Posts tagged: Fondi pensione

Feb 09 2016

Costruirsi una pensione integrativa

Ho scritto un opuscolo (che potete scaricare dal link a fine articolo) su come crearsi una pensione integrativa.

Troverete una simulazione su come ottenere 1000 euro al mese. I prodotti che si possono utilizzare per raggiungere lo scopo. La simulazione è basata solo sul rendimento finanziario.

Nelle note ci sono anche le tassazioni applicate ai vari prodotti.

L’opuscolo è stato scritto a febbraio 2016 e col tempo bisogna sempre verificare se sono intervenute modifiche sulla tassazione.

Mar 06 2015

Agenzia Entrate emana circolare su tassazione Fondi Pensione

Modifiche alla tassazione dei fondi pensione.

Con la circolare n. 2/E di oggi, l’Agenzia delle Entrate scioglie i dubbi sulle nuove regole in materia di previdenza complementare introdotte dall’articolo 1 della Legge di stabilità 2015 (L. 190/2014). In particolare, il documento di prassi illustra le novità relative all’imposta sostitutiva del 20% sul risultato di gestione maturato nel periodo d’imposta e si sofferma sulle modalità di calcolo della base imponibile su cui applicare l’imposta per tener conto degli investimenti effettuati dai fondi pensione in titoli di Stato, i cui redditi scontano l’aliquota light del 12,50%.
Sostitutiva del 20% sui risultati di gestione
– La legge di stabilità 2015 ha portato al 20% l’aliquota dell’imposta sostitutiva, con effetto dal 1° gennaio 2014. In particolare, la circolare chiarisce che l’aumento della tassazione da applicare al risultato di gestione
riguarda tutte le forme di previdenza complementare:
fondi pensione a contribuzione definita (cioè quelli per cui è certa l’entità dei contributi ma non l’entità della prestazione); o a prestazione definita (è certa l’entità della prestazione, ma l’entità dei contributi varia a seconda delle esigenze del gestore del fondo), comprese le forme pensionistiche individuali e i cosiddetti “vecchi fondi pensione”.
Base imponibile, ecco come si determina
– Il documento di prassi ricorda che l’imposta sostitutiva del 20% si applica sul risultato netto maturato in ciascun periodo d’imposta. Quest’ultimo deve essere calcolato senza considerare tutte quelle operazioni
che nulla hanno a che vedere con i flussi finanziari connessi alla gestione del patrimonio mobiliare del fondo, che vengono quindi ad essere “sterilizzate”. Inoltre, non si applicano nei confronti dei fondi pensione la maggior parte dei prelievi a monte sui redditi di capitale da essi percepiti (ad eccezione dei casi in cui specifiche norme dispongono diversamente): i fondi pensione assumono, in altri termini, la qualifica di soggetto cosiddetto “lordista”.
Titoli di Stato, ecco le regole
– La legge di stabilità 2015 ha modificato anche le regole per determinare la base imponibile su cui applicare
l’imposta sostitutiva, per tenere conto degli investimenti effettuati dai fondi pensione in titoli del debito pubblico, i cui redditi scontano l’aliquota agevolata nella misura del 12,50%. Per non penalizzare da un punto di vista fiscale questo tipo di investimenti da parte dei fondi pensione, i redditi dei titoli di Stato concorrono alla formazione della ba se imponibile nella misura del 62,50%. A questo proposito, la circolare chiarisce che la base imponibile del risultato di gestione delle forme di previdenza complementare deve essere costituita dai redditi effettivamente derivanti dal possesso di questi titoli, realizzati nel corso periodo
d’imposta, inclusi quelli maturati al 31 dicembre dell’anno di riferimento. Aliquota light al 12,50% anche per gli investimenti indiretti in titoli pubblici effettuati dai fondi pensione tramite Organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr) e contratti di assicurazione.
Il documento di prassi, che contiene anche utili esempi per il calcolo dell’imposta sostitutiva, scioglie i dubbi anche sul trattamento fiscale delle posizioni definite nel corso del 2014.

 

Mar 06 2015

Come si applica la prescrizione nei Fondi Pensione

Questa è la risposta di Covip ad un Fondo Pensione in materia di prescrizione.

Oggetto: Quesito in materia di prescrizione dei diritti di riscatto, trasferimento e mantenimento della posizione individuale per perdita dei requisiti di partecipazione

(lettera inviata a un fondo pensione preesistente a contribuzione definita)

Con lettera del … codesto Fondo ha posto un quesito relativo alla prescrittibilità dei diritti di riscatto, trasferimento o mantenimento della posizione individuale a seguito della perdita dei requisiti di partecipazione al Fondo.

In particolare, è stato chiesto se il mancato esercizio del diritto di riscatto, trasferimento o mantenimento della posizione presso il Fondo, nel termine di cinque anni, o in alternativa di dieci anni, dalla data di perdita dei succitati requisiti, determini il maturare della prescrizione estintiva quinquennale (ex 2947 c.c.) o la prescrizione decennale (ex art. 2946 c.c.).

Nel porre il quesito, codesto Fondo muove da una fattispecie concreta, riguardante una richiesta di informazioni relativa all’ammontare della posizione individuale presentata al Fondo da parte di un aderente nel febbraio 2014, dopo più di dieci anni dal verificarsi della situazione di perdita dei requisiti di partecipazione (avvenuta nel 2003).

Come rappresentato nella sopra citata nota, l’aderente durante detto periodo non ha mai esercitato espressamente alcuna facoltà, sicché il Fondo, nel 2008, dopo cinque anni di inerzia da parte del titolare della posizione decorrenti dal verificarsi della situazione di perdita dei requisiti, ha provveduto a cancellare l’iscrizione e a incamerare l’ammontare maturato.

Al riguardo, si osserva preliminarmente che nell’ambito della previdenza complementare non vi sono norme speciali in tema di prescrizione. Trovano pertanto applicazione i principi di carattere generale dettati dal codice civile.

In particolare occorre considerare che, a norma dell’art. 2934 c.c. e seguenti del codice civile la “prescrizione” di un diritto è determinata dall’inerzia del titolare, il quale si astiene dal far valere il proprio diritto per il tempo determinato dalla legge. Il termine di prescrizione comincia a decorrere dal momento in cui il diritto può essere esercitato ed ha la durata ordinaria di dieci anni, ma per particolari rapporti la normativa codicistica stabilisce “prescrizioni brevi” aventi durata inferiore.

La giurisprudenza che si è occupata della questione della prescrizione dei diritti pensionistici nascenti dalla partecipazione alla previdenza complementare si è pronunciata, nello specifico, sul profilo inerente alla prescrizione delle prestazioni pensionistiche erogate sotto forma di rendita periodica. In ordine a tali prestazioni, la giurisprudenza ha fatto leva sulla dimensione privatistica e volontaria dell’iscrizione al fondo per ritenere applicabile ai ratei pensionistici di previdenza complementare la prescrizione quinquennale di cui all’art. 2948 n. 4 c.c., trattandosi di prestazioni da pagarsi periodicamente nell’ambito di un rapporto di origine contrattuale.

Non risultano invece pronunce relative alla prescrizione delle altre prestazioni erogate in unica soluzione.

Il principio della prescrizione quinquennale espresso dalla giurisprudenza per l’ipotesi della rendita pensionistica non sembra, tuttavia, poter riguardare il diverso caso in cui l’iscritto perda i requisiti di partecipazione al fondo prima del pensionamento. In tale eventualità, infatti, non sussistono singoli ratei pensionistici da liquidare, in quanto la perdita dei requisiti di partecipazione prima del pensionamento, ai sensi dell’art. 14 del d.lgs. n. 252 del 2005 – e prima ancora ai sensi dell’art. 10 del d.lgs. n. 124 del 1993 –, dà luogo alla possibilità di esercitare le diverse opzioni previste dall’ordinamento, consistenti nel riscatto o nel trasferimento della posizione.

In questo caso non troverebbe quindi applicazione la prescrizione breve quinquennale ma quella ordinaria decennale (ex art. 2946 c.c.), mentre non può essere in alcun modo invocata l’applicazione dell’art. 2947 c.c., avente riguardo alla diversa ipotesi della prescrizione del risarcimento del danno derivante da fatto illecito, che qui non rileva.

Inoltre, poiché la partecipazione al fondo pensione comporta l’adesione alle disposizioni contrattuali che ne regolano il funzionamento, si ritiene che la disciplina dei diritti e degli obblighi debba essere individuata avendo in primo luogo presente la regolamentazione pattizia del rapporto, nell’ambito della quale per le forme negoziali assumono rilievo le disposizioni che ciascun fondo adotta sulla base dello Schema di Statuto predisposto dalla COVIP e approvato con Deliberazione della Commissione del 31 ottobre 2006.

Sul punto si ha presente che, in base alle previsioni di cui all’art. 12 del citato Schema di Statuto, l’iscritto che perda i requisiti di partecipazione prima del pensionamento può esercitare, oltre alla facoltà del riscatto e trasferimento della posizione, anche la facoltà di mantenere la posizione individuale presso il fondo.

La scelta di mantenere la posizione presso il fondo non necessita di una manifestazione di volontà in forma espressa, desumendosi, per comportamento concludente, dal mancato esercizio delle opzioni alternative del riscatto o del trasferimento della posizione ad altra forma di previdenza complementare.

Sotto tale profilo la Commissione ha avuto modo di esprimersi chiaramente nelle Direttive generali alle forme pensionistiche complementari, approvate il 28 giugno 2006, nelle quali si è rilevato che “in difetto dell’esercizio dell’opzione [di trasferimento o riscatto] da parte dell’iscritto dovrà trovare automatica applicazione la regola del mantenimento della posizione presso la forma pensionistica”.

In conformità a tale affermazione la Commissione si è successivamente pronunciata in una risposta a quesito inviata a un fondo pensione preesistente nel marzo 2011, avente ad oggetto il termine per esercitare il riscatto per perdita dei requisiti dei partecipazione. In tal caso, considerato che le previsioni statutarie della forma pensionistica erano conformi allo Schema di Statuto e in linea con le citate Direttive, la Commissione ha ritenuto che la facoltà di riscattare la posizione permanga in capo all’aderente finché perduri la situazione legittimante l’esercizio della stessa, vale a dire la perdita dei requisiti di partecipazione al fondo pensione.

Per quanto riguarda nello specifico la disciplina adottata da codesto Fondo, si rileva che lo Statuto è stato adeguato allo Schema predisposto dalla COVIP nell’agosto del 2009, successivamente all’incameramento della posizione dell’aderente avvenuto nel 2008.

In base a quanto rappresentato si ritiene che l’incameramento della posizione effettuato da codesto Fondo dopo cinque anni, nel presupposto che il diritto si fosse estinto per prescrizione, non sia conforme alle previsioni di legge in tema di prescrizione ordinaria decennale.

Inoltre, poiché nell’agosto 2009 codesto Fondo ha inserito nel proprio Statuto la previsione del mantenimento della posizione, a decorrere dalla stessa data non avrebbe potuto ritenere prescritti i diritti dell’aderente neanche dopo dieci anni di inerzia, atteso che dal 2009 nel rapporto di partecipazione al Fondo vige la regola del mantenimento automatico della posizione, qualora non vengano esercitate le opzioni alternative del trasferimento o del riscatto della posizione.

Il Presidente f.f.

Mag 19 2014

Come costruirsi un capitale

Molte persone che non dispongono di un capitale ma avendo intenzione di costruirlo molte volte non sanno come fare o utilizzano gli unici strumenti a loro conoscenza quali i libretti postali o bancari ed i Buoni fruttiferi postali, trascurando altre forme di risparmio.

E’ bene premettere che non si devono avere grosse somme ma bastano piccole somme per poter accedere a molti prodotti che nell’immaginario comune si ipotizza che siano riservati a chi già ha dei capitali da investire.

Bastano somme di 50-100 euro per poter iniziare per la costituzione di un capitale e non si è sottoposti a vincoli di durata o di versamenti.

Una volta stabilito il motivo per cui accantonare una piccola somma periodica per costituire il proprio capitale si cercherà il prodotto più adeguato al proprio caso.

Oltre ai già citati libretti postali o bancari e Buoni Fruttiferi postali si ci può orientare verso i fondi comuni di investimento, le Sicav, le polizze vita di capitalizzazione o verso i fondi pensione aperti.

Come si vede la gamma dei prodotti è abbastanza ampia e per scegliere il prodotto più adeguato alle proprie esigenze bisogna anche sapere la motivazione, che possono essere molteplici quali ad esempio: accantonare una somma per i figli; per spese impreviste; per una vecchiaia serena; e per altre infinite esigenze.

Ho scritto quest’articolo in forma molto sintetica per dare una piccola e semplice panoramica a possibili forme d’investimento disponendo di piccole somme.

 

Set 13 2012

Covip – Quesiti in materia di riscatto per cassa integrazione guadagni e mobilità

Oggetto: Quesiti in materia di riscatto per cassa integrazione guadagni e mobilità.

(lettera inviata a un fondo pensione negoziale)

Si fa riferimento alla nota del …, con la quale codesto Fondo ha posto alcuni quesiti in materia di riscatto della posizione individuale.

Con il primo quesito codesto Fondo rappresenta la situazione di alcuni iscritti, già assoggettati alla procedura di cassa integrazione guadagni per i dipendenti delle società del gruppo … in amministrazione straordinaria, che in pendenza della procedura di cassa integrazione guadagni hanno intrapreso nuovi rapporti di lavoro con altre aziende del settore del … e, a seguito della cessazione anche di questi ultimi, abbiano chiesto il rientro nella procedura di cassa integrazione.

Con riferimento a detti lavoratori, viene chiesto se nel computo del termine di 12 mesi di cassa integrazione guadagni che consente di attivare il riscatto parziale della posizione individuale di cui all’art. 14, comma 2 lett. b) del d.lgs. n. 252 del 2005, possano essere fatti valere anche i periodi pregressi di cassa integrazione, non continuativi e antecedenti l’instaurazione dei nuovi rapporti di lavoro.

In proposito si osserva che la necessità del decorso del termine di 12 mesi, prevista dal citato art. 14, comma 2, lett. b) per la sola causale dell’inoccupazione, è stata estesa dalla COVIP, in via interpretativa, alla fattispecie della cassa integrazione guadagni nel documento “Orientamenti interpretativi in merito all’articolo 14, comma 2, lettera b) del decreto legislativo n. 252/2005 sul riscatto della posizione in caso di Cassa integrazione guadagni”, adottati il 28 novembre 2008.

Nel citato documento si è precisato che, in base alla formulazione della norma, possono aversi due distinte ipotesi di riscatto parziale riconducibile alla cassa integrazione. In primo luogo, si è reputato che il riscatto parziale possa essere esercitato qualora intervenga la cessazione del rapporto di lavoro e questa sia stata preceduta dall’assoggettamento del lavoratore interessato a una procedura di cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria, indipendentemente dalla durata della stessa procedura.

In secondo luogo, si è ritenuto ammissibile il riscatto parziale anche laddove, come nella cassa integrazione, non vi sia la cessazione del rapporto di lavoro, purché, per effetto della stessa, si determini una perdurante situazione di sospensione totale dell’attività lavorativa. In analogia con quanto previsto dalla legge per l’ipotesi dell’inoccupazione, la perdurante situazione di inattività è stata individuata dalla Commissione nel decorso di almeno 12 mesi. In ordine a tale facoltà, tuttavia, negli Orientamenti non è stata affrontata la questione della continuità o meno della situazione di inattività per complessivi 12 mesi.

Al riguardo, in linea con la previsione in materia di inoccupazione, si ritiene che il periodo di 12 mesi di cassa integrazione a zero ore debba essere continuativo, non reputandosi ammissibile, ai fini del riscatto di cui alla disposizione, il cumulo di più periodi di cassa integrazione inferiori a un anno.

Considerato che alla cassa integrazione guadagni per i dipendenti delle società del gruppo … in amministrazione straordinaria seguirà, per coloro che ne faranno richiesta, un periodo di tre anni di mobilità, codesto Fondo chiede, altresì, se sia possibile per gli iscritti esercitare il riscatto parziale per mobilità a prescindere dalla durata della stessa.

Sul punto si fa presente che, anche per il riscatto dovuto a mobilità, il citato art. 14, comma 2, lett. b), non prevede alcuna durata, fissando, come sopra detto, il termine (da 12 a 48 mesi) solo per il caso dell’inoccupazione; nessuna precisazione in merito è stata inoltre data dalla Commissione nei citati Orientamenti, nei quali si è trattato solo il caso della cassa integrazione guadagni.

Tenuto conto della formulazione normativa e di quanto precisato nei citati Orientamenti COVIP per il caso di cessazione del rapporto di lavoro preceduta da cassa integrazione, si esprime l’avviso che la sottoposizione alla procedura di mobilità comporti per il lavoratore la facoltà di riscattare la posizione individuale nella misura del 50%, prescindendo dalla durata della stessa.

La terza questione posta riguarda la possibilità, per i lavoratori in mobilità, di chiedere il riscatto totale della posizione per perdita dei requisiti di partecipazione, riconducibile all’art. 14, comma 5, del d.lgs. n. 252 del 2005.

Poiché l’istituto della mobilità presuppone il licenziamento del lavoratore, il quale a sua volta configura un’ipotesi di perdita dei requisiti di partecipazione al fondo pensione, si ritiene che il lavoratore licenziato e posto in mobilità possa legittimamente esercitare la facoltà di riscatto totale della posizione, a norma del citato art. 14, comma 5.

Il lavoratore sottoposto a procedura di mobilità può, quindi, chiedere sia il riscatto parziale ai sensi dell’art. 14, comma 2, lett. b), fiscalmente agevolato, sia il riscatto totale ex art. 14, comma 5, fiscalmente più oneroso.

Il Commissario straordinario

Lug 10 2012

Soppressi Isvap e Covip nasce Ivarp

 

Il Governo con il DL 95/2012 (Spending review) all’art. 13 ha soppresso l’Isvap e la Covip ed ha istituito l’Ivarp che sarà amministrata dalla Banca d’Italia.

Il controllo dei periti assicurativi è trasferito alla Consap (comma 35). Mentre il Rui (intermediari assicurativi) avrà entro due anni dall’emanazione delle norme del presente articolo una propria personalità giuridica (comma 38).

Di sotto l’art. 13 del Dl 95/2012 pubblicato sulla G.U. del 6 luglio 2012 nr. 156.

 

                              Art. 13. 

Istituzione dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e  sul
                       risparmio previdenziale 

1. Al fine di assicurare  la  piena  integrazione  dell'attivita'  di
vigilanza nei  settori  finanziario,  assicurativo  e  del  risparmio
previdenziale, anche attraverso un piu' stretto collegamento  con  la
vigilanza bancaria, e' istituito, con sede legale in Roma, l'Istituto
per la vigilanza sulle assicurazioni e  sul  risparmio  previdenziale
(IVARP). 
2. L'IVARP ha personalita' giuridica di diritto pubblico. 
3.  L'Istituto  opera   sulla   base   di   principi   di   autonomia
organizzativa, finanziaria e contabile, oltre che di trasparenza e di
economicita', mantenendo i contributi di vigilanza  annuali  previsti
dal Capo II del Titolo XIX del decreto legislativo 7 settembre  2005,
n. 209,  (Codice  delle  assicurazioni  private)  e  quelli  previsti
dall'art. 13, comma 3, della legge 8 agosto 1995, n. 335 (Riforma del
sistema pensionistico obbligatorio e complementare), come  modificato
dalla legge 23 dicembre 2005, art. 1, comma 68,  nonche'  il  gettito
assicurato dal versamento del  contributo  di  solidarieta'  previsto
dall'art. 12, comma 1, del decreto legislativo  12  aprile  1993,  n.
124, nella misura prevista dall'art. 13 della legge 8 agosto 1995, n.
335, e successive integrazioni. 
4. L'IVARP e i componenti dei suoi organi operano con piena autonomia
e indipendenza e non sono sottoposti alle direttive di altri soggetti
pubblici o privati. L'IVARP  puo'  fornire  dati  al  Ministro  dello
sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche  sociali
e al Ministro dell'economia e delle finanze, esclusivamente in  forma
aggregata. 
5. L'Istituto trasmette annualmente al Parlamento e  al  Governo  una
relazione sulla propria attivita'. 
6. L'IVARP svolge le  funzioni  gia'  affidate  all'Istituto  per  la
vigilanza sulle  assicurazioni  private  e  di  interesse  collettivo
(ISVAP) ai sensi dell'art. 4 della legge  12  agosto  1982,  n.  576,
(Riforma della vigilanza  sulle  assicurazioni)  e  dell'art.  5  del
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209. 
7. Sono altresi' attribuite  all'IVARP  le  funzioni  spettanti  alla
Commissione di vigilanza sui fondi  pensione  (COVIP)  ai  sensi  del
decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 (Disciplina  delle  forme
pensionistiche complementari). 
8.  Le  competenze  gia'  affidate  alla  COVIP  dall'art.  14,   del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 15 luglio 2011, n.111, sono esercitate dal Ministero  del
lavoro e delle politiche sociali. 
9. L'IVARP e il  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali
possono stipulare appositi accordi  per  l'esercizio,  da  parte  del
primo, di poteri di verifica e controllo, anche  mediante  ispezione,
sui soggetti sottoposti alla vigilanza del  Ministero  del  lavoro  e
delle politiche sociali, ai sensi del comma 8 del presente articolo. 
10. Sono organi dell'IVARP: 
   a) il Presidente; 
   b) il Consiglio; 
   c) il Direttorio di cui all'art.  21  dello  Statuto  della  Banca
d'Italia, operante nella composizione integrata di cui al comma 17. 
11. Presidente dell'Istituto e' il  Direttore  Generale  della  Banca
d'Italia. 
12.  Il  Presidente  e'  il  legale  rappresentante  dell'Istituto  e
presiede il Consiglio. 
13. Il Consiglio e' composto dal  Presidente  e  da  due  consiglieri
scelti tra persone di indiscussa moralita' ed indipendenza oltre  che
di elevata  qualificazione  professionale  in  campo  assicurativo  o
previdenziale, nominati con decreto del Presidente della  Repubblica,
previa  delibera  del  Consiglio  dei  Ministri,  ad  iniziativa  del
Presidente del Consiglio, su proposta  del  Governatore  della  Banca
d'Italia e di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con
il Ministro del lavoro e delle politiche sociali. 
14. I due consiglieri restano in carica sei anni, con possibilita' di
rinnovo per un ulteriore mandato. Gli emolumenti connessi alla carica
sono fissati con decreto del Ministro  dello  sviluppo  economico  di
concerto con il  Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali,
adottato su proposta del Governatore della Banca d'Italia. 
15. Al Consiglio spetta l'amministrazione generale dell'IVARP. 
In particolare il Consiglio: 
   - adotta il regolamento organizzativo dell'IVARP; 
   - delibera in ordine al trattamento  normativo  ed  economico  del
personale dipendente dell'Istituto e adotta il relativo regolamento; 
   - adotta i provvedimenti di  nomina,  assegnazione,  promozione  e
cessazione dal servizio dei dipendenti; 
   - conferisce gli incarichi di livello dirigenziale; 
   - approva gli accordi stipulati con le organizzazioni sindacali; 
   - provvede alla gestione dei contributi dei soggetti vigilati; 
   - esamina ed approva il bilancio; 
   - esercita  le  ulteriori  competenze  indicate  dallo  Statuto  e
delibera sulle questioni che il  Direttorio  integrato  eventualmente
ritenga di sottoporgli. 
16.  Nell'ambito  delle  proprie  competenze,   il   Consiglio   puo'
rilasciare  deleghe  anche  a  singoli  consiglieri  o  al  personale
dell'Istituto  con   qualifica   dirigenziale   per   l'adozione   di
provvedimenti   che   non   richiedono   valutazioni   di   carattere
discrezionale, stabilendone oggetto  e  limiti,  nel  rispetto  delle
modalita' previste dallo Statuto. 
17.  Ai  soli  fini  dell'esercizio  delle   funzioni   istituzionali
attribuite all'IVARP in  materia  assicurativa  e  previdenziale,  il
Direttorio della Banca d'Italia e' integrato con i due consiglieri di
cui al comma 13. 
18.  Al  Direttorio  integrato  spetta  l'attivita'  di  indirizzo  e
direzione  strategica  dell'IVARP  e  la  competenza  ad  assumere  i
provvedimenti aventi rilevanza esterna relativi  all'esercizio  delle
funzioni  istituzionali  in  materia  di  vigilanza  assicurativa   e
previdenziale. 
19. Nell'ambito delle proprie competenze il Direttorio integrato puo'
rilasciare deleghe al Presidente, a singoli consiglieri, a dipendenti
dell'Istituto con qualifica dirigenziale o a Comitati, Commissioni  o
Collegi previsti dallo Statuto, stabilendone  oggetto  e  limiti  nel
rispetto delle modalita' previste dallo Statuto medesimo. 
20. Rientra, in ogni caso, nella competenza esclusiva del  Direttorio
integrato l'approvazione della relazione annuale di cui al  comma  5,
del presente articolo  e  l'adozione  di  provvedimenti  a  carattere
normativo. 
21. Rientra, altresi',  nella  competenza  del  Direttorio  integrato
l'adozione nei confronti dei dirigenti dell'IVARP di provvedimenti di
distacco ed il conferimento di particolari incarichi, ivi compresa la
nomina dei delegati presso l'Autorita' europea delle assicurazioni  e
delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA). 
22.  Nei  casi  di  necessita'  e  di  urgenza,  i  provvedimenti  di
competenza  del  Direttorio  integrato  possono  essere  assunti  dai
componenti del  Consiglio  di  amministrazione  anche  singolarmente,
salvo ratifica collegiale. 
23. Il Direttorio integrato viene informato dal Presidente dell'IVARP
sui fatti rilevanti concernenti l'amministrazione dell'Istituto. 
24. In sede di prima applicazione lo Statuto dell'IVARP e' deliberato
dal Direttorio della Banca d'Italia  ed  approvato  con  decreto  del
Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del  Consiglio
dei Ministri, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico e
con il  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali,  previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri. Le modifiche  allo  Statuto
dell'IVARP, deliberate dal Direttorio integrato, sono  approvate  con
le medesime modalita'. 
25. Lo Statuto detta disposizioni in ordine all'assetto organizzativo
dell'IVARP e in particolare: 
   - stabilisce norme di  dettaglio  sulle  competenze  degli  organi
dell'Istituto; 
   - prevede la facolta' del  Direttorio  integrato  di  nominare  un
Segretario generale con compiti di ordinaria  amministrazione,  anche
su delega del Consiglio; 
   - disciplina il funzionamento  degli  organi  e  in  tale  ambito,
stabilisce i quorum costitutivi e deliberativi di quelli  collegiali,
prevedendo che il Direttorio integrato possa assumere i provvedimenti
di sua competenza solo con la presenza di almeno uno dei  consiglieri
di cui al comma 13; 
   - definisce principi e criteri  ai  fini  del  conferimento  delle
deleghe da parte degli organi collegiali; 
   -   definisce   le   modalita'   dell'esercizio   delle   funzioni
istituzionali nei casi di necessita' e di urgenza; 
   - stabilisce norme in materia di incompatibilita' e  principi  per
l'adozione di un  codice  etico  sia  per  i  dipendenti  che  per  i
componenti degli organi; 
   - definisce i  criteri  ai  fini  di  eventuali  provvedimenti  di
distacco dei dipendenti dalla Banca d'Italia all'IVARP  o  dall'IVARP
alla Banca d'Italia; 
   - definisce norme relative alla  consulenza  e  rappresentanza  in
giudizio dell'Istituto. 
26.  Lo  Statuto,  tenendo  conto   delle   funzioni   dell'Istituto,
stabilisce criteri per l'ottimizzazione delle risorse,  la  riduzione
delle spese per il funzionamento e per le collaborazioni esterne. 
27. Ai fini dell'esercizio delle sue funzioni l'IVARP puo'  avvalersi
delle infrastrutture tecnologiche della Banca d'Italia. 
28. Alla data di entrata in vigore del presente  decreto  gli  organi
dell'ISVAP e della COVIP decadono e i Presidenti degli enti soppressi
assumono le funzioni di Commissari per  l'ordinaria  e  straordinaria
amministrazione  dei  rispettivi  enti,  mantenendo  il   trattamento
economico connesso all'incarico  precedentemente  ricoperto,  ridotto
del 10 per cento. 
29.  I  Commissari  straordinari  riferiscono  con   cadenza   almeno
quindicinale al Direttore Generale della  Banca  d'Italia  in  ordine
all'attivita' svolta ed ai provvedimenti assunti dall'ISVAP  e  dalla
COVIP. L'ISVAP e la COVIP, per tutta la fase transitoria,  continuano
ad avvalersi  del  patrocinio  e  della  rappresentanza  in  giudizio
dell'Avvocatura dello Stato. 
30. Entro 120 giorni dalla data di  cui  al  comma  28  del  presente
articolo, sono nominati i  Consiglieri  di  cui  al  comma  13  e  il
Direttorio della Banca d'Italia predispone lo Statuto dell'IVARP. 
31. Alla data di  entrata  in  vigore  dello  Statuto,  i  Commissari
straordinari decadono automaticamente dalle funzioni. 
32. Alla medesima data l'ISVAP e la COVIP sono  soppressi  e  l'IVARP
succede in tutte le funzioni, le competenze, i poteri e  in  tutti  i
rapporti attivi e  passivi  facenti  capo  ad  essi.  All'IVARP  sono
trasferite le risorse finanziarie e strumentali degli enti soppressi.
Il personale dei  soppressi  ISVAP  e  COVIP  passa  alle  dipendenze
dell'IVARP conservando di diritto il trattamento giuridico, economico
e previdenziale di provenienza. La dotazione organica  dell'IVARP  e'
determinata entro  il  limite  di  un  numero  pari  alle  unita'  di
personale di ruolo a  tempo  indeterminato  trasferite,  in  servizio
presso gli enti soppressi. 
33. Entro 120 giorni dalla data di subentro dell'IVARP nelle funzioni
di ISVAP e di COVIP  il  Consiglio  di  amministrazione,  sentite  le
organizzazioni sindacali, definisce un unico  trattamento  giuridico,
economico e previdenziale del personale  dell'IVARP,  fermo  restando
che tale operazione di omogeneizzazione non potra', in  nessun  caso,
comportare oneri di bilancio aggiuntivi rispetto  a  quelli  previsti
nei precedenti ordinamenti dei due enti. 
34. Entro il medesimo termine il  Consiglio  definisce  un  piano  di
riassetto organizzativo che tenga conto dei  principi  dettati  dallo
Statuto ai sensi del comma 26 del presente articolo. In ogni caso, il
piano  dovra'  realizzare  risparmi  rispetto  al  costo  totale   di
funzionamento dei due enti soppressi. 
35. Alla data di subentro dell'IVARP nelle  funzioni  precedentemente
attribuite all'ISVAP, e'  trasferita  alla  Consap  -  Concessionaria
servizi assicurativi pubblici Spa, la tenuta  del  ruolo  dei  periti
assicurativi di cui agli artt. 157 e segg. del decreto legislativo  7
settembre 2005, n. 209, e ogni altra competenza  spettante  all'ISVAP
in materia. 
36. Alla medesima data e' trasferita alla Consap Spa la gestione  del
Centro di informazione previsto dagli artt. 154  e  155  del  decreto
legislativo 7 settembre 2005, n. 209. 
37. Con  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo  economico,  sentita
l'IVARP, e' stabilita la quota dei contributi di vigilanza di cui  al
comma 3 del presente articolo,  da  riconoscere  alla  Consap  Spa  a
copertura degli oneri sostenuti per l'esercizio delle funzioni di cui
al presente articolo. 
38. Con regolamento emanato ai sensi  dell'art.  17  della  legge  23
agosto 1988, n. 400, da  adottarsi  entro  due  anni  dalla  data  di
entrata in vigore del presente decreto, e' disciplinata l'istituzione
di apposito  Organismo,  avente  personalita'  giuridica  di  diritto
privato e ordinato in forma di associazione, cui  saranno  trasferite
le funzioni e competenze in materia  di  tenuta  del  Registro  unico
degli intermediari assicurativi e riassicurativi nonche' la vigilanza
sui soggetti iscritti nel registro medesimo.  Il  regolamento  potra'
prevedere,  nel  rispetto   dei   principi   di   semplificazione   e
proporzionalita', una revisione delle categorie  di  soggetti  tenuti
all'iscrizione  nel  Registro.  L'organismo   sara'   soggetto   alla
vigilanza dell'IVARP.  Il  regolamento  disciplinera',  altresi',  il
procedimento di nomina dei componenti dell'Organismo e  il  passaggio
al medesimo delle funzioni e competenze attribuite in via transitoria
all'IVARP con attribuzione dei necessari poteri sanzionatori. 
39. La contabilita' dell'IVARP viene verificata da  revisori  esterni
cosi' come stabilito per la Banca d'Italia dall'art. 27 dello Statuto
del SEBC, fermi restando i controlli gia' esercitati dalla Corte  dei
Conti su ISVAP e COVIP, rispettivamente, ai sensi dell'art.  4  della
Legge 12 agosto1982, n. 576, cosi'  come  modificato  dall'art.  351,
comma 1,  del  decreto  legislativo  7  settembre  2005,  n.  209,  e
dell'art. 18, comma 4, ultimo  periodo,  del  decreto  legislativo  5
dicembre 2005, n. 252. 
40. A decorrere dalla  data  dell'entrata  in  vigore  dello  Statuto
dell'IVARP sono abrogati gli artt. 9, 10, 11, 12, 13, 14 e  17  della
legge 12 agosto 1982 , n. 576, l'art 18 della legge 5 dicembre  2005,
n. 252, fatta eccezione per il  comma  2,  per  il  comma  4,  ultimo
periodo, e per il comma 5, nonche' l'art. 13, comma 2, della legge  8
agosto 1995, n. 335. All'art. 19, comma 2, del decreto legislativo  5
dicembre 2005, n.  52,  le  parole  "In  conformita'  agli  indirizzi
generali del Ministero del  lavoro  e  delle  politiche  sociali,  di
concerto con il Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  e"  sono
soppresse. Sono altresi' abrogate tutte le disposizioni incompatibili
con le norme di cui ai precedenti articoli. 
41. A decorrere dalla data di cui al comma 40 del presente  articolo,
sono trasferite all'IVARP i poteri normativi attribuiti  al  Ministro
del lavoro e delle politiche sociali dall'art. 4, comma 3,  lett.  a)
del decreto legislativo 5  dicembre  2005,  n.  252,  nonche'  quelli
attribuiti al medesimo Ministro dall'art. 4, comma 3,  lett.  b),  ad
esclusione  di  quelli  relativi  ai  requisiti  di  onorabilita'   e
professionalita'  dei  componenti  degli  organi  collegiali  e   del
responsabile delle forme pensionistiche complementari. 
42. Dalla data di cui ai commi  40  e  41  e  fermo  restando  quanto
previsto  al  comma  40  del  presente  articolo,  ogni   riferimento
all'ISVAP o alla COVIP  contenuto  in  norme  di  legge  o  in  altre
disposizioni normative e' da intendersi effettuato all'IVARP. Per  le
norme che disciplinano la gestione dei compiti di cui ai commi  35  e
36, del presente articolo,  ogni  riferimento  all'ISVAP  si  intende
effettuato alla Consap Spa. 
43.  Le  disposizioni  adottate  dal  Ministro  del  lavoro  e  delle
politiche sociali, dall'ISVAP  e  dalla  COVIP  nell'esercizio  delle
funzioni e delle competenze trasferite all'IVARP  restano  in  vigore
fino all'eventuale adozione, da parte dell'IVARP medesimo,  di  nuove
disposizioni nelle materie regolate.
Apr 22 2012

Aggiornata pagina tassazione prodotti

La pagina della tassazione prodotti è stata aggiornata alle nuove norme entrate in vigore lo scorso 1 gennaio 2012.

Ricordo che alcune norme antecedenti al 1 gennaio 2012 ed ancora valide sono consultabili sulla vecchia pagina di questo Blog.

Apr 04 2012

Covip orientamenti per riscatto parziale fondi pensione

Orientamenti in merito alla possibilità di riscattare parzialmente la posizione individuale ai sensi dell’art. 14, comma 5, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 2521
Alcuni operatori hanno rappresentato l’esigenza di verificare se sia possibile consentire agli iscritti, in caso di perdita dei requisiti di partecipazione al fondo, il riscatto parziale della posizione individuale anche laddove non ricorra la fattispecie di cui all’art. 14, comma 2, lett. b), del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252.
Al riguardo, si ha presente che i commi 2, 3 e 5 dell’art. 14 del citato decreto prevedono varie ipotesi di riscatto della posizione individuale. Differentemente dalle previsioni dell’art. 14, comma 2, che distingue le facoltà di riscatto parziale, nella misura del 50% della posizione individuale, e totale, nessun riferimento all’ammontare liquidabile è contenuto nel comma 5 del medesimo articolo. Il comma 5 infatti si riferisce genericamente alle “somme percepite a titolo di riscatto per cause diverse da quelle di cui ai commi 2 e 3”, prevedendone il relativo trattamento fiscale senza ulteriori specificazioni.
In relazione alla generica formulazione normativa, si ritiene che possa prevedersi, con riferimento all’ipotesi di perdita dei requisiti di partecipazione da parte dell’iscritto, anche l’opzione del riscatto parziale della posizione individuale.
I fondi pensione che intendano concedere riscatti parziali ai sensi del citato art. 14, comma 5, sono tenuti a esplicitarlo nelle disposizioni statutarie o regolamentari. In tal caso, l’opzione per il riscatto parziale della posizione potrà essere esercitata dall’iscritto finché perdura la condizione legittimante, vale a dire la situazione di perdita dei requisiti di partecipazione.
La modifica a tal fine necessaria dovrà in particolare riguardare le disposizioni corrispondenti agli artt. 12, comma 2, lett. d) dello Schema di Statuto dei fondi pensione negoziali e 13, comma 2, lett. d) dello Schema di Regolamento dei fondi pensione aperti, prevedendo la facoltà di “riscattare fino all’intera posizione individuale maturata, ai sensi dell’art. 14, comma 5, del decreto”.
In alternativa potranno essere individuate una o più percentuali, da contenere in un numero limitato di opzioni, volte a determinare la quota di posizione individuale riscattabile parzialmente. In tal caso, le disposizioni sopra indicate dovranno essere integrate con la previsione della facoltà di “riscattare la posizione individuale nella misura del …, ai sensi dell’art. 14, comma 5, del decreto”.
Si invitano, comunque, i fondi a limitare la possibilità di reiterare la richiesta di riscatto parziale in relazione a uno stesso rapporto di lavoro, fermo restando che, finché permane la situazione di perdita dei requisiti di partecipazione, dovrà essere comunque riconosciuta l’opzione per il riscatto totale. Negli articoli dello Statuto e Regolamento oggetto di modifica dovrà essere, quindi, inserita anche la seguente previsione: “Il riscatto parziale può essere esercitato una sola volta/per non più di …. volte in relazione a uno stesso rapporto di lavoro”.
Per i fondi pensione negoziali e preesistenti, le modifiche di cui sopra dovranno formare oggetto di approvazione da parte dell’assemblea straordinaria. Le modifiche statutarie e regolamentari eventualmente approvate formeranno oggetto di comunicazione alla COVIP, a norma degli articoli 8, 17 e 28 del Regolamento 15 luglio 2010.

 

1 Documento approvato dalla Commissione il 29 marzo 2012

Apr 02 2012

Riepilogo tassazione rendite finanziarie

 

Di sotto pubblico una tabella che riepiloga la tassazione delle rendite finanziarie e le deroghe per alcune tipologie di strumenti finanziari in vigore dal 1 gennaio 2012.

 

gli interessi e altri proventi derivanti da mutui, depositi e conti
correnti
26%
gli interessi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari, degli
altri titoli diversi dalle azioni e titoli similari, nonché dei certificati di
massa
26%
le rendite perpetue e le prestazioni annue perpetue di cui agli articoli
1861 e 1869 del codice civile
26%
i compensi per prestazioni di fideiussione o di altra garanzia26%
gli utili derivanti dalla partecipazione al capitale o al patrimonio di
società ed enti soggetti all’imposta sul reddito delle società, salvo il
disposto della lettera d) del comma 2 dell’articolo 53 del TUIR
26%
gli utili derivanti da associazioni in partecipazione e dai contratti
indicati nel primo comma dell’articolo 2554 del codice civile, salvo il
disposto della lettera c) del comma 2 dell’articolo 53 del TUIR
26%
i proventi derivanti dalla gestione, nell’interesse collettivo di pluralità
di soggetti, di masse patrimoniali costituite con somme di denaro e
beni affidati da terzi o provenienti dai relativi investimenti
26%
i proventi derivanti da riporti e pronti contro termine su titoli e valute26%
i proventi derivanti dal mutuo di titoli garantito26%
i redditi compresi nei capitali corrisposti in dipendenza di contratti di
assicurazione sulla vita e di capitalizzazione
26%
i redditi derivanti dai rendimenti delle prestazioni pensionistiche di cui
alla lettera h-bis) del comma 1 dell’articolo 50 del TUIR erogate in
forma periodica e delle rendite vitalizie aventi funzione previdenziale
26%
i redditi imputati al beneficiario di trust ai sensi dell’articolo 73,
comma 2, del TUIR, anche se non residenti
26%
gli interessi e gli altri proventi derivanti da altri rapporti aventi per
oggetto l’impiego del capitale, esclusi i rapporti attraverso cui possono
essere realizzati differenziali positivi e negativi in dipendenza di un
evento incerto
26%
obbligazioni e altri titoli di cui all’articolo 31 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 ed equiparati (di cui al successivo
paragrafo “Titoli pubblici italiani ed equiparati”);
12,50%
obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai
sensi dell’articolo 168-bis, comma 1, del TUIR (di cui al successivo
paragrafo “Titoli obbligazionari emessi da Stati white listed”)
12,50%
titoli di risparmio per l’economia meridionale di cui all’articolo 8, comma 4,
del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla
legge 12 luglio 2011, n. 106 (di cui al successivo paragrafo “Titoli di
risparmio per l’economia meridionale”)
5%
piani di risparmio a lungo termine appositamente istituiti (di cui al successivo
paragrafo “Piani di risparmio a lungo termine”)
?
interessi infragruppo corrisposti ad imprese europee consociate5%
utili percepiti da società e fondi pensione europei1,375%
risultato della gestione delle forme di previdenza complementare11%

 

circolare 11e del 28/3/12

Mar 28 2012

Rendite finanziarie la circolare dell’Agenzia dell’Entrate

L’Agenzia dell’Entrate ha emanato la circolare 11e del 28/3/12 di ben 108 pagine nella quale sono illustrate tutte le fattispecie di applicabilità delle nuove aliquote di tassazione sulle rendite finanziare percepite su conti bancari, titoli di stato, obbligazioni, fondi comuni di investimento, fondi immobiliari, Sicav, polizze assicurative sulla vita, etc.

Questa nuova tassazione è applicabile sia su prodotti di diritto italiano sia su quelli di diritto estero.

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