Category: Mifid

Dic 29 2015

Le obbligazioni subordinate per la Consob sono titoli complessi

La Consob lo scorso 23 giugno ad una domanda così rispondeva:

 

31. Le obbligazioni subordinate sono da considerarsi “strumenti complessi” anche se non incorporano particolari strutture?
La presenza della mera clausola di subordinazione non implica ex se la riconduzione delle obbligazioni in esame nell’alveo dei prodotti a complessità molto elevata di cui all’ Elenco.
Peraltro le obbligazioni subordinate sono considerate strumenti complessi ai fini dell’Opinion ESMA del 7 febbraio 2014.
In tale prospettiva, in linea con le indicazioni fornite nella citata Opinion “MiFID practices for firms selling complex products”, gli operatori dovranno comunque prestare la massima attenzione alle fasi di distribuzione delle obbligazioni subordinate nei confronti della clientela al dettaglio.

 

Di sotto l’intera pubblicazione (riguarda anche altri quesiti), quello sulle obbligazioni subordinate è al punto 31.

Dic 12 2014

Consob mette sotto ispezione Poste Italiane per il rispetto della Mifid

La Consob con procedimento 20638/14 ha contestato vari profili di non rispetto della Mifid nel rilevare l’esatto profilo di rischio della clientela.

Con ogni probabilità questi rilievi porteranno all’erogazione di qualche sanzione da parte della Consob a Poste Italiane.

Che le cose non andassero per il verso giusto nel collocare i prodotti finanziari ed assicurativi i lettori di questo Blog nè hanno avuto varie percezioni nel collocamento delle polizze index (molte delle quali trasformatesi in polizze dormienti) a persone di età avanzata con nessuna conoscenza in materia finanziaria.

Sull’argomento è stata anche presentata un’interrogazione parlamentare al Senato.

Quando ci sarà un’analogo procedimento da parte dell’Ivass?

 

Lug 03 2014

Consob mappatura infrastrutture di negoziazione titoli

La Consob ha pubblicato un Rapporto sulla mappatura delle infrastrutture di negoziazione in Italia (Position paper n. 5) con l’obiettivo di delineare un quadro di sintesi unitario delle principali caratteristiche delle trading venues italiane, al fine anche di effettuare una prima valutazione dell’impatto, a livello domestico, delle disposizioni contenute nella review della direttiva europea in materia di prestazione dei servizi d’investimento (Mifid II).

Le aree d’interesse sono state quindi individuate, da un lato, sulla base delle funzioni e delle attività svolte dalle trading venues ritenute rilevanti ai fini degli obiettivi di ordinato svolgimento delle negoziazioni, trasparenza e tutela degli investitori e, dall’altro, tenendo conto degli sviluppi che in tali aree si registreranno nel quadro della prossima Mifid II.

La mappatura ha avuto ad oggetto le trading venues italiane soggette – in tutto o in parte – alla vigilanza della Consob.

In particolare:

  • 9 mercati regolamentati, dei quali 6 gestiti da Borsa Italiana Spa e 3 gestiti da Mts Spa;

  • 9 sistemi multilaterali di negoziazione (Mtf), dei quali 3 gestiti da Borsa Italiana Spa; uno da Mts Spa; uno da EuroTLX Sim Spa; due da HI-Mtf Sim Spa; due da E-Mid Sim Spa.

  • 18 internalizzatori sistematici, dei quali 17 operano su strumenti finanziari diversi da azioni quotate e uno su azioni quotate.

Il rapporto è disponibile sul sito www.consob.it nella sezione: La Consob/Pubblicazioni/Studi e ricerche/Position papers.

Giu 05 2014

Consob consultazione su prodotti finanziari complessi

Consob ha avviato la consultazione con il mercato finanziario sul tema della distribuzione dei prodotti finanziari complessi presso la cosiddetta clientela al dettaglio (retail).

La Commissione ha posto all’attenzione del mercato l’ipotesi di introdurre una serie di presidi per il rafforzamento della tutela del risparmio. Ciò comprende anche la raccomandazione agli intermediari di astenersi dal collocamento di strumenti finanziari più complessi alla clientela retail.

L’iniziativa – anticipata il 5 maggio scorso dal presidente della Consob, Giuseppe Vegas, in occasione dell’incontro annuale con il mercato finanziario – riprende e sviluppa interventi già effettuati da Consob in passato. Il documento di consultazione si allinea alle recenti prese di posizione dell’Esma (European Securities and Markets Authority), autorità europea per i mercati finanziari, e valorizza i lavori della Iosco (International Organization of Securities Commissions), organizzazione mondiale delle autorità di vigilanza sulle Borse.

La proposta è coerente con i principi della nuova direttiva comunitaria in materia di prestazione dei servizi d’investimento (Mifid2), che dovrà essere recepita nell’ordinamento nazionale entro il 2016. Direttiva che attribuirà, tra l’altro, alle autorità nazionali di vigilanza, il potere di imporre limitazioni e/o divieti anche al collocamento dei prodotti finanziari complessi.

Più in dettaglio, la consultazione sulla quale il mercato è invitato a pronunciarsi propone:

a) che gli intermediari si adeguino alle indicazioni fornite dall’Esma in due distinte prese di posizione (opinion denominata “Mifid practices for firms selling complex products” del 7 febbraio 2014 e opinion in materia di “Good practices for product governance arrangements” del 27 marzo 2014) sulle condotte da tenere in fase di progettazione e di commercializzazione di prodotti strutturati e/o complessi, assumendo come criterio prioritario di riferimento la considerazione dei bisogni e delle caratteristiche dei propri clienti;

b) che gli intermediari si astengano dal commercializzare presso la clientela retail alcune tipologie di prodotti connotati dalla più alta complessità e che si impegnino comunque a distribuire i prodotti complessi solo nell’ambito di servizi di consulenza evoluta.

La consultazione, aperta a tutto il mercato, si chiuderà il 30 giugno. I contributi saranno resi pubblici, a meno di indicazioni contrarie da parte degli stessi autori.

Consob si riserva di valutare gli esiti della consultazione con l’obiettivo di adottare una Comunicazione in materia.

Il documento di consultazione è accessibile sul sito www.consob.it.

Mag 14 2014

Consob validate linee guide Assosim per Mifid

La Consob, in conformità alla propria “policy per la validazione delle linee guida elaborate dalle associazioni degli intermediari” del 2 maggio 2008, ha validato le linee guida contenute nella “Guida pratica ai test di adeguatezza e appropriatezza” elaborata da Assosim (Associazione italiana intermediari mobiliari) alla luce degli Orientamenti emanati dall’Esma (l’autorità europea di vigilanza sui mercati finanziari) nell’ambito del documento “Guidelines on certain aspects of the MIFID suitability requirements“.

Le linee guida dell’Assosim sono dirette a fornire agli intermediari indicazioni per la concreta applicazione degli orientamenti dell’autorità europea, i quali contengono chiarimenti e delucidazioni sulla regola di “valutazione dell’adeguatezza” prescritta dalla direttiva MIFID (Markets in Financial Instruments Directive).

Le Linee guida trasmesse dall’Assosim sono composte di due parti. La prima parte ha ad oggetto la valutazione di adeguatezza; la seconda parte del documento disciplina le modalità di verifica dell’appropriatezza. Nel documento formalizzato dall’associazione sono stati, pertanto, riportati “i principali adempimenti cui sono tenuti gli intermediari nei processi di valutazione di adeguatezza e di appropriatezza alla luce della vigente normativa“.

Il testo delle linee guida dell’Assosim è pubblicato sul sito internet dell’associazione.

Feb 04 2014

Esma orientamenti su retribuzioni intermediari documento Consob-Banca d’Italia

Consob e Banca d’Italia hanno emanato una comunicazione congiunta al mercato in merito all’attuazione, dal prossimo 29 gennaio, nell’ordinamento nazionale delle linee guida Esma (l’autorità europea di vigilanza sui mercati finanziari) in materia di politiche e prassi retributive degli intermediari (“Guidelines on remuneration policies and practices – MiFID”).

Le linee guida (o orientamenti) elaborate dall’Esma sono dirette a fornire indicazioni e chiarimenti in tema di politiche e prassi retributive che devono essere adottate dagli intermediari nei confronti dei propri dipendenti nel contesto delle regole di condotta e degli obblighi in materia di conflitti di interessi previsti dalla direttiva Mifid (Markets in financial investments directive).

In particolare, gli orientamenti richiamano l’attenzione degli intermediari affinché i sistemi di remunerazione ed incentivazione adottati dagli stessi nei confronti dei dipendenti siano in grado di assicurare il perseguimento del miglior interesse dei clienti. A tal fine, gli intermediari determinano gli schemi di remunerazione del personale, incluso quello addetto all’attività di vendita alla clientela, evitando che le esigenze di tutela dei clienti possano essere disattese da condotte dirette a privilegiare gli interessi reddituali e patrimoniali dei soggetti abilitati. Compito degli intermediari è quello di provvedere alla definizione delle quote variabili della remunerazione eventualmente erogate ai dipendenti con meccanismi premiali fondati anche sulla valutazione della qualità del servizio reso e non esclusivamente sull’ammontare dei volumi generati.

Il documento Esma richiede alle competenti autorità di riservare specifica attenzione, nella conduzione delle proprie attività ed iniziative di vigilanza, ai profili connessi alla remunerazione del personale degli intermediari, adottando, quando necessario, le più opportune azioni di controllo.

Nell’ordinamento italiano, le linee guida costituiscono indirizzi e criteri interpretativi utili per il rispetto da parte degli intermediari delle disposizioni in materia di conflitto di interessi contenute nel Regolamento congiunto Banca d’Italia – Consob del 29 ottobre 2007, nonché delle regole di condotta degli intermediari contenute nel Regolamento Consob n. 16190/2007 (Regolamento intermediari). Ferma restando l’applicabilità delle linee guida a decorrere dal 29 gennaio 2014, gli intermediari apportano le modifiche alle politiche di remunerazione eventualmente necessarie per conformarvisi, sottoponendole, quando previsto, all’assemblea dei soci.

Le linee guida sono state pubblicate nella traduzione ufficiale in lingua italiana sul sito web dell’Esma il 1° ottobre 2013; esse sono anche disponibili sul sito internet della Consob.

Il testo integrale della comunicazione congiunta Consob/Banca d’Italia è disponibile sui siti internet della due Autorità.

Apr 02 2013

Crowdfunding: al via la consultazione presso la Consob

Consob ha pubblicato il documento di consultazione sul nuovo regolamento in materia di crowdfunding, la raccolta di capitali di rischio da parte di imprese start up innovative tramite portali on line.

L’art. 30 del d.l. n. 179 del 18 ottobre 2012 (c.d. “decreto crescita bis, convertito, con modificazioni, nella l. n. 221 del 17 dicembre 2012) ha introdotto, tra l’altro, gli articoli 50-quinquies e 100-ter nel Tuf – rispettivamente rubricati alla “Gestione di portali per la raccolta di capitali per le start-up innovative” e alle “Offerte attraverso portali per la raccolta di capitali” – e delegato la Consob ad adottare le relative disposizioni di attuazione.

La norma disciplina il fenomeno conosciuto anche come “equity crowdfunding” che indica la possibilità per le imprese (normalmente neo-costituite) di raccogliere capitali di rischio (“funding“) per il tramite della rete internet svolgendo quindi un appello al pubblico risparmio rivolto a un elevato numero di destinatari (“crowd“) che nella prassi effettuano investimenti di modesta entità. Tale modalità di raccolta di fondi, originariamente utilizzata per sostenere iniziative senza scopo di lucro (c.d. donation), ha subìto un crescente sviluppo ed è stata anche applicata per la realizzazione iniziative imprenditoriali con il riconoscimento di un piccolo premio (c.d. “reward based“) sino ad arrivare allo svolgimento di vere e proprie offerte di capitali di rischio finalizzate alla sottoscrizione di strumenti partecipativi (tale ultima modalità è proprio quella presa in considerazione dal d.l. n. 179/2012).

L’Italia è il primo Paese in Europa ad essersi dotata di una simile normativa, mentre in ambito europeo esistono per lo più alcuni documenti pubblicati dalle Autorità di vigilanza del settore finanziario (Fsa, Bafin, Fsma) a fini illustrativi dei rischi per l’investitore e delle caratteristiche delle varie tipologie di crowdfunding.

Al fine di consentire lo sviluppo di una prima fase di “sperimentazione” della raccolta di capitali tramite portali on-line, con la finalità di incentivare lo sviluppo e la crescita del Paese, la norma primaria ha effettuato una serie di scelte che orientano e indirizzano la definizione delle norme attuative. In particolare, il decreto ha, tra l’altro, introdotto la possibilità che la raccolta di capitali di rischio da parte di start-up innovative avvenga per il tramite di un portale on-line gestito oltre che da banche e imprese di investimento anche da soggetti iscritti in un registro tenuto dalla Consob ai quali non si applicano le regole del Tuf in materia di prestazione di servizi di investimento, ma le speciali disposizioni dettate dalla Consob.

Le offerte effettuate tramite portali on-line possono avere ad oggetto soltanto la sottoscrizione di strumenti finanziari emessi dalle start-up innovative e devono avere un corrispettivo totale inferiore a quello che comporta l’applicabilità delle norme sul prospetto (soglia pari a 5.000.000 di euro).

Si tratta di un fenomeno nuovo la cui disciplina richiede una particolare attenzione soprattutto con riferimento alla predisposizione di adeguate misure di tutela degli investitori retail, i quali, una volta che le disposizioni della Consob entreranno in vigore, potranno decidere di investire i propri risparmi in offerte svolte da start-up innovative tramite un portale on-line. Ad oggi, infatti, risultano iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese relativa alle start-up innovative 307 società (il 96% delle stesse ha adottato la forma giuridica di srl).

La Commissione ai fini dell’emanazione della regolamentazione secondaria – in linea con le migliori pratiche di better regulation – in data 21 gennaio 2013 ha dato avvio a una fase preliminare di consultazione per raccogliere dati e informazioni necessari all’elaborazione delle opzioni regolamentari in materia crowdfunding. L’indagine preliminare si è chiusa lo scorso 8 febbraio 2013 registrando la partecipazione di 59 soggetti.

Le risposte pervenute dagli investitori retail hanno, tra l’altro, evidenziato che i rischi ritenuti più significativi sono stati individuati (84% dei rispondenti) nel rischio di perdita del capitale e in quello di carenza di informazioni successive all’offerta con riferimento all’investimento in start-up innovative. In relazione ai rischi connessi al fatto che l’offerta avvenga on-line a preoccupare gli investitori sono le probabilità di essere truffati (72%) e, anche con riferimento all’offerta, la carenza di informazioni (50%).

In coerenza con quanto evidenziato, le principali proposte regolamentari – supportate dall’utilizzo delle metodologie Air (analisi di impatto della regolamentazione) – al fine di fornire un’adeguata tutela agli investitori non professionali hanno riguardato: i) l’istituzione del registro e le modalità di iscrizione; ii) la definizione dei requisiti di professionalità ed onorabilità degli esponenti aziendali e dei partecipanti al capitale; iii) la definizione delle regole di condotta; iv) lo schema per la diffusione delle informazioni sulle singole offerte delle start-up innovative; v) l’introduzione di strumenti di tutela degli investitori retail nel caso di cessione delle partecipazioni di controllo.

In linea con la ratio della disciplina primaria e tenuto conto anche delle esperienze registrate in altri Paesi, la proposta di regolamento si propone di agevolare l’attività dei gestori dei portali on line al fine di favorire la raccolta di capitali di rischio da parte delle start up innovative, garantendo comunque ai piccoli risparmiatori che aderiscano alle iniziative di crowdfunding un livello di tutela sostanzialmente equivalente a quello assicurato alla clientela retail dagli intermediari autorizzati alla prestazione di servizi di investimento.

In tal senso, il regolamento in consultazione prevede a carico del gestore specifici obblighi informativi nei confronti del pubblico in merito alle offerte relative alle singole start up al fine di consentire l’assunzione di consapevoli scelte di investimento. Lo stesso regolamento disciplina le misure che i gestori dovranno assicurare nella fase di raccolta degli ordini dagli investitori e di successiva trasmissione agli intermediari autorizzati. La proposta regolamentare prevede che i “presidi Mifid” a tutela degli investitori trovino applicazione nella fase in cui gli intermediari (banche e imprese d’investimento) eseguono gli ordini ad essi trasmessi dai gestori dei portali.

Con riguardo ai clienti retail il regolamento prevede inoltre da un lato che l’offerta sia sottoscritta per almeno il 5% da particolari categorie di investitori professionali e dall’altro che – in caso di passaggio di controllo di una start up – i sottoscrittori di minoranza abbiano, per un periodo individuato nello statuto, diritto di recesso dalla società ovvero il diritto di vendere le proprie partecipazioni alle stesse condizioni alle quali viene trasferita a terzi la partecipazione di controllo.

Le proposte contenute nel documento di consultazione prevedono la completa dematerializzazione della documentazione, delle procedure di autorizzazione e della comunicazione dei flussi informativi attraverso l’istituzione di un’apposita casella di posta elettronica certificata (PEC), anche al fine di ridurre gli oneri amministrativi a carico dei soggetti vigilati.

Sul sito www.consob.it sono disponibili, oltre al documento di consultazione, la relazione sull’analisi dell’impatto della regolamentazione e ulteriori documenti di analisi.

Le osservazioni al documento di consultazione dovranno essere trasmesse entro il 30 aprile 2013 on line per il tramite del SIPE (area interattiva del sito Consob – Sistema Integrato per l’Esterno), oppure al seguente indirizzo: Consob, Divisione Strategie Regolamentari, Via G. B. Martini, n. 3, 00198 ROMA. I commenti pervenuti saranno resi pubblici al termine della consultazione, salvo espressa richiesta di non divulgarli.

Dic 26 2012

Mifid recepimento norme Esma

Il 19 dicembre la Consob e la Banca d’Italia hanno diffuso una comunicazione congiunta in merito al recepimento degli orientamenti emanati dall’Esma, l’autorità europea per i mercati finanziari, concernenti alcuni aspetti dei requisiti della funzione di conformità (compliance) alle norme della direttiva Mifid.

Si ricorda che nello scorso luglio l’Esma ha pubblicato sul tema un documento (Guidelines on certain aspects of the Mifid compliance function requirements) con l’obiettivo di fornire specificazioni e chiarimenti in merito al ruolo ed alle attribuzioni riservate, nell’ambito del sistema dei controlli interni, alla funzione di conformità alle norme Mifid. Il documento è disponibile, nella versione in lingua italiana, anche sui siti internet della Banca d’Italia e della Consob.

Gli orientamenti non intendono introdurre obblighi ulteriori rispetto a quanto contemplato dalla disciplina di riferimento, ma sono diretti a fornire chiarimenti interpretativi utili ad indirizzare gli intermediari nell’applicazione degli obblighi prescritti dalla Mifid in tema di compliance. In particolare, le Guidelines richiamano l’attenzione sulla necessità per gli intermediari di istituire, coerentemente con le proprie specificità e nel rispetto del principio di proporzionalità, una funzione aziendale di compliance, incaricata, tra l’altro, di assicurare, in modo permanente e indipendente, il controllo della conformità alla disciplina di settore dei processi e delle procedure per la prestazione dei servizi e delle attività di investimento.

In Italia, le linee guida elaborate dall’Esma si inquadrano nelle disposizioni contenute nel Regolamento congiunto Banca d’Italia – Consob del 29 ottobre 2007, emanato ai sensi dell’art. 6, comma 2-bis, del Tuf, delle quali costituiscono linee applicative di carattere generale. Gli orientamenti si applicano agli intermediari, alle sgr e alle sicav. Le linee guida dettano orientamenti applicativi dei seguenti articoli del Regolamento congiunto: 6 (Responsabilità dell’alta dirigenza e dell’organo con funzioni di controllo); 8 (Organo con funzione di supervisione strategica), 9 (Organo con funzione di gestione); 12 (Istituzione delle funzioni aziendali di controllo di conformità alle norme, di gestione del rischio e di revisione interna); 16 (Controllo di conformità); 19, 20 e 21 in materia di esternalizzazione di funzioni.

Circa le modalità di applicazione in Italia delle linee guida, Consob e Banca d’Italia precisano, nella comunicazione congiunta, che:

– per allineare integralmente agli orientamenti i criteri di nomina del responsabile della funzione di conformità alle norme previsti dal Regolamento congiunto, la nomina e la revoca di tale soggetto sono di competenza dell’organo con funzione di supervisione strategica, sentito l’organo di controllo;

– l’obbligo, previsto dall’art. 12 del Regolamento congiunto, di mantenere in linea di principio separate sotto il profilo organizzativo le funzioni di conformità alle norme e di internal audit resta confermato anche sulla base degli orientamenti dell’Esma.

Le linee guida trovano applicazione, secondo quanto previsto dal documento dell’Esma, a decorrere dal 26 gennaio 2013.

Ott 29 2012

RECEPIMENTO DEGLI ORIENTAMENTI ESMA SUI REQUISITI DI ADEGUATEZZA PRESCRITTI DALLA MIFID

La Consob, con comunicazione n. 12084516 del 25 ottobre 2012, ha espresso la propria conformità agli orientamenti emanati dall’Esma con il documento “Guidelines on certain aspects of the Mifid suitability requirements“, in materia di valutazione di adeguatezza.

Gli orientamenti sono stati emanati dall’autorità europea in conformità all’articolo 16 del Regolamento n. 1095/2010/Eu, al fine di “istituire prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci nell’ambito del Sevif e per assicurare l’applicazione comune, uniforme e coerente del diritto dell’Unione“.

Tali orientamenti non intendono introdurre obblighi ulteriori rispetto a quanto contemplato dalla disciplina di riferimento (direttiva 2004/39/Ce e relative misure di esecuzione), ma sono diretti a fornire una lettura interpretativa ed applicativa di regole di condotta già previste nel tessuto normativo vigente.

In particolare, gli orientamenti forniscono chiarimenti di ulteriore dettaglio volti ad indirizzare gli intermediari nella efficiente traduzione operativa degli obblighi prescritti dalla Mifid in tema di adeguatezza, richiamando l’attenzione sulla necessità di svolgere – a mezzo delle proprie procedure aziendali – una valutazione degli investimenti che preveda l’utilizzo e la conseguente valorizzazione di una pluralità di variabili afferenti, da un lato, alle caratteristiche della clientela servita e, dall’altro, alle specificità dei prodotti.

I chiarimenti interpretativi resi dall’Esma, in quanto diretti a specificare le già vigenti disposizioni della Mifid, si pongono in linea con gli orientamenti e con gli approcci di vigilanza già maturati in ambito nazionale. La Consob, secondo quanto stabilito dall’art. 16, paragrafo 3, del regolamento n. 1095/2010/Eu, ha pertanto notificato all’Esma la propria conformità agli orientamenti in parola.

Gli intermediari sottoposti alla vigilanza della Consob sono tenuti a rispettare gli orientamenti contenuti nel documento dell’Esma ai fini della corretta ottemperanza agli obblighi stabiliti in via generale dalla normativa loro applicabile.

Il documento dell’Esma è disponibile, nella versione in lingua italiana, sul sito della Consob.

Lug 02 2012

Consob comunicazione in materia di opzioni binarie

 

La Commissione, al fine di fare chiarezza sul tema delle opzioni binarie e prevenire fenomeni di prestazione abusiva al pubblico italiano di servizi di investimento aventi ad oggetto dette opzioni, ha ritenuto opportuno formulare una comunicazione di carattere generale che riprenda la pronuncia adottata recentemente dalla Commissione Europea.

Si sono infatti diffuse nel mercato operazioni (“opzioni binarie” o “opzioni digitali”) che presentano una struttura simile a quella di una scommessa in quanto assicurano il pagamento di un importo predeterminato se l’evento (raggiungimento di un determinato livello di prezzo del titolo, indice o altro sottostante) si verifica, prima o entro una determinata scadenza temporale; nel caso in cui l’evento non si verifichi, l'”acquirente” l’opzione subisce la perdita di tutta la somma investita.

La Consob, con la comunicazione n. 12055030 del 2 luglio 2012, come già chiarito dai Servizi della Commissione Europea, ha precisato che le opzioni binarie, contratti derivati regolati in contanti, rientrano nel novero degli strumenti finanziari di cui all’Allegato 1, sez. C della direttiva 2004/39/Ce (“MiFID”): di conseguenza, tutti i soggetti che intendono prestare servizi di investimento aventi ad oggetto opzioni binarie verso il pubblico (italiano) devono essere dotati della necessaria autorizzazione rilasciata dalle competenti Autorità.

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