Posts tagged: legge 266-05

Mag 09 2016

Polizze dormienti ulteriori rimborsi per polizze prescritte sino al 1 luglio 2010

Dal 9 maggio all’1 luglio 2016 è possibile presentare alla Concessionaria servizi assicurativi pubblici (CONSAP) la richiesta di rimborso parziale delle polizze dormienti che sono andate in prescrizione prima del 1° luglio 2010.

Si può richiedere il rimborso delle polizze dormienti con queste caratteristiche:

  • l’evento (es. morte dell’assicurato) o la scadenza della polizza che determinano il diritto a riscuotere il capitale assicurato sono avvenuti dopo il 1° gennaio 2006;
  • la prescrizione di tale diritto deve essere avvenuta prima del 1° luglio 2010;
  • la compagnia di assicurazione o la banca (l’intermediario) che ha venduto la polizza non ha liquidato il capitale perché la polizza era prescritta e già trasferita al Fondo rapporti dormienti;
  • il beneficiario non ha già avuto alcun rimborso anche parziale dalle precedenti iniziative.

Per presentare la domanda è consultabile l’“Avviso di rimborsabilità” che descrive in dettaglio come fare per riscuotere la polizza e quali documenti allegare e chiarisce anche come si stabilisce il rimborso parziale (fino ad un massimo del 70%) dell’ importo della polizza devoluto dall’Intermediario al Fondo rapporti dormienti.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare (dal lunedì al venerdì 9,00 – 17,00) il numero telefonico 06-85796444 o con mail polizzedormienti@consap.it

 

Allegati

Feb 20 2016

Polizze dormienti riapertura parziale termini rimborso

Rimborso agli aventi diritto delle somme relative alle c.d. “Polizze Dormienti”

Nuova iniziativa di rimborso per “Polizze dormienti”

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha affidato a Consap la gestione delle domande di rimborso delle somme relative alle c.d. “Polizze dormienti” affluite al fondo di cui all’art. 1, comma 343, della legge n. 266/2005. Sono rimborsabili solamente le polizze che soddisfino tutti i requisiti previsti dall’Avviso di rimborsabilità.

Le domande di rimborso possono essere presentate solo dopo il 22 febbraio 2016 e devono pervenire entro e non oltre l’8 aprile 2016.

Per scaricare la domanda di rimborso compilabile anche elettronicamente, clicca qui; in presenza di ulteriori richiedenti è necessario compilare l’allegato Ulteriori Richiedenti raggiungibile qui. L’inoltro della domanda e relativi allegati deve avvenire secondo le seguenti modalità:

  • Raccomandata A.R. al seguente indirizzo: Consap Spa – Gestione Polizze dormienti, Via Yser, 14 – 00198, Roma;
  • Plico a mano: le domande possono essere presentate all’indirizzo di cui sopra dalle ore 8.00 alle ore 17.00 dal lunedì al giovedì, dalle ore 8.00 alle ore 13.00 il venerdì;
  • Posta Elettronica Certificata al seguente indirizzo: consap@pec.consap.it.

Per gli Intermediari

Gli Intermediari (compagnie assicuratrici, banche, o altri soggetti che esercitano l’assicurazione sulla vita) sono tenuti al rilascio dell’attestazione di cui all’art. 1 del D.P.R. 22 giugno 2007, n. 116 conforme al modello pubblicato su questo sito e disponibile qui. L’attestazione deve essere compilata in ogni sua parte.

Richieste di informazioni

Per qualsiasi chiarimento, è possibile chiamare il numero 06.85796444 attivo da lunedì a venerdì dalle ore 9 alle 17 o scrivere alla mail polizzedormienti@consap.it (da non utilizzare per l’invio delle istanze).

Dic 30 2015

Bond subordinati: il fondo per risarcire tutti gia’ esiste. Aduc propone di riattivarlo

Bond subordinati: il fondo per risarcire tutti gia’ esiste. Aduc propone di riattivarlo

Firenze, 30 Dicembre 2015. Nella confusione di questi giorni, nessuno ha badato ad una soluzione semplice e già esistente: il Fondo di Garanzia presso la Consob. Aduc propone di riattivarlo, assieme all’affidamento degli incarichi ad arbitri competenti in diritto finanziario.

Negli ultimi giorni, la questione dell’indennizzo agli obbligazionisti portatori di titoli subordinati delle quattro banche fallite, (Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio e Cassa di Risparmio di Chieti) si è molto ingarbugliata e sta prendendo una piega ancora peggiore per tutti i soggetti implicati.
Il previsto fondo di solidarietà, che pareva in un primo momento poter indennizzare la gran parte dei danneggiati sebbene con una quota non elevata, sarà invece orientato a garantire un indennizzo elevato solo a chi versa in stato di bisogno, facendo rimanere all’asciutto tutti gli altri.

Riepiloghiamo i fatti e le cifre. I bond subordinati in mano al pubblico “al dettaglio” ammontano a 350-400 milioni, mentre la dotazione del fondo, finanziato dalle banche, è di 100 milioni e pare sarà aumentata a 130 milioni. Restano comunque esclusi dai rimborsi almeno 250 milioni di euro in titoli posseduti da un pubblico stimato in 13.000 investitori.

Il meccanismo ideato dal Governo per far accedere al fondo di solidarietà per gli obbligazionisti subordinati delle quattro banche è quello di un arbitrato che stabilisca se c’è stata vendita corretta oppure no.

Ebbene, da anni esisteva un analogo Istituto preposto ad intervenire proprio in casi del genere e che prevedeva l’accesso a seguito di un arbitrato.
Nell’ottobre del 2007, in osservanza a quanto disposto dalla legge sul risparmio del 2005, precisamente dall’articolo 27, commi 1 e 2, della legge 28/12/2005, n. 262,  era stato previsto che presso la Consob fosse istituito un particolare Fondo di Garanzia. Tale Fondo poteva essere chiamato ad indennizzare un risparmiatore che avesse vinto una causa oppure un arbitrato riguardo i servizi di investimento nei confronti di un intermediario e che non fosse stato da questi risarcito.

Il Fondo era stato poi istituito dal Decreto Legislativo 8/10/2007, n. 179, lo stesso decreto che ha istituito la Camera arbitrale presso la Consob.

Il Fondo di Garanzia presso la Consob era “destinato all’indennizzo.… dei danni patrimoniali causati dalla violazione, accertata con sentenza passata in giudicato, o con lodo arbitrale non più impugnabile, delle norme che disciplinano le attività di cui alla parte II del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58”.

Si trattava esattamente della stessa procedura che il Governo intende attuare per le obbligazioni subordinate dei quattro istituti finiti in dissesto!

Perché parliamo al passato di questo Fondo di Garanzia? La legge di Stabilità 2016 appena approvata ne ha previsto la cancellazione, dirottandone la diponibilità finanziaria ad un nuovo fondo per la tutela stragiudiziale dei risparmiatori e agli investitori che consentirà l’accesso al nascente Organismo Arbitrale Consob in forma del tutto gratuita contro i cento euro inizialmente previsti.

E’ sufficiente, quindi, riattivare il Fondo di Garanzia presso la Consob per consentire l’indennizzo di tutti gli obbligazionisti delle quattro banche fallite che ne hanno il diritto, dopo che un arbitrato lo abbia accertato.

Non finisce qui. La decisione consentirebbe l’indennizzo ai danneggiati da altri crack di intermediari, quali Banca Network Investimenti ed Européenne de Gestion Privée (Egp), falliti e non in grado di risarcire i clienti. Il pubblico interessato è quindi vastissimo.

Il Fondo di Garanzia presso la Consob non era mai stato avviato perché la sua dotazione finanziaria era troppo scarsa. Veniva infatti alimentato dalla metà degli importi delle sanzioni annualmente comminate agli intermediari per le violazioni relative alla prestazione dei servizi di investimento alla clientela, in genere meno di un milione l’anno.

E’ possibile risolvere la mancanza di adeguata dotazione economica riattivando il Fondo di Garanzia presso la Consob e dotarlo di somme anch’esse in origine destinate al risarcimento di crack finanziari. Stiamo parlando del fondo previsto dall’articolo 1, comma 343, della legge finanziaria 2006, ossia la legge 23/12/2005, n. 266, per indennizzare i risparmiatori che, investendo sul mercato finanziario, erano rimasti vittime di frodi. Il fondo avrebbe dovuto indennizzare i tanti incappati nei crack quali Argentina, Parmalat, ecc. utilizzando i rapporti (conti correnti, libretti, dossier titoli, polizze, ecc.) giacenti presso gli intermediari e non più reclamati dagli aventi diritto, vale a dire i rapporti dormienti.

Quel fondo non ha mai visto la luce -la prevista Commissione fu costituita ma si sciolse per l’impossibilità di adempiere al mandato- perché l’ammontare dei rapporti dormienti ad esso devoluti fu di circa due miliardi, briciole rispetto alle perdite da risarcire. Anche per questo motivo, nel tempo la sua disponibilità è stata utilizzata per altri scopi quali il finanziamento della social card, della stabilizzazione dei precari della Pubblica Amministrazione, del fondo esuberi Alitalia e della ricerca scientifica, al punto tale che a febbraio 2010 il residuo disponibile era di seicento milioni.

Il 30 luglio 2014, in risposta ad un’interrogazione in Commissione Finanze della Camera di iniziativa Aduc e presentata dai deputati Sara Moretto e Marco Causi, il Ministero dell’Economia aveva affermato che alla voce dedicata nel proprio bilancio non era iscritta alcuna somma e che occorreva attendere la prescrizione del termine per gli aventi diritto a recuperare i rapporti dormienti per registrare un importo che sia affidabile. Una risposta alquanto elusiva.

Quanto occorre per indennizzare tutti gli aventi diritto? Possiamo ragionevolmente stimare che il tetto di intervento del Fondo venga dalla Consob fissato ad almeno 50mila euro che rappresenta il nuovo minimo previsto dalla Direttiva U.E. sui sistemi di indennizzo degli investitori (anche se non si riferisce alla medesima tipologia di fondo), se non a 100mila euro per ciascun cliente.

E’ probabile che l’attuale residuo del Fondo Rapporto Dormienti non sia sufficiente a coprire gli oneri dell’intervento del ripristinato Fondo di Garanzia presso la Consob, ma l’eventuale eccedenza può essere reperita senza eccessive complicazioni. Basta volerlo.

A proposito della procedura di arbitrato, ribadiamo che la scelta del Governo di affidarla alla Camera Arbitrale presso l’Autorità Nazionale Anticorruzione ci appare poco oculata, poiché i componenti non sono esperti in diritto finanziario: http://investire.aduc.it/articolo/fondo+risparmiatori+traditi+servono+arbitri_23748.php

Rammentiamo infine a coloro che sono stati coinvolti in questa vicenda, che Aduc mette a disposizione un servizio gratuito di primo intervento legale http://www.aduc.it/iniziative/firma/id/8

Giuseppe D’Orta, Responsable Aduc per la Tutela del Risparmio

Dic 07 2015

I Fondi di garanzia e gli obbligazionisti delle 4 banche salvate

In questi giorni è un gran parlare sulla costituzione di un nuovo Fondo che restituisca un 30% delle obbligazioni emesse dalla 4 banche (B. Marche, B. Pop. Etruria, Cassa Risp. Ferrara e Cassa Risp. Chieti) che sono state azzerate nel loro valore.

Il bello è che i politici vogliono costituire un nuovo fondo quando già esiste il Fondo di Tutela delle Vittime di Crack Finanziari istituito con la legge 266-05 (Finanziaria 2006). Ed esiste anche il Fondo Nazionale di Garanzia (Legge 415-1996) che dovrebbe rimborsare il risparmiatore in caso di fallimento e/o Amministrazione coatta amministrativa della banca, Sim, Sgr aderente all’organismo sino all’importo di 20.000 Euro. (Sul loro sito parlano ancora di 20.000 Ecu). In quest’ultimo fondo non risulta aderente Banca Marche.

La beffa per gli obbligazionisti delle 4 banche è che le disponibilità del Fondo vittime di crack finanziari è prossimo allo zero perché in tutti questi anni la classe politica ha pensato di utilizzare le risorse nei modi più creativi che nulla avevano a vedere che lo scopo istitutivo del fondo.

Del secondo Fondo credo che esista solo sulla carta perché in tutti questi anni non ho mai avuto notizia di un suo intervento.

Sarebbe ora che la classe politica iniziasse a spiegare la finalità di questi Fondi e l’utilizzo delle risorse finanziarie che dovevano trovarsi al loro interno ma spesi in  modo differenti dai fini istituzionali (spese autorizzate da leggi dello Stato).

Ed ora il Governo non sa dove trovare le risorse per un minimo risarcimento a persone che non hanno alcuna colpa su quello che è accaduto, mentre chi doveva vigilare dormiva beatamente.

Dic 02 2015

Salvataggio 4 banche e gli obbligazionisti abbandonati

Il salvataggio delle 4 banche (B. Marche, B. Pop. Etruria, Cassa Risp. Ferrara e Cassa Risp. Chieti) ha portato all’azzeramento delle obbligazioni subprime emesse dalle banche di cui sopra.

Subito si è scoperto che buona parte di queste obbligazioni sono state sottoscritte dai piccoli risparmiatori clienti delle 4 banche. Questi risparmiatori hanno sottoscritto questi titoli perché consigliati dagli impiegati delle stesse banche.

Bisogna tener conto che prima del boom delle obbligazioni emesse dalle banche la raccolta a medio termine veniva effettuata con certificati di deposito (prodotto garantito in caso di fallimento bancario sino a 100.000 euro). Poi molti anni fa Banca d’Italia “consigliò” alle banche di non emettere più certificati di deposito ma di collocare obbligazioni (titoli non garantiti in caso di fallimento bancario). E siccome questo particolare ai risparmiatori non è stato mai spiegato sottoscrivevano le obbligazioni pensando di essere garantiti come i certificati di deposito.

In Italia esiste il Fondo vittime delle frodi finanziarie istituito con la legge 266/05 (Legge finanziaria 2006) che viene alimentato ogni anno dai conti dormienti.

Ora se il Governo volesse venire incontro agli obbligazionisti che si sono ritrovati con carta straccia in mano. Il Governo potrebbe pensare di risarcire i risparmiatori che hanno sottoscritto queste obbligazioni presso la stessa banca emittente sino ad un importo di 100.000 euro. Sperando che nel Fondo gestito da Consap ci siano disponibilità. Si tenga presente che negli anni passati le disponibilità del Fondo sono stati utilizzati nei più svariati modi che nulla avevano a che vedere con lo scopo istitutivo del Fondo.

Le polizze dormienti anche se rimborsate da Consap sono state alimentate da finanziamenti ad hoc e non prelevati dal Fondo.

Ora il Fondo potrebbe essere utilizzato per il suo scopo istitutivo sempre che abbia disponibilità liquide.

Apr 14 2015

Polizze dormienti la risposta del Ministro Guidi

Facendo seguito al precedente post dell’interrogazione dell’On. Sberna pubblico l’intervento del Ministro Federica Guidi sulla prescrizione delle polizze dormienti.

(Iniziative a favore dei consumatori danneggiati a seguito delle modifiche intervenute in materia di termine di prescrizione delle polizze vita cosiddette «dormienti»
– n. 3-01420)

  PRESIDENTE. L’onorevole Sberna ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01420, concernente iniziative a favore dei consumatori danneggiati a seguito delle modifiche intervenute in materia di termine di prescrizione delle polizze vita cosiddette «dormienti» (Vedi l’allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), per un minuto.

  MARIO SBERNA. Grazie, Presidente. Gentile Ministra, il tema è a lei ben noto: questo termine di prescrizione di due anni era decisamente insufficiente per far rinascere le polizze «dormienti» che, non dimentichiamolo, erano frutto di anni di sacrifici di tante persone. Questo termine è stato giustamente rivisto e riportato a dieci anni, per poter far valere il proprio diritto, ma anche all’interno dei dieci anni sono stati emessi due bandi tramite la Consap che hanno tolto, di fatto, la possibilità di avere il giusto frutto del proprio lavoro e del proprio sacrificio agli eredi; mi riferisco al periodo dal 1o gennaio 2010 al 20 ottobre 2012, che è la data dell’entrata in vigore della legge n. 179 del 2012. A questo punto non posso che chiederle a quando un nuovo bando, il terzo ed ultimo bando, che consenta di riportare giustizia a queste persone così gravemente ed evidentemente dimenticate.

  PRESIDENTE. La Ministra dello sviluppo economico, Federica Guidi, ha facoltà di rispondere.

  FEDERICA GUIDI, Ministra dello sviluppo economico. Grazie, Presidente, in via preliminare, vorrei intanto precisare che, diversamente da quanto previsto per i cosiddetti conti «dormienti», per i quali a determinate condizioni si può richiedere la restituzione dei fondi versati per la scadenza del termine al fondo, di cui alla legge n. 266, del 23 dicembre 2005, per le cosiddette, invece, polizze «dormienti», non esiste un’analoga previsione legislativa, per cui l’iniziativa del Ministero cui fa riferimento l’onorevole interrogante non è in senso stretto un rimborso, in alcun modo dovuto, bensì un indennizzo disposto su iniziativa volontaria al fine di ridurre situazioni di grave disagio verificatesi per i consumatori interessati.
Con tale iniziativa si è, quindi, utilizzato il valore di rimborso solo come limite di riferimento per l’indennizzo, tanto che il secondo dei due bandi a tal fine adottati ha determinato indennizzi in misura percentualmente inferiore a tale valore. Preciso, inoltre, che i fondi con cui è intervenuto il Ministero per indennizzare i consumatori danneggiati dalla riduzione del termine delle prescrizione, derivano dalla riassegnazione delle entrate connesse alle sanzioni comminate dall’Antitrust per comportamenti anticoncorrenziali, o pratiche commerciali scorrette e ingannevoli, e destinate, ai sensi di legge, al finanziamento di iniziative a vantaggio dei consumatori.
L’importo, che è stato destinato al rimborso delle polizze «dormienti», ha impiegato risorse per 7 milioni 600 mila euro. I due bandi per le richieste di indennizzo, al fine di assicurare una corrispondenza tra potenziali beneficiari e risorse disponibili, hanno utilizzato come criterio di ammissione la data di scadenza della polizza, ritenendo che quelle scadute in data più prossima alle modifiche normative intervenute, relativamente alla prescrizione, con effetti in parte retroattivi, dovessero essere tutelate prioritariamente, poiché la mancata richiesta di pagamento prima della prescrizione potrebbe essere stata verosimilmente dovuta a una carenza di informazione adeguata sulle intervenute modifiche normative.
Occorre, inoltre, evidenziare che il fondo a favore dei consumatori, da un lato, è prioritariamente utilizzato per finanziare iniziative connesse all’assolvimento di obblighi europei posti in capo al Ministero in materia di tutela dei consumatori, che spesso non trovano adeguata copertura negli ordinari stanziamenti di bilancio, dall’altro lato, il medesimo fondo non è stato più adeguatamente finanziato negli ultimi anni, in particolare per effetto di singole leggi successive, che hanno destinato gran parte delle relative entrate, legislativamente e permanentemente dedicate a tale generale finalità a favore dei consumatori, invece a copertura finanziaria di diverse, specifiche finalità legislative estranee a tale originaria destinazione.
Comunque, in conclusione, ritengo di poter impegnare il Ministero a valutare l’esigenza rappresentata dall’interrogante a tenerne conto nella ripartizione dei fondi per iniziative a favore dei consumatori, da sottoporre ai prescritti pareri parlamentari, a condizione che nel 2015 siano riassegnate all’apposito fondo gestito dal Mise somme congrue a soddisfare le predette esigenze e le altre esigenze prioritarie che normalmente sono finanziate con i fondi in questione, anche utilizzando la parte residua delle entrate non utilizzate nel 2014 ovvero le nuove entrate nel frattempo acquisite.

  PRESIDENTE. L’onorevole Sberna ha facoltà di replicare per due minuti.

  MARIO SBERNA. Grazie, Presidente. Gentile Ministro, lei sa anche molto bene che gli intermediari avevano l’obbligo di comunicare la prescrizione e che moltissimi non lo hanno fatto. Quindi, oltre che un’iniquità, c’è anche una mancanza da parte degli intermediari che è gravissima. Tra l’altro, essi dovrebbero rispondere direttamente di questo.
Io credo che, comunque, dalle sue stesse parole la proporzionalità con la quale è stato rimborsato ad alcuni significa che evidentemente questi fondi non erano sufficienti. E non erano sufficienti a coprire – ripeto ancora una volta –, comunque la si voglia vedere, la restituzione – io utilizzo questo termine – di soldi che erano di queste famiglie, che erano di gente che ha fatto anni di sacrifici per metterli via, gente che voleva destinarli ai propri famigliari, ma si ritrovano ad essere destinati a vari fondi.
Quindi, mi auguro davvero che il suo auspicio diventi un dato di fatto al più presto, già con la prossima legge di stabilità, perché questa gente veramente lo merita.

Mag 30 2014

Ulteriore interrogazione parlamentare sui conti dormienti

E’ stata presentata un’interrogazione parlamentare da parte dell’On. Sara Moretto (Pd) su due fondi che dovrebbero tutelare i rispiarmiatori ed invece sono stati utilizzati per altri scopi.

L’On. Moretto dovrebbe sapere che per scarsa informazione da parte delle compagnie assicurative molti beneficiari di polizze assicurative si sono visti trasferire i loro soldi al Fondo Vittime dei crack finanziari ed aspettano ancora oggi il rimborso dei loro soldi.

L’On. Moretto farebbe bene anche ad occuparsi di questo problema come è già stato fatto da alcuni suoi colleghi di partito.

Di sotto il testo dell’interrogazione.

 

MORETTO. — Al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
l’articolo 1, comma 343, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006) istituisce un fondo, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, a decorrere dall’anno 2006, per indennizzare i risparmiatori che, investendo sul mercato finanziario, sono rimasti vittime di frodi finanziarie e che hanno sofferto un danno ingiusto non altrimenti risarcito;
il Fondo è alimentato, previo versamento al bilancio dello Stato, dall’importo dei conti correnti e dei rapporti bancari definiti come dormienti all’interno del sistema bancario nonché del comparto assicurativo e finanziario, definiti con regolamento adottato su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze;
con decreto del Presidente della Repubblica del 22 giugno 2007, n. 116, è stato emanato il regolamento di attuazione con il quale si stabiliscono i criteri per la definizione dei conti cosiddetti dormienti e le modalità di rilevazione dei predetti conti e rapporti;
a seguito di ulteriore modifica alla disciplina di riferimento, l’articolo 3, del decreto-legge 28 agosto 2008, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 2008, n. 166, ha previsto che nel fondo di garanzia per le vittime di frodi finanziarie sopra citato, confluiscano, oltre ai rapporti definiti come dormienti, anche gli importi degli assegni circolari non riscossi entro il termine di prescrizione, gli importi delle polizze assicurative prescritte e gli importi dovuti ai beneficiari di buoni postali fruttiferi, emessi dopo il 14 aprile 2001 e non reclamati entro il termine di prescrizione del relativo diritto;
una parte di tali rapporti è ancora a disposizione degli aventi diritto poiché non ancora prescritta, mentre un’altra parte è costituita da rapporti prescritti sin dal momento in cui sono divenuti «dormienti» ed anche da rapporti «dormienti» successivamente prescritti in quanto decorso il termine utile per reclamarli;
il fondo destinato al risarcimento delle vittime di frodi finanziarie è stato negli ultimi anni utilizzato per scopi estranei alla originaria finalità quali ad esempio il finanziamento della cosiddetta social card, la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione e il finanziamento del fondo esuberi di Alitalia;
ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, è istituito presso la Consob il fondo di garanzia per i risparmiatori e gli investitori, destinato all’indennizzo dei danni patrimoniali causati ai clienti a seguito dei dissesti degli intermediari cui si sono rivolti;
detto fondo, a distanza di anni dalla sua istituzione, non è ancora operativo a causa della insufficiente dotazione finanziaria, essendo il fondo finanziato esclusivamente con il versamento della metà degli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate per la violazione delle norme che disciplinano le attività degli intermediari;
per migliorare il coordinamento e la gestione dei due citati fondi sarebbe auspicabile rafforzare il fondo di garanzia istituito presso la Consob, consentendone finalmente l’attivazione, anche prevedendo la possibilità di far confluire nel fondo di garanzia le disponibilità dei «rapporti dormienti» e ampliandone l’operatività al fine di indennizzare anche i risparmiatori vittime di frodi finanziarie –:
a quanto ammontino complessivamente le risorse provenienti dai conti «dormienti» versate dagli intermediari al Ministero dell’economia e delle finanze e quante risorse del fondo siano attualmente disponibili;
quali iniziative, anche normative, intenda adottare per migliorare il coordinamento e la gestione dei due citati fondi a tal fine prevedendo una adeguata integrazione delle dotazioni finanziarie necessaria al funzionamento ovvero l’accorpamento dei due fondi in modo da poter disporre concretamente delle risorse necessarie agli scopi previsti dalla legge.
(5-02863)

 

Gen 16 2014

Consap aggiorna la pagina sui “rapporti dormienti”

Sul sito della Consap è stata aggiornata la pagina sui c.d. “rapporti dormienti” che riporto di sotto per comodità dei lettori di questo Blog.

Consap potrebbe anche pubblicare sul proprio sito un comunicato che riporti in modo ufficiale le cifre dell’ultimo rimborso delle c.d. polizze dormienti e di comunicare la percentuale del riparto.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze – presso il quale è stato istituito il Fondo di cui all’art. 1, comma 343, della legge n. 266/2005 – ha affidato a Consap, a decorrere dal 14 giugno 2010, la gestione delle domande di rimborso di somme affluite al predetto Fondo (c.d. “rapporti dormienti”).

L’istanza di rimborso dei rapporti dormienti (consultabili sui siti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e di Consap) può essere inoltrata dagli aventi diritto senza dover ricorrere all’attività di intermediari.

Al riguardo, si segnala che agenzie e/o terzi che contattano gli interessati alla restituzione di importi affluiti al Fondo Rapporti Dormienti non sono stati incaricati né dal Ministero dell’Economia e delle Finanze né da Consap.

Consap procederà all’esame delle domande secondo l’ordine di arrivo e provvederà a richiedere i documenti necessari – laddove non presentati – per l’istruttoria delle pratiche.

Nell’apposita sezione vengono riportate la normativa e le circolari ministeriali in materia.

Non è previsto il rimborso:

  • ai beneficiari degli importi relativi ai contratti di assicurazione sulla vita (polizze vita);
  • ai beneficiari dei buoni fruttiferi postali non riscossi entro il termine di prescrizione decennale;
  • ai beneficiari degli assegni circolari, una volta decorso il termine di prescrizione triennale di cui all’art. 84, comma 2 del Regio Decreto 21.12.1933, n. 1736;
  • agli ordinanti degli assegni circolari, una volta decorso il termine di prescrizione decennale dalla data di emissione del titolo di cui all’art. 2946 c.c..

Possono richiedere la restituzione di somme affluite al Fondo:

  • i titolari dei rapporti dormienti di cui all’art. 2 del DPR 22 giugno 2007, n. 116, (depositi di somme di denaro e depositi di strumenti finanziari) e i loro aventi causa (es. eredi);
  • gli ordinanti degli assegni circolari di cui all’art. 1, comma 345-ter della Legge 23.12.2005, n. 266 e i loro aventi causa entro dieci anni dalla data di emissione del titolo.

In dettaglio, le fattispecie rimborsabili per gli aventi diritto sono elencate dalla lettera A alla lettera G.

Per gli aventi diritto

A) Richiedente l’emissione di Assegni Circolari

B) Titolare di Libretto Nominativo

C) Titolare di Certificato di Deposito Nominativo

D) Titolare di Conto Corrente

E) Titolare di Fondo di investimento o altro strumento finanziario

F) Titolare di Libretto al Portatore

G) Titolare di Certificato di Deposito al Portatore

Per gli intermediari

Domanda di rimborso per somme erroneamente devolute al Fondo di cui all’art. 1 del Dpr 116/2007

CLICCA QUI per scaricare la domanda.

Istruzioni sulla modalità di adempimento degli obblighi informativi a carico degli Intermediari Finanziari.

Ott 20 2013

Polizze dormienti verso il riparto per il secondo bando

Con un pò di ritardo da quando ho avuto questa notizia, vi informo che le domande di rimborso per il secondo bando Consap sono state superiori alla cifra disponibile. Quindi i rimborsi averranno pro quota, al momento non sono in grado di dirvi la percentuale di rimborso.

Al momento non sono previsti ulteriori bandi per il rimborso delle polizze dormienti.

Un grazie particolare al Dr. Antonio Lirosi, responsabile consumatori del Pd.

A causa di miei problemi personali il Blog viene aggiornato molto lentamente e di rado e molto probabilmente sarà chiuso.

Ago 19 2013

Polizze dormienti ultimi giorni per richiedere il rimborso

Ricordo che il prossimo 13 settembre scade il termine per richiedere a Consap il rimborso delle polizze dormienti prescritte nel periodo 1 gennaio 2006 al 31 dicembre 2009 e devolute al Fondo vittime crack finanziari.

Questa volta le richieste di rimborso dovrebbero essere superiori al primo bando perchè molte compagnie hanno comunicato l’uscita del nuovo bando ai propri assicurati con avvisi web ed ad personam (pochi).

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