Posts tagged: Governo

Dic 07 2015

I Fondi di garanzia e gli obbligazionisti delle 4 banche salvate

In questi giorni è un gran parlare sulla costituzione di un nuovo Fondo che restituisca un 30% delle obbligazioni emesse dalla 4 banche (B. Marche, B. Pop. Etruria, Cassa Risp. Ferrara e Cassa Risp. Chieti) che sono state azzerate nel loro valore.

Il bello è che i politici vogliono costituire un nuovo fondo quando già esiste il Fondo di Tutela delle Vittime di Crack Finanziari istituito con la legge 266-05 (Finanziaria 2006). Ed esiste anche il Fondo Nazionale di Garanzia (Legge 415-1996) che dovrebbe rimborsare il risparmiatore in caso di fallimento e/o Amministrazione coatta amministrativa della banca, Sim, Sgr aderente all’organismo sino all’importo di 20.000 Euro. (Sul loro sito parlano ancora di 20.000 Ecu). In quest’ultimo fondo non risulta aderente Banca Marche.

La beffa per gli obbligazionisti delle 4 banche è che le disponibilità del Fondo vittime di crack finanziari è prossimo allo zero perché in tutti questi anni la classe politica ha pensato di utilizzare le risorse nei modi più creativi che nulla avevano a vedere che lo scopo istitutivo del fondo.

Del secondo Fondo credo che esista solo sulla carta perché in tutti questi anni non ho mai avuto notizia di un suo intervento.

Sarebbe ora che la classe politica iniziasse a spiegare la finalità di questi Fondi e l’utilizzo delle risorse finanziarie che dovevano trovarsi al loro interno ma spesi in  modo differenti dai fini istituzionali (spese autorizzate da leggi dello Stato).

Ed ora il Governo non sa dove trovare le risorse per un minimo risarcimento a persone che non hanno alcuna colpa su quello che è accaduto, mentre chi doveva vigilare dormiva beatamente.

Dic 02 2015

Salvataggio 4 banche e gli obbligazionisti abbandonati

Il salvataggio delle 4 banche (B. Marche, B. Pop. Etruria, Cassa Risp. Ferrara e Cassa Risp. Chieti) ha portato all’azzeramento delle obbligazioni subprime emesse dalle banche di cui sopra.

Subito si è scoperto che buona parte di queste obbligazioni sono state sottoscritte dai piccoli risparmiatori clienti delle 4 banche. Questi risparmiatori hanno sottoscritto questi titoli perché consigliati dagli impiegati delle stesse banche.

Bisogna tener conto che prima del boom delle obbligazioni emesse dalle banche la raccolta a medio termine veniva effettuata con certificati di deposito (prodotto garantito in caso di fallimento bancario sino a 100.000 euro). Poi molti anni fa Banca d’Italia “consigliò” alle banche di non emettere più certificati di deposito ma di collocare obbligazioni (titoli non garantiti in caso di fallimento bancario). E siccome questo particolare ai risparmiatori non è stato mai spiegato sottoscrivevano le obbligazioni pensando di essere garantiti come i certificati di deposito.

In Italia esiste il Fondo vittime delle frodi finanziarie istituito con la legge 266/05 (Legge finanziaria 2006) che viene alimentato ogni anno dai conti dormienti.

Ora se il Governo volesse venire incontro agli obbligazionisti che si sono ritrovati con carta straccia in mano. Il Governo potrebbe pensare di risarcire i risparmiatori che hanno sottoscritto queste obbligazioni presso la stessa banca emittente sino ad un importo di 100.000 euro. Sperando che nel Fondo gestito da Consap ci siano disponibilità. Si tenga presente che negli anni passati le disponibilità del Fondo sono stati utilizzati nei più svariati modi che nulla avevano a che vedere con lo scopo istitutivo del Fondo.

Le polizze dormienti anche se rimborsate da Consap sono state alimentate da finanziamenti ad hoc e non prelevati dal Fondo.

Ora il Fondo potrebbe essere utilizzato per il suo scopo istitutivo sempre che abbia disponibilità liquide.

Nov 25 2015

Riflessione sul salvataggio delle 4 banche

Nei giorni scorsi il Governo ha autorizzato il salvataggio di 4 banche (Banca Marche, Banca Pop. Etruria, Cassa Risparmio Ferrara e Cassa Risparmio Chieti) separando la parte sana di questi istituti dai crediti deteriorati che sono confluiti in una “Bad Bank” alla quale sono confluite anche le obbligazioni subordinate emesse dalle banche di cui sopra.

Questo ha comportato un notevole danno ai possessori delle obbligazioni subordinate delle 4 banche. Si parla di circa 100.000 obbligazionisti per un importo di svariati miliardi di euro.

Questa operazione anticipa cosa succederà ai possessori di obbligazioni in caso di fallimenti bancari  (Bail-in) con le nuove norme che entreranno in vigore dal prossimo 1 gennaio. In questo salvataggio si sono salvati i correntisti con depositi superiori a 100.000 euro (anche se credo che non esiste alcun correntista di quelle banche che abbia un deposito superiore ai 100.000 euro).

Quest’avvenimento deve far riflettere i risparmiatori a seguire delle piccole accortezze ad acquistare determinati prodotti.

Innanzitutto sul conto corrente è meglio tenere solo la liquidità che serve per le esigenze familiari. E’ meglio mettere la liquidità eccedente su fondi monetari e/o obbligazionari. Evitare di acquistare in modo diretto obbligazioni bancarie e/o societarie, se si vuole investire parte dei propri risparmi su questi titoli è consigliabile farlo in mondo indiretto con Fondi e/o Sicav che investono su questa tipologia di prodotti. Questi strumenti avendo delle limitazioni a detenere nei propri portafogli non più del 5% di un determinato emittente diluiscono le perdite nel caso si trovassero a detenere titoli di qualche banca o società che fallisse. Quindi la perdita per il sottoscrittore sarebbe molto modesta e del tutto insignificante.

Nov 11 2015

Fondo interbancario tutela depositi

In questo periodo si sente un gran parlare del Fondo interbancario tutela depositi per questi motivi: il primo motivo perché dal prossimo 1 gennaio se una banca fallisce il fondo garantirà i depositi sino a 100.000 euro per la clientela privata. Il secondo motivo è su un suo intervento per il salvataggio di alcune banche in difficoltà (Banca Marche, Banca Pop. Etruria, Cassa Risparmio Ferrara e Cassa Risparmio Chieti).

La questione è che in una recente audizione al Senato alla commissione finanze (27 ottobre 2015) il presidente del fondo, prof. Salvatore Maccarone, ha dichiarato che il fondo potrà intervenire sino a 2,5 miliardi di euro e non sarà in grado di operare sino a 12,5 miliardi anche per salvaguardare gli obbligazionisti delle banche in difficoltà di cui sopra.

L’intervento è corretto perché il fondo deve garantire solo i depositi (conti correnti, libretti di deposito, certificati di deposito) ma non le obbligazioni. Queste ultime in Italia sono garantite solo dalla Banche di Credito Cooperativo con un apposito fondo. Quindi il salvataggio delle quattro banche dovrebbe riguardare solo i depositi e non le obbligazioni salvo decisioni di altra natura che dovranno essere autorizzate dalle autorità competenti (Banca d’Italia, Governo, Commissione Ue), questo se il salvataggio avverrà entro il prossimo 31 dicembre mentre da gennaio si dovrà seguire la normativa Europea.

Ricordo che il fondo in caso di crisi di una banca chiama a raccolta le altre banche per intervenire  non avendo un patrimonio proprio, questo potrebbe creare qualche grossa difficoltà per intervenire in caso di salvataggio di qualche grossa banca.

Questo dovrebbe far riflettere sulle reali capacità del fondo in caso di grosse crisi bancarie e fare in modo che il fondo inizi a costituirsi un proprio patrimonio da utilizzare in modo autonomo e non chiamando a raccolta il sistema bancario quando si verifichi una crisi nella quale dovrà intervenire.

Mag 21 2014

Covip ricostituzione collegio

Con l’attribuzione al Dott. Rino Tarelli dell’incarico a Presidente della Commissione e con la nomina dei due Commissari l’avv. Antonella Valeriani e il Dott. Francesco Massicci, si è ricostituito il collegio della COVIP. Gli incarichi sono stati conferiti con decreti del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio di ministri.

Ma il Governo non vuole chiudere Covip? Se hanno intenzione di chiuderlo invece di ricostituire il collegio avrebbero fatto prima a liquidare e trasferire le competenze ad altro organismo.

Feb 04 2014

Antonio Lirosi nominato Segretario Generale del Ministero Sviluppo Economico

Il Dr. Antonio Lirosi à stato nominato dal Consiglio dei Ministri Segretario Generale del Ministero dello Sviluppo Economico.

I lettori di questo Blog ricorderanno l’impegno profuso dal Dr. Lirosi nel cercare di risolvere l’annoso problema delle c.d. polizze dormienti. Speriamo che questo impegno continui nel futuro per risolvere definitivamente la questione delle polizze dormienti.

Gli auguri del Blog al Dr. Lirosi per un proficuo lavoro nel nuovo prestigioso incarico.

 

Gen 30 2014

Crack Madoff rimborso per 4,5 miliardi di Dollari

Il Governo degli Stati Uniti ha stanziato fondi per 4,5 miliardi di Dollari (fondi rinvenienti da sequestri di beni riconducibili a Madoff) per dare un risarcimento ai sottoscrittori di prodotti finanziari riconducibili al crack di Madoff esclusi dal fallimento. Anche quelli che hanno avuto un risarcimento dal fallimento hanno diritto a richiedere il rimborso.

Per informazioni più dettagliate consultare il sito www.madoffvictimfund.com/ dove è reperibile tutta la documentazione ed i moduli necessari per il rimborso. E dove si possono consultare le Faq.

Le domande dovranno pervenire entro il 28 febbraio 2014.

Questo succede negli Stati Uniti mentre in Italia anche in presenza del Fondo vittime crack finanziari non è mai stato fatto un bando per risarcire i sottoscrittori di strumenti finanziari della Cirio, Parmalat, Argentina etc.

Dic 06 2012

Fiducia al Senato al DL 179/2012

Il Senato ha concesso la fiducia al Governo sul DL 179/2012. Nel maxiemendamento che ha quasi riscritto il decreto sviluppo 2 la norma della prescrizione sulle polizze vita è rimasta a 10 anni, mentre per le polizze danni è rimasta a 2 anni.

Gli agenti assicurativi non sono tenuti ad iscriversi all’OAM, questa norma nei fatti vale anche per la stragrande maggioranza dei promotori finanziari essendo questi ultimi  quasi tutti iscritti al Rui.

 

Dic 05 2012

Governo pone fiducia sul decreto Sviluppo 2

Il Governo ha posto la fiducia al Senato sul DL 179/2012 (Sviluppo 2). Secondo voci la fiducia sarebbe chiesta anche alla Camera dei Deputati.

Il decreto dovrà essere convertito in legge entro il 18 dicembre pena la decadenza.

Dic 04 2012

Un’anomalia nel sistema dei pagamenti

Nei giorni scorsi il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, in un’audizione al Senato ha sollevato un problema che il Governo con una norma inserita nel decreto sulla Pubblica Amministrazione favorisse Poste Italiane perché le PA potevano scegliere di inserire il codici Iban o il numero del conto corrente postale a loro piacimento per ricevere i pagamenti.

Se l’Antitrust facesse rispettare gli impegni assunti da Poste Italiane nei suoi confronti il problema non avrebbe modo di essere sollevato. Il presidente Pitruzzella dovrebbe ricordarsi che esiste il procedimento A414 del dicembre 2009 nel quale Poste Italiane si impegnava a stampare il codice Iban su tutti i bollettini postali.

Considerato che sono passati ben 3 anni e Poste Italiane si sono dimenticate di ottemperare a questo impegno sottoscritto con l’Antitrust perché il presidente Pitruzzella non sanzioni Poste Italiane invece di prendersela con il Governo?

Se il procedimento A414 sarebbe stato attuato sui bollettini postali ci sarebbero stati anche i codici Iban e Poste Italiane non avrebbe ricevuto alcun favoritismo da parte del Governo,  i consumatori avrebbero gradito il risparmiarsi di fare una fila alle Poste ed in alcuni casi anche di risparmiare l’obolo di 1,30 euro per pagare il bollettino.

Obbligando Poste Italiane ad inserire il codice Iban su tutti i bollettini si renderebbe il sistema dei pagamenti omogeneo ed il cittadino potrebbe decidere se effettuare il pagamento in posta, banca o presso altro intermediario autorizzato.

Leggi anche 1 e 2

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