Posts tagged: Banca d’Italia

apr 03 2014

ABF secondo mandato per già membro

la nomina dell’avv. Giuseppe Leonardo Carriero, nato a Montescaglioso (MT) il 3 dicembre 1953, quale membro effettivo del Collegio di Napoli dell’Arbitro Bancario Finanziario, per un secondo mandato.

apr 03 2014

I tassi dei Btp Italia

Con riferimento ai Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione italiana (i BTP Italia) dotati di cedola con inizio godimento 26 settembre 2013 e scadenza 26 marzo 2014, la Banca d’Italia comunica l’ammontare degli interessi cedolari lordi e degli importi relativi alla rivalutazione del capitale. Sia gli interessi sia gli importi di rivalutazione sono riferiti al “taglio” minimo di 1000 euro.
BTP Italia2,45% 26-03-2012 / 26-03-2016 IT0004806896 12,2589425000 0,7300000000
BTP Italia2,45% 26-03-2012 / 26-03-2016 IT0004806888 12,2589425000 0,7300000000
I predetti importi sono calcolati sulla base del valore del “Coefficiente di indicizzazione” riferito al giorno 26 marzo 2014.
feb 04 2014

Esma orientamenti su retribuzioni intermediari documento Consob-Banca d’Italia

Consob e Banca d’Italia hanno emanato una comunicazione congiunta al mercato in merito all’attuazione, dal prossimo 29 gennaio, nell’ordinamento nazionale delle linee guida Esma (l’autorità europea di vigilanza sui mercati finanziari) in materia di politiche e prassi retributive degli intermediari (“Guidelines on remuneration policies and practices – MiFID”).

Le linee guida (o orientamenti) elaborate dall’Esma sono dirette a fornire indicazioni e chiarimenti in tema di politiche e prassi retributive che devono essere adottate dagli intermediari nei confronti dei propri dipendenti nel contesto delle regole di condotta e degli obblighi in materia di conflitti di interessi previsti dalla direttiva Mifid (Markets in financial investments directive).

In particolare, gli orientamenti richiamano l’attenzione degli intermediari affinché i sistemi di remunerazione ed incentivazione adottati dagli stessi nei confronti dei dipendenti siano in grado di assicurare il perseguimento del miglior interesse dei clienti. A tal fine, gli intermediari determinano gli schemi di remunerazione del personale, incluso quello addetto all’attività di vendita alla clientela, evitando che le esigenze di tutela dei clienti possano essere disattese da condotte dirette a privilegiare gli interessi reddituali e patrimoniali dei soggetti abilitati. Compito degli intermediari è quello di provvedere alla definizione delle quote variabili della remunerazione eventualmente erogate ai dipendenti con meccanismi premiali fondati anche sulla valutazione della qualità del servizio reso e non esclusivamente sull’ammontare dei volumi generati.

Il documento Esma richiede alle competenti autorità di riservare specifica attenzione, nella conduzione delle proprie attività ed iniziative di vigilanza, ai profili connessi alla remunerazione del personale degli intermediari, adottando, quando necessario, le più opportune azioni di controllo.

Nell’ordinamento italiano, le linee guida costituiscono indirizzi e criteri interpretativi utili per il rispetto da parte degli intermediari delle disposizioni in materia di conflitto di interessi contenute nel Regolamento congiunto Banca d’Italia – Consob del 29 ottobre 2007, nonché delle regole di condotta degli intermediari contenute nel Regolamento Consob n. 16190/2007 (Regolamento intermediari). Ferma restando l’applicabilità delle linee guida a decorrere dal 29 gennaio 2014, gli intermediari apportano le modifiche alle politiche di remunerazione eventualmente necessarie per conformarvisi, sottoponendole, quando previsto, all’assemblea dei soci.

Le linee guida sono state pubblicate nella traduzione ufficiale in lingua italiana sul sito web dell’Esma il 1° ottobre 2013; esse sono anche disponibili sul sito internet della Consob.

Il testo integrale della comunicazione congiunta Consob/Banca d’Italia è disponibile sui siti internet della due Autorità.

gen 22 2014

La Banca d’Italia pubblica una guida sul credito ai consumatori

La Banca d’Italia pubblicato una guida sul credito ai consumatori. Nella guida viene spiegato le varie forme di credito rivolto ai consumatori, vengono spiegate le voci che concorrono alla formazione del Tan, Taeg e tasso usura. Vengono illustrati i diritti dei consumatori. E si conclude con glossario dei termini maggiormente usati nei contratti di credito rivolto ai consumatori.

dic 14 2013

Banca d’Italia rivalutazione cedole Btp Italia

Con riferimento ai Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione italiana (i BTP Italia) dotati di cedola con inizio godimento 11 giugno 2013 e scadenza 11 dicembre 2013, la Banca d’Italia comunica l’ammontare degli interessi cedolari lordi e degli importi relativi alla rivalutazione del capitale. Sia gli interessi sia gli importi di rivalutazione sono riferiti al “taglio” minimo di 1.000 euro.

BTP Italia 3,55% 11-06-2012 / 11-06-2016 IT0004821432 17,7943750000 2,5000000000
BTP Italia 3,55% 11-06-2012 / 11-06-2016 IT0004821424 17,7943750000 2,5000000000

I predetti importi sono calcolati sulla base del valore del “Coefficiente di indicizzazione” riferito al giorno 11 dicembre 2013.

dic 14 2013

Banca d’Italia la ricchezza delle famiglie 2012

Alla fine del 2012 la ricchezza netta delle famiglie italiane era pari a circa 8.542 miliardi di euro, corrispondenti in media a 143 mila euro pro capite e a 357 mila euro per famiglia. Le attività reali rappresentavano il 61,1 per cento del totale delle attività, quelle finanziarie il restante 38,9 per cento. Le passività, di poco inferiori a 900 miliardi di euro, sfioravano il 10 per cento delle attività complessive.

Nel 2012 il valore della ricchezza netta complessiva è diminuito rispetto all’anno precedente dello 0,6 per cento a prezzi correnti; la flessione del valore delle attività reali (-3,5 per cento), dovuta al calo dei prezzi delle abitazioni (-5,2 per cento), è stata solo in parte compensata da un aumento delle attività finanziarie (4,5 per cento) e da una riduzione delle passività (-0,4 per cento). In termini reali (utilizzando il deflatore dei consumi) la ricchezza netta si è ridotta del 2,9 per cento rispetto al 2011. Dalla fine del 2007 la flessione a prezzi costanti è stata complessivamente pari al 9 per cento.

Secondo stime preliminari, nel primo semestre del 2013 la ricchezza netta della famiglie italiane sarebbe ulteriormente diminuita, dell’1 per cento in termini nominali rispetto allo scorso dicembre.

Alla fine del 2012, la ricchezza abitativa detenuta dalle famiglie italiane superava i 4.800 miliardi di euro; tale valore registrava una flessione del 3,9 per cento rispetto all’anno precedente (-6 per cento in termini reali).

Nonostante il calo degli ultimi anni, le famiglie italiane mostrano nel confronto internazionale un’elevata ricchezza netta, pari nel 2011 a 7,9 volte il reddito lordo disponibile; tale rapporto è comparabile con quelli di Francia, Regno Unito e Giappone e superiore a quelli di Stati Uniti, Germania e Canada. Il rapporto fra attività reali e il reddito disponibile lordo, pari a 5,5, è inferiore soltanto a quello delle famiglie francesi; relativamente basso risulta il livello di indebitamento (82
per cento del reddito disponibile), nonostante i significativi incrementi degli ultimi anni.

Il testo completo

ago 19 2013

BANCA D’ITALIA – CONSOB – IVASS: AGGIORNATO L’ELENCO DEI CONGLOMERATI FINANZIARI

 

Sulla base di quanto previsto dall’Accordo di Coordinamento sottoscritto il 31 marzo 2006, la Banca d’Italia, la Consob e l’Ivass hanno aggiornato l’elenco dei conglomerati finanziari italiani, vale a dire di quei gruppi societari che svolgono attività in misura significativa sia nel settore assicurativo sia in quello bancario e/o dei servizi di investimento.

La vigilanza sui conglomerati finanziari viene esercitata con gli strumenti della vigilanza supplementare che si aggiungono a quelli utilizzati per l’esercizio delle vigilanze settoriali, al fine di monitorare in modo sistematico l’adeguatezza patrimoniale e la rischiosità del gruppo nel suo complesso, tenendo conto delle interrelazioni fra le attività assicurative e bancario/finanziarie svolte dalle sue diverse componenti.

L’elenco al 31.12.2012 comprende 6 conglomerati finanziari:

  • Azimut: settore prevalente bancario / finanziario – Autorità coordinatrice Banca d’Italia;
  • Carige: settore prevalente bancario / finanziario – Autorità coordinatrice Banca d’Italia;
  • Generali: settore prevalente assicurativo – Autorità coordinatrice Ivass;
  • Intesa Sanpaolo: settore prevalente bancario / finanziario – Autorità coordinatrice Banca d’Italia;
  • Mediolanum: settore prevalente bancario – Autorità coordinatrice Banca d’Italia;
  • Unipol: settore prevalente assicurativo – Autorità coordinatrice Ivass.

Non si registrano quindi variazioni rispetto all’esercizio dello scorso anno.

La lista aggiornata dei conglomerati identificati al 31.12.2012 è reperibile presso i siti internet di Banca d’Italia, Consob e Ivass.

lug 29 2013

UTILIZZO DEI RATING NELLE SCELTE D’INVESTIMENTO DEI GESTORI: COMUNICAZIONI CONSOB, BANCA D’ITALIA, IVASS E COVIP

 

Consob, Banca d’Italia, Ivass e Covip hanno emanato, per i profili di rispettiva competenza, comunicazioni in materia di corretto funzionamento del sistema di gestione dei rischi, di doveri di correttezza e trasparenza dei fondi comuni d’investimento e dei fondi pensione e di obblighi di adeguatezza delle procedure di valutazione degli investimenti delle imprese di assicurazione, allo scopo di ridurre l’eccessivo affidamento (over-reliance) sui giudizi espressi dalle agenzie di rating.

L’iniziativa nasce, tra l’altro, dalle recenti modifiche del Regolamento europeo in materia di agenzie di rating (n. 1060/2009) e delle Direttive di settore in materia di Organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (Oicvm), di fondi d’investimento alternativi e fondi pensione.

Le comunicazioni, tenuto conto delle rispettive normative di settore, richiamano l’attenzione sugli obblighi, da parte dei gestori collettivi e dei fondi pensione, di valutare correttamente il merito di credito delle attività di investimento e di operare con diligenza, correttezza, trasparenza nell’interesse degli investitori, degli iscritti ai fondi pensione e dell’integrità dei mercati e, da parte delle imprese di assicurazione, di realizzare una gestione finanziaria indipendente, sana e prudente e di adottare misure idonee a salvaguardare i diritti dei contraenti e degli assicurati.

I destinatari delle comunicazioni dovranno adottare adeguati processi interni di valutazione del merito di credito, che consentano loro di non affidarsi in modo esclusivo o meccanico ai giudizi emessi dalle agenzie di rating. Con riferimento ai gestori collettivi e ai fondi pensione, tali doveri andranno inquadrati nei limiti del mandato gestorio o delle ulteriori clausole che riguardano i rapporti con la clientela.

Le Autorità, in linea con le varie disposizioni normative e regolamentari in materia, verificheranno il rispetto dei suddetti obblighi e controlleranno l’adeguatezza dei processi interni di valutazione del merito di credito e del sistema di gestione dei rischi nel suo complesso.

Indicazioni analoghe sono state già fornite alle banche e ai gruppi bancari nelle disposizioni di vigilanza emanate con il 15° aggiornamento del 2 luglio 2013 della Circolare n. 263 “Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche” del 27 dicembre 2006, in materia di sistema dei controlli interni. Le nuove disposizioni sono in linea con la comunicazione già inviata dalla Banca d’Italia al sistema il 30 dicembre 2008 in materia di valutazione del merito di credito.

I testi integrali delle comunicazioni sono disponibili sui siti delle rispettive Autorità (www.consob.it; www.bancaditalia.it; www.ivass.it; www.covip.it).

lug 29 2013

ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA AIFMD: COMUNICAZIONE CONSOB – BANCA D’ITALIA

 

La direttiva 2011/61/Ue (“AIFMD”), sui gestori di fondi di investimento alternativi, definisce regole armonizzate applicabili ai gestori di tutti i fondi di investimento diversi da quelli ricompresi nella direttiva 2009/65/Ce. In base alle nuove norme, i gestori europei autorizzati ai sensi della AIFMD potranno commercializzare liberamente in tutta l’Unione europea, nei confronti di investitori professionali, fondi di investimento alternativi da essi gestiti; essi potranno inoltre gestire fondi alternativi riservati a investitori professionali negli altri paesi dell’Unione europea su base transfrontaliera o con stabilimento di succursali.

Nel quadro normativo tracciato dalla AIFMD si innestano i due regolamenti (Ue) del Parlamento Europeo e del Consiglio nn. 345/2013 e 346/2013, che prevedono regole comuni applicabili ai gestori di fondi europei per il venture capital (Euveca) e di fondi europei per l’imprenditoria sociale (Eusef) e ne permettono la libera commercializzazione, con una particolare denominazione, in tutta l’Unione Europea.

Il 22 luglio 2013 è scaduto il termine di recepimento della direttiva negli ordinamenti nazionali. Nella medesima data sono entrati in vigore i due menzionati regolamenti (Ue) nn. 345/2013 e 346/2013, oltreché il regolamento delegato (Ue) n. 231/2013, che contiene disposizioni attuative della AIFMD.

Considerata l’efficacia diretta, nell’ordinamento nazionale, delle disposizioni dei citati regolamenti comunitari nonché di quelle disposizioni della direttiva che devono ritenersi, per costante giurisprudenza, self-executing in virtù del loro contenuto positivo, chiaro, preciso e dettagliato (tra cui quelle concernenti la disciplina transitoria e l’operatività transfrontaliera dei gestori), la Banca d’Italia e la Consob, in qualità di autorità competenti, hanno emanato una comunicazione congiunta con la quale forniscono – secondo un’impostazione condivisa dal Ministero dell’economia e delle finanze – alcuni chiarimenti ed indicazioni tesi a chiarire le regole applicabili, dal 22 luglio 2013 e sino all’entrata in vigore delle disposizioni nazionali di recepimento della AIFMD, ai gestori alternativi italiani e ai gestori alternativi esteri (comunitari ed extracomunitari) che operano o intendono operare in via transfrontaliera nel territorio italiano. Tali indicazioni risultano coerenti con le disposizioni contenute nello schema di decreto legislativo posto in consultazione dal Ministero dell’economia e delle finanze.

 

il testo

lug 29 2013

Conto di base

Che le banche ricorrano a mille stratagemmi per “arrotondare” le entrate a nostre spese, è cosa nota. Ma questa volta l’hanno fatta grossa!

Solo pochi giorni fa la Banca D’Italia ha recepito alcune direttive europee in relazione alla trasparenza dei servizi bancari e finanziari. In particolare l’ente ha posto l’accento sul cosiddetto “conto di base” (Offerta del conto di base, agosto 2012).

Si tratta di un conto corrente dai costi fissi estremamente contenuti (o nulli) a fronte di un numero predefinito di operazioni. L’ideale, insomma, per chi compie meno di 50 operazioni (prelievi, bonifici, ecc) all’anno.

A chi interessa? A circa una persona su quattro che pur compiendo pochissime operazioni sul proprio c/c, paga decine di euro di costi senza aver mai conosciuto l’esistenza di questa opportunità. Basti pensare ai più anziani che hanno aperto un conto per ricevere la pensione e che risparmierebbero volentieri se solo fossero informati.

D’altra parte, chi ne ha mai sentito parlare? Quali banche lo hanno proposto ai propri clienti? Eppure il servizio dovrebbe essere garantito in qualsiasi banca, visto che è previsto dalla legge.

Non a caso è stato necessario l’intervento della Banca D’Italia che ha (testualmente) dichiarato che “le banche potrebbero non avere adeguati incentivi a promuovere tale servizio”. Per questa ragione, lo stesso ente propone ora di rendere obbligatoria la comunicazione da parte degli istituti bancari. I clienti caratterizzati da una bassa operatività, devono dunque poter scegliere la soluzione più consona alle loro esigenze: il Conto di Base.

Ancora una volta la mancanza di (vera) trasparenza da parte degli istituti bancari viene a galla e rende l’idea di quanto ancora ci sia da fare per difendere i nostri soldi. Si tratta di un film già visto in tutti i campi d’investimento, dalle obbligazioni bancarie alle SICAV estere.

Il punto sembra essere che, nonostante le informazioni a tutela dei risparmiatori siano formalmente disponibili, spesso sono strutturate in modo tale da renderne molto difficile la comprensione. La stessa Banca d’Italia infatti scrive: “La difficoltà nell’elaborare informazioni spesso complesse e nell’effettuare scelte consapevoli, anche a causa di un grado di alfabetizzazione finanziaria non elevato, rende necessario che si attribuisca maggior risalto agli elementi più caratterizzanti del rapporto sia in fase precontrattuale, sia in costanza di relazione.”

Noi una strada per non incappare in brutte sorprese ce l’abbiamo: invitarvi a seguire il nostro blog e a scegliere – informandovi a dovere – solo il meglio per i vostri risparmi.

 

tratto da Risparmiamocelo

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