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Gen 08 2016

Aduc pubblica modulo per convertire le vecchie Lire in Euro

A seguito della sentenza 216/2015 della Corte Costituzionale l’Aduc ha pubblicato un modulo per richiedere la conversione delle vecchie lire in euro.

Il modulo dovrà essere spedito alla Banca d’Italia. Si precisa che al momento nessuna Autorità ha specificato le modalità da seguire per l’attuazione della sentenza.

E’ bene anche vedere se le vecchie lire ancora in vostro possesso abbiano un valore numismatico superiore al valore di conversione.

Di sotto il modulo:

Dic 30 2015

Bond subordinati: il fondo per risarcire tutti gia’ esiste. Aduc propone di riattivarlo

Bond subordinati: il fondo per risarcire tutti gia’ esiste. Aduc propone di riattivarlo

Firenze, 30 Dicembre 2015. Nella confusione di questi giorni, nessuno ha badato ad una soluzione semplice e già esistente: il Fondo di Garanzia presso la Consob. Aduc propone di riattivarlo, assieme all’affidamento degli incarichi ad arbitri competenti in diritto finanziario.

Negli ultimi giorni, la questione dell’indennizzo agli obbligazionisti portatori di titoli subordinati delle quattro banche fallite, (Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio e Cassa di Risparmio di Chieti) si è molto ingarbugliata e sta prendendo una piega ancora peggiore per tutti i soggetti implicati.
Il previsto fondo di solidarietà, che pareva in un primo momento poter indennizzare la gran parte dei danneggiati sebbene con una quota non elevata, sarà invece orientato a garantire un indennizzo elevato solo a chi versa in stato di bisogno, facendo rimanere all’asciutto tutti gli altri.

Riepiloghiamo i fatti e le cifre. I bond subordinati in mano al pubblico “al dettaglio” ammontano a 350-400 milioni, mentre la dotazione del fondo, finanziato dalle banche, è di 100 milioni e pare sarà aumentata a 130 milioni. Restano comunque esclusi dai rimborsi almeno 250 milioni di euro in titoli posseduti da un pubblico stimato in 13.000 investitori.

Il meccanismo ideato dal Governo per far accedere al fondo di solidarietà per gli obbligazionisti subordinati delle quattro banche è quello di un arbitrato che stabilisca se c’è stata vendita corretta oppure no.

Ebbene, da anni esisteva un analogo Istituto preposto ad intervenire proprio in casi del genere e che prevedeva l’accesso a seguito di un arbitrato.
Nell’ottobre del 2007, in osservanza a quanto disposto dalla legge sul risparmio del 2005, precisamente dall’articolo 27, commi 1 e 2, della legge 28/12/2005, n. 262,  era stato previsto che presso la Consob fosse istituito un particolare Fondo di Garanzia. Tale Fondo poteva essere chiamato ad indennizzare un risparmiatore che avesse vinto una causa oppure un arbitrato riguardo i servizi di investimento nei confronti di un intermediario e che non fosse stato da questi risarcito.

Il Fondo era stato poi istituito dal Decreto Legislativo 8/10/2007, n. 179, lo stesso decreto che ha istituito la Camera arbitrale presso la Consob.

Il Fondo di Garanzia presso la Consob era “destinato all’indennizzo.… dei danni patrimoniali causati dalla violazione, accertata con sentenza passata in giudicato, o con lodo arbitrale non più impugnabile, delle norme che disciplinano le attività di cui alla parte II del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58”.

Si trattava esattamente della stessa procedura che il Governo intende attuare per le obbligazioni subordinate dei quattro istituti finiti in dissesto!

Perché parliamo al passato di questo Fondo di Garanzia? La legge di Stabilità 2016 appena approvata ne ha previsto la cancellazione, dirottandone la diponibilità finanziaria ad un nuovo fondo per la tutela stragiudiziale dei risparmiatori e agli investitori che consentirà l’accesso al nascente Organismo Arbitrale Consob in forma del tutto gratuita contro i cento euro inizialmente previsti.

E’ sufficiente, quindi, riattivare il Fondo di Garanzia presso la Consob per consentire l’indennizzo di tutti gli obbligazionisti delle quattro banche fallite che ne hanno il diritto, dopo che un arbitrato lo abbia accertato.

Non finisce qui. La decisione consentirebbe l’indennizzo ai danneggiati da altri crack di intermediari, quali Banca Network Investimenti ed Européenne de Gestion Privée (Egp), falliti e non in grado di risarcire i clienti. Il pubblico interessato è quindi vastissimo.

Il Fondo di Garanzia presso la Consob non era mai stato avviato perché la sua dotazione finanziaria era troppo scarsa. Veniva infatti alimentato dalla metà degli importi delle sanzioni annualmente comminate agli intermediari per le violazioni relative alla prestazione dei servizi di investimento alla clientela, in genere meno di un milione l’anno.

E’ possibile risolvere la mancanza di adeguata dotazione economica riattivando il Fondo di Garanzia presso la Consob e dotarlo di somme anch’esse in origine destinate al risarcimento di crack finanziari. Stiamo parlando del fondo previsto dall’articolo 1, comma 343, della legge finanziaria 2006, ossia la legge 23/12/2005, n. 266, per indennizzare i risparmiatori che, investendo sul mercato finanziario, erano rimasti vittime di frodi. Il fondo avrebbe dovuto indennizzare i tanti incappati nei crack quali Argentina, Parmalat, ecc. utilizzando i rapporti (conti correnti, libretti, dossier titoli, polizze, ecc.) giacenti presso gli intermediari e non più reclamati dagli aventi diritto, vale a dire i rapporti dormienti.

Quel fondo non ha mai visto la luce -la prevista Commissione fu costituita ma si sciolse per l’impossibilità di adempiere al mandato- perché l’ammontare dei rapporti dormienti ad esso devoluti fu di circa due miliardi, briciole rispetto alle perdite da risarcire. Anche per questo motivo, nel tempo la sua disponibilità è stata utilizzata per altri scopi quali il finanziamento della social card, della stabilizzazione dei precari della Pubblica Amministrazione, del fondo esuberi Alitalia e della ricerca scientifica, al punto tale che a febbraio 2010 il residuo disponibile era di seicento milioni.

Il 30 luglio 2014, in risposta ad un’interrogazione in Commissione Finanze della Camera di iniziativa Aduc e presentata dai deputati Sara Moretto e Marco Causi, il Ministero dell’Economia aveva affermato che alla voce dedicata nel proprio bilancio non era iscritta alcuna somma e che occorreva attendere la prescrizione del termine per gli aventi diritto a recuperare i rapporti dormienti per registrare un importo che sia affidabile. Una risposta alquanto elusiva.

Quanto occorre per indennizzare tutti gli aventi diritto? Possiamo ragionevolmente stimare che il tetto di intervento del Fondo venga dalla Consob fissato ad almeno 50mila euro che rappresenta il nuovo minimo previsto dalla Direttiva U.E. sui sistemi di indennizzo degli investitori (anche se non si riferisce alla medesima tipologia di fondo), se non a 100mila euro per ciascun cliente.

E’ probabile che l’attuale residuo del Fondo Rapporto Dormienti non sia sufficiente a coprire gli oneri dell’intervento del ripristinato Fondo di Garanzia presso la Consob, ma l’eventuale eccedenza può essere reperita senza eccessive complicazioni. Basta volerlo.

A proposito della procedura di arbitrato, ribadiamo che la scelta del Governo di affidarla alla Camera Arbitrale presso l’Autorità Nazionale Anticorruzione ci appare poco oculata, poiché i componenti non sono esperti in diritto finanziario: http://investire.aduc.it/articolo/fondo+risparmiatori+traditi+servono+arbitri_23748.php

Rammentiamo infine a coloro che sono stati coinvolti in questa vicenda, che Aduc mette a disposizione un servizio gratuito di primo intervento legale http://www.aduc.it/iniziative/firma/id/8

Giuseppe D’Orta, Responsable Aduc per la Tutela del Risparmio

Apr 03 2015

Aduc su obbligazioni illiquide

Un interessante articolo di Aduc in materia di obbligazioni illiquide.

Dalle domande che ci pervengono su Aduc Investire Informati, vediamo che ancora molti risparmiatori hanno sul dossier titoli obbligazioni cadute in default delle quali vorrebbero liberarsene, magari perché è rimasto l’unico titolo del dossier titoli.

Molti risparmiatori non sanno che esiste un mercato delle obbligazioni cadute in default e spesso le banche non propongono, per varie ragioni – non sempre nobili – ai propri clienti la soluzione al loro problema di disfarsi di questi titoli.
Naturalmente la controparte che acquista il titolo lo farà solo per un prezzo basso, tale per il quale ritiene, di poterci fare un guadagno. Nessuno fa niente per niente.
Per il piccolo risparmiatore, però, può essere utile chiudere una posizione che da anni e anni è presente sul dossier titoli anziché pensare di prendere pochi euro in più chissà fra quanti anni.
Abbastanza recentemente, sono nate delle società specializzate nell’acquisto di bond illiquidi, ma diverse banche, ancora, fanno una certa fatica ad utilizzarli.
Per questa ragione, abbiamo pensato di istituire come Aduc Investire Informati uno sportello di assistenza per tutti coloro che hanno bond illiquidi senza sapere minimamente se ed a che prezzo possono venderli. Ci riferiamo ad obbligazioni dell’Argentina, della Lehman Brothers, ma anche a tutte le altre obbligazioni cadute in default.
Per il momento vorremmo capire quante persone potrebbero essere interessate. Chi avverte il problema, può mettere un proprio commento sotto l’articolo oppure inviare una mail alla sede di Roma all’indirizzo roma@aduc.it. Se, come crediamo, si manifesterà un certo interesse, metteremo un’apposita scheda sul sito da compilare con i dettagli del titolo e della banca per poter dare i suggerimenti adatti a liquidare l’obbligazione e avvieremo il servizio.
Lug 24 2014

Consulenti finanziari un comunicato Aduc

L’incapacità di governare: il caso dei consulenti finanziari indipendenti

Firenze, 23 Luglio 2014. Uno dei drammi di questo Paese è che, di fatto, qualsiasi governo si sussegua “non governa” nel senso che la gestione dell’ordinario, ovvero l’applicazione delle norme già votate dal Parlamento ha tempi biblici e totalmente inaccettabili.
Secondo un’indagine de “Il Sole 24-ore” (1) a Luglio 2014 mancano ancora 511 decreti attuativi per l’attuazione di riforme varate sulla carta da Monti, Letta e Renzi, ma che restano sulla carta fino a quando il governo non emana i relativi provvedimenti attuativi.

Un caso emblematico di questa incapacità di governare di qualsiasi Governo è quello dei consulenti finanziari indipendenti. Nel lontano 2007 l’Italia ha recepito (già in ritardo) una direttiva europea sui servizi d’investimento (così detta: MIFID2,si pensi che in Europa stiamo discutendo della MIFID3…) la quale prevedeva, fra l’altro, la figura del consulente finanziario indipendente, cioè un libero professionista che, dietro il pagamento di una parcella, fornisce raccomandazioni sugli investimenti finanziari dei propri clienti. Fra le norme attuative necessarie per rendere pienamente operativa questa professione vi è la costituzione di un albo pubblico di questi soggetti. Dal 2007 ad oggi si sono susseguite, anno dopo anno, proroghe che, nelle more della costituzione di questo albo, consentissero a coloro che già operavano prima della modifica della norma, di continuare a svolgere la professione a tutela dei propri clienti-investitori.
L’ultima proroga, invece di essere annuale come le precedenti, è stata fatta solo per sei mesi poiché il Governo voleva in tutti i modi far partire l’albo entro questi sei mesi. Ebbene: la proroga è scaduta, ma l’albo non è ancora partito creando gravi disagi ad una categoria professionale, ed indirettamente agli investitori che ad essi si rivolgono, che già subisce una condizione di precarietà da anni per l’incapacità del Governo di fare il proprio mestiere.

Questo è solo un esempio di ciò che accade spessissimo. I media sono quasi sempre concentrati sulle novità legislative, ma quando il Parlamento delibera un provvedimento non è quasi mai immediatamente operativo. Servono una selva di provvedimenti ed è su questi provvedimenti che l’attenzione dei media dovrebbe concentrarsi.
La validità di un Governo dovrebbe essere valutata sulla capacità di smaltire l’insostenibile arretrato di provvedimenti attuativi perché è da quei provvedimenti che dipende l’incidenza delle decisioni, assunte sulla carta, nella vita di tutti i giorni dei cittadini.

(1) http://www.aduc.it/generale/files/file/allegati/2014/Il-Sole-24-ore-riforme-in-attesa.pdf

Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la Tutela del Risparmio

 

Giu 12 2013

Mutui ‘usurari’? Come fare la verifica del proprio mutuo. Aduc mette a disposizione un servizio on-line

Dopo il servizio della trasmissione tv “Le Iene” , andato in onda qualche giorno fa, siamo stati subissati di richieste di verifica dei mutui per capire se è possibile chiedere indietro gli interessi pagati alla banca. Nel servizio si fa riferimento alla sentenza n. 350 del 9 gennaio 2013 della Suprema Corte di Cassazione in materia di mutui e in tema di interessi. Questa sentenza, sulla base della normativa vigente in materia, spiega che in tema di usura il momento rilevante è quello nel quale gli interessi sono promessi o comunque convenuti, a qualsiasi titolo; non solo, ma arriva anche ad affermare che, se contrattualmente viene pattuito un interesse di mora che supera il tasso usuraio in quel momento in vigore, vale il disposto di cui al secondo comma dell’art. 1815 cod. civ., che afferma:  “Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”. La tesi è di grandissima rilevanza, e possiamo solo
immaginarne le conseguenze sul piano giuridico ed economico se dovesse essere confermata. Si tratta di numeri importanti. Le banche conoscevano da tempo questo rischio e sono corse ai ripari introducendo delle clausole di salvaguardia nei contratti di mutuo del seguente tenore: “gli interessi di mora sono determinati nella misura annua pari al tasso applicato al mutuo, maggiorato di … punti percentuali, fermo restando che la misura di tali interessi, nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, non potrà mai essere superiore al limite fissato ai sensi dell’art. 2, comma 4, della legge 7/3/1996, n. 108, dovendosi intendere, in caso di teorico superamento di detto limite, che la loro misura sia pari al limite medesimo”. Sulla base della nostra esperienza, abbiamo riscontrato questo genere di clausole già dal 2005, mentre per i mutui stipulati precedentemente, è molto alta la probabilità di trovare tassi di mora alla stipula superiori al tasso soglia, an
che se
questa possibilità non è esclusa per i mutui più recenti. E’ necessario analizzarli caso per caso.
Questo può bastare ad avere diritto al rimborso degli interessi pagati? A nostro avviso occorre molta prudenza e distinguere fra la pattuizione di un tasso di mora superiore al tasso soglia e l’effettiva applicazione di tassi contrattualmente previsti in caso di mora superiori al tasso soglia usura fin dall’origine.
Nel primo caso si tratta di prendere atto che non solo il tasso d’interesse, ma anche il tasso di mora all’atto della stipula deve essere sempre e comunque sotto il tasso soglia. Qui è necessario ed auspicabile un intervento interpretativo delle autorità competenti che, a nostro avviso, non tarderà ad arrivare qualora i tribunali venissero inondati di cause su questo argomento. Naturalmente chi ha tempo e denaro può procedere per i tre gradi di giudizio, con tutto ciò che ne consegue (avvocato, perizie, ctu, ctp). Noi riteniamo molto rischiosa l’idea di intraprendere un’azione legale in questi casi, perché una sentenza di cassazione pur essendo importante non fa legge, e bisogna vedere se e come verrà eventualmente confermata questa prima interpretazione.
Nel secondo caso, cioè quanto i tassi mora sono stati effettivamente applicati, è chiaro che questa sentenza dà un elemento di maggiore forza al mutuatario inadempiente che si trova in gravi difficoltà ed è aggredito dalla banca.
Come fare la verifica
Fare una verifica approssimativa del superamento del tasso soglia è relativamente semplice e non serve spendere soldi con i vari “avvoltoi” che spesso si presentano in queste occasioni. Si tratta di leggere con attenzione il contratto di mutuo ed il capitolato delle condizioni generali. In primo luogo bisogna verificare che non vi siano clausole simili a quelle che abbiamo sopra riportato con la quale la banca limita in ogni caso il tasso massimo a quello soglia.
Se non vi sono clausole di quel tipo è sufficiente fare la somma fra il tasso previsto contrattualmente al momento della stipula del contratto ed il tasso di mora confrontando il tasso così ottenuto con quello di soglia pubblicato sul sito della Bancad’Italia   (3) per il periodo corrispondente alla stipula del mutuo.
Per velocizzare e facilitare questa verifica abbiamo creato un semplicissimo foglio di calcolo nel quale si devono inserire i tre dati: 1) Tipo di tasso (Fisso o Variabile, per i tassi misti abbiamo riportato le istruzioni della Banca d’Italia secondo le quali debbano essere considerati fissi oppure variabili), 2) la data di sottoscrizione 3) ed il tasso comprensivo del tasso di mora. Il foglio di calcolo andrà a scegliere il tasso di soglia corretto e lo confronterà con il tasso inserito indicando se vi è superamento o meno. All’interno del foglio di calcolo che alleghiamo si trovano anche tutte le serie storiche dei tassi soglia per tutti i tipi di finanziamento.
Facciamo un esempio. Ipotizziamo un mutuo a tasso fisso stipulato ad Agosto del 2003 al tasso del 5%. Il mutuo prevede che in caso di mora si applichi una maggiorazione al suddetto tasso del 2%. I tassi soglia pubblicati dalla banca d’Italia per il periodo 1 Luglio 2003 – 30 Settembre 2003 prevedono per i mutui ipotecari il tasso soglia del 6,8%. Quindi, in questo caso ipotetico, se non vi fossero clausole di salvaguardia il mutuo ricadrebbe nella casistica della sentenza di cassazione di cui ci occupiamo. Da qui a dire che si possa riavere gli interessi indietro il passo è molto lungo. Certamente se il contraente fosse in difficoltà economiche e non avesse pagato alcune rate e la banca attaccasse legalmente il proprietario dell’immobile, quest’ultimo avrebbe in questa sentenza un buon strumento di difesa.
Non sempre è così semplice. Per fare una verifica professionale bisognerebbe valutare una serie di altri fattori. Come sempre, Aduc è a disposizione di chi fosse in difficoltà con il pagamento del proprio mutuo (ricordiamo che questa sentenza vale per tutti i finanziamenti, quindi lo stesso principio, con tassi diversi, vale anche per tutti i finanziamenti) volesse verificare il proprio caso ma non riesce a farlo attraverso gli strumenti che abbiamo messo a disposizione in questo articolo. Potete farlo attraverso il servizio SOS ONLINE  inviando la copia dell’atto di mutuo e il capitolato delle condizioni generali. Come sempre il servizio è gratuito, ma non possiamo garantire che a tutti i casi verrà data risposta. Dipenderà dal numero di casi che ci verranno sottoposti. I soci sostenitori avranno, come sempre, la priorità ma in questo caso non possiamo garantire la risposta entro 24 ore poiché si tratta di una verifica che richiede un certo tempo.

Qui il foglio di calcolo per verificare se il mutuo e’ usurario:

3) In realtà, le cose sono un po’ più complesse se si desidera vere un risultato preciso è necessario considerare anche le altre spese collegate al mutuo, ma qui vogliamo avere un risultato di massima ed è sufficiente fare la semplice somma.

Roberto Cappiello, consulente finanziario dell’Aduc

Giu 06 2013

Tassi conto deposito. Arbitro Bancario Finanziario: NO alla variazione con decisione unilaterale della banca

Firenze, 6 giugno 2013. Manteniamo alta l’attenzione sulla corretta applicazione dell’articolo 118 del Testo Unico Bancario.
L’Arbitro Bancario Finanziario-ABF (Collegio di Roma 2202/13) ha dato ragione ad un risparmiatore che, rivoltosi all’Aduc, aveva, tramite noi, presentato ricorso all’ABF perche’ si era visto diminuire, con modalità non corrette, il tasso a suo credito applicato ad un conto di deposito.
Questo il caso.
Il risparmiatore aveva, presso una banca, un conto di deposito inizialmente remunerato al tasso dell’1,50% su base annua. Tale tasso era stato poi ridotto, con due successive modifiche unilaterali dell’intermediario, una prima volta all’1,20% ed una seconda all’1%.
Come è noto l’art. 118 del Testo Unico Bancario (TUB) consente alle banche di introdurre in modo unilaterale -vale a dire senza il consenso del client – modifiche peggiorative alle condizioni applicate ai servizi svolti, attraverso il meccanismo seguente: le banche comunicano, per scritto, alla clientela il proprio intento di variare le condizioni ed avvisano quest’ultima che ha la facoltà di recedere dal contratto entro un tempo determinato; in mancanza di recesso le condizioni sì intenderanno accettate.
Il vantaggio concesso alla banca non è di poco conto se solo si riflette sulla assoluta eccezionalità della variabilità di un contratto a discrezione di una parte sola.
A causa di questa assoluta eccezionalità, la legge subordina lo ius variandi (così viene anche chiamata la facoltà della banca) al rispetto di un  ulteriore fondamentale requisito costituito dalla esistenza e dalla esplicitazione di un “giustificato motivo” che legittimi l’introduzione della modifica.
In base alle indicazioni di una importante Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico del 21 febbraio 2007, il motivo posto alla base della proposta di modifica, deve essere individuato in maniera sufficientemente precisa sì da consentire al cliente di valutare la congruità della variazione proposta dalla banca rispetto alla motivazione che la sorregge. In altre parole la legge vuole assicurare una correlazione stretta fra motivo, da una parte e variazione, dall’altra in modo che al cliente si è reso possibile sindacare la correttezza dell’operato della banca.
Nel nostro caso la banca interessata aveva motivato la variazione peggiorativa attraverso il riferimento al “andamento del mercato dei tassi” (testuale).
L’ABF ha ritenuto insussistente, nella fattispecie, il “giustificato motivo” per la evidente carenza di specificità della motivazione addotta.
In conseguenza di ciò, sostiene l’Arbitro, le variazioni proposte dalla banca devono considerarsi inefficaci e non opponibili al cliente e, di conseguenza, ordina che al cliente siano riconosciuti gli interessi al maggior tasso originariamente previsto. All’argomentazione della banca  che il cliente non era receduto dal contratto,  l’Arbitro ha replicato considerandola non pertinente.
Ci auguriamo che questa decisione possa essere utile ai risparmiatori che si trovino nella medesima situazione.

Comunicato stampa Aduc

Mag 30 2013

Consulenza finanziaria cosa é

 

La consulenza finanziaria indipendente in Italia è ancora un’attività estremamente di nicchia. Solo qualche migliaia di persone si servono di questo genere di professionisti.
La normativa primaria, cioè il Testo Unico della Finanza, la prevede ormai da molti anni, ma l’attività è svolta da meno di un migliaio di persone e aziende in tutta Italia. Per mancanza di volontà politica, non è mai partito il famoso albo previsto dalla normativa (1).
Questo sito si rivolge principalmente ai piccoli risparmiatori che hanno un capitale che non gli consente di accedere alle prestazioni di un libero professionista che lo consiglia su come meglio investire il proprio patrimonio mobiliare. In questi casi, piuttosto che finire nelle grinfie degli intermediari finanziari che propongono quasi sempre cosa conviene loro (e non cosa conviene al cliente) è molto meglio fare da soli seguendo semplici regole come quelle che abbiamo indicato nel decalogo per l’investitori non esperto.
Chiaramente questi investitori dovranno costruire portafogli molto semplici, che avranno prioritariamente l’obiettivo di preservare il capitale dall’inflazione ed ottenere piccoli rendimenti aggiuntivi. Cosa che si può fare tranquillamente con semplici titoli di stato e – per chi può / vuole dedicare più tempo ed attenzione – con un mix di ETF.
Di tanto in tanto, però, alcuni ci domandano informazioni sulla consulenza finanziaria.
Da un po’ di tempo, l’espressione consulenza finanziaria, spesso abbinata perfino – senza pudore – alla parola indipendente, viene sempre più utilizzata dagli stessi intermediari finanziari, banche e promotori finanziari.
Da un punto di vista strettamente giuridico questa cosa è corretta e lecita.
Non esiste, infatti, il servizio di consulenza finanziaria indipendente. La legge prevede solo il servizio di consulenza finanziaria che può essere svolto sia dai consulenti persone fisiche (che in questo caso sono obbligati per legge ad essere indipendenti) che dagli intermediari finanziari i quali, poiché non possono essere indipendenti, in teoria, secondo la legge, dovrebbero svolgere questo servizio nell’esclusivo interesse di clienti.
D’altra parte, la legge prescrive che gli intermediari finanziari debbano primariamente curare l’interesse del cliente in ogni servizio che svolgono, ma sappiamo tutti cosa accada nella realtà…
Da un punto di vista sostanziale invece, è ovvio che parlare di reale consulenza finanziaria, tanto più “indipendente” da parte di una banca o di una SIM è una contraddizione in termini. In un contesto di istituzioni finanziarie come quelle che abbiamo nel nostro paese, uno degli obiettivi di una reale consulenza finanziaria è quello di tutelare i clienti dalle inefficienze legate ai mille prodotti che le banche hanno interesse a collocare. Farsi fare una consulenza finanziaria da un intermediario finanziario è un po’ come farsi dare dei consigli medici dal farmacista… è molto probabile che alla fine la soluzione proposta sia quella di acquistare un qualche farmaco!
La vera consulenza, quindi, non può che essere quella realmente indipendente nella quale il cliente paga direttamente un libero professionista che non ha alcun interesse a raccomandare questo o quello strumento. L’indipendenza, però, è solo un pre-requisito e non è certamente sufficiente a fare una buona consulenza. Una soggetto indipendente può essere comunque un cialtrone o un incapace.
La scelta di un consulente finanziario indipendente, come la scelta di qualsiasi libero professionista, è molto complicata.
Come si sceglie un avvocato, un medico, un commercialista, un architetto? E’ molto, molto difficile. E’ chiaro che se il cliente avesse la capacità di valutare le competenze del professionista, probabilmente non avrebbe bisogno del professionista stesso.
Spesso si sceglie il professionista per il passa parola, ma nel caso dei consulenti finanziari indipendenti sono talmente pochi, in Italia, che non è facile avere fra le proprie conoscenze qualche cliente di un professionista con il quale vorremmo instaurare un rapporto di consulenza in ambito finanziario.
Può essere utile, allora, cercare di capire il più possibile – facendo domande specifiche – da quanto tempo questo professionista opera, che strumenti informativi utilizza per svolgere la sua attività e quale sia il suo approccio alla professione. E’ importante sapere che – come per tutte le professioni – l’attività di consulente finanziario indipendente può essere svolta in modo anche radicalmente diverso.
Restiamo nell’esempio del campo medico. Se si ha un dolore allo stomaco si può scegliere di andare da uno specialista gastroenterolo, oppure si può scegliere di andare da uno dei tanti medici alternativi come un omeopata, un agopuntore, un naturopata, ecc.
Lungi da voler affrontare in questa sede l’argomento della validità di queste terapie alternative, il punto che voglio sottolineare è che il cliente che rivolge da un gastroenterologo non può ragionevolmente aspettarsi che questo medico gli faccia una visita “olistica” né può pensare che un agopuntore gli prescriva dei farmaci.
Con la scelta del tipo di medico il cliente ha già fatto anche una scelta circa l’approccio alla cura della sua sua malattia.
Ugualmente, nel campo della consulenza finanziaria indipendente ci sono approcci anche radicalmente diversi. Ci sono consulenti che interpretano la professione principalmente come analisi finanziari. Lo scopo principale di questi consulenti è quello di trovare lo strumento migliore in quella determinata fase dei mercati.
Ci sono consulenti che interpretano professione principalmente come pianificazione finanziaria il cui scopo principale è quello di aiutare i propri clienti ad analizzare la propria situazione finanziaria ed identificare gli obiettivi finanziari e solo in un secondo momento cercare di capire quali strumenti possono aiutarli a raggiungere gli obiettivi. Solitamente i pianificatori finanziari pensano che sia impossibile prevedere i mercati finanziari e che sia molto più importante concentrarsi sull’analisi del cliente che non sull’analisi dei mercati.
Al contrario, i consulenti-analisti credono che attraverso un’analisi dei mercati finanziari sia possibile ottenere su base sistematica extra-rendimenti rispetto a quelli medi offerti dai mercati.
Ovviamente questa suddivisione non è così netta. I consulenti-analisti si informano comunque del profilo dei clienti così come i consulenti-pianificatori dedicano comunque del tempo all’analisi dei mercati perché, alla fine, comunque bisogna scegliere in cosa investire. Ma gli approcci possono essere molto diversi. Come nel caso del tipo di medico, si tratta di filosofie tendenzialmente diverse ed il cliente deve scegliere l’approccio con il quale si sente più a suo agio.
Se un cliente vuole qualcuno che gli dia delle “dritte” sui “titoli caldi”, probabilmente si troverà deluso da un consulente-pianificatore.
Se ciò che vuole è parlare della propria pensione, della scelta fra acquistare una casa o stare in affitto, di come gestire i propri soldi con tranquillità, forse troverà l’approccio del consulente-analista poco soddisfacente.
La scelta di un consulente finanziario indipendente, come quella di qualunque altro libero professionista, è certamente difficile. L’unico consiglio che possiamo dare è quello di non fermarsi al primo che capita e tanto meno di selezionarlo sulla base della vicinanza alla propria zona (tanto più che essendo così pochi, al momento, in Italia, il rischio di trovare quello non adatto non è trascurabile).
Un professionista serio non dovrebbe avere nessuna difficoltà a fare un primo colloquio informativo senza impegno ed a rispondere a domande sulla propria formazione, sugli strumenti che utilizza e sul suo approccio alla professione. E’ bene comunicare senza alcun imbarazzo al professionista che state cercando di trovare la persona giusta per voi e che avete molti dubbi e molte perplessità e che vorreste avere più informazioni possibili per sciogliere questi dubbi. Se un professionista dovesse sentirsi a disagio a rispondere con la massima trasparenza alle vostre domande, sicuramente non è la persona giusta. Dopo aver confrontato almeno due o tre professionisti si potrà fare una scelta un po’ più consapevole.
(1) Albo che, se mai partirà, farà probabilmente la fine di tutti gli altri albi italiani, ovvero sarà un piccolo potentato che servirà a distribuire qualche poltrona ed a tutelerà gli iscritti, non certo i clienti
Mag 11 2013

Aduc – La trappola dei fondi obbligazionari

Da Aduc.it

 

La storia si ripete sempre uguale e gli investitori – nel loro complesso – non imparano mai niente. Noi continuiamo a sperare che chi ci legge possa rappresentare una piccola eccezione e possa, al contrario, imparare le poche, semplici, regole per evitare di prendere fregature negli investimenti finanziari.

Come abbiamo scritto innumerevoli volte, nel mondo della finanza i prodotti più venduti non sono quelli più richiesti dagli investitori per la semplice ragione che la maggior parte degli investitori non ha le conoscenze per richiedere alcunché. Gli investitori, solitamente, si fanno consigliare dai dipendenti bancari o dai promotori finanziari i quali hanno lo scopo di vendere i prodotti della banca e finiscono per dare i consigli che convengono alla banca e non al cliente.
La banca, chiaramente, ha lo scopo di vendere i suoi prodotti ed ha convenienza a vendere quello che la fa guadagnare di più. E’ però importante anche riuscire a vendere molto in poco tempo e per questo la banca proporrà non solo e non tanto la cosa “più costosa” fra quelle che ha, ma bensì la cosa più appetibile per il cliente che non capisce niente di finanza e che proprio per questo è facilmente ingannabile.

Tutta questa premessa per dire che, come al solito, le banche propongono ai clienti sempre gli strumenti che hanno avuto in passato buoni rendimenti, non spiegando loro che i rendimenti passati non sono garanzia di quelli futuri. Talvolta – come nel caso di cui stiamo parlando – possono casomai far suonare un grande campanello di allarme sulle possibili perdite future.

Secondo gli ultimi dati di Assogestioni (l’associazione che riunisce le società di gestione dei fondi comuni d’investimento) nell’ultimo periodo c’è stato un notevole incremento delle sottoscrizioni dei fondi obbligazionari, esattamente quei fondi che oggi non si dovrebbero sottoscrivere!
Perché?

Cerchiamo di spiegarlo in parole molto semplici (1). L’andamento dei fondi obbligazionari dipende dalla somma dei flussi cedolari che ricevono dai titoli posseduti, ma anche dall’andamento del prezzo delle obbligazioni che hanno in pancia. A sua volta il prezzo delle obbligazioni a tasso fisso dipende in modo determinante dall’andamento dei tassi d’interesse secondo la famosa “relazione inversa”: se i tassi scendono, il prezzo sale e viceversa. Facciamo un piccolo esempio. Immaginiamo un fondo che ha acquistato solo un BUND tedesco a 10 anni acquistato quando aveva un rendimento del 3% e l’ha comprato a 100. Diciamo che una quota del fondo, allora, valeva 100 euro. Dopo due anni il fondo ha incamerato due cedole (6 euro a quota) ed ha applicato costi per 3 euro a quota. Quindi se il prezzo del BUND non fosse modificato, il valore della quota oggi sarebbe di 103 euro. Però i tassi di mercato sono passati da 3% di quanto il BUND è stato comprato all’1%, questo ha fatto sì che il prezzo del BUND è passato, diciamo, a 115 così il fondo adesso vale 118 a quota. Chi vede questo fondo pensa che avendo reso il 9% medio annuo, quando i tassi di mercato sono l’1%, deve essere un ottimo affare… ma è esattamente l’opposto.

Il momento per comprare fondi obbligazionari è quando si pensa che i tassi d’interesse abbiano buoni margini per scendere, non quando siamo arrivati a tassi che sono ormai ampiamente sotto l’inflazione. E’ chiaro che oggi, andando a vedere i rendimenti dei fondi obbligazioni, brillano gli occhi perché i tassi sono scesi moltissimo e questi fondi hanno quindi reso moltissimo.
L’investitore ignaro, che magari conosce appena la differenza fra un’azione ed un obbligazione, pensa che le obbligazioni siano investimenti “sicuri”, diversamente dalle azioni che sono investimenti per chi ama rischiare. In realtà un fondo obbligazionario non è affatto sicuro.
Acquistare fondi obbligazionari quando i tassi medi di mercato sono così bassi, significa avere praticamente la certezza di rimettere dei soldi in termini reali nel medio termine.
Pensiamo ad un fondo che investe in obbligazioni statali a medio termine.
I titoli che ha in pancia questo fondo hanno un rendimento lordo che raggiunge a stento il 2%. Se tutto va bene, l’1% se ne va in costi per il fondo (rete di distribuzione, gestore, banca depositaria, ecc.). Dai flussi cedolari, quindi, non potranno arrivare rendimenti in grado di coprire neppure l’inflazione. Se poco poco, nel medio termine, i tassi di mercato dovessero iniziare a salire un po’ è matematico che questi fondi genereranno anche delle perdite in termini nominali, oltre che reali.

Lo ripetiamo quindi: in questa fase i fondi obbligazionari (specialmente quelli a medio-lungo termine) sono strumenti che hanno la quasi certezza, nel medio termine, di generare perdite in termini reali. E’ possibile che questa fase di tassi eccezionalmente bassi duri ancora qualche mese o qualche trimestre, ma prima o poi i tassi dovranno pur risalire ed allora saranno guai grossi. E’ preferibile, in questa fase, acquistare singole obbligazioni che – quantomeno – con il passare del tempo riducono la durata (diversamente dai fondi obbligazionari che tendono ad avere una duration costante) e non si pagano costi sui già risicatissimi rendimenti.

(1) Per chi vuole un po’ di informazioni più specifiche può riferirsi al seguente articolo  ed a quelli ivi collegati.

Apr 08 2013

Panoramica conti deposito

Sul sito aduc.it (associazione consumatori) esiste un’osservatorio sui conti deposito. Mensilmente vengono rilevati i rendimenti offerti dalla varie banche che operano in Italia tramite filiali e/o siti web (i dati di cui sotto sono aggiornati al 3 aprile 2013).

Molte offerte sono dedicate ai nuovi clienti o a chi apporta nuova liquidità. Mi permetto di consigliarvi di leggere attentamente le condizioni del contratto e di verificare se il prodotto sottoscritto è coperto dal fondo che garantisce i depositi bancari.

Ricordo che i depositi bancari sono garantiti sino a 100.000 euro per codice fiscale.

Al tasso netto dovete togliere lo 0,15% per l’imposta di bollo sulle attività finanziarie, ricordo che da 0,1 euro sino a 22.000 euro si paga sempre 34.20 euro (importo minimo). Alcune banche si fanno carico di questa imposta.

Banca Conto Tasso lordo Tasso netto Vincolo Sintesi delle condizioni
Banca Mps Conto Italiano di deposito – Benvenuto 4,75% 3,80% 60 mesi Capitale minimo: 5000€, capitale massimo non previsto. Imposta di bollo a carico del cliente.Conto destinato ai nuovi clienti. E’ prevista la possibilità di svincolo anticipato: in questo caso il tasso corrisposto varierà in base al momento dello smobilizzo.
Banca Marche Deposito sicuro 4,60% 3,68% 24 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: 1.000.000€. Imposta di bollo a carico del cliente. Prevista la possibilità di smobilizzo anticipato ma in tal caso non saranno corrisposti interessi.
Banca Sistema Siconto 4,60% 3,68% 36 mesi Condizioni valide per i vincoli aperti e rinnovati dal 05/02/13. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Non sono previste soglie minime e massime. In caso di svincolo anticipato non saranno riconosciuti interessi.
Banca Ifis Rendimax rendimento posticipato TOP 4,60% 3,68% 24 mesi Capitale minimo:1.000€, capitale massimo: 1.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi corrisposti in via posticipata. Non è prevista la possibilità di svincolo anticipato
Banca Marche Deposito sicuro 4,55% 3,64% 18 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: 1.000.000€. Imposta di bollo a carico del cliente. Prevista la possibilità di smobilizzo anticipato ma in tal caso non saranno corrisposti interessi.
Banca Marche Deposito sicuro 4,50% 3,60% 12 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: 1.000.000€. Imposta di bollo a carico del cliente. Prevista la possibilità di smobilizzo anticipato ma in tal caso non saranno corrisposti interessi.
Santander Time deposit (oltre 150.000€) 4,50% 3,60% 24 mesi Non sono previste soglie minime e massime. Imposta di bollo a carico del cliente. In caso di svincolo anticipato riconosciuto tasso pari allo 0,80% netto.
Banca Sistema Siconto 4,40% 3,52% 30 mesi Condizioni valide per i vincoli aperti e rinnovati dal 05/02/13. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Non sono previste soglie minime e massime. In caso di svincolo anticipato non saranno riconosciuti interessi.
Banca Marche Deposito sicuro 4,35% 3,48% 9 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: 1.000.000€. Imposta di bollo a carico del cliente. Prevista la possibilità di smobilizzo anticipato ma in tal caso non saranno corrisposti interessi.
Banca Ifis Rendimax rendimento posticipato TOP 4,30% 3,44% 18 mesi Capitale minimo:1.000€, capitale massimo: 1.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi corrisposti in via posticipata. Non è prevista la possibilità di svincolo anticipato
Banca Mediocredito Conto forte 4,30% 3,44% 24 mesi Capitale minimo: 2.000€, capitale massimo: 500.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi liquidati semestralmente in via anticipata. Non prevista la possibilità di svincolo anticipato
Banca Marche Deposito sicuro 4,25% 3,40% 6 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: 1.000.000€. Imposta di bollo a carico del cliente. Prevista la possibilità di smobilizzo anticipato ma in tal caso non saranno corrisposti interessi.
Banca Sistema Siconto 4,20% 3,36% 24 mesi Condizioni valide per i vincoli aperti e rinnovati dal 05/02/13. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Non sono previste soglie minime e massime. In caso di svincolo anticipato non saranno riconosciuti interessi.
Banca Mediocredito Conto forte 4,20% 3,36% 18 mesi Capitale minimo: 2.000€, capitale massimo: 500.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi liquidati semestralmente in via anticipata. Non prevista la possibilità di svincolo anticipato
Banca Ifis Rendimax rendimento posticipato TOP 4,10% 3,28% 12 mesi Capitale minimo:1.000€, capitale massimo: 1.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi corrisposti in via posticipata. Non è prevista la possibilità di svincolo anticipato
Banca Mediocredito Conto forte 4,10% 3,28% 12 mesi Capitale minimo: 2.000€, capitale massimo: 500.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi liquidati semestralmente in via anticipata. Non prevista la possibilità di svincolo anticipato
Santander Time deposit (fino a 150.000€) 4,00% 3,20% 24 mesi Non sono previste soglie minime e massime. Imposta di bollo a carico del cliente. In caso di svincolo anticipato riconosciuto tasso pari allo 0,80% netto
Santander Time deposit (oltre 150.000€) 4,00% 3,20% 12 mesi Non sono previste soglie minime e massime. Imposta di bollo a carico del cliente. In caso di svincolo anticipato riconosciuto tasso pari allo 0,80% netto
Banca Sistema Siconto 4,00% 3,20% 18 mesi Condizioni valide per i vincoli aperti e rinnovati dal 05/02/13. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Non sono previste soglie minime e massime. In caso di svincolo anticipato non saranno riconosciuti interessi.
Banca Mps Conto Italiano di deposito – Benvenuto 4,00% 3,20% 48 mesi Capitale minimo: 5000€, capitale massimo non previsto. Imposta di bollo a carico del cliente. Conto destinato ai nuovi clienti. E’ prevista la possibilità di svincolo anticipato: in questo caso il tasso corrisposto varierà in base al momento dello smobilizzo.
Banca Ifis Rendimax rendimento posticipato TOP 3,90% 3,12% 9 mesi Capitale minimo:1.000€, capitale massimo: 1.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi corrisposti in via posticipata. Non è prevista la possibilità di svincolo anticipato
Banca Sistema Siconto 3,80% 3,04% 12 mesi Condizioni valide per i vincoli aperti e rinnovati dal 05/02/13. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Non sono previste soglie minime e massime. In caso di svincolo anticipato non saranno riconosciuti interessi.
Banca Ifis Rendimax Like 3,75% 3,00% libero a chiamata Capitale minimo: 1000€, capitale massimo: 1.000.000€. Imposta di bollo a carico della banca. Importo minimo per trasferimenti da Rendimax a Rendimax Like: 1.000€. Liquidazione interessi trimestrale posticipata.
Banca Ifis Rendimax rendimento posticipato TOP 3,70% 2,96% 6 mesi Capitale minimo:1.000€, capitale massimo: 1.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi corrisposti in via posticipata. Non è prevista la possibilità di svincolo anticipato
Banca Mediocredito Conto forte 3,60% 2,88% 6 mesi Capitale minimo: 2.000€, capitale massimo: 500.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi liquidati semestralmente in via anticipata. Non prevista la possibilità di svincolo anticipato
BCCFOR Web Time deposit web 3,50% 2,80% 18 mesi Capitale minimo: 1.000€, capitale massimo: non previsto. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi anticipati. In caso di svincolo anticipato riconosciuto tasso dello 0,20% netto. Offerta valida dal 01/03/13.
Ibl Banca Conto su Ibl 3,50% 2,80% 24 mesi Capitale minimo: 1€, capitale massimo: 1.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Offerta valida per i depositi vincolati sottoscritti dall’01/03/13. Non prevista la possibilità di svincolo anticipato.
Santander Time deposit (fino a 150.000€) 3,50% 2,80% 12 mesi Non sono previste soglie minime e massime. Imposta di bollo a carico del cliente. In caso di svincolo anticipato riconosciuto tasso pari allo 0,80% netto.
Popolare di Vicenza Conto SemprePiù Web 3,50% 2,80% 12 mesi Capitale minimo:5000€, capitale massimo: 1.000.000€. Offerta valida per le nuove giacenze. Imposta di bollo a carico del cliente. È prevista la possibilità di svincolo anticipato solo totale delle somme vincolate: in questo caso però non verranno corrisposti interessi.
Popolare di Vicenza Conto SemprePiù Web 3,50% 2,80% 18 mesi Capitale minimo:5000€, capitale massimo: 1.000.000€. Offerta valida per le nuove giacenze. Imposta di bollo a carico del cliente. È prevista la possibilità di svincolo anticipato solo totale delle somme vincolate: in questo caso però non verranno corrisposti interessi.
Banca Mps Conto Italiano di deposito – Benvenuto 3,50% 2,80% 36 mesi Capitale minimo: 5000€, capitale massimo non previsto. Imposta di bollo a carico del cliente.Conto destinato ai nuovi clienti. E’ prevista la possibilità di svincolo anticipato: in questo caso il tasso corrisposto varierà in base al momento dello smobilizzo.
Banca Mediocredito Conto forte 3,50% 2,80% 3 mesi Capitale minimo: 2.000€, capitale massimo: 500.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi liquidati semestralmente in via anticipata. Non prevista la possibilità di svincolo anticipato
BCCFOR Web Conto deposito web closed 3,40% 2,72% 12 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: non previsto. Imposta di bollo a carico della banca. In caso di svincolo anticipato riconosciuto tasso dello 0,80% netto. Condizioni valide dal 01/03/13
BCCFOR Web Time deposit web 3,40% 2,72% 12 mesi Capitale minimo: 1.000€, capitale massimo: non previsto. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi posticipati. In caso di svincolo anticipato riconosciuto tasso dello 0,20% netto. Offerta valida dal 01/03/13.
Banca Ifis Rendimax rendimento posticipato TOP 3,35% 2,68% 3 mesi Capitale minimo:1.000€, capitale massimo: 1.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi corrisposti in via posticipata. Non è prevista la possibilità di svincolo anticipato
Ibl Banca Conto su Ibl 3,33% 2,66% 18 mesi Capitale minimo: 1€, capitale massimo: 1.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Offerta valida per i depositi vincolati sottoscritti dall’01/03/13. Non prevista la possibilità di svincolo anticipato.
BCCFOR Web Time deposit web 3,30% 2,64% 12 mesi Capitale minimo: 1.000€, capitale massimo: non previsto. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi anticipati. In caso di svincolo anticipato riconosciuto tasso dello 0,20% netto. Offerta valida dal 01/03/13.
Ibl Banca Conto su Ibl 3,25% 2,60% 12 mesi Capitale minimo: 1€, capitale massimo: 1.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Offerta valida per i depositi vincolati sottoscritti dall’01/03/13. Non prevista la possibilità di svincolo anticipato.
Unipol Banca Deposit@ 3,25% 2,60% 12 mesi Capitale minimo 10.000€, capitale massimo: 5.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Offerta valida per i nuovi clienti o per i clienti che apportano nuova liquidità che aderiscono all’offerta entro il 30/04/2013. prevista la possibilità di svincolo anticipato totale. In tal caso verrà riconosciuto il tasso base del conto.
Carige ContoConto 3,25% 2,60% 20 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: 150.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. In caso di svincolo totale anticipato verrà riconosciuto il tasso base pari allo 0,2% netto
Carige ContoConto 3,25% 2,60% 15 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: 150.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. In caso di svincolo totale anticipato verrà riconosciuto il tasso base pari allo 0,2% netto
WeBank Deposito WeBank 3,25% 2,60% 18 mesi Capitale minimo: 0€, capitale massimo: 1.000.000€. Nessuna spesa. Tasso per adesione entro il 19/04/13. Possibilità di svincolo anticipato al tasso previsto dal deposito libero. Imposta di bollo a carico del cliente.
Banca Mps Conto Italiano di deposito – Benvenuto 3,25% 2,60% 24 mesi Capitale minimo: 5000€, capitale massimo non previsto. Imposta di bollo a carico del cliente.Conto destinato ai nuovi clienti. E’ prevista la possibilità di svincolo anticipato: in questo caso il tasso corrisposto varierà in base al momento dello smobilizzo.
Dolomiti Direkt Depo Dolomiti Fix 3,25% 2,60% 12 mesi Capitale minimo: 5000€, capitale massimo: non previsto. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Prevista la possibilità di svincolo anticipato ma in questo caso non saranno corrisposti interessi.
BCCFOR Web Time deposit web 3,20% 2,56% 9 mesi Capitale minimo: 1.000€, capitale massimo: non previsto. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi posticipati. In caso di svincolo anticipato riconosciuto tasso dello 0,20% netto. Offerta valida dal 01/03/13.
Banca Sistema Siconto 3,20% 2,56% 9 mesi Condizioni valide per i vincoli aperti e rinnovati dal 05/02/13. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Non sono previste soglie minime e massime. In caso di svincolo anticipato non saranno riconosciuti interessi.
Banca Sella Deposito vincolato WebSella.it 3,20% 2,56% 18 mesi Tasso promozionale riservato ai nuovi depositi vincolati websella.it applicato sulla nuova liquidità conferita, fino ad 1.000.000€. Imposta di bollo a carico del cliente.
Banca Mps Conto Italiano di deposito – Benvenuto 3,15% 2,52% 18 mesi Capitale minimo: 5000€, capitale massimo non previsto. Imposta di bollo a carico del cliente.Conto destinato ai nuovi clienti. E’ prevista la possibilità di svincolo anticipato: in questo caso il tasso corrisposto varierà in base al momento dello smobilizzo.
Ibl Banca Conto su Ibl 3,13% 2,50% 6 mesi Capitale minimo: 1€, capitale massimo: 1.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Offerta valida per i depositi vincolati sottoscritti dall’01/03/13. Non prevista la possibilità di svincolo anticipato.
Mediolanum InMediolanum 3,10% 2,48% 12 mesi Capitale minimo:100€, capitale massimo: 3.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Tassi validi fino al 02/04/13. Se svincolo anticipato riconosciuto tasso base dello 0,80% netto. Offerta valida sulla nuova liquidità.
Popolare di Vicenza Conto SemprePiù Web 3,00% 2,40% 18 mesi Capitale minimo:5000€, capitale massimo: 1.000.000€. Offerta valida per le giacenze già in essere. Imposta di bollo a carico del cliente. È prevista la possibilità di svincolo anticipato solo totale delle somme vincolate: in questo caso però non verranno corrisposti interessi.
Popolare di Vicenza Conto SemprePiù Web 3,00% 2,40% 12 mesi Capitale minimo:5000€, capitale massimo: 1.000.000€. Offerta valida per le giacenze già in essere. Imposta di bollo a carico del cliente. È prevista la possibilità di svincolo anticipato solo totale delle somme vincolate: in questo caso però non verranno corrisposti interessi.
IwBank IwPower Special 2 step 3% 3,00% 2,40% 12 mesi Non sono previste soglie minime e massime. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Offerta valida per i nuovi clienti o per la nuova liquidità conferita su Iwbank, anche in più tranche fino al 08/04/13. Tasso base 1% accreditato mensilmente. Remunerazione bonus del 2% annuo corrisposta se non si effettuano prelievi per tutto il periodo. Prevista la possibilità di svincolo anticipato al tasso base dello 0,80% netto.
IwBank IwPower Special 2 step 3% 3,00% 2,40% 6 mesi Non sono previste soglie minime e massime. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Offerta valida per i nuovi clienti o per la nuova liquidità conferita su Iwbank, anche in più tranche fino al 08/04/13. Tasso base 1% accreditato mensilmente. Remunerazione bonus del 2% annuo corrisposta se non si effettuano prelievi per i primi sei mesi. Prevista la possibilità di svincolo anticipato al tasso base dello 0,80% netto.
Unipol Banca Deposit@ 3,00% 2,40% 6 mesi Capitale minimo 10.000€, capitale massimo: 5.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Offerta valida per i nuovi clienti o per i clienti che apportano nuova liquidità che aderiscono all’offerta entro il 30/04/2013. prevista la possibilità di svincolo anticipato totale. In tal caso verrà riconosciuto il tasso base del conto.
BCCFOR Web Time deposit web 3,00% 2,40% 6 mesi Capitale minimo: 1.000€, capitale massimo: non previsto. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi posticipati. In caso di svincolo anticipato riconosciuto tasso dello 0,20% netto. Offerta valida dal 01/03/13.
BCCFOR Web Conto deposito web closed 3,00% 2,40% 6 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: non previsto. Imposta di bollo a carico della banca. In caso di svincolo anticipato riconosciuto tasso dello 0,80% netto. Condizioni valide dal 01/03/13.
Carige ContoConto 3,00% 2,40% 10 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: 150.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. In caso di svincolo totale anticipato verrà riconosciuto il tasso base pari allo 0,2% netto
Popolare di Vicenza Conto SemprePiù Web 3,00% 2,40% 6 mesi Capitale minimo:5000€, capitale massimo: 1.000.000€. Offerta valida per le nuove giacenze. Imposta di bollo a carico del cliente. È prevista la possibilità di svincolo anticipato solo totale delle somme vincolate: in questo caso però non verranno corrisposti interessi.
WeBank Deposito WeBank 3,00% 2,40% 12 mesi Capitale minimo: 0€, capitale massimo: 1.000.000€. Nessuna spesa. Tasso per adesione entro il 19/04/13. Non prevista la possibilità di svincolo anticipato. Imposta di bollo a carico del cliente.
WeBank Deposito WeBank 3,00% 2,40% 12 mesi Capitale minimo: 0€, capitale massimo: 1.000.000€. Nessuna spesa. Tasso per adesione entro il 19/04/13. Possibilità di svincolo anticipato al tasso previsto dal deposito libero. Imposta di bollo a carico del cliente.
Banca Sistema Siconto 3,00% 2,40% 6 mesi Condizioni valide per i vincoli aperti e rinnovati dal 05/02/13. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Non sono previste soglie minime e massime. In caso di svincolo anticipato non saranno riconosciuti interessi.
Popolare di Vicenza Conto SemprePiù Web 3,00% 2,40% 3 mesi Capitale minimo:5000€, capitale massimo: 1.000.000€. Offerta valida per le nuove giacenze. Imposta di bollo a carico del cliente. È prevista la possibilità di svincolo anticipato solo totale delle somme vincolate: in questo caso però non verranno corrisposti interessi.
Banca Mps Conto Italiano di deposito – Benvenuto 3,00% 2,40% 12 mesi Capitale minimo: 5000€, capitale massimo non previsto. Imposta di bollo a carico del cliente.Conto destinato ai nuovi clienti. E’ prevista la possibilità di svincolo anticipato: in questo caso il tasso corrisposto varierà in base al momento dello smobilizzo.
Cariparma Crescideposito Più 2,88% 2,30% 60 mesi Capitale minimo: 15.000€, capitale massimo: 500.000€. E’ possibile effettuare versamenti integrativi per i primi sei mesi dalla sottoscrizione. Possibilità di svincolo anticipato, totale o parziale, senza alcuna penalizzazione. Remunerazione crescente nel tempo: 1,80% primo anno, 2,00% secondo anno, 2,50% terzo anno, 3,50% quarto anno, 4,00% quinto anno. Imposta di bollo a carico del cliente.
BCCFOR Web Time deposit web 2,80% 2,24% 3 mesi Capitale minimo: 1.000€, capitale massimo: non previsto. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi posticipati. In caso di svincolo anticipato riconosciuto tasso dello 0,20% netto. Offerta valida dal 01/03/13.
BCCFOR Web Conto deposito web closed 2,80% 2,24% 3 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: non previsto. Imposta di bollo a carico della banca. In caso di svincolo anticipato riconosciuto tasso dello 0,80% netto. Condizioni valide dal 01/03/13.
Banca Sella Deposito vincolato WebSella.it 2,80% 2,24% 12 mesi Tasso promozionale riservato ai nuovi depositi vincolati websella.it applicato sulla nuova liquidità conferita, fino ad 1.000.000€. Imposta di bollo a carico del cliente.
Banca Sistema Siconto 2,80% 2,24% 3 mesi Condizioni valide per i vincoli aperti e rinnovati dal 05/02/13. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Non sono previste soglie minime e massime. In caso di svincolo anticipato non saranno riconosciuti interessi.
Ing Direct Conto arancio 2,80% 2,24% 12 mesi Offerta valida per i nuovi clienti fino al 27/03/2013. Aderendo all’opzione Arancio+ verrà corrisposto un tasso del 2,8% sulle somme mantenute in deposito per 12 mesi, fino a 50.000 euro per ogni opzione.
Banco Popolare Conto deposito Youbanking 2,75% 2,20% 18 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: non previsto. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi corrisposti in via anticipata. Tassi in vigore per i nuovi clienti fino al 30/06/13. In caso di svincolo anticipato verrà riconosciuto il tasso base del conto deposito.
Ibl Banca Conto su Ibl 2,75% 2,20% 3 mesi Capitale minimo: 1€, capitale massimo: 1.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Offerta valida per i depositi vincolati sottoscritti dall’01/03/13. Non prevista la possibilità di svincolo anticipato.
Unipol Banca Time deposit 2,75% 2,20% 12 mesi Capitale minimo: 20.000€, capitale massimo: non previsto. Imposta di bollo a carico del cliente. Offerta valida per i nuovi clienti o per i clienti che apportano nuova liquidità e che aderiscono all’offerta entro il 30/04/2013. Commissioni di apertura: 12€.
Unipol Banca Deposit@ 2,75% 2,20% 3 mesi Capitale minimo 10.000€, capitale massimo: 5.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Offerta valida per i nuovi clienti o per i clienti che apportano nuova liquidità che aderiscono all’offerta entro il 30/04/2013. prevista la possibilità di svincolo anticipato totale. In tal caso verrà riconosciuto il tasso base del conto.
Dolomiti Direkt Depo Dolomiti Fix 2,75% 2,20% 6 mesi Capitale minimo: 5000€, capitale massimo: non previsto. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Prevista la possibilità di svincolo anticipato ma in questo caso non saranno corrisposti interessi.
Banca Sella Deposito vincolato WebSella.it 2,70% 2,16% 6 mesi Tasso promozionale riservato ai nuovi depositi vincolati websella.it applicato sulla nuova liquidità conferita, fino ad 1.000.000€. Imposta di bollo a carico del cliente.
Banca Mps Conto Italiano di deposito – Benvenuto 2,60% 2,08% 6 mesi Capitale minimo: 5000€, capitale massimo non previsto. Imposta di bollo a carico del cliente.Conto destinato ai nuovi clienti. E’ prevista la possibilità di svincolo anticipato: in questo caso il tasso corrisposto varierà in base al momento dello smobilizzo.
Banca Mediocredito Conto forte 2,52% 2,02% libero Capitale minimo: 0€, capitale massimo: 5000.000€. Imposta di bollo a carico della banca
Banco Popolare Conto deposito Youbanking 2,50% 2,00% 12 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: non previsto. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi corrisposti in via anticipata. Tassi in vigore per i nuovi clienti fino al 30/06/13. In caso di svincolo anticipato verrà riconosciuto il tasso base del conto deposito.
Popolare di Vicenza Conto SemprePiù Web 2,50% 2,00% 6 mesi Capitale minimo:5000€, capitale massimo: 1.000.000€. Offerta valida per le giacenze già in essere. Imposta di bollo a carico del cliente. È prevista la possibilità di svincolo anticipato solo totale delle somme vincolate: in questo caso però non verranno corrisposti interessi.
Ibl Banca Conto su Ibl 2,50% 2,00% libero Versamento minimo iniziale:5.000€, giacenza massima:1.000.000€. Imposta di bollo a carico della banca. Condizioni valide per i conti aperti dal 01/03/13.
Unipol Banca Time deposit 2,50% 2,00% 6 mesi Capitale minimo: 20.000€, capitale massimo: non previsto. Imposta di bollo a carico del cliente. Offerta valida per i nuovi clienti o per i clienti che apportano nuova liquidità e che aderiscono all’offerta entro il 30/04/2013. Commissioni di apertura: 12€.
BCCFOR Web Time deposit web 2,50% 2,00% 1 mese Capitale minimo: 1.000€, capitale massimo: non previsto. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi posticipati. In caso di svincolo anticipato riconosciuto tasso dello 0,20% netto. Offerta valida dal 01/03/13.
WeBank Deposito WeBank 2,50% 2,00% 6 mesi Capitale minimo: 0€, capitale massimo: 1.000.000€. Nessuna spesa. Tasso per adesione entro il 19/04/13. Non prevista la possibilità di svincolo anticipato. Imposta di bollo a carico del cliente.
WeBank Deposito WeBank 2,50% 2,00% 6 mesi Capitale minimo: 0€, capitale massimo: 1.000.000€. Nessuna spesa. Tasso per adesione entro il 19/04/13. Possibilità di svincolo anticipato al tasso previsto dal deposito libero. Imposta di bollo a carico del cliente.
Mediolanum InMediolanum 2,50% 2,00% 12 mesi Capitale minimo:100€, capitale massimo: 3.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Tassi validi fino al 02/04/13. Se svincolo anticipato riconosciuto tasso base dello 0,80% netto
IwBank IwPower Deposito special 2,50% 2,00% libero Offerta valida per i nuovi clienti o per la nuova liquidità conferita su Iwbank dopo il 01/07/11. Rendimento garantito fino al 31/03/13. Accredito mensile degli interessi. Imposta di bollo a carico del cliente.
Ing Direct Conto arancio + (oltre 100.000€) 2,40% 1,92% 12 mesi Capitale minimo: 100.000€. Imposta di bollo a carico della banca. Nessuna spesa. Prevista la possibilità di svincolo anticipato al tasso base del proprio conto arancio.
Ing Direct Conto arancio + (da 50.000 a 100.000€) 2,40% 1,92% 12 mesi Capitale minimo: 50.000€, capitale massimo: 100.000€. Imposta di bollo a carico della banca. Nessuna spesa. Prevista la possibilità di svincolo anticipato al tasso base del proprio conto arancio.
Mediolanum InMediolanum 2,40% 1,92% 6 mesi Capitale minimo:100€, capitale massimo: 3.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Tassi validi fino al 02/04/13. Se svincolo anticipato riconosciuto tasso base dello 0,80% netto
Banca Sella Deposito vincolato WebSella.it 2,35% 1,88% 3 mesi Tasso promozionale riservato ai nuovi depositi vincolati websella.it applicato sulla nuova liquidità conferita dal 18/02/13, fino ad 1.000.000€. Imposta di bollo a carico del cliente.
Banca Marche Deposito sicuro 2,30% 1,84% libero Capitale minimo: 5000€, capitale massimo: 1.000.000€. Imposta di bollo a carico del cliente. Tasso del 3,60% lordo promozionale valido per i primi 6 mesi fino ad un massimo di 1.000.000€. sulle somme che eccedono questo limite e comunque dopo i 6 mesi viene applicato il tasso dello 0,80% netto
Mediolanum InMediolanum 2,30% 1,84% 3 mesi Capitale minimo:100€, capitale massimo: 3.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Tassi validi fino al 02/04/13. Se svincolo anticipato riconosciuto tasso base dello 0,80% netto
Cariparma Crescideposito Più 2,28% 1,82% 24 mesi Capitale minimo: 25.000€, capitale massimo: 500.000€. E’ possibile effettuare versamenti integrativi per i primi sei mesi dalla sottoscrizione. Possibilità di svincolo anticipato, totale o parziale, senza alcuna penalizzazione. Remunerazione crescente nel tempo: 1,25% primo semestre, 1,75% secondo semestre, 2,50% terzo semestre, 3,50% quarto semestre. Imposta di bollo a carico del cliente.
Unipol Banca Time deposit 2,25% 1,80% 3 mesi Capitale minimo: 20.000€, capitale massimo: non previsto. Imposta di bollo a carico del cliente. Offerta valida per i nuovi clienti o per i clienti che apportano nuova liquidità e che aderiscono all’offerta entro il 30/04/2013. Commissioni di apertura: 12€.
Carige ContoConto 2,25% 1,80% 5 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: 150.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. In caso di svincolo totale anticipato verrà riconosciuto il tasso base pari allo 0,2% netto
Santander Time deposit 2,25% 1,80% libero Condizioni valide per i nuovi clienti
Dolomiti Direkt Depo Dolomiti Fix 2,25% 1,80% 3 mesi Capitale minimo: 5000€, capitale massimo: non previsto. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Prevista la possibilità di svincolo anticipato ma in questo caso non saranno corrisposti interessi.
Banco Popolare Conto deposito Youbanking 2,25% 1,80% 9 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: non previsto. Imposta di bollo a carico della banca. Interessi corrisposti in via anticipata. Tassi in vigore per i nuovi clienti fino al 30/06/13. In caso di svincolo anticipato verrà riconosciuto il tasso base del conto deposito.
Ing Direct Conto arancio + (da 10.000 a 50.000€) 2,20% 1,76% 12 mesi Capitale minimo: 10.000€, capitale massimo: 50.000€. Imposta di bollo a carico della banca. Nessuna spesa. Prevista la possibilità di svincolo anticipato al tasso base del proprio conto arancio.
Ing Direct Conto arancio + (oltre 100.000€) 2,20% 1,76% 3 mesi Capitale minimo: 100.000€. Imposta di bollo a carico della banca. Nessuna spesa. Prevista la possibilità di svincolo anticipato al tasso base del proprio conto arancio.
Ing Direct Conto arancio + (oltre 100.000€) 2,20% 1,76% 6 mesi Capitale minimo: 100.000€. Imposta di bollo a carico della banca. Nessuna spesa. Prevista la possibilità di svincolo anticipato al tasso base del proprio conto arancio.
Ing Direct Conto arancio + (da 50.000 a 100.000€) 2,20% 1,76% 6 mesi Capitale minimo: 50.000€, capitale massimo: 100.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico della banca. Prevista la possibilità di svincolo anticipato al tasso base del proprio conto arancio.
Ing Direct Conto arancio + (da 50.000 a 100.000€) 2,20% 1,76% 3 mesi Capitale minimo: 50.000€, capitale massimo: 100.000€. Imposta di bollo a carico della banca. Nessuna spesa. Prevista la possibilità di svincolo anticipato al tasso base del proprio conto arancio.
Banca Sella Deposito di più 2,15% 1,72% 24 mesi Capitale minimo 10.000€, capitale massimo: 500.000€. 1° semestre 1,75%; 2° semestre 2%; 3° semestre 2,25%; 4° semestre 2,5%; a scadenza del vincolo (24 mesi) 0,50%. Interessi pagati semestralmente. Spese di apertura di conto. Imposta di bollo a carico del cliente.
CheBanca! CD CheBanca! 2,00% 1,60% 12 mesi Capitale minimo:100€, capitale massimo: 3.000.000€. Imposta di bollo a carico del cliente. Nessuna spesa. Tasso promozionale valido fino al 10/04/13. Se svincolo anticipato riconosciuto tasso base 0,80% netto.
Popolare di Vicenza Conto SemprePiù Web 2,00% 1,60% 3 mesi Capitale minimo:5000€, capitale massimo: 1.000.000€. Offerta valida per le giacenze già in essere. Imposta di bollo a carico del cliente. È prevista la possibilità di svincolo anticipato solo totale delle somme vincolate: in questo caso però non verranno corrisposti interessi.
BCCFOR Web Conto deposito web open 2,00% 1,60% libero Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: non previsto. Imposta di bollo a carico della banca. Condizioni valide dal 01/03/13.
Fineco Cash Park vincolato 2,00% 1,60% 12 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: non previsto. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Tasso non promozionale. Non è prevista la possibilità di svincolo anticipato. Imposta di bollo a carico del cliente.
WeBank Deposito WeBank 2,00% 1,60% 3 mesi Capitale minimo: 0€, capitale massimo: 1.000.000€. Nessuna spesa. Tasso per adesione entro il 19/04/13. Possibilità di svincolo anticipato al tasso previsto dal deposito libero. Imposta di bollo a carico del cliente.
Banca Ifis Rendimax 2,00% 1,60% libero /////
Ing Direct Conto arancio + (da 10.000 a 50.000€) 1,90% 1,52% 3 mesi Capitale minimo: 10.000€, capitale massimo: 50.000€. Imposta di bollo a carico della banca. Nessuna spesa. Prevista la possibilità di svincolo anticipato al tasso base del proprio conto arancio.
Ing Direct Conto arancio + (da 10.000 a 50.000€) 1,90% 1,52% 6 mesi Capitale minimo: 10.000€, capitale massimo: 50.000€. Imposta di bollo a carico della banca. Nessuna spesa. Prevista la possibilità di svincolo anticipato al tasso base del proprio conto arancio.
Unicredit Conto risparmio flessibile 1,70% 1,36% 24 mesi Capitale minimo: 10.000€, capitale massimo:5.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Prevista la possibilità di svincolo anticipato: in questo caso il tasso corrisposto varia in funzione del momento nel quale viene effettuato lo svincolo della somma.
CheBanca! CD CheBanca! 1,60% 1,28% 6 mesi Capitale minimo:100€, capitale massimo: 3.000.000€. Imposta di bollo a carico del cliente. Nessuna spesa. Tasso promozionale valido fino al 10/04/13. Se svincolo anticipato riconosciuto tasso base 0,80% netto.
Fineco Cash Park svincolabile 1,50% 1,20% 12 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: non previsto. Nessuna spesa. Prevista la possibilità di svincolo anticipato ma in tal caso non saranno corrisposti interessi. Imposta di bollo a carico del cliente.
Unicredit Conto risparmio flessibile 1,40% 1,12% 18 mesi Capitale minimo: 10.000€, capitale massimo:5.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Prevista la possibilità di svincolo anticipato: in questo caso il tasso corrisposto varia in funzione del momento nel quale viene effettuato lo svincolo della somma.
CheBanca! CD CheBanca! 1,40% 1,12% 3 mesi Capitale minimo:100€, capitale massimo: 3.000.000€. Imposta di bollo a carico del cliente. Nessuna spesa. Tasso promozionale valido fino al 10/04/13. Se svincolo anticipato riconosciuto tasso base 0,80% netto.
Unicredit Conto risparmio flessibile 1,30% 1,04% 12 mesi Capitale minimo: 10.000€, capitale massimo:5.000.000€. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Prevista la possibilità di svincolo anticipato: in questo caso il tasso corrisposto varia in funzione del momento nel quale viene effettuato lo svincolo della somma.
Ing Direct Conto arancio 1,20% 0,96% libero Capitale minimo: 0€, capitale massimo: 1.500.000€ per ogni conto arancio. È possibile detenere fino a 3 conti: la giacenza massima complessiva consentita è di 3.000.000€. Nessuna spesa.
Fineco Cash Park vincolato 1,00% 0,80% 6 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: non previsto. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Tasso non promozionale. Non è prevista la possibilità di svincolo anticipato
Mediolanum InMediolanum 1,00% 0,80% libero /////
CheBanca! CD CheBanca! 1,00% 0,80% libero /////
WeBank Deposito WeBank 0,85% 0,68% libero Tasso BCE + 0,10%, valido per giacenze fino a 1.000.000€, oltre tali somme non sono corrisposti interessi.
Fineco Cash Park svincolabile 0,75% 0,60% 6 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: non previsto. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Prevista la possibilità di svincolo anticipato ma in tal caso non saranno corrisposti interessi.
Fineco Cash Park vincolato 0,75% 0,60% 3 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: non previsto. Nessuna spesa. Imposta di bollo a carico del cliente. Tasso non promozionale. Non è prevista la possibilità di svincolo anticipato
Fineco Cash Park svincolabile 0,50% 0,40% 3 mesi Capitale minimo: 5.000€, capitale massimo: non previsto. Nessuna spesa. Prevista la possibilità di svincolo anticipato ma in tal caso non saranno corrisposti interessi.
dati aggiornati a: 03-apr-2013 Fonte: prospetti informativi e siti web dei singoli emittenti

 

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Set 12 2012

Comunicato Aduc su convertendo Bpm

La Banca Popolare di Milano ha firmato un protocollo d’intesa con tre associazioni di consumatori per predisporre dei tavoli di conciliazione relativi all’annoso caso del “Convertendo BPM” (1).
Siamo alle solite.
Questi tavoli di conciliazione si risolvono in una buffonata a danno dei risparmiatori ed a vantaggio in primo luogo della Banca (che paga una piccola frazione di quello che dovrebbe sborsare), secondariamente delle associazioni che vi partecipano.
Queste ultime, non appena il caso esplode mediaticamente fanno la “faccia feroce” poi si mettono d’accordo accontentandosi di un po’ di “spese legali ” e “rimborsi spese” (delle quali non si conoscono gli importi).
Il protocollo d’intesa prevede di suddividere i reclami in tre categorie:
– casi molto gravi, nei quali la banca ha torto marcio e/o il cliente è in estrema difficoltà;
– casi nei quali la banca ha torto, ma non in maniera così evidente;
– casi nei quali la banca può dimostrare, con le carte, di aver ragione e quindi… niente rimborsi.
Nel primo caso, cioè quando la banca perderebbe di sicuro in tribunale, il rimborso sarà al massimo il 65% del valore nominale dell’obbligazione. Negli altri casi, la banca rimborserà al massimo il 39% del valore nominale dell’obbligazione. “Al massimo” significa che solo nei casi più gravi si arriverà a quelle cifre, nella maggioranza dei casi, ovviamente, sarà molto meno.
Si tratta di percentuali di recupero ridicole.
In poche parole, quando la banca, documenti alla mano, vincerebbe quasi certamente in tribunale (pur avendo progettato e venduto un prodotto finanziario ridicolo, pensato solo a danno dei clienti) al risparmiatore non riconosce nulla. Quando ci sono buone probabilità di perdere, se la cava con circa un terzo di quello che dovrebbe pagare. Infine, quando è sostanzialmente certa che perderebbe in tribunale se la cava con poco più della metà di quello che dovrebbe pagare.
A questo “capolavoro” hanno aderito alcune associazioni di consumatori.
Una fra queste aveva annunciato di voler fare una class action. Al grido de “l’unione fa la forza!” ha raccolto molti risparmiatori che credevano di veder restituito il maltolto.
Noi abbiamo evidenziato, fin da subito, che la strada della class action non ci sembrava praticabile (1) ma si e’ preferito dar spazio a quelli che sembravano far la “faccia feroce”. Quelli che apparivano gli “intransigenti”. Quelli che dicevano: “li faremo rimborsare fino all’ultimo centesimo!“.
Come è finita? E’ finita che questa associazione ha rinunciato a fare la class action facendosi pagare le spese legali dalla banca. Complimenti!
Per ogni reclamo analizzato (che si concluda con o senza risarcimento) queste associazioni riceveranno un “rimborso spese” quantificato con “accordi separati” e quindi non pubblici.
L’Aduc non accetterà mai soldi (tanto meno in maniera non trasparente!) da una banca per difendere i risparmiatori contro la stessa!
Invece di fare la “faccia feroce” quando i giornali parlano del problema per poi accordarsi con la banca quando non c’è più la notizia, preferiamo dire le cose come stanno prima e poi cercare di portare avanti i diritti dei risparmiatori dopo.
Per queste ragioni, l’Aduc non aderisce al “Protocollo d’intesa”.

(1) Per approfondimenti sul tema si veda qui

 

[via Aduc]

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