Posts tagged: Consob

Gen 25 2016

Promotori finanziari quota anno 2016 Consob

La Consob ha deliberato la quota annuale in Euro 93 per i promotori finanziari iscritti alla data del 2 gennaio 2016.

Il versamento dovrà essere effettuato entro il 15 aprile 2016. Dal 15 marzo ogni promotore finanziario riceverà un modulo Mav per il pagamento.

Dic 30 2015

Bond subordinati: il fondo per risarcire tutti gia’ esiste. Aduc propone di riattivarlo

Bond subordinati: il fondo per risarcire tutti gia’ esiste. Aduc propone di riattivarlo

Firenze, 30 Dicembre 2015. Nella confusione di questi giorni, nessuno ha badato ad una soluzione semplice e già esistente: il Fondo di Garanzia presso la Consob. Aduc propone di riattivarlo, assieme all’affidamento degli incarichi ad arbitri competenti in diritto finanziario.

Negli ultimi giorni, la questione dell’indennizzo agli obbligazionisti portatori di titoli subordinati delle quattro banche fallite, (Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio e Cassa di Risparmio di Chieti) si è molto ingarbugliata e sta prendendo una piega ancora peggiore per tutti i soggetti implicati.
Il previsto fondo di solidarietà, che pareva in un primo momento poter indennizzare la gran parte dei danneggiati sebbene con una quota non elevata, sarà invece orientato a garantire un indennizzo elevato solo a chi versa in stato di bisogno, facendo rimanere all’asciutto tutti gli altri.

Riepiloghiamo i fatti e le cifre. I bond subordinati in mano al pubblico “al dettaglio” ammontano a 350-400 milioni, mentre la dotazione del fondo, finanziato dalle banche, è di 100 milioni e pare sarà aumentata a 130 milioni. Restano comunque esclusi dai rimborsi almeno 250 milioni di euro in titoli posseduti da un pubblico stimato in 13.000 investitori.

Il meccanismo ideato dal Governo per far accedere al fondo di solidarietà per gli obbligazionisti subordinati delle quattro banche è quello di un arbitrato che stabilisca se c’è stata vendita corretta oppure no.

Ebbene, da anni esisteva un analogo Istituto preposto ad intervenire proprio in casi del genere e che prevedeva l’accesso a seguito di un arbitrato.
Nell’ottobre del 2007, in osservanza a quanto disposto dalla legge sul risparmio del 2005, precisamente dall’articolo 27, commi 1 e 2, della legge 28/12/2005, n. 262,  era stato previsto che presso la Consob fosse istituito un particolare Fondo di Garanzia. Tale Fondo poteva essere chiamato ad indennizzare un risparmiatore che avesse vinto una causa oppure un arbitrato riguardo i servizi di investimento nei confronti di un intermediario e che non fosse stato da questi risarcito.

Il Fondo era stato poi istituito dal Decreto Legislativo 8/10/2007, n. 179, lo stesso decreto che ha istituito la Camera arbitrale presso la Consob.

Il Fondo di Garanzia presso la Consob era “destinato all’indennizzo.… dei danni patrimoniali causati dalla violazione, accertata con sentenza passata in giudicato, o con lodo arbitrale non più impugnabile, delle norme che disciplinano le attività di cui alla parte II del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58”.

Si trattava esattamente della stessa procedura che il Governo intende attuare per le obbligazioni subordinate dei quattro istituti finiti in dissesto!

Perché parliamo al passato di questo Fondo di Garanzia? La legge di Stabilità 2016 appena approvata ne ha previsto la cancellazione, dirottandone la diponibilità finanziaria ad un nuovo fondo per la tutela stragiudiziale dei risparmiatori e agli investitori che consentirà l’accesso al nascente Organismo Arbitrale Consob in forma del tutto gratuita contro i cento euro inizialmente previsti.

E’ sufficiente, quindi, riattivare il Fondo di Garanzia presso la Consob per consentire l’indennizzo di tutti gli obbligazionisti delle quattro banche fallite che ne hanno il diritto, dopo che un arbitrato lo abbia accertato.

Non finisce qui. La decisione consentirebbe l’indennizzo ai danneggiati da altri crack di intermediari, quali Banca Network Investimenti ed Européenne de Gestion Privée (Egp), falliti e non in grado di risarcire i clienti. Il pubblico interessato è quindi vastissimo.

Il Fondo di Garanzia presso la Consob non era mai stato avviato perché la sua dotazione finanziaria era troppo scarsa. Veniva infatti alimentato dalla metà degli importi delle sanzioni annualmente comminate agli intermediari per le violazioni relative alla prestazione dei servizi di investimento alla clientela, in genere meno di un milione l’anno.

E’ possibile risolvere la mancanza di adeguata dotazione economica riattivando il Fondo di Garanzia presso la Consob e dotarlo di somme anch’esse in origine destinate al risarcimento di crack finanziari. Stiamo parlando del fondo previsto dall’articolo 1, comma 343, della legge finanziaria 2006, ossia la legge 23/12/2005, n. 266, per indennizzare i risparmiatori che, investendo sul mercato finanziario, erano rimasti vittime di frodi. Il fondo avrebbe dovuto indennizzare i tanti incappati nei crack quali Argentina, Parmalat, ecc. utilizzando i rapporti (conti correnti, libretti, dossier titoli, polizze, ecc.) giacenti presso gli intermediari e non più reclamati dagli aventi diritto, vale a dire i rapporti dormienti.

Quel fondo non ha mai visto la luce -la prevista Commissione fu costituita ma si sciolse per l’impossibilità di adempiere al mandato- perché l’ammontare dei rapporti dormienti ad esso devoluti fu di circa due miliardi, briciole rispetto alle perdite da risarcire. Anche per questo motivo, nel tempo la sua disponibilità è stata utilizzata per altri scopi quali il finanziamento della social card, della stabilizzazione dei precari della Pubblica Amministrazione, del fondo esuberi Alitalia e della ricerca scientifica, al punto tale che a febbraio 2010 il residuo disponibile era di seicento milioni.

Il 30 luglio 2014, in risposta ad un’interrogazione in Commissione Finanze della Camera di iniziativa Aduc e presentata dai deputati Sara Moretto e Marco Causi, il Ministero dell’Economia aveva affermato che alla voce dedicata nel proprio bilancio non era iscritta alcuna somma e che occorreva attendere la prescrizione del termine per gli aventi diritto a recuperare i rapporti dormienti per registrare un importo che sia affidabile. Una risposta alquanto elusiva.

Quanto occorre per indennizzare tutti gli aventi diritto? Possiamo ragionevolmente stimare che il tetto di intervento del Fondo venga dalla Consob fissato ad almeno 50mila euro che rappresenta il nuovo minimo previsto dalla Direttiva U.E. sui sistemi di indennizzo degli investitori (anche se non si riferisce alla medesima tipologia di fondo), se non a 100mila euro per ciascun cliente.

E’ probabile che l’attuale residuo del Fondo Rapporto Dormienti non sia sufficiente a coprire gli oneri dell’intervento del ripristinato Fondo di Garanzia presso la Consob, ma l’eventuale eccedenza può essere reperita senza eccessive complicazioni. Basta volerlo.

A proposito della procedura di arbitrato, ribadiamo che la scelta del Governo di affidarla alla Camera Arbitrale presso l’Autorità Nazionale Anticorruzione ci appare poco oculata, poiché i componenti non sono esperti in diritto finanziario: http://investire.aduc.it/articolo/fondo+risparmiatori+traditi+servono+arbitri_23748.php

Rammentiamo infine a coloro che sono stati coinvolti in questa vicenda, che Aduc mette a disposizione un servizio gratuito di primo intervento legale http://www.aduc.it/iniziative/firma/id/8

Giuseppe D’Orta, Responsable Aduc per la Tutela del Risparmio

Dic 29 2015

Le obbligazioni subordinate per la Consob sono titoli complessi

La Consob lo scorso 23 giugno ad una domanda così rispondeva:

 

31. Le obbligazioni subordinate sono da considerarsi “strumenti complessi” anche se non incorporano particolari strutture?
La presenza della mera clausola di subordinazione non implica ex se la riconduzione delle obbligazioni in esame nell’alveo dei prodotti a complessità molto elevata di cui all’ Elenco.
Peraltro le obbligazioni subordinate sono considerate strumenti complessi ai fini dell’Opinion ESMA del 7 febbraio 2014.
In tale prospettiva, in linea con le indicazioni fornite nella citata Opinion “MiFID practices for firms selling complex products”, gli operatori dovranno comunque prestare la massima attenzione alle fasi di distribuzione delle obbligazioni subordinate nei confronti della clientela al dettaglio.

 

Di sotto l’intera pubblicazione (riguarda anche altri quesiti), quello sulle obbligazioni subordinate è al punto 31.

Dic 10 2015

Garante Privacy ok a pubblicazione delibere Consob su Promotori Finanziari

Non viola la privacy la pubblicazione sul sito della Consob del provvedimento di radiazione dall’Albo di un promotore finanziario, completo dei dettagli sulle violazioni commesse. I risparmiatori devono essere pienamente informati dei comportamenti illeciti messi in atto dagli operatori del mercato. Questa la decisione [doc. wen n. 4487727] del Garante per la privacy che ha respinto il ricorso di un ex promotore che chiedeva alla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa di emendare il provvedimento sulla sua radiazione, pubblicato on line.

Nel suo ricorso, l’interessato lamentava che la delibera Consob non contenesse solo l’estratto con gli elementi essenziali (generalità, dispositivo, succinta indicazione dei fatti), ma riportasse informazioni a suo dire eccedenti le finalità di pubblicazione, come le motivazioni e la descrizione dettagliata dei comportamenti illeciti a lui contestati. E sottolineava come il libero accesso a tali informazioni – indicizzate anche dai comuni motori di ricerca – danneggiasse gravemente la sua reputazione e ledesse la sua riservatezza.

Il Garante per la privacy ha stabilito invece che la pubblicazione on line della delibera Consob, nella sua versione integrale, risponde non solo alla necessità di dare notizia dell’adozione del provvedimento sanzionatorio di radiazione, ma anche al dovere istituzionale di vigilare sugli operatori del mercato e informare compiutamente i risparmiatori degli illeciti che possono essere commessi.

Nel caso specifico, quindi, l’Autorità non ha rilevato alcuna violazione alla riservatezza dell’interessato, poiché tale diritto deve essere bilanciato con quello di tutela e di informazione del mercato riconosciuto dalla normativa di riferimento. In base alla stessa finalità, il Garante ha anche ritenuto corretto che i provvedimenti pubblicati sul sito web della Consob rimangano reperibili dai motori di ricerca per tre anni, così come previsto dal regolamento interno della stessa Consob. Nel respingere il ricorso, infine, il Garante ha spiegato che i dati personali diffusi, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, non sono classificabili come giudiziari, in quanto tutti esclusivamente riferibili ad un procedimento amministrativo, qual è appunto quello di radiazione.

Apr 08 2015

Promotori finanziari si avvicina la scadenza per il pagamento dei contributi

Il prossimo 15 aprile è la data ultima per pagare i contributi di vigilanza alla Consob (Euro 93.-) ed all’Albo dei Promotori Finanziari (Euro 85.-).

I Mav sono stati recapitati nei giorni scorsi in un’unica busta. Il pagamento può essere effettuato con il modulo Mav presso qualsiasi sportello bancario o postale. Si può anche pagare gli sportelli Lottomatica e Sisal, con pagamento di commissioni. Si può anche pagare online sul sito della Banca Pop. di Sondrio tramite il sito www.scrignopagofacile.it con carte di credito (Visa e Mastercard), Paypal, Scrigno Internet Banking (solo clienti Banco Pop. Sondrio) e My Bank, i costi sono indicati all’interno del portale.

 

La Consob ha attivato un helpdesk dedicato al numero 06 8477 788 attiva dal Lun al Ven dalle ore 11,30 alle ore 13,00

Feb 25 2015

Promotori finanziari quote 2015 Apf e Consob

1. Gli iscritti al 2 gennaio 2015 all’albo unico dei promotori finanziari sono tenuti a versare all’APF, per l’esercizio 2015, un contributo denominato «contributo quota annuale» pari a € 85 (ottantacinque).
2. I richiedenti l’iscrizione all’albo unico dei promotori finanziari sono tenuti a versare, per l’esercizio 2015, un contributo denominato «contributo di iscrizione all’Albo» pari a € 300 (trecento).
3. Coloro che presentano domanda di partecipazione alla prova valutativa per l’iscrizione all’albo unico dei promotori finanziari sono tenuti a versare, per l’esercizio 2015, il «contributo prova valutativa» di € 100 (cento).
4. Gli importi di cui ai precedenti commi riassunti nella seguente tabella decorrono dal 1° gennaio 2015:

Soggetti tenuti
alla corresponsione
Contributi
Misura
Iscritti all’albo unico dei promotori finanziari di cui all’art. 31 TUF •  Contributo quota annuale:
€ 85
Richiedenti l’iscrizione all’albo unico dei promotori finanziari di cui all’art. 31 TUF •  Contributo di iscrizione all’Albo :
€ 300
Richiedenti la partecipazione alla prova valutativa per l’iscrizione all’albo unico dei promotori finanziari di cui all’art. 31 TUF •  Contributo prova valutativa
€ 100

 

Mentre la quota Consob per il 2015 è di 93 Euro.

Ai promotori come di consuetudine sarà inviato il modello Mav al proprio domicilio.

 

5:11:12 PM

Dic 12 2014

Consob mette sotto ispezione Poste Italiane per il rispetto della Mifid

La Consob con procedimento 20638/14 ha contestato vari profili di non rispetto della Mifid nel rilevare l’esatto profilo di rischio della clientela.

Con ogni probabilità questi rilievi porteranno all’erogazione di qualche sanzione da parte della Consob a Poste Italiane.

Che le cose non andassero per il verso giusto nel collocare i prodotti finanziari ed assicurativi i lettori di questo Blog nè hanno avuto varie percezioni nel collocamento delle polizze index (molte delle quali trasformatesi in polizze dormienti) a persone di età avanzata con nessuna conoscenza in materia finanziaria.

Sull’argomento è stata anche presentata un’interrogazione parlamentare al Senato.

Quando ci sarà un’analogo procedimento da parte dell’Ivass?

 

Lug 24 2014

Consob aggiornato elenco emittenti titoli diffusi

La Commissione, con delibera n. 18974 del 16 luglio 2014, in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ha aggiornato, ai sensi dell’art. 108, comma 5, del regolamento emittenti, l’elenco degli emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante.

L’elenco, aggiornato al 10 luglio 2014, comprende 69 emittenti, tutti tenuti ad osservare le disposizioni di attuazione degli artt. 114-bis e 116 del Testo unico della finanza (Tuf), contenute nel regolamento emittenti. Fra le novità, si segnalano:

– l’iscrizione di due nuovi emittenti: Rdb spa in Amministrazione Straordinaria (azioni ordinarie); Funivie Folgarida Marilleva spa in Concordato Preventivo (azioni ordinarie);

– la cancellazione di sei emittenti: Alinor spa; Alitalia – Linee Aeree Italiane spa in Amministrazione Straordinaria; B. Pop. di Lanciano e Sulmona spa; Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana spa; Eutelia spa in Amministrazione Straordinaria; House Building spa in Concordato Preventivo;

– la cancellazione parziale relativa al prestito obbligazionario convertibile subordinato “S.F. Panaro Cv Sub Tv 08-13” dell’emittente San Felice 1893 Banca Popolare Scpa, a seguito del rimborso totale avvenuto in data 1 aprile 2014; l’emittente continua ad essere iscritto nell’elenco limitatamente alle azioni ordinarie diffuse;

– la variazione del tipo di strumenti finanziari emessi da Sit – Società Impianti Turistici spa che ha perso lo status di emittente obbligazioni diffuse ma contestualmente ha acquisito lo status di emittente azioni diffuse;

Inoltre, sono stati compiuti diversi interventi per aggiornare le denominazioni (3 modifiche), le ragioni sociali e la sede legale (22 modifiche) di emittenti già presenti nell’elenco.

L’elenco è disponibile nel sito www.consob.it, nella sezione “Emittenti/Emittenti titoli diffusi”.

Lug 17 2014

Consob Ivass Banca d’Italia elenco aggiornato dei conglomerati finanziari

Sulla base di quanto previsto dall’accordo di coordinamento sottoscritto il 31 marzo 2006, Consob, Banca d’Italia e Ivass hanno aggiornato l’elenco dei conglomerati finanziari italiani, vale a dire di quei gruppi societari che svolgono attività in misura significativa sia nel settore assicurativo sia in quello bancario e/o dei servizi di investimento.

La vigilanza sui conglomerati finanziari viene esercitata con gli strumenti della vigilanza supplementare che si aggiungono a quelli utilizzati per l’esercizio delle vigilanze settoriali, al fine di monitorare in modo sistematico l’adeguatezza patrimoniale e la rischiosità del gruppo nel suo complesso, tenendo conto delle interrelazioni fra le attività assicurative e bancario/finanziarie svolte dalle sue diverse componenti.

L’elenco al 31.12.2013 comprende 6 conglomerati finanziari:

Azimut: settore prevalente bancario / finanziario – Autorità coordinatrice Banca d’Italia;

Carige: settore prevalente bancario / finanziario – Autorità coordinatrice Banca d’Italia;

Generali: settore prevalente assicurativo – Autorità coordinatrice Ivass;

Intesa Sanpaolo: settore prevalente bancario / finanziario – Autorità coordinatrice Banca d’Italia;

Mediolanum: settore prevalente bancario – Autorità coordinatrice Banca d’Italia;

Unipol: settore prevalente assicurativo – Autorità coordinatrice Ivass.

Non si registrano, quindi, variazioni rispetto all’esercizio dello scorso anno.

La lista aggiornata dei conglomerati identificati al 31.12.2013 è reperibile presso i siti internet di Consob, Banca d’Italia e Ivass.

Lug 03 2014

Consob mappatura infrastrutture di negoziazione titoli

La Consob ha pubblicato un Rapporto sulla mappatura delle infrastrutture di negoziazione in Italia (Position paper n. 5) con l’obiettivo di delineare un quadro di sintesi unitario delle principali caratteristiche delle trading venues italiane, al fine anche di effettuare una prima valutazione dell’impatto, a livello domestico, delle disposizioni contenute nella review della direttiva europea in materia di prestazione dei servizi d’investimento (Mifid II).

Le aree d’interesse sono state quindi individuate, da un lato, sulla base delle funzioni e delle attività svolte dalle trading venues ritenute rilevanti ai fini degli obiettivi di ordinato svolgimento delle negoziazioni, trasparenza e tutela degli investitori e, dall’altro, tenendo conto degli sviluppi che in tali aree si registreranno nel quadro della prossima Mifid II.

La mappatura ha avuto ad oggetto le trading venues italiane soggette – in tutto o in parte – alla vigilanza della Consob.

In particolare:

  • 9 mercati regolamentati, dei quali 6 gestiti da Borsa Italiana Spa e 3 gestiti da Mts Spa;

  • 9 sistemi multilaterali di negoziazione (Mtf), dei quali 3 gestiti da Borsa Italiana Spa; uno da Mts Spa; uno da EuroTLX Sim Spa; due da HI-Mtf Sim Spa; due da E-Mid Sim Spa.

  • 18 internalizzatori sistematici, dei quali 17 operano su strumenti finanziari diversi da azioni quotate e uno su azioni quotate.

Il rapporto è disponibile sul sito www.consob.it nella sezione: La Consob/Pubblicazioni/Studi e ricerche/Position papers.

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