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Mar 06 2015

Come si applica la prescrizione nei Fondi Pensione

Questa è la risposta di Covip ad un Fondo Pensione in materia di prescrizione.

Oggetto: Quesito in materia di prescrizione dei diritti di riscatto, trasferimento e mantenimento della posizione individuale per perdita dei requisiti di partecipazione

(lettera inviata a un fondo pensione preesistente a contribuzione definita)

Con lettera del … codesto Fondo ha posto un quesito relativo alla prescrittibilità dei diritti di riscatto, trasferimento o mantenimento della posizione individuale a seguito della perdita dei requisiti di partecipazione al Fondo.

In particolare, è stato chiesto se il mancato esercizio del diritto di riscatto, trasferimento o mantenimento della posizione presso il Fondo, nel termine di cinque anni, o in alternativa di dieci anni, dalla data di perdita dei succitati requisiti, determini il maturare della prescrizione estintiva quinquennale (ex 2947 c.c.) o la prescrizione decennale (ex art. 2946 c.c.).

Nel porre il quesito, codesto Fondo muove da una fattispecie concreta, riguardante una richiesta di informazioni relativa all’ammontare della posizione individuale presentata al Fondo da parte di un aderente nel febbraio 2014, dopo più di dieci anni dal verificarsi della situazione di perdita dei requisiti di partecipazione (avvenuta nel 2003).

Come rappresentato nella sopra citata nota, l’aderente durante detto periodo non ha mai esercitato espressamente alcuna facoltà, sicché il Fondo, nel 2008, dopo cinque anni di inerzia da parte del titolare della posizione decorrenti dal verificarsi della situazione di perdita dei requisiti, ha provveduto a cancellare l’iscrizione e a incamerare l’ammontare maturato.

Al riguardo, si osserva preliminarmente che nell’ambito della previdenza complementare non vi sono norme speciali in tema di prescrizione. Trovano pertanto applicazione i principi di carattere generale dettati dal codice civile.

In particolare occorre considerare che, a norma dell’art. 2934 c.c. e seguenti del codice civile la “prescrizione” di un diritto è determinata dall’inerzia del titolare, il quale si astiene dal far valere il proprio diritto per il tempo determinato dalla legge. Il termine di prescrizione comincia a decorrere dal momento in cui il diritto può essere esercitato ed ha la durata ordinaria di dieci anni, ma per particolari rapporti la normativa codicistica stabilisce “prescrizioni brevi” aventi durata inferiore.

La giurisprudenza che si è occupata della questione della prescrizione dei diritti pensionistici nascenti dalla partecipazione alla previdenza complementare si è pronunciata, nello specifico, sul profilo inerente alla prescrizione delle prestazioni pensionistiche erogate sotto forma di rendita periodica. In ordine a tali prestazioni, la giurisprudenza ha fatto leva sulla dimensione privatistica e volontaria dell’iscrizione al fondo per ritenere applicabile ai ratei pensionistici di previdenza complementare la prescrizione quinquennale di cui all’art. 2948 n. 4 c.c., trattandosi di prestazioni da pagarsi periodicamente nell’ambito di un rapporto di origine contrattuale.

Non risultano invece pronunce relative alla prescrizione delle altre prestazioni erogate in unica soluzione.

Il principio della prescrizione quinquennale espresso dalla giurisprudenza per l’ipotesi della rendita pensionistica non sembra, tuttavia, poter riguardare il diverso caso in cui l’iscritto perda i requisiti di partecipazione al fondo prima del pensionamento. In tale eventualità, infatti, non sussistono singoli ratei pensionistici da liquidare, in quanto la perdita dei requisiti di partecipazione prima del pensionamento, ai sensi dell’art. 14 del d.lgs. n. 252 del 2005 – e prima ancora ai sensi dell’art. 10 del d.lgs. n. 124 del 1993 –, dà luogo alla possibilità di esercitare le diverse opzioni previste dall’ordinamento, consistenti nel riscatto o nel trasferimento della posizione.

In questo caso non troverebbe quindi applicazione la prescrizione breve quinquennale ma quella ordinaria decennale (ex art. 2946 c.c.), mentre non può essere in alcun modo invocata l’applicazione dell’art. 2947 c.c., avente riguardo alla diversa ipotesi della prescrizione del risarcimento del danno derivante da fatto illecito, che qui non rileva.

Inoltre, poiché la partecipazione al fondo pensione comporta l’adesione alle disposizioni contrattuali che ne regolano il funzionamento, si ritiene che la disciplina dei diritti e degli obblighi debba essere individuata avendo in primo luogo presente la regolamentazione pattizia del rapporto, nell’ambito della quale per le forme negoziali assumono rilievo le disposizioni che ciascun fondo adotta sulla base dello Schema di Statuto predisposto dalla COVIP e approvato con Deliberazione della Commissione del 31 ottobre 2006.

Sul punto si ha presente che, in base alle previsioni di cui all’art. 12 del citato Schema di Statuto, l’iscritto che perda i requisiti di partecipazione prima del pensionamento può esercitare, oltre alla facoltà del riscatto e trasferimento della posizione, anche la facoltà di mantenere la posizione individuale presso il fondo.

La scelta di mantenere la posizione presso il fondo non necessita di una manifestazione di volontà in forma espressa, desumendosi, per comportamento concludente, dal mancato esercizio delle opzioni alternative del riscatto o del trasferimento della posizione ad altra forma di previdenza complementare.

Sotto tale profilo la Commissione ha avuto modo di esprimersi chiaramente nelle Direttive generali alle forme pensionistiche complementari, approvate il 28 giugno 2006, nelle quali si è rilevato che “in difetto dell’esercizio dell’opzione [di trasferimento o riscatto] da parte dell’iscritto dovrà trovare automatica applicazione la regola del mantenimento della posizione presso la forma pensionistica”.

In conformità a tale affermazione la Commissione si è successivamente pronunciata in una risposta a quesito inviata a un fondo pensione preesistente nel marzo 2011, avente ad oggetto il termine per esercitare il riscatto per perdita dei requisiti dei partecipazione. In tal caso, considerato che le previsioni statutarie della forma pensionistica erano conformi allo Schema di Statuto e in linea con le citate Direttive, la Commissione ha ritenuto che la facoltà di riscattare la posizione permanga in capo all’aderente finché perduri la situazione legittimante l’esercizio della stessa, vale a dire la perdita dei requisiti di partecipazione al fondo pensione.

Per quanto riguarda nello specifico la disciplina adottata da codesto Fondo, si rileva che lo Statuto è stato adeguato allo Schema predisposto dalla COVIP nell’agosto del 2009, successivamente all’incameramento della posizione dell’aderente avvenuto nel 2008.

In base a quanto rappresentato si ritiene che l’incameramento della posizione effettuato da codesto Fondo dopo cinque anni, nel presupposto che il diritto si fosse estinto per prescrizione, non sia conforme alle previsioni di legge in tema di prescrizione ordinaria decennale.

Inoltre, poiché nell’agosto 2009 codesto Fondo ha inserito nel proprio Statuto la previsione del mantenimento della posizione, a decorrere dalla stessa data non avrebbe potuto ritenere prescritti i diritti dell’aderente neanche dopo dieci anni di inerzia, atteso che dal 2009 nel rapporto di partecipazione al Fondo vige la regola del mantenimento automatico della posizione, qualora non vengano esercitate le opzioni alternative del trasferimento o del riscatto della posizione.

Il Presidente f.f.

Ott 20 2013

Polizze dormienti verso il riparto per il secondo bando

Con un pò di ritardo da quando ho avuto questa notizia, vi informo che le domande di rimborso per il secondo bando Consap sono state superiori alla cifra disponibile. Quindi i rimborsi averranno pro quota, al momento non sono in grado di dirvi la percentuale di rimborso.

Al momento non sono previsti ulteriori bandi per il rimborso delle polizze dormienti.

Un grazie particolare al Dr. Antonio Lirosi, responsabile consumatori del Pd.

A causa di miei problemi personali il Blog viene aggiornato molto lentamente e di rado e molto probabilmente sarà chiuso.

Giu 13 2013

Polizze dormienti riapertura termini sino 13 settembre 2013, per prescrizioni sino al 31-12-09

Il Ministero dello Sviluppo Economico – utilizzando i fondi provenienti dalle multe antitrust e destinati ad iniziative a favore dei consumatori – ha affidato a Consap la gestione delle domande di rimborso delle somme relative alle c.d. “Polizze Dormienti” affluite al fondo di cui all’art. 1, comma 343, della legge n. 266/2005.

Per gli utenti

Per consultare il secondo avviso di presentazione delle domande clicca qui.

Le domande di rimborso possono essere presentate fino al 13 settembre 2013.

Clicca qui per scaricare la domanda.

Per gli intermediari

Gli intermediari sono tenuti al rilascio dell’attestazione di cui all’art. 1 del D.P.R. 22 giugno 2007, n. 116 (compagnie assicuratrici, banche, o altri soggetti che esercitano l’assicurazione sulla vita) conforme al modello pubblicato su questo sito, in cui si attesti:

  • Di aver trasferito il capitale assicurato al Fondo “rapporti dormienti” (indicando la data del versamento, l’importo e il numero del CRO);
  • Di aver rifiutato la prestazione assicurativa, opponendo l’intervenuta prescrizione, con contestuale impegno a non provvedervi in futuro.
  • La data di scadenza della polizza / La data del decesso dell’assicurato.

Per scaricare il modello di attestazione di devoluzione di somme al Fondo di cui all’art. 1,comma 343, legge n. 266/2005 clicca qui.

Giu 03 2013

Polizze dormienti le associazioni consumatori denunciano!

tratto da Helpconsumatori.it

Polizze dormienti di nuovo sotto attacco: scarsa chiarezza, problemi di comunicazione e disparità di trattamento per i possessori. A sollevare la questione sono 13 Associazioni dei consumatori che denunciano una nuova disposizione, contenuta nel DL 179/2012, “Ulteriori misure urgenti per la crescita e lo sviluppo del Paese”, che riguarda i beneficiari di polizze dormienti. Le AACC hanno chiesto un incontro con l’IVASS e un’audizione alle Commissioni Parlamentari competenti per modificare l’attuale struttura della norma.

Si tratta di ACU, Adiconsum, ADOC, Adusbef, Altroconsumo, Assutenti, Codici, Confconsumatori, Casa del Consumatore, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento consumatori e Movimento difesa del Cittadino che spiegano in una nota le motivazioni della protesta.

L’art.22 comma 14  modificato dalla legge di conversione 221/2012 recita: “Al fine di superare possibili disparità di trattamento tra i consumatori nel settore delle polizze vita, il secondo comma dell’articolo 2952 del codice civile è sostituito dal seguente”: “Gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione si prescrivono in due anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda, ad esclusione del contratto di assicurazione sulla vita i cui diritti si prescrivono in dieci anni”.

Le Associazioni ricordano che già nel 2008 una nuova legge fece cadere nel caos migliaia di risparmiatori che improvvisamente si videro rifiutare il pagamento di polizze stipulate dai loro genitori in quanto erano oramai prescritte perché erano passati 2 anni dalla morte dell’assicurato e per questo dovevano essere trasferite al Fondo dormienti. Allora fu un decreto legge a modificicare la legge sugli strumenti dormienti introducendo il comma 345 quater dell’articolo 1 nella legge 266/2005 secondo cui “Gli importi dovuti ai beneficiari dei contratti di cui all’articolo 2, comma 1, del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, che non sono reclamati entro il termine di prescrizione del relativo diritto, sono devoluti al fondo di cui al comma 343”. Il comma 2 ter del dl 134/2008 ha fissato questo termine di prescrizione in 2 anni dal giorno in cui si è verificato il diritto ( ad esempio la morte dell’assicurato o la scadenza della polizza).

Ma a seguito della protesta delle Associazioni dei consumatori, ascoltata da alcuni parlamentari, il termine fu modificato e portato, con l’articolo 22 comma 14, di nuovo a 10 anni per evitare così una disparità di trattamento tra i titolari di conti correnti dormienti e i titolari di polizze vita.

Adesso, questa “nuova norma risolve la situazione per il futuro, in quanto, dall’entrata in vigore del provvedimento tutte le polizze avranno un termine di prescrizione di 10 anni, ma purtroppo, allo stato attuale, non vale per le polizze già scadute e prescritte i cui capitali sono stati già devoluti, dal 2008 in avanti, al Fondo dormienti gestito da Consap”. “Per evitare disparità di trattamento  fra i vari possessori di tali polizze – scrivono le Associazioni in una nota – chiediamo che si dia la possibilità agli aventi diritto – (beneficiari ed eredi) – di riavere indietro i capitali già devoluti facendo una richiesta al Fondo dormienti entro 10 anni dalla morte dell’assicurato o dalla scadenza della polizza, come peraltro già accade per i conti dormienti per i quali gli aventi diritto possono riavere indietro il denaro devoluto al Fondo dormienti entro 10 anni dalla devoluzione”.

“Rendendo retroattiva la prescrizione di 10 anni anche per le polizze in scadenza nel 2008, si eviterebbero tutti i profili di incostituzionalità che comunque sono abbastanza evidenti a causa della disparità di trattamento tra correntisti e beneficiari di polizze. Si porrebbe così fine ad un’ingiustizia iniziata nel 2008 e che ha coinvolto tantissime persone, come dimostrano le molte segnalazioni che ci sono arrivate in questi anni  e continuano ad arrivare, anche perché nel frattempo banche e assicurazioni continuano a non informare adeguatamente i clienti delle nuove norme sulla dormienza.

Il 15 aprile è scaduto il termine per risvegliare le polizze dormienti prescritte prima del 29 ottobre 2008. “Un vero fallimento visto che dei 7,5 milioni di euro messi a disposizione per i rimborsi sono stati richiesti solo 2 milioni di euro” denunciano le Associazioni “In effetti il rimborso è stato poco pubblicizzato e comunque limitato a casi numericamente ridotti. Abbiamo verificato che anche dopo il 28 ottobre 2008, (quindi dopo l’entrata in vigore della nuova normativa sulla dormienza per le polizze), molti titolari hanno scoperto solo al momento della richiesta di non avere alcun accesso al capitale perché devoluto dalla compagnia al Fondo dormienti.

Inoltre, c’è stata una totale mancanza di comunicazione soprattutto nei confronti di clienti a cui gli stessi assicuratori/agenti bancari/agenti sportello postale avevano consigliato al momento della morte dell’assicurato di non rimborsare subito la polizza ma di tenerla in vita perché c’era tempo fino a 10 anni dalla morte, come peraltro prevedeva la prassi seguita dalle compagnie. Alcune condizioni di polizza riportano proprio esplicitamente questa fattispecie: “possibilità di ottenere il capitale fino a 10 anni dall’evento che dà diritto al pagamento”.

Feb 25 2013

Analisi sulle polizze dormienti

Lo scorso 20 febbraio la trasmissione Il Salvadanaio di Radio24 diretto da Deborah Rosciani è tornata sull’argomento delle c.d. polizze dormienti. Nella puntata erano presenti l’Avv. Giulio Ascioti, responsabile  dei fondi di  Solidarietà della Consap, e l’Avv. Marco  Gagliardi di Movimento Consumatori. Nella trasmissione non è stato detto di nuovo per i lettori di questo Blog.

Come al solito non è uscito alcun dato sulle cifre devolute al Fondo vittime delle frodi finanziarie. L’Avv. Ascioti ha ribadito che le domande di rimborso presentate prima del 13 febbraio 2013 dovranno essere ripresentate secondo lo schema previsto dal Bando. Ha affermato che sinora sono “poche” queste richieste di rimborso, ma sarebbe opportuno far notare alla Consap che a quei “pochi” che hanno richiesto il rimborso prima del 13 febbraio potrebbero inviare una lettera per ricordare che è stato emanato un bando. Non tutti seguono internet o leggono i giornali. Consap essendo una società a controllo pubblico ha il dovere di informare queste “poche” persone.

Si è parlato che se le somme richieste saranno superiori alla cifra stanziata si andrà al riparto, cosa molto probabile che accadrà. Il rimborso non avverrà prima del 14 ottobre 2013. Se saranno inferiori sarà riaperto il bando per soddisfare altre richieste, questo accadrà se il bando non avrà sufficiente diffusione.

Un aspetto di cui non si è parlato ma che le varie autorità (Ministero Sviluppo Economico, Ivass) farebbero bene  a chiarire è  sulla data di inizio della prescrizione. Sul bando é  scritto 1 gennaio 2006 ma forse si ci dimentica che la legge 166-08 è del 28 ottobre 2008 quindi secondo logica solo le polizze che si sono prescritte dal 29 ottobre 2006 dovevano essere versate al Fondo. Quindi qualcuno di cui sopra dovrebbe spiegare perché sono finite al fondo polizze prescritte prima del 28 ottobre 2006. Tutte le somme prescritte prima del 28 ottobre 2006 non dovevano restare nelle disponibilità delle compagnie? E le richieste di rimborso, anche se le compagnie possono opporre la prescrizione (vecchio  art. 2952 c.c. di 1 anno),   dovrebbero essere fatte direttamente alle compagnie per le prescrizioni antecedenti il 28 ottobre 2006? Quindi chi di dovere farebbe bene a chiarire la questione in modo preciso ed esauriente.

E’ bene ricordare che i soldi di queste polizze sono risparmi (non frutto di sinistri assicurativi come comunemente si cerca di far intendere), il risparmio è tutelato dall’art. 47 della Costituzione della Repubblica Italiana, ed il legislatore farebbe bene a riformare la legge 266-05 e successive norme legislative prevedendo la restituzione delle somme rivenienti le polizze vita prescritte ed i buoni fruttiferi postali  perché qui siamo in presenza di un esproprio (nella sostanza) senza il pagamento di alcun corrispettivo (vietato dall’art. 43 della Costituzione).

L’Avv. Gagliardi di Movimento Consumatori ha perso la baldanza dello scorso intervento in trasmissione senza aggiornarci sugli esiti delle conciliazioni con Poste Vita in merito al provvedimento 21913 dell’Antitrust. Forse quelle conciliazioni hanno avuto esito negativo? Ma l’Avv. Gagliardi ha pensato di rivolgersi direttamente all’Antitrust illustrando il comportamento di Poste Vita? Ha iniziato qualche causa test in Tribunale? Movimento Consumatori ha pensato di proporre ai beneficiari di polizze prescritte un prezzo fisso (orientato ai costi) per poter intraprendere un’azione legale in Tribunale?

Ora non ci resta sperare nella prossima legislatura per una rapida e totale soluzione al problema delle polizze dormienti con una vera riforma in materia di tutte le tipologie di conti dormienti prevedendo il risveglio per tutti gli strumenti finanziari ed assicurativi che vengono devoluti al Fondo vittime frodi finanziarie. Evitando anche che le somme devolute sia effettivamente impegnate nel risarcimento delle frodi finanziarie e non usate per finanziare le social card come avvenuto nel passato.

Dic 14 2012

Il Dl 179/2012 è legge

La Camera dei Deputati ha approvato il DL 179/2012. Ora il Decreto Sviluppo 2 è legge dello Stato.

Ricordo che la prescrizione delle polizze vita è stata elevata da 2 anni a 10 (art. 2952 c.c.)  con decorrenza 20 ottobre 2012. I promotori finanziari e gli agenti assicurativi non sono soggetti all’iscrizione all’OAM.

Dic 06 2012

Fiducia al Senato al DL 179/2012

Il Senato ha concesso la fiducia al Governo sul DL 179/2012. Nel maxiemendamento che ha quasi riscritto il decreto sviluppo 2 la norma della prescrizione sulle polizze vita è rimasta a 10 anni, mentre per le polizze danni è rimasta a 2 anni.

Gli agenti assicurativi non sono tenuti ad iscriversi all’OAM, questa norma nei fatti vale anche per la stragrande maggioranza dei promotori finanziari essendo questi ultimi  quasi tutti iscritti al Rui.

 

Nov 22 2012

Polizze dormienti tutti gli emendamenti all’art. 22 del DL 179/2012

Di sotto pubblico tutti gli emendanti presentati dai Senatori al comma 14 dell’art 22 del DL 179/2012 in discussione alla Commissione Industria del Senato.

Solo l’emendamento 22.74 ha la retroattività alla norma, da notare che è stato presentato solo dai Senatori del Pd (prima firmataria la Sen Anna Rita Fioroni che già in passato si è occupata del problema)  mentre gli altri emendamenti sono bipartisan.

Ora bisogna sperare che questo emendamento sia approvato in modo che si risolva definitivamente il problema della polizze dormienti.

 

22.63

GHIGO, IZZO

Sostituire il comma 14, con il seguente:

«14. Al fine di superare possibili disparità di trattamento tra i consumatori nel settore delle polizze vita, il secondo comma dell’articolo 2952 del codice civile è così sostituito:

”Gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione si prescrivono in due anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda, ad esclusione del contratto di assicurazione sulla vita i cui diritti si prescrivono in dieci anni”».

 

22.64

FIORONI, ARMATO, DE SENA, GARRAFFA, LATORRE, SANGALLI, TOMASELLI

Sostituire il comma 14, con il seguente:

«14. Al fine di superare possibili disparità di trattamento tra i consumatori nel settore delle polizze vita, il secondo comma dell’articolo 2952 del codice civile è così sostituito: «Gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione si prescrivono in due anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda, ad esclusione del contratto di assicurazione sulla vita i cui diritti si prescrivono in dieci anni».

 

22.65

GERMONTANI

Sostituire il comma 14, con il seguente:

«14. Al fine di superare possibili disparità di trattamento tra i consumatori nel settore delle polizze vita, il secondo comma dell’articolo 2952 del codice civile è così sostituito:

”Gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione si prescrivono in due anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda, ad esclusione del contratto di assicurazione sulla vita i cui diritti si prescrivono in dieci anni”».

 

22.66

PARAVIA

Sostituire il comma 14 con il seguente:

«14. Al fine di superare possibili disparità di trattamento tra i consumatori nel settore delle polizze vita, il secondo comma dell’articolo 2952 del codice civile è così sostituito:

”Gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione si prescrivono in due anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda, ad esclusione del contratto di assicurazione sulla vita i cui diritti si prescrivono in dieci anni”».

 

22.67

FIORONI, ARMATO, DE SENA, GARRAFFA, LATORRE, SANGALLI, TOMASELLI, ANDRIA

Sostituire il comma 14 con il seguente:

«14. Al fine di superare possibili disparità di trattamento tra i consumatori nel settore delle polizza vita, al secondo comma dell’articolo 2952 del codice civile è aggiunto, in fine, il seguente periodo:

”Limitatamente al ramo Vita, i diritti di cui al periodo precedente si prescrivono in dieci anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda”».

 

22.68

GHIGO

Sostituire il comma 14 con il seguente:

«14. Al fine di superare possibili disparità di trattamento tra i consumatori nel settore delle polizza vita, al secondo comma dell’articolo 2952 del codice civile è aggiunto, infine, il seguente periodo: ”Limitatamente al ramo Vita, i diritti di cui al periodo precedente si prescrivono in dieci anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda”».

 

22.69

SANGALLI

Sostituire il comma 14 con il seguente:

«14. Al fine di superare possibili disparità di trattamento tra i consumatori nel settore delle polizza vita, al secondo comma dell’articolo 2952 del codice civile è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ”Limitatamente al ramo Vita, i diritti di cui al periodo precedente si prescrivono in dieci anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda.”».

 

22.70

BUGNANO

Al comma 14, nel secondo comma dell’articolo 2952 ivi richiamato, aggiungere il seguente periodo: «I diritti derivanti dall’assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore si prescrivono in tre anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda.».

22.71

GERMONTANI

Al comma 14, sostituire le parole da: «il secondo comma» fino alla fine del comma con le seguenti: «dopo il secondo comma dell’articolo 2952 del codice civile aggiungere il seguente: ”Nell’assicurazione sulla vita, il diritto alla riscossione della somma assicurata si prescrive in dieci anni dal giorno in cui può essere fatto valere.”».

22.72

CASOLI

Al comma 14, sostituire le parole da: «il secondo comma» fino alla fine del comma con le seguenti: «dopo il secondo comma dell’articolo 2952 del codice civile e aggiunto il seguente: ”Nell’assicurazione sulla vita, il diritto alla riscossione della somma assicurata si prescrive in dieci anni dal giorno in cui può essere fatto valere.”».

22.73

BUGNANO

Al comma 14, sostituire le parole da: «il secondo comma» fino alla fine del comma medesimo con le seguenti: «dopo il secondo comma dell’articolo 2952 del codice civile è aggiunto il seguente: ”Nell’assicurazione sulla vita, il diritto alla riscossione della somma assicurata si prescrive in dieci anni dal giorno in cui può essere fatto valere.”».

22.74

FIORONI, ARMATO, DE SENA, GARRAFFA, LATORRE, SANGALLI, TOMASELLI

Dopo il comma 14, aggiungere i seguenti:

        «14-bis. Le disposizioni di cui al comma 14 si interpretano nel senso che le stesse acquistano efficacia a decorrere dal 28 ottobre 2008.

        14-ter. Per far fronte ai maggiori oneri di cui al comma 14-bis, le compagnie anticipano le risorse relative ai rimborsi dovuti agli aventi diritto. Le medesime compagnie sono rimborsate, per un importo non superiore al 10 per cento in ragione di anno fino a concorrenza dei relativi oneri, a valere sulle risorse del Fondo di cui all’articolo 148, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388.».


 

Nov 05 2012

Polizze dormienti emandare l’art. 22 comma 14 del DL 179/2012

In sede di conversione del DL 179/2012 (crescita 2) l’art. 22 comma 14 dovrebbe essere emendato per consentire agli sfortunati beneficiari di polizze dormienti del periodo 28 ottobre 2008 al 19 ottobre 2010 di poter usufruire dell’elevazione della prescrizione dai 2 ai 10 anni. Basta aggiungere al testo che la norma è retroattiva dal 28 ottobre 2008.

Facendo questo sorgerà il problema della copertura finanziaria. Si potrebbe ovviare in questo modo. Le compagnie anticipano i soldi per i rimborsi, queste ultime sarebbero rimborsate annualmente con una percentuale delle multe destinate ai consumatori. Più o meno come si è fatto per rimborsare i beneficiari delle polizze prescritte prima del 28 ottobre 2008 i cui proventi sono stati versati al Fondo vittime crack finanziari gestito da Consap.

Un altro aspetto che si deve tener conto sull’elevazione della prescrizione da 2 a 10 anni (art. 2952 c.c.) è che questa deve essere riservata solo al ramo vita. Perché come è formulata vale per tutti i rami. Per i rami danni questo in futuro potrebbe agevolare le truffe nei confronti delle compagnie assicurative. Basti pensare al solo ramo Rc auto.

 

Ott 26 2012

Polizze dormienti lo schema di lettera per richiedere il rimborso a Poste Vita

A seguito di molte vostre richieste vi posto uno schema di lettera da inviare a Poste Vita per ottenere il rimborso della polizza di cui siete beneficiari. Vi consiglio di farvi guardare il testo da qualche esperto legale per evitare casini (io non sono avvocato).

La lettera deve essere adattata alla vostra reale situazione. Quindi dovete aggiungere o togliere parti di questo schema, o potete scriverla come meglio vi aggrada.

La lettera deve essere inviata per conoscenza anche all’Antitrust (vedi recapiti) ed al’Ivass, già Isvap, (vedi recapiti). All’Antitrust serve per far valutare loro se Poste Vita ha ottemperato al provvedimento 21913. Mentre all’Ivass per far verificare se la condotta di Poste Vita sin dalla stipula del contratto assicurativo ha adempiuto a tutte le normative vigenti in materia.

Di sotto lo schema di lettera.

Io sottoscritto……………………codice fiscale……………….beneficiario della polizza nr……………….. stipulata dal contraente……………………..e che aveva per assicurato…………………..deceduto in data……….. chiedo che mi sia rimborsata in base al provvedimento dell’Antitrust nr. 21913 del 15 dicembre 2010 e pubblicato sul bollettino Antitrust del 3 gennaio 2011.Della polizza nr………….. sono beneficiari anche i Sig ………………………………………………………… Ho già richiesto il rimborso in data ed ho ottenuto un rifiuto da parte vostra con comunicazione del……….(allego copia).

Al rimborso del capitale e del bonus dovuto per la premorienza dell’assicurato (se il contratto lo prevedeva) devono essere aggiunti gli interessi legali e la svalutazione monetaria a decorrere dalla data della mia prima richiesta di rimborso sino alla data di effettivo pagamento. Se decorsi 30 (trenta) giorni dalla data di ricezione della presente raccomandata inizierò le procedure legali per ottenere quanto di mia spettanza in base alle condizioni contrattuali della polizza che elevavano la prescrizione a 10 anni (art…..) del contratto ed in base al provvedimento Antitrust nr. 21913 nel quale vi siete impegnati a liquidare le polizze fin quando non avreste inviato una comunicazione ad personam ai contraenti delle polizze per comunicare loro che la condizione contrattuale che elevava la prescrizione a 10 anni era decaduta a seguito dell’entrata in vigore della legge 166/08. Ed a titolo puramente informativo ora a seguito del DL 179/12 la prescrizione è stata riportata a 10 anni.

Per questo invito l’Antitrust che legge la presente per conoscenza a verificare se il comportamento di Poste Vita è conforme agli impegni presi con Voi e pubblicati nel provvedimento nr. 21913.

Invito altresì l’Ivass, già Isvap, a voler verificare se la polizza nr…………… è stata sottoscritta secondo la vigente normativa in materia e di verificare se il contraente aveva un profilo finanziario adeguato a sottoscrivere tale polizza. Se l’impiegato di Poste Italiane che materialmente ha stipulato la polizza per conto di Poste Vita era iscritto al Rui. Se Poste Vita ha rispettato la legge non comunicando ai contraenti che erano intervenute modifiche nelle condizioni di contratto a seguito della legge 166/08.

Resto a disposizione di Poste Vita, Antitrust ed Ivass nel fornire tutta la documentazione che possa essere utile per risolvere la questione.

Distinti saluti

 

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