L’Istituto di Credito ha motivato il proprio reclamo con la motivazione principale che nella determinazione del TAEG erano state comprese anche le spese di assicurazione, che non dovrebbero essere comprese come previsto dalle istruzioni dell’Organo di Vigilanza.

Il Collegio, al contrario, ha respinto il reclamo con la motivazione che le istruzioni della Banca d’Italia hanno valore esclusivamente statistico e orientativo per la giurisprudenza: di fatto, e concordemente alla giurisprudenza di merito anche recente, ai fini del computo del tasso soglia debbono essere ricomprese le spese di assicurazione alla luce del fatto che, come previsto dalla Legge 108/1996, la determinazione del tasso usuraio non può prescindersi dal tenere in considerazione “tutte le commissioni, le remunerazioni a qualsiasi titolo e le spese, escluse quelle per imposte e tasse”.

 

 

Questa sentenza non fa altro che confermare principi già ratificati da molte sentenze, non ultima la sentenza della Corte di Appello di Torino del dicembre 2013 con la quale la Corte ha precisato che le istruzioni della Banca d’Italia che forniscono indicazioni agli intermediari finanziari per la determinazione dei tassi effettivi globali medi “..non hanno alcuna efficacia precettiva nel confronti del Giudice nell’ambito dell’accertamento del tasso applicato….nè devono essere osservate dagli intermediari finanziari quando stabiliscono il tasso di interesse di un determinato rapporto.

 

[via Helpconsumatori.it]