Posts tagged: Assogestioni

Feb 25 2015

Assogestioni chiede l’eliminazione della doppia imposizione degli OICR sottoscritti da imprese

Il direttore Generale di Assogestioni Galli chiede di eliminare la doppia imposizione fiscale sulle quote degli OICR sottoscritti da imprese Italiane.

“Pertanto proponiamo di intervenire per eliminare questa distorsione fiscale introducendo nel decreto recante ‘Misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti’ una norma che abolisca la doppia imposizione economica sui proventi derivanti dalla partecipazione ad OICR azionari afferenti quote detenute nell’esercizio di impresa commerciale, prevedendo l’applicazione del regime fiscale degli utili” spiega Galli.
In particolare, Assogestioni propone l’inserimento nel decreto recante ‘Misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti’ di una norma che preveda il concorso alla formazione del reddito d’impresa nella misura del 49,72 per cento o del 5 per cento dei proventi derivanti dalla partecipazione ad OICR il cui attivo sia investito in misura prevalente in azioni e strumenti finanziari similari di società o enti residenti nel territorio dello Stato e in Stati o territori di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze emanato ai sensi dell’articolo 168-bis del TUIR (e, di conseguenza, l’applicazione della ritenuta di cui agli artt. 26-quinquies del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, e 10-ter della legge 23 marzo 1983, n. 77, solo su detta percentuale di proventi) e sempreché risultino soddisfatte congiuntamente le seguenti condizioni: (a) il valore dell’investimento in azioni e strumenti finanziari similari non risulti inferiore, nel corso dell’anno solare, al 70 per cento del valore dell’attivo, per più di un numero prestabilito di giorni di valorizzazione delle quote o azioni degli OICR; (b) e i redditi dell’OICR derivino in misura almeno pari all’80% dagli investimenti in azioni strumenti finanziari similari.

 

4:54:48 PM

Giu 10 2014

Assogestioni Fondi Italiani nel 2013 200.000 sottoscrittori in più

Maschio, 58 anni, benestante e residente nel Nord Italia. È questo l’identikit del sottoscrittore di fondi comuni italiani. Il profilo emerge dall’aggiornamento dell’indagine annuale pubblicata da Assogestioni intitolata “I sottoscrittori di fondi comuni italiani”. Lo studio intende analizzare la struttura della domanda attraverso la caratterizzazione delle decisioni delle famiglie riguardo l’investimento in fondi comuni istituiti nel nostro Paese.

Dopo un periodo in cui, nel corso degli anni, la partecipazione al mercato dei fondi si è quasi dimezzata, secondo quanto riportato nell’indagine, il totale stimato dei sottoscrittori di fondi comuni italiani nel 2013 ha di nuovo registrato un incremento portandosi a quota 5,6 milioni.

Analizzando la distribuzione del patrimonio, si rileva che oltre mezzo milione di soggetti (il 10%) detiene più della metà del patrimonio complessivo e che il 30% dei sottoscrittori di importi più modesti (oltre un milione e mezzo di individui) investe al massimo circa 5.000 euro.

Sul piano anagrafico, si assiste a un lento ma costante calo della proporzione degli uomini a favore delle donne, che nel 2013 rappresentano il 45% dei sottoscrittori. Analizzando la distribuzione geografica dei sottoscrittori, non si registrano cambiamenti: il 65% degli investitori risiede al Nord; il 18% nel Centro e il restante 17% nel Sud e nelle Isole.

Nel corso del tempo l’incidenza dell’investimento nel comparto azionario e nei fondi bilanciati ha subito una progressiva erosione: a fine 2013, meno del 12% e del 3% dei sottoscrittori concentrava i propri investimenti su questi due segmenti. I fondi flessibili, dal 2006, si sono rapidamente diffusi come prodotti di asset allocation “completi” e oggi rappresentano la scelta principale del 24% dei sottoscrittori. I fondi obbligazionari hanno subito un’ulteriore impennata nell’ultimo biennio, grazie al crescente successo riscosso dai prodotti a cedola.

La modalità di investimento preferita dal 70% degli investitori è il versamento unico (Pic), tuttavia nel corso degli anni il numero di sottoscrittori che ha fatto ricorso in via esclusiva ai piani di accumulo (Pac) è cresciuto e rappresenta a fine 2013 il 20%.

Lo studio completo

Mag 21 2013

AcomeA vendita diretta dal proprio portale

AcomeA dal 23 maggio renderà possibile sottoscrivere i propri fondi dal proprio sito web che da tale data sarà aggiornato.

Due le grandi novità: la totale digitalizzazione del processo di sottoscrizione con la scomparsa di scambi cartacei e la libertà di scegliere tra due soluzioni.
La classe A1, “Full Service”, è destinata a chi vuole delegare, pur condividendole, le scelte legate ad allocazione e gestione del proprio patrimonio. Oltre alle caratteristiche distintive nella gestione dei Fondi di AcomeA SGR, si sceglie anche il supporto di consulenti che, sulla base delle caratteristiche dei singoli investitori, individuano il portafoglio d’investimento adatto alle diverse aspettative ed esigenze.
La classe A2, “Self Service”, è destinata a coloro che vogliono gestire in autonomia i propri investimenti. La classe A2 permette ai risparmiatori più preparati e fiduciosi delle proprie capacità di investire nei prodotti di AcomeA SGR evitando i costi legati alla distribuzione ed alla consulenza.

Libertà di scelta è il claim che dà il via ad importanti novità che si collocano in modo innovativo e centrale all’interno dell’attuale scenario di mercato.
“Abbiamo voluto accelerare il processo che in altri settori del largo consumo, come nei viaggi o nella telefonia, è già una realtà consolidata. AcomeA utilizza la tecnologia per semplificare l’accesso ai servizi e rendere i risparmiatori liberi di scegliere perseguendo i propri interessi e non quelli degli intermediari” – dichiara Alberto Foà, Presidente di AcomeA SGR.
Sono 38 milioni gli italiani che accedono ad internet (Fonte: Audiweb trends 2013 della Doxa) e sono il 40% i risparmiatori che interagiscono con le banche tramite il web, il 5% tramite smartphone (Fonte: Assogestioni).

Con la nuova piattaforma web di AcomeA SGR, semplice e di immediato utilizzo, sarà possibile sottoscrivere un fondo comune d’investimento tranquillamente dal proprio computer di casa, in meno di 15 minuti.

Ora bisogna vedere se altre Sgr seguiranno l’esempio di AcomeA nella vendita diretta ai risparmiatori direttamente dal loro portale web. L’ottimale sarebbe una piattaforma indipendente ove sia possibile negoziare tutte le quote sia di Fondi comuni d’investimento che di Sicav, una specie di borsa valori.

 

Apr 24 2013

Assogestioni a marzo raccolta a +7,3 Mld

A MARZO L’INDUSTRIA RACCOGLIE 7,3 MILIARDI E 19 MILIARDI NEL PRIMO TRIMESTRE. PER IL QUINTO MESE CONSECUTIVO IL PATRIMONIO BATTE IL RECORD SUPERANDO LA QUOTA DEI 1.225 MILIARDI.

A marzo la raccolta è positiva per 7,3 miliardi di euro. Il settore mette a segno un primo trimestre molto positivo con un dato di raccolta che vale più di 19 miliardi. Le Gestioni Collettive contribuiscono con una raccolta che supera i 5,3 miliardi di euro. Il dato, insieme agli oltre 1,9 miliardi provenienti dalle Gestioni di portafoglio, permette all’industria di battere, per il quinto mese consecutivo, il record di patrimonio con asset che superano quota 1.225 miliardi di euro.

Apr 12 2013

Prodotti estero-vestiti

 

da Risparmiamocelo.it

Come mai una banca italiana, che è già proprietaria di una SGR italiana  e che, normalmente, vende i prodotti a clienti italiani dovrebbe costituire una società all’estero, che crea prodotti identici a quelli italiani, e venderli a clienti italiani?

Buona parte del risparmio gestito si trova oramai all’estero in fondi estero-vestiti, in cui noi risparmiatori perdiamo non una, ma  due volte: direttamente a causa degli elevati costi di gestione e dei vincoli meno stringenti che regolano le attività finanziarie all’estero ed, indirettamente, a causa dell’arbitraggio fiscale.

Assogestioni – l’associazione italiana del risparmio gestito – indica nella sua Mappa Trimestrale che, a fine 2012, il patrimonio totale di fondi gestiti in Italia ammontava a circa 481 miliardi di euro. Di questi, solamente 148 miliardi sono gestiti da fondi tricolore, altri 124 miliardi sono in gestione presso fondi stranieri che operano in Italia e i rimanenti 209 miliardi sono gestiti attraverso società estero-vestite, cioè da fondi d’investimento di diritto estero, tipicamente irlandese o lussemburghese, che fanno però capo a società (banche o SGR) italiane.

Banca d’Italia riporta in uno studio sulle performance delle società di gestione del risparmio, che “le analisi sembrano ritenere che la performance al netto delle commissioni sarebbe esigua o addirittura nulla, in quanto l’extrarendimento generato sarebbe quasi interamente assorbito sotto forma di commissioni retrocesse alla rete di distribuzione e alla struttura proprietaria”. Infatti, abbiamo già visto come, da molti anni, vi sia una ripartizione iniqua dei proventi derivanti dagli investimenti che lascia ai risparmiatori solo il 40% del rendimento lordo. Il resto viene per lo più trattenuto da chi vende (distribuisce) i fondi – banche e reti di promotori finanziari.

Alla luce di tutto questo, i tanti fondi estero-vestiti sono in grado di danneggiare duplicemente il risparmiatore.

1)      Attraverso norme meno severe sui prodotti finanziari

I fondi italiani operano secondo vincoli normativi che tutelano l’investitore finale seguendo il Regolamento per la gestione collettiva del risparmio. Per sfuggire a delle regole più stringenti, imposte da Banca d’Italia, è diventata prassi delle banche ed alcune SGR farsi autorizzare all’estero per poi vendere i propri prodotti in Italia sfruttando la libera circolazione di beni e prodotti dell’Unione Europea.

Prendiamo ad esempio il caso dei fondi a cedola con distribuzione di proventi che tipicamente applicano delle commissioni di performance – commissioni legate al buon rendimento del fondo.

Secondo il  Provvedimento dell’8 Maggio 2011 della Banca d’Italia, i fondi italiani devono calcolare le commissioni di performance utilizzando un periodo minimo di 12 mesi mentre le Sicav lussemburghesi, come altri OICR di diritto estero, godono di un’ampia discrezionalità e utilizzano orizzonti temporali più brevi: si moltiplicano così i momenti in cui possono essere prelevate le commissioni dalle nostre tasche. Chi investe in fondi esteri o estero-vestiti rischia di pagare commissioni multiple complessivamente molto più elevate e non necessariamente giustificate dall’effettiva performance dell’anno.

2)      L’arbitraggio fiscale

Il 90% delle società di gestione del risparmio in Italia fa capo a delle banche. Le banche ed i distributori di fondi e Sicav trattengono una parte sostanziosa delle commissioni (42-48%) trasferendo il rimanente 12-18% ai gestori dei fondi. Ma, nel caso delle società estero-vestite, dopo il danno arriva la beffa. Le banche italiane con fondi esteri cercano infatti di inviare la maggior parte delle commissioni all’estero dove, usufruendo di un’imposizione fiscale molto più leggera, possono pagare meno tasse e trasferire poi i proventi attraverso forme meno tracciabili dal fisco. Fortunatamente, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di dare uno sguardo ai conti di società e banche e così, le istituzioni bancarie – ultima delle quali è Mediolanum – si vedono contestare centinaia di milioni di euro. Milioni di euro di tasse che spettano allo Stato italiano e che ci appartengono.

Per fortuna, c’è anche qualcuno che si comporta in modo corretto. Si stanno radicando sempre di più sul territorio italiano delle società di gestione del risparmio che sono indipendenti da banche e che operano con criteri di maggior trasparenza, offrendo prodotti a commissioni ridotte e trasparenti  creati senza bisogno di andare all’estero.

Se tu non sai, a qualcuno conviene. Prima di comprare un prodotto italiano estero-vestito,  chiediti come mai qualcuno te lo sta proponendo e quali sono le alternative.

Feb 19 2013

Assogestioni – Mappa risparmio gestito 4 trimestre

2012: Il patrimonio gestito segna un nuovo record con 1.195 mld di euro. La raccolta dell’anno è ancora in flessione (-12mld, -41mld nel 2011). In attivo il comparto dei fondi con una raccolta di oltre 1 miliardo.

  IV TRIMESTRE 2012
Raccolta -4,9 mld euro -11,8 mld euro
Fondi Aperti +1,5 mld euro +1,2 mld euro
Fondi di diritto estero +2,3 mld euro +15 mld euro
Fondi Obbligazionari +6,7 mld euro +23 mld euro
Fondi Flessibili +1 mld euro +435 mln euro
Patrimonio complessivo 1.195 mld euro

Alla fine del quarto trimestre il patrimonio segna un nuovo record per l’industria italiana della gestione, gli asset sfiorano oggi i 1.200 miliardi di euro. La raccolta nei tre mesi è stata negativa per 4,9 miliardi di euro, circa 12 nel corso dell’intero anno.

Il 56% delle masse è investito nelle Gestioni di Portafoglio (670 mld), il restante 44% è invece custodito nelle casse delle Gestioni Collettive (525 mld). Queste ultime registrano, durante il 4° trimestre, una raccolta positiva pari a 1,6 miliardi di euro. Dall’inizio dell’anno il risultato ammonta a 2,6 miliardi di euro.

I flussi si concentrano in prevalenza sui prodotti Obbligazionari che raccolgono 6,7 miliardi di euro nel trimestre e più di 23 miliardi nel corso dei 12 mesi. In territorio positivo anche i fondi Flessibili.

Rilevante il risultato dei Fondi di diritto estero che archiviano il 4° trimestre con 2,3 miliardi di raccolta, quasi 15 i miliardi raccolti nel 2012. Sono invece negativi i flussi per i fondi di diritto italiano.

Le Gestioni di portafoglio archiviano il trimestre con deflussi pari a 6,5 miliardi. Allargando l’orizzonte temporale a 12 mesi i disinvestimenti ammontano a 14,5 miliardi di euro. Nel comparto una nota positiva è data dal risultato delle sottoscrizioni registrate dalle gestioni di patrimoni previdenziali che nei tre mesi in esame registrano afflussi per 920 milioni di euro, un risultato che sale oltre quota 3,5 i miliardi nel corso dell’intero 2012.

Gen 24 2013

Assogestioni il rapporto sul risparmio gestito a dicembre 2012

I DEFLUSSI DALLE GESTIONI DI PORTAFOGLIO INFLUENZANO LA RACCOLTA MA NON FRENANO LA CRESCITA DEL PATRIMONIO

 

Raccolta del mese di dicembre  – 4.3 mld euro
Patrimonio complessivo 1.199 mld euro
Fondi Obbligazionari + 2 mld euro
Fondi Flessibili + 478 mln euro
Fondi di diritto estero + 154 mln euro
Fondi di diritto italiano + 51 mln euro

 

 

Il settore del risparmio gestito chiude il mese di dicembre con 4,3 miliardi di riscatti. La raccolta delle Gestioni Collettive, positiva per oltre 200 milioni di euro, non riesce a fronteggiare le operazioni di disinvestimento avvenute sulle Gestioni di Portafoglio (4,6 miliardi). Nonostante i deflussi il patrimonio, grazie all’effetto performance, continua a crescere a quota 1,2 trilioni di euro.

Nelle Gestioni Collettivesono in territorio positivo sia i Fondi di diritto italiano con una raccolta di 51milioni di euro sia i prodotti di diritto estero che riscuotono oltre 150 milioni di euro. Fondi aperti e Fondi chiusi detengono il 44% degli asset under management dell’industria (530 miliardi di euro).

I Fondi Obbligazionari continuano ad attrarre l’interesse dei risparmiatori che affidano ai gestori 2,1 miliardi di euro. Positiva anche la raccolta dei Fondi Flessibili con un risultato di 480 milioni di euro.

 

I dati della Mappa mensile hanno natura preliminare e costituiscono un’anticipazione delle informazioni, più precise, dettagliate e complete, pubblicate nella corrispondente Mappa trimestrale alla quale è opportuno fare riferimento per qualunque finalità diversa da quella di un aggiornamento rapido e indicativo.

Dic 21 2012

Risparmio gestito a novembre raccolta positiva

A novembre la raccolta torna positiva con sottoscrizioni per quasi 1 miliardo di euro. Il patrimonio del settore sfiora gli 1,2 trilioni, stabilendo un nuovo record assoluto (1.196 miliardi) per l’industria italiana del risparmio gestito.

Giu 26 2012

Assogestioni pubblicato Fact Book 2011

Assogestioni annuncia la pubblicazione del nuovo Fact Book 2011, la guida italiana al risparmio gestito, giunto quest’anno alla sua dodicesima edizione. Il volume ospita come di consueto i contributi e le analisi dell’associazione riguardo le novità e i principali avvenimenti che hanno interessato il settore nel corso dell’anno precedente.

In questa edizione l’attenzione degli autori si è concentrata, in particolare, sugli effetti della crisi finanziaria che ha compromesso la capacità di risparmio dei privati, e sulle conseguenze per il settore del risparmio gestito. Tra i vari temi è stato dedicato spazio alle evoluzioni normative e fiscali che hanno interessato il settore, come l’implementazione della direttiva UCITS IV e la riforma della tassazione dei fondi italiani.

Scarica Fact Book 2011

Nov 17 2011

Assogestioni mappa trimestrale risparmio gestito

3° TRIMESTRE: IL SETTORE CHIUDE CON UNA RACCOLTA SOTTO LA PARITÀ. BENE LE GESTIONI DI PORTAFOGLIO DEI GRUPPI ESTERI. IN POSITIVO ANCHE LE GESTIONI PREVIDENZIALI.

Alla fine del trimestre di riferimento il patrimonio gestito dall’industria del risparmio gestito ammonta a 958 miliardi di euro; gli asset sono equamente ripartiti tra Gestioni Collettive e Gestioni di Portafoglio. Tra queste ultime un contributo positivo arriva dalla raccolta messa a segno dai gruppi Esteri (500 milioni di euro). Il settore chiude il periodo di rilevazione con 11,7 miliardi di flussi in uscita.

Le Gestioni Collettive archiviano il trimestre con 9,3 miliardi di euro in uscita. Per i prodotti di diritto italiano i deflussi ammontano a 7 miliardi di euro. Al 30 settembre il patrimonio gestito in Fondi è di oltre 431 miliardi di euro, il 62% dei quali è investito in prodotti di diritto estero.

Le Gestioni di Portafoglio detengono un patrimonio di 487 miliardi di euro. Alla raccolta, negativa nel trimestre, pari a 2,4 miliardi di euro, si antepone il risultato positivo delle Gestioni di patrimoni Previdenziali  (624 milioni di euro).

Il rapporto completo 1 e 2.

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