fondo target rispettivamente negli ultimi due prospetti contabili.
La percentuale media, secondo quanto previsto dal comma 4 dell’articolo 1 del decreto in commento, si applica anche ai fini della determinazione delle perdite derivanti dalla partecipazione agli organismi di investimento collettivo del risparmio (ossia alle perdite direttamente riferibili al decremento di patrimonio rilevato in capo all’organismo di investimento).
La parte di provento riferibile ai titoli pubblici italiani ed esteri così individuato, in base a quanto disposto dal comma 5 dell’articolo 1 del decreto in commento, è soggetta a ritenuta del 20 per cento di cui al comma 3 dell’articolo 26-quinquies del D.P.R. n. 600 del 1973 e di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 10-ter della legge n. 77 del 1983 nel limite del 62,50 per cento del relativo ammontare. Di converso, le perdite che si considerano riferibili ai predetti titoli possono essere portate in deduzione dalla plusvalenze e dagli altri redditi diversi di natura finanziaria di cui all’articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del TUIR per una quota pari al 62,50 per cento.
In altri termini, la ritenuta del 20 per cento si applica sui proventi derivanti dalla partecipazione agli organismi di investimento in commento, al netto del 37,50 per cento dei proventi riferibili alle obbligazioni e agli altri titoli pubblici italiani ed esteri. Le perdite riferibili ai titoli pubblici italiani ed esteri possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze e dagli altri redditi diversi per un importo ridotto del 37,50 cento del loro ammontare.
A titolo esemplificativo, si supponga che un partecipante ad un organismo di investimento consegua attraverso il rimborso delle quote avvenuto nel corso del primo semestre 2012 un reddito di capitale per un importo pari a 300 e che la percentuale media di investimento in titoli pubblici italiani ed esteri dell’organismo di investimento rilevante per il primo semestre 2012 sia pari a 26,50 per cento. La quota del provento derivante dall’operazione di rimborso riferibile a titoli pubblici italiani ed esteri è pari a 79,50 (ossia pari a 300 x 0,265). La base imponibile su cui applicare la ritenuta del 20 per cento sui titoli pubblici sarà, quindi, pari a 49,69 (ossia 79,50 – (79,50 x 0.375)) e, complessivamente, pari a 270,19 (ossia 300 – (79,50 x 0,375)).
Preme rilevare che le plusvalenze e le minusvalenze realizzate attraverso la cessione o il rimborso (o liquidazione) delle quote o azioni acquistate e/o cedute a prezzi diversi da quelli risultanti dai prospetti periodici rilevano per il loro intero ammontare.
Ai fini della tassazione dei proventi derivanti dalla partecipazione ad organismi di investimento italiani ed esteri è importante, quindi, che vengano fornite le informazioni utili circa la percentuale media applicabile in ciascun semestre solare. Il decreto non prevede tuttavia specifiche modalità di diffusione delle informazioni da parte dell’organismo di investimento. Al riguardo, possono, pertanto, considerarsi valide (e tra loro alternative) la comunicazione attraverso i prospetti contabili dell’organismo di investimento, il sito internet del fondo/SGR (o della SICAV) o una comunicazione ad hoc dell’organismo di investimento ovvero la comunicazione attraverso il sito internet o altri canali informativi di soggetti terzi (ad esempio, information providers, Borsa Italiana, ecc.).
In mancanza di comunicazione da parte della SGR (ovvero della SICAV), la percentuale media di investimento in titoli pubblici italiani ed esteri si considera pari a zero.
I suddetti criteri di determinazione ed imputazione dei proventi riferibili ai titoli pubblici italiani ed esteri, come puntualizzato nel comma 6 dell’articolo 1 del decreto in commento, trovano applicazione anche con riferimento alle quote o azioni degli organismi di investimento detenute nell’ambito di gestioni individuali di portafoglio con opzione per l’applicazione del regime del risparmio gestito di cui all’articolo 7 del decreto legislativo n. 461 del 1997. Ciò significa, quindi, che i proventi e le perdite derivanti dalla partecipazione ad organismi di investimento riferibili ai titoli pubblici italiani ed esteri concorrono alla formazione del risultato maturato della gestione nei limiti del 62,50 per cento del relativo ammontare.

8.5.2 Decorrenza e transitorio

Le ritenute e le imposte sostitutive sui redditi di capitale e sui redditi diversi di natura finanziaria derivanti dalla partecipazione ad OICR di diritto italiano (diversi dai fondi immobiliari), a fondi lussemburghesi storici e ad OICVM di diritto estero sono applicate, a decorrere dal 1° gennaio 2012, nella misura del 20 per cento.
In assenza di una specifica previsione normativa che definisca il regime transitorio di tassazione dei redditi in commento, deve ritenersi applicabile la disposizione di carattere generale di cui al comma 9 dell’articolo 2 del decreto in base alla quale l’aliquota del 20 per cento trova applicazione con riferimento “agli interessi, ai premi e ad ogni altro provento di cui all’articolo 44 del TUIR, divenuti esigibili e ai redditi diversi di natura finanziaria realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2012”.
Orbene, considerato che dalle operazioni di cessione, rimborso (o liquidazione) di quote o azioni di organismi di investimento possono essere conseguiti sia redditi di capitale di cui all’articolo 44, comma 1, lettera g), del TUIR sia redditi diversi di natura finanziaria ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera c-ter), e comma 1-quater) del medesimo testo unico, l’applicazione della predetta disposizione potrebbe portare ad un differente trattamento fiscale dei redditi di capitale (tassati secondo il criterio della esigibilità) rispetto agli eventuali redditi diversi (tassati in base al momento del realizzo) conseguiti dal partecipante all’organismo di investimento. Al riguardo si ritiene, pertanto, che con riferimento ai proventi derivanti dal rimborso o cessione delle quote o azioni di organismi di investimento, ai fini dell’applicazione dell’aliquota del 20 per cento, occorre far riferimento alla data di regolamento dell’operazione. Per quanto attiene ai proventi periodici distribuiti in costanza di partecipazione all’organismo di investimento, in applicazione del criterio della esigibilità, rileva invece la data di messa in pagamento del provento medesimo.

 

Tratto dalla circolare  11e del 28/3/12

[vedi tassazione prodotti per eventuali aggiornamenti]

 

Set 23 2011

Assogestioni anticipazioni risparmio gestito agosto 2011

RISPARMIO GESTITO: LE INCERTEZZE SUI MERCATI SPOSTANO I RISPARMI DAI PRODOTTI AZIONARI A QUELLI MONETARI. RACCOLTA IN FLESSIONE.

Nel corso del mese di agosto sono positive le sottoscrizioni registrate per i Fondi Chiusi e le Gestioni di Portafoglio Istituzionali, con flussi rispettivamente pari a 795 e 327 milioni di euro. Sulla base dei dati preliminari, il sistema registra deflussi complessivi per 1,8 miliardi di euro. La flessione della raccolta per le Gestioni Collettive ammonta a 1,37 miliardi di euro; inferiori a mezzo miliardo di euro (459 milioni) le uscite per le Gestioni di Portafoglio. Il patrimonio dell’industria risulta oggi pari a oltre 973 milioni di euro ed è suddiviso pressoché equamente tra Gestioni di Portafoglio (51%) e Gestioni Collettive (49%).

Tra i Fondi Aperti sono positivi i prodotti riconducibili alle categorie dei monetari, con sottoscrizioni che superano il mezzo miliardo di euro (510 milioni), come pure i Non classificati, che registrano flussi positivi pari a 54 milioni di euro. I Fondi di Diritto Estero gestiscono oggi più del 61% degli asset investiti nelle Gestioni Collettive e sono pari a 268 miliardi di euro. Ai Fondi di Diritto Italiano va il restante 39%, equivalente a 169 miliardi di euro.

 

Il documento 1 e 2

Set 21 2011

Assogestioni mappa trimestrale del risparmio gestito

I GRUPPI ESTERI GUIDANO LA RACCOLTA. POSITIVE LE GESTIONI IMMOBILIARI, I FONDI AZIONARI E OBBLIGAZIONARI. IL SETTORE CHIUDE IL TRIMESTRE IN FLESSIONE.

Alla fine del secondo trimestre il patrimonio gestito dall’industria del risparmio si sistema oltre la quota dei 1.000 miliardi di euro. I Gruppi esteri forniscono al settore un contributo di 3,1 miliardi di euro. Tra le categorie partecipano attivamente gli Azionari, gli Immobiliari e i Non classificati, chiudendo con una raccolta di oltre 1,7 miliardi di euro. I flussi complessivi sono sbilanciati sul fronte delle uscite, che ammontano a 6,7 miliardi di euro.

Nelle Gestioni Collettive i Fondi Aperti di diritto estero raccolgono complessivamente 3,4 miliardi di euro. In particolare i prodotti cross-border registrano flussi per oltre 3 miliardi. I deflussi interessano i prodotti di diritto italiano che, con 6 miliardi in uscita, portano il risultato complessivo dei Fondi Aperti a -2,6 miliardi di euro. Il patrimonio gestito in Fondi è di oltre 459 miliardi di euro, di cui il 61% è rappresentato da prodotti di diritto estero. Positivo per circa 1 miliardi di euro l’apporto dagli OICR chiusi.

Le Gestioni di Portafoglio detengono un patrimonio superiore a 505 miliardi di euro, pari a oltre la metà degli asset dell’intero settore. La raccolta, negativa nel trimestre di riferimento, è in parte contenuta dall’apporto positivo dei flussi incassati dalle Gestioni di patrimoni Previdenziali  (775 milioni di euro). I deflussi registrati per le Gestioni di Portafoglio sono pari a 5 miliardi di euro.

Il documento completo 1 e 2.

Set 01 2011

Assogestioni inserisce 600 prodotti nel database Ifh

L’Italian Fund Hub (IFH), il servizio web promosso da Assogestioni, ha pubblicato i Fund Processing Passport (FPP) relativi a 600 fondi distribuiti in Italia.  I nuovi FPP, da oggi visualizzabili e scaricabili dal sito IFH, sono relativi ai prodotti gestiti da Arca, Credit Suisse, Henderson Global Investors, UBI e Prima Funds . Si aggiungono ai circa 1000 già presenti e pubblicati in precedenza da Axa, JP Morgan Asset Management, Invesco, e Morgan Stanley .

Il Fund  Processing Passport (FPP) è una scheda sintetica,  armonizzata al livello europeo, contenente tutte le informazioni operative necessarie al completamento degli ordini. E’ redatta dalle stesse società di gestione per ogni fondo con l’obiettivo di semplificare e rendere più efficienti gli scambi sui propri prodotti.

Raccoglie informazioni utili ai professionisti del settore che si occupano degli aspetti operativi della distribuzione dei fondi. Le informazioni contenute nel FPP comprendono il codice ISIN, i riferimenti anagrafici, le regole di sottoscrizione e rimborso, le modalità di settlement, i cut off times ecc. Non è destinato agli investitori che devono valutare le proprie scelte di investimento e che posso invece trovare informazioni utili a tale scopo nel prospetto d’offerta del fondo.

Lo schema dell’FPP è stato elaborato dall’industria coordinata da EFAMA  – l’associazione europea del risparmio gestito –  su impulso del Parlamento Europeo per migliorare la gestione dei dati operativi. L’FPP costituisce uno dei cardini della standardizzazione dei processi relativi agli ordini sui fondi come definite all’interno delle “Linee Guida per la standardizzazione dell’operatività dell’industria del risparmio gestito”. La pubblicazione di questi nuovi FPP, relativi ad asset di circa 100 Mdi di euro,  costituisce un ulteriore passo per il mercato italiano nella direzione della trasparenza e dell’organizzazione efficiente dei flussi informativi.

Ago 06 2011

Assogestioni andamento fondi mese di luglio 2011

I prodotti cross-border raccolgono 400 milioni di euro. Il mese chiude in flessione.

A luglio spicca la raccolta dei fondi cross-border che incassano 400 milioni di euro. Le sottoscrizioni cedono il passo e il sistema chiude con flussi in uscita per -2,4 miliardi di euro. Pari a 436 miliardi di euro il patrimonio investito in fondi aperti.

Ammontano a 122 milioni di euro i riscatti registrati dai Fondi Obbligazionari, il cui patrimonio, equivalente al 42% degli asset complessivi, vale oggi 181 miliardi di euro. Al momento della rilevazione i prodotti Bilanciati giungono con riscatti per 177 milioni e un patrimonio di circa 21 miliardi di euro, equivalenti al 5% degli asset impiegati in fondi comuni d’investimento. I Fondi Hedge registrano flussi in uscita per 241 milioni di euro e detengono asset per 11 miliardi di euro, il 2,5% del patrimonio complessivo. Pari a 412 i milioni di euro defluiti dai Fondi Flessibili, che chiudono il periodo di rilevazione con 70 miliardi di patrimonio, il 16% del totale. I riscatti calcolati per i prodotti di Liquiditàsono pari a 739 milioni di euro. Il patrimonio, che alla fine del mese di luglio vale il 12% degli asset totali, è di oltre 53 miliardi di euro. Raccolta contraria anche per i prodotti Azionari con uscite che ammontano a 747 milioni di euro. Il patrimonio consegnato a questa categoria di prodotti è di oltre 100 miliardi di euro, pari al 23% degli asset del settore

I Fondi di diritto estero (fare riferimento alla nota sulla provvisorietà del dato*), che oggi rappresentano il 60% del patrimonio investito in fondi aperti, chiudono il mese con deflussi pari a 378 milioni di euro. Per i Fondi di diritto Italiano luglio è segnato da flussi in uscita per 2 miliardi ed un patrimonio che vale 175 miliardi di euro.

Al 31 luglio i Gruppi italiani gestiscono il 76% del patrimonio, mentre il restante 24% fa capo ai Gruppi Esteri.

Il documento completo 1 e 2.

Ago 02 2011

Consob autorizzati nuovi fondi e Sicav (periodo 1-30 luglio 2011)

Comunicazioni ai sensi del combinato disposto degli artt. 42 e 50 del d.lgs. n. 58/1998 (1)

Nel periodo di riferimento (1-30 luglio 2011) la Commissione ha espresso il parere di competenza, ai sensi degli artt. 42 e 50 del d.lgs. n. 58/1998, relativamente alla commercializzazione in Italia di azioni/quote dei seguenti organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (O.I.C.V.M.):

  • Acmbernstein sicav, relativamente alla commercializzazione di due nuovi comparti;
  • Acpi Global Ucits Funds plc, relativamente alla commercializzazione di un nuovo comparto;
  • Az  Fund Management sa, relativamente alla commercializzazione di due nuovi comparti;
  • Bg Selection sicav, relativamente alla commercializzazione di un nuovo comparto;
  • Duemme sicav, relativamente alla commercializzazione di due nuovi comparti;
  • European And Global Investments Limited, relativamente alla commercializzazione di un nuovo comparto;
  • Hypo Portfolio Selection sicav, relativamente alla commercializzazione di un nuovo comparto;
  • Ing (L) Patrimonial sicav, relativamente alla commercializzazione di un nuovo comparto;
  • Invesco Funds sicav, relativamente alla commercializzazione di sette nuovi comparti;
  • Pioneer Asset Management sa, relativamente alla commercializzazione di quattro nuovi comparti;
  • Santander sicav, relativamente alla commercializzazione di un nuovo comparto;
  • Tailor Capital sa, relativamente alla prima commercializzazione;
  • Ubs (Lux) Bond sicav, relativamente alla commercializzazione di due nuovi comparti.

(1) Dal 1° luglio 2011 è entrata in vigore la nuova normativa dettata dalla direttiva UCITS IV la quale prevede una procedura semplificata di notifica tra l’Autorità dello Stato membro e la Consob per l’offerta in Italia di un OICR comunitario armonizzato. Il presente paragrafo del Bollettino Consob “Comunicazioni ai sensi del combinato disposto degli artt. 42 e 50 del d.lgs. n. 58/1998” non sarà più pubblicato a partire dal prossimo numero.

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