Category: intermediari

Apr 03 2015

Aduc su obbligazioni illiquide

Un interessante articolo di Aduc in materia di obbligazioni illiquide.

Dalle domande che ci pervengono su Aduc Investire Informati, vediamo che ancora molti risparmiatori hanno sul dossier titoli obbligazioni cadute in default delle quali vorrebbero liberarsene, magari perché è rimasto l’unico titolo del dossier titoli.

Molti risparmiatori non sanno che esiste un mercato delle obbligazioni cadute in default e spesso le banche non propongono, per varie ragioni – non sempre nobili – ai propri clienti la soluzione al loro problema di disfarsi di questi titoli.
Naturalmente la controparte che acquista il titolo lo farà solo per un prezzo basso, tale per il quale ritiene, di poterci fare un guadagno. Nessuno fa niente per niente.
Per il piccolo risparmiatore, però, può essere utile chiudere una posizione che da anni e anni è presente sul dossier titoli anziché pensare di prendere pochi euro in più chissà fra quanti anni.
Abbastanza recentemente, sono nate delle società specializzate nell’acquisto di bond illiquidi, ma diverse banche, ancora, fanno una certa fatica ad utilizzarli.
Per questa ragione, abbiamo pensato di istituire come Aduc Investire Informati uno sportello di assistenza per tutti coloro che hanno bond illiquidi senza sapere minimamente se ed a che prezzo possono venderli. Ci riferiamo ad obbligazioni dell’Argentina, della Lehman Brothers, ma anche a tutte le altre obbligazioni cadute in default.
Per il momento vorremmo capire quante persone potrebbero essere interessate. Chi avverte il problema, può mettere un proprio commento sotto l’articolo oppure inviare una mail alla sede di Roma all’indirizzo roma@aduc.it. Se, come crediamo, si manifesterà un certo interesse, metteremo un’apposita scheda sul sito da compilare con i dettagli del titolo e della banca per poter dare i suggerimenti adatti a liquidare l’obbligazione e avvieremo il servizio.
Feb 04 2014

Esma orientamenti su retribuzioni intermediari documento Consob-Banca d’Italia

Consob e Banca d’Italia hanno emanato una comunicazione congiunta al mercato in merito all’attuazione, dal prossimo 29 gennaio, nell’ordinamento nazionale delle linee guida Esma (l’autorità europea di vigilanza sui mercati finanziari) in materia di politiche e prassi retributive degli intermediari (“Guidelines on remuneration policies and practices – MiFID”).

Le linee guida (o orientamenti) elaborate dall’Esma sono dirette a fornire indicazioni e chiarimenti in tema di politiche e prassi retributive che devono essere adottate dagli intermediari nei confronti dei propri dipendenti nel contesto delle regole di condotta e degli obblighi in materia di conflitti di interessi previsti dalla direttiva Mifid (Markets in financial investments directive).

In particolare, gli orientamenti richiamano l’attenzione degli intermediari affinché i sistemi di remunerazione ed incentivazione adottati dagli stessi nei confronti dei dipendenti siano in grado di assicurare il perseguimento del miglior interesse dei clienti. A tal fine, gli intermediari determinano gli schemi di remunerazione del personale, incluso quello addetto all’attività di vendita alla clientela, evitando che le esigenze di tutela dei clienti possano essere disattese da condotte dirette a privilegiare gli interessi reddituali e patrimoniali dei soggetti abilitati. Compito degli intermediari è quello di provvedere alla definizione delle quote variabili della remunerazione eventualmente erogate ai dipendenti con meccanismi premiali fondati anche sulla valutazione della qualità del servizio reso e non esclusivamente sull’ammontare dei volumi generati.

Il documento Esma richiede alle competenti autorità di riservare specifica attenzione, nella conduzione delle proprie attività ed iniziative di vigilanza, ai profili connessi alla remunerazione del personale degli intermediari, adottando, quando necessario, le più opportune azioni di controllo.

Nell’ordinamento italiano, le linee guida costituiscono indirizzi e criteri interpretativi utili per il rispetto da parte degli intermediari delle disposizioni in materia di conflitto di interessi contenute nel Regolamento congiunto Banca d’Italia – Consob del 29 ottobre 2007, nonché delle regole di condotta degli intermediari contenute nel Regolamento Consob n. 16190/2007 (Regolamento intermediari). Ferma restando l’applicabilità delle linee guida a decorrere dal 29 gennaio 2014, gli intermediari apportano le modifiche alle politiche di remunerazione eventualmente necessarie per conformarvisi, sottoponendole, quando previsto, all’assemblea dei soci.

Le linee guida sono state pubblicate nella traduzione ufficiale in lingua italiana sul sito web dell’Esma il 1° ottobre 2013; esse sono anche disponibili sul sito internet della Consob.

Il testo integrale della comunicazione congiunta Consob/Banca d’Italia è disponibile sui siti internet della due Autorità.

Gen 27 2014

Perchè non quotare in Borsa i Fondi e le Sicav?

I Fondi comuni d’investimento e le Sicav in Italia sono sottoscrivibili presso gli sportelli bancari,  dai promotori finanziari ed in modo indiretto sottoscrivendo polizze assicurative.

Questi prodotti sono espressi in quote (i Fondi) ed in azioni (le Sicav). Quindi questa tipologia di prodotti potrebbero essere tranquillamente quotati presso una Borsa valori (Borsa Italiana, Eurotlx, etc.).

I vantaggi di quotazione di questi prodotti sarebbero molteplici sia per le società che li gestiscono (Sgr, Sicav) sia per gli investitori. Le Sgr e le Sicav avrebbero una platea molto ampia di potenziali sottoscrittori e non sarebbero soggetti agli umori ed alla cupidigia dei soggetti che si occupano di collocare il prodotto presso gli investitori. Gli investitori avrebbero a disposizione una molteplicità di prodotti e non solo quelli che vengono collocati dalla propria banca o dal proprio promotore finanziario. Per onore di cronaca esistono piattaforme online sulle quali è possibile acquistare migliaia di Fondi e Sicav.

Con la quotazione in Borsa di questi prodotti si elimerebbero i tempi morti sia nell’investimento che nel disinvestimento, in Borsa i gioni valuta sono 3. I costi sarebbero esclusivamente quelli praticati dagli intermediari per una qualsiasi operazione di compravendita in Borsa. Si darebbe accesso ad una moltitudine di sottoscrittori sia in Italia che all’estero. Le società di gestione sarebbero costrette ad una miglior politica sulle commissioni di gestione e di eventuali commissioni di performance.

Si aumenterebbe la possibilità di scelta per molti investitori e si creerebbe un mercato alternativo sugli investimenti monetari, obbligazionari ed azionari per l’ampiezza di scelta di prodotti.

A livello normativo non credo che ci siano problemi alla quotazione basta vedere che prodotti similari quali sono gli Etf sono negoziati esclusivamente in Borsa.

La strada per la negoziazione in Borsa di questi prodotti potrebbe essere tentata da Sgr e Sicav indipendenti dal settore bancario e/o assicurativo aprendo un nuovo canale di collocamento di Fondi comuni d’investimento e Sicav.

I costi di collocamento e di gestione sarebbero inferiori e questo aumenterebbe la performance del prodotto.

Bisogna solo aspettare se un evento del genere si verificherà.

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Gen 16 2014

Consap aggiorna la pagina sui “rapporti dormienti”

Sul sito della Consap è stata aggiornata la pagina sui c.d. “rapporti dormienti” che riporto di sotto per comodità dei lettori di questo Blog.

Consap potrebbe anche pubblicare sul proprio sito un comunicato che riporti in modo ufficiale le cifre dell’ultimo rimborso delle c.d. polizze dormienti e di comunicare la percentuale del riparto.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze – presso il quale è stato istituito il Fondo di cui all’art. 1, comma 343, della legge n. 266/2005 – ha affidato a Consap, a decorrere dal 14 giugno 2010, la gestione delle domande di rimborso di somme affluite al predetto Fondo (c.d. “rapporti dormienti”).

L’istanza di rimborso dei rapporti dormienti (consultabili sui siti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e di Consap) può essere inoltrata dagli aventi diritto senza dover ricorrere all’attività di intermediari.

Al riguardo, si segnala che agenzie e/o terzi che contattano gli interessati alla restituzione di importi affluiti al Fondo Rapporti Dormienti non sono stati incaricati né dal Ministero dell’Economia e delle Finanze né da Consap.

Consap procederà all’esame delle domande secondo l’ordine di arrivo e provvederà a richiedere i documenti necessari – laddove non presentati – per l’istruttoria delle pratiche.

Nell’apposita sezione vengono riportate la normativa e le circolari ministeriali in materia.

Non è previsto il rimborso:

  • ai beneficiari degli importi relativi ai contratti di assicurazione sulla vita (polizze vita);
  • ai beneficiari dei buoni fruttiferi postali non riscossi entro il termine di prescrizione decennale;
  • ai beneficiari degli assegni circolari, una volta decorso il termine di prescrizione triennale di cui all’art. 84, comma 2 del Regio Decreto 21.12.1933, n. 1736;
  • agli ordinanti degli assegni circolari, una volta decorso il termine di prescrizione decennale dalla data di emissione del titolo di cui all’art. 2946 c.c..

Possono richiedere la restituzione di somme affluite al Fondo:

  • i titolari dei rapporti dormienti di cui all’art. 2 del DPR 22 giugno 2007, n. 116, (depositi di somme di denaro e depositi di strumenti finanziari) e i loro aventi causa (es. eredi);
  • gli ordinanti degli assegni circolari di cui all’art. 1, comma 345-ter della Legge 23.12.2005, n. 266 e i loro aventi causa entro dieci anni dalla data di emissione del titolo.

In dettaglio, le fattispecie rimborsabili per gli aventi diritto sono elencate dalla lettera A alla lettera G.

Per gli aventi diritto

A) Richiedente l’emissione di Assegni Circolari

B) Titolare di Libretto Nominativo

C) Titolare di Certificato di Deposito Nominativo

D) Titolare di Conto Corrente

E) Titolare di Fondo di investimento o altro strumento finanziario

F) Titolare di Libretto al Portatore

G) Titolare di Certificato di Deposito al Portatore

Per gli intermediari

Domanda di rimborso per somme erroneamente devolute al Fondo di cui all’art. 1 del Dpr 116/2007

CLICCA QUI per scaricare la domanda.

Istruzioni sulla modalità di adempimento degli obblighi informativi a carico degli Intermediari Finanziari.

Nov 16 2012

Archivio dei rapporti finanziari, ok (condizionato) del Garante Privacy

Il Garante della privacy ha dato il via libera al regolamento attuativo dell’archivio dei rapporti finanziari, il cervellone sul quale finiranno tutte le movimentazioni bancarie dei contribuenti italiani. L’archivio dei rapporti finanziari – come scrive oggi l’edizione online de IlSole24Ore – contiene dal 2006 i nominativi dei soggetti intestatari dei conti correnti, il codice identificativo dei rapporti intrattenuti con gli operatori finanziari e le informazioni sui soggetti che hanno effettuato operazioni al di fuori di un rapporto continuativo. Dal 1° gennaio 2013, banche, Poste, Sim, Sgr, fiduciarie e assicurazioni dovranno spedire all’anagrafe tributaria i dati “sensibili” dei conti correnti e di molti altri rapporti.Le finalità del super-archivio sono quelle di potenziare la lotta all’evasione. Se al database potevano accedere in caso di indagini finanziarie Gdf e agenzia delle Entrate per rilevare i rapporti attribuibili al soggetto sottoposto a controllo, d’ora in avanti tutte le informazioni comunicate al Fisco dagli operatori potranno essere usate dall’Agenzia anche per elaborare, con procedure centralizzate, liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione da sottoporre a verifiche.

Ritornando al via libera della Privacy, c’è da dire che si tratta di un consenso ‘condizionato’. Innanzitutto il Garante ha sottolineato l’avvertimento che  se in futuro il sistema dovesse essere utilizzato anche per altre finalita’, oltre alla definizione delle liste di contribuenti a maggior rischio evasione e al controllo delle dichiarazioni Isee, le modalita’ prescelte, dovranno nuovamente passare il vaglio dell’Autorita’ sulla privacy.

Gli altri paletti riguardano la rete di raccolta delle informazioni, un’infrastruttura interamente automatizzata messa a punto da Sogei (e’ il Sid, il Sistema d’interscambio), che dovrebbe evitare che le informazioni possano essere intercettate da chi non ha l’autorita’ per consultarle. Per i file di piccole dimensioni si potra’ usare invece il sistema di posta elettronica certificata (Pec). Altro dettaglio importante: il cervellone centrale manterra’ le informazioni sui conti correnti degli italiani per non piu’ di sei anni (lo stesso periodo richiesto per la conservazione dei dati della dichiarazione dei redditi). Superato questo limite il sistema cancellera’ automaticamente ogni file.

[via Helpconsumatori.it]

Ott 14 2012

Ulteriore aumento dell’imposta sulle polizze estere

Nel decreto stabilità il Governo ha elevato l’imposta di bollo sulle polizze vita estere dallo 0,35% del 2012 allo 0,50% per il 2013.

Se le polizze vita estere sono state sottoscritte tramite un intermediario residente in Italia sarà quest’ultimo a svolgere il ruolo di sostituto d’imposta. Comunque è consigliabile rivolgervi alla compagnia e/o all’intermediario per sapere se questa incombenza sarà svolta da loro.

Per chi ha stipulato direttamente con la compagnia estera o perché gli intermediari che non effettuano il ruolo di sostituti di imposta devono versare l’imposta dello 0,35% entro il prossimo 16 novembre. L’imposta si calcola sulle riserve matematiche della polizza.

Dal 2013 l’imposta passerà allo 0,50%

Da notare che in Italia ci sono ancora politici che vogliono introdurre la patrimoniale. Questi politici non si rendono conto che l’Imu, l’imposta di bollo sulle attività finanziarie e sulle attività detenute all’estero sono delle patrimoniali.

Per terminare sembra che nel decreto stabilità ci sia una norma che tassi le polizze vita anche in caso di morte, ci sarà anche l’introduzione alla tassazione delle rendite delle polizze vita. Speriamo che quest’ultime notizie non si rilevino esatte.

 

Ago 29 2012

La situazione delle polizze dormienti ad agosto 2012

 

Sta per iniziare settembre e non giungono ancora informazioni su come richiedere il rimborso delle polizze prescritte prima del 28 ottobre 2008 che sono state introitate dal Fondo vittime dei crack finanziari gestito da Consap.

Siccome in Italia per valer i propri diritti in alcuni casi è meglio forzare gli eventi. Consiglio di inoltrare a Consap una formale richiesta di rimborso della polizza prescritta prima del 28 ottobre 2008 facendo riferimento alla risposta data dal Sottosegretario De Vincenti all’interrogazione parlamentare degli On. Froner, Nannicini, Marchioni , Vico e Lulli del Pd. Consiglio anche di inviare una copia al Sottosegretario De Vincenti invitandolo a tener fede agli impegni da Lui presi a nome del Governo in data 31 maggio 2012.

Rimanendo in tema Consap. Chiedo se per caso esiste qualche segreto di stato nel fornire i dati esatti sulle polizze dormienti, ho scritto per ben due volte a Consap (marzo e luglio 2012) senza mai ricevere risposta. A luglio ho inviato il testo anche al Mef (Urp ed Ufficio stampa) ho ricevuto risposta da Urp che giravano la richiesta alla direzione IV competente in materia ma da quest’ultima nessun cenno di risposta. O gli uffici pubblici non hanno l’educazione a rispondere all’Email o sulla questione esiste qualche segreto da non divulgare.

Qualche commento merita l’interrogazione parlamentare del Sen. Lannutti (Idv). Come si può notare la storia dei beneficiari della polizza dormiente di Catania è più o meno simile a quella di molti di voi.

Vorrei farvi notare come il 90% delle polizze dormienti è stato collocato da banche e da Poste Italiane. La legge italiana impone agli intermediari assicurativi di essere iscritti al Rui e per mantenere questa iscrizione devono sostenere ogni anno dei corsi di formazione. Le banche e Poste Italiane sono iscritti nella sezione “D” ma i loro dipendenti che materialmente collocano le polizze in quale sezione sono iscritti? Dovrebbero essere iscritti alla sez. “E” se operano fuori sede ma sembrerebbe che non devono essere iscritti a nessuna sezione se operano in sede. La domanda sorge spontanea ma se questi contratti sono stati stipulati da persone non iscritte al Rui il contratto stipulato è valido o è nullo? Bisognerebbe chiedere all’Isvap  se questi contratti sono validi o nulli. Se l’Isvap dirà che sono validi, bisogna chiedere cosa fa per verificare se queste persone sono professionalmente valide per poter stipulare dei contratti assicurativi e a quali obblighi devono sottoporsi per essere aggiornati costantemente in materia assicurativa come la stessa Isvap esige per gli altri iscritti alle sezioni A,B,D del Rui. Visti i problemi creati da queste persone che nei fatti si sono dimostrate non valide a gestire dei contratti assicurativi dopo la loro stipula qualche intervento da parte dell’Isvap sarebbe opportuno anche a tutela degli intermediari regolarmente iscritti al Rui. E se i contratti sono nulli il problema delle polizze dormienti si risolve da solo perché gli intermediari (banche e Poste) dovrebbero risarcire i loro clienti.

A costo di essere ripetitivo ricordo ai Parlamentari che sinora si sono occupati del problema della polizze dormienti di portare la prescrizione per le polizze vita a 10 anni cambiando l’art. 2952 del codice civile e di far in modo di aprire una finestra per consentire ai prescritti del dopo 27 ottobre 2008 a richiedere il rimborso a Consap.

 

Segnalo che molte banche citate in giudizio hanno chiuso la questione con una transazione favorevole al cliente. Hanno forse paura di essere giudicate in un tribunale?

Lug 10 2012

Soppressi Isvap e Covip nasce Ivarp

 

Il Governo con il DL 95/2012 (Spending review) all’art. 13 ha soppresso l’Isvap e la Covip ed ha istituito l’Ivarp che sarà amministrata dalla Banca d’Italia.

Il controllo dei periti assicurativi è trasferito alla Consap (comma 35). Mentre il Rui (intermediari assicurativi) avrà entro due anni dall’emanazione delle norme del presente articolo una propria personalità giuridica (comma 38).

Di sotto l’art. 13 del Dl 95/2012 pubblicato sulla G.U. del 6 luglio 2012 nr. 156.

 

                              Art. 13. 

Istituzione dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e  sul
                       risparmio previdenziale 

1. Al fine di assicurare  la  piena  integrazione  dell'attivita'  di
vigilanza nei  settori  finanziario,  assicurativo  e  del  risparmio
previdenziale, anche attraverso un piu' stretto collegamento  con  la
vigilanza bancaria, e' istituito, con sede legale in Roma, l'Istituto
per la vigilanza sulle assicurazioni e  sul  risparmio  previdenziale
(IVARP). 
2. L'IVARP ha personalita' giuridica di diritto pubblico. 
3.  L'Istituto  opera   sulla   base   di   principi   di   autonomia
organizzativa, finanziaria e contabile, oltre che di trasparenza e di
economicita', mantenendo i contributi di vigilanza  annuali  previsti
dal Capo II del Titolo XIX del decreto legislativo 7 settembre  2005,
n. 209,  (Codice  delle  assicurazioni  private)  e  quelli  previsti
dall'art. 13, comma 3, della legge 8 agosto 1995, n. 335 (Riforma del
sistema pensionistico obbligatorio e complementare), come  modificato
dalla legge 23 dicembre 2005, art. 1, comma 68,  nonche'  il  gettito
assicurato dal versamento del  contributo  di  solidarieta'  previsto
dall'art. 12, comma 1, del decreto legislativo  12  aprile  1993,  n.
124, nella misura prevista dall'art. 13 della legge 8 agosto 1995, n.
335, e successive integrazioni. 
4. L'IVARP e i componenti dei suoi organi operano con piena autonomia
e indipendenza e non sono sottoposti alle direttive di altri soggetti
pubblici o privati. L'IVARP  puo'  fornire  dati  al  Ministro  dello
sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche  sociali
e al Ministro dell'economia e delle finanze, esclusivamente in  forma
aggregata. 
5. L'Istituto trasmette annualmente al Parlamento e  al  Governo  una
relazione sulla propria attivita'. 
6. L'IVARP svolge le  funzioni  gia'  affidate  all'Istituto  per  la
vigilanza sulle  assicurazioni  private  e  di  interesse  collettivo
(ISVAP) ai sensi dell'art. 4 della legge  12  agosto  1982,  n.  576,
(Riforma della vigilanza  sulle  assicurazioni)  e  dell'art.  5  del
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209. 
7. Sono altresi' attribuite  all'IVARP  le  funzioni  spettanti  alla
Commissione di vigilanza sui fondi  pensione  (COVIP)  ai  sensi  del
decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 (Disciplina  delle  forme
pensionistiche complementari). 
8.  Le  competenze  gia'  affidate  alla  COVIP  dall'art.  14,   del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 15 luglio 2011, n.111, sono esercitate dal Ministero  del
lavoro e delle politiche sociali. 
9. L'IVARP e il  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali
possono stipulare appositi accordi  per  l'esercizio,  da  parte  del
primo, di poteri di verifica e controllo, anche  mediante  ispezione,
sui soggetti sottoposti alla vigilanza del  Ministero  del  lavoro  e
delle politiche sociali, ai sensi del comma 8 del presente articolo. 
10. Sono organi dell'IVARP: 
   a) il Presidente; 
   b) il Consiglio; 
   c) il Direttorio di cui all'art.  21  dello  Statuto  della  Banca
d'Italia, operante nella composizione integrata di cui al comma 17. 
11. Presidente dell'Istituto e' il  Direttore  Generale  della  Banca
d'Italia. 
12.  Il  Presidente  e'  il  legale  rappresentante  dell'Istituto  e
presiede il Consiglio. 
13. Il Consiglio e' composto dal  Presidente  e  da  due  consiglieri
scelti tra persone di indiscussa moralita' ed indipendenza oltre  che
di elevata  qualificazione  professionale  in  campo  assicurativo  o
previdenziale, nominati con decreto del Presidente della  Repubblica,
previa  delibera  del  Consiglio  dei  Ministri,  ad  iniziativa  del
Presidente del Consiglio, su proposta  del  Governatore  della  Banca
d'Italia e di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con
il Ministro del lavoro e delle politiche sociali. 
14. I due consiglieri restano in carica sei anni, con possibilita' di
rinnovo per un ulteriore mandato. Gli emolumenti connessi alla carica
sono fissati con decreto del Ministro  dello  sviluppo  economico  di
concerto con il  Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali,
adottato su proposta del Governatore della Banca d'Italia. 
15. Al Consiglio spetta l'amministrazione generale dell'IVARP. 
In particolare il Consiglio: 
   - adotta il regolamento organizzativo dell'IVARP; 
   - delibera in ordine al trattamento  normativo  ed  economico  del
personale dipendente dell'Istituto e adotta il relativo regolamento; 
   - adotta i provvedimenti di  nomina,  assegnazione,  promozione  e
cessazione dal servizio dei dipendenti; 
   - conferisce gli incarichi di livello dirigenziale; 
   - approva gli accordi stipulati con le organizzazioni sindacali; 
   - provvede alla gestione dei contributi dei soggetti vigilati; 
   - esamina ed approva il bilancio; 
   - esercita  le  ulteriori  competenze  indicate  dallo  Statuto  e
delibera sulle questioni che il  Direttorio  integrato  eventualmente
ritenga di sottoporgli. 
16.  Nell'ambito  delle  proprie  competenze,   il   Consiglio   puo'
rilasciare  deleghe  anche  a  singoli  consiglieri  o  al  personale
dell'Istituto  con   qualifica   dirigenziale   per   l'adozione   di
provvedimenti   che   non   richiedono   valutazioni   di   carattere
discrezionale, stabilendone oggetto  e  limiti,  nel  rispetto  delle
modalita' previste dallo Statuto. 
17.  Ai  soli  fini  dell'esercizio  delle   funzioni   istituzionali
attribuite all'IVARP in  materia  assicurativa  e  previdenziale,  il
Direttorio della Banca d'Italia e' integrato con i due consiglieri di
cui al comma 13. 
18.  Al  Direttorio  integrato  spetta  l'attivita'  di  indirizzo  e
direzione  strategica  dell'IVARP  e  la  competenza  ad  assumere  i
provvedimenti aventi rilevanza esterna relativi  all'esercizio  delle
funzioni  istituzionali  in  materia  di  vigilanza  assicurativa   e
previdenziale. 
19. Nell'ambito delle proprie competenze il Direttorio integrato puo'
rilasciare deleghe al Presidente, a singoli consiglieri, a dipendenti
dell'Istituto con qualifica dirigenziale o a Comitati, Commissioni  o
Collegi previsti dallo Statuto, stabilendone  oggetto  e  limiti  nel
rispetto delle modalita' previste dallo Statuto medesimo. 
20. Rientra, in ogni caso, nella competenza esclusiva del  Direttorio
integrato l'approvazione della relazione annuale di cui al  comma  5,
del presente articolo  e  l'adozione  di  provvedimenti  a  carattere
normativo. 
21. Rientra, altresi',  nella  competenza  del  Direttorio  integrato
l'adozione nei confronti dei dirigenti dell'IVARP di provvedimenti di
distacco ed il conferimento di particolari incarichi, ivi compresa la
nomina dei delegati presso l'Autorita' europea delle assicurazioni  e
delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA). 
22.  Nei  casi  di  necessita'  e  di  urgenza,  i  provvedimenti  di
competenza  del  Direttorio  integrato  possono  essere  assunti  dai
componenti del  Consiglio  di  amministrazione  anche  singolarmente,
salvo ratifica collegiale. 
23. Il Direttorio integrato viene informato dal Presidente dell'IVARP
sui fatti rilevanti concernenti l'amministrazione dell'Istituto. 
24. In sede di prima applicazione lo Statuto dell'IVARP e' deliberato
dal Direttorio della Banca d'Italia  ed  approvato  con  decreto  del
Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del  Consiglio
dei Ministri, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico e
con il  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali,  previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri. Le modifiche  allo  Statuto
dell'IVARP, deliberate dal Direttorio integrato, sono  approvate  con
le medesime modalita'. 
25. Lo Statuto detta disposizioni in ordine all'assetto organizzativo
dell'IVARP e in particolare: 
   - stabilisce norme di  dettaglio  sulle  competenze  degli  organi
dell'Istituto; 
   - prevede la facolta' del  Direttorio  integrato  di  nominare  un
Segretario generale con compiti di ordinaria  amministrazione,  anche
su delega del Consiglio; 
   - disciplina il funzionamento  degli  organi  e  in  tale  ambito,
stabilisce i quorum costitutivi e deliberativi di quelli  collegiali,
prevedendo che il Direttorio integrato possa assumere i provvedimenti
di sua competenza solo con la presenza di almeno uno dei  consiglieri
di cui al comma 13; 
   - definisce principi e criteri  ai  fini  del  conferimento  delle
deleghe da parte degli organi collegiali; 
   -   definisce   le   modalita'   dell'esercizio   delle   funzioni
istituzionali nei casi di necessita' e di urgenza; 
   - stabilisce norme in materia di incompatibilita' e  principi  per
l'adozione di un  codice  etico  sia  per  i  dipendenti  che  per  i
componenti degli organi; 
   - definisce i  criteri  ai  fini  di  eventuali  provvedimenti  di
distacco dei dipendenti dalla Banca d'Italia all'IVARP  o  dall'IVARP
alla Banca d'Italia; 
   - definisce norme relative alla  consulenza  e  rappresentanza  in
giudizio dell'Istituto. 
26.  Lo  Statuto,  tenendo  conto   delle   funzioni   dell'Istituto,
stabilisce criteri per l'ottimizzazione delle risorse,  la  riduzione
delle spese per il funzionamento e per le collaborazioni esterne. 
27. Ai fini dell'esercizio delle sue funzioni l'IVARP puo'  avvalersi
delle infrastrutture tecnologiche della Banca d'Italia. 
28. Alla data di entrata in vigore del presente  decreto  gli  organi
dell'ISVAP e della COVIP decadono e i Presidenti degli enti soppressi
assumono le funzioni di Commissari per  l'ordinaria  e  straordinaria
amministrazione  dei  rispettivi  enti,  mantenendo  il   trattamento
economico connesso all'incarico  precedentemente  ricoperto,  ridotto
del 10 per cento. 
29.  I  Commissari  straordinari  riferiscono  con   cadenza   almeno
quindicinale al Direttore Generale della  Banca  d'Italia  in  ordine
all'attivita' svolta ed ai provvedimenti assunti dall'ISVAP  e  dalla
COVIP. L'ISVAP e la COVIP, per tutta la fase transitoria,  continuano
ad avvalersi  del  patrocinio  e  della  rappresentanza  in  giudizio
dell'Avvocatura dello Stato. 
30. Entro 120 giorni dalla data di  cui  al  comma  28  del  presente
articolo, sono nominati i  Consiglieri  di  cui  al  comma  13  e  il
Direttorio della Banca d'Italia predispone lo Statuto dell'IVARP. 
31. Alla data di  entrata  in  vigore  dello  Statuto,  i  Commissari
straordinari decadono automaticamente dalle funzioni. 
32. Alla medesima data l'ISVAP e la COVIP sono  soppressi  e  l'IVARP
succede in tutte le funzioni, le competenze, i poteri e  in  tutti  i
rapporti attivi e  passivi  facenti  capo  ad  essi.  All'IVARP  sono
trasferite le risorse finanziarie e strumentali degli enti soppressi.
Il personale dei  soppressi  ISVAP  e  COVIP  passa  alle  dipendenze
dell'IVARP conservando di diritto il trattamento giuridico, economico
e previdenziale di provenienza. La dotazione organica  dell'IVARP  e'
determinata entro  il  limite  di  un  numero  pari  alle  unita'  di
personale di ruolo a  tempo  indeterminato  trasferite,  in  servizio
presso gli enti soppressi. 
33. Entro 120 giorni dalla data di subentro dell'IVARP nelle funzioni
di ISVAP e di COVIP  il  Consiglio  di  amministrazione,  sentite  le
organizzazioni sindacali, definisce un unico  trattamento  giuridico,
economico e previdenziale del personale  dell'IVARP,  fermo  restando
che tale operazione di omogeneizzazione non potra', in  nessun  caso,
comportare oneri di bilancio aggiuntivi rispetto  a  quelli  previsti
nei precedenti ordinamenti dei due enti. 
34. Entro il medesimo termine il  Consiglio  definisce  un  piano  di
riassetto organizzativo che tenga conto dei  principi  dettati  dallo
Statuto ai sensi del comma 26 del presente articolo. In ogni caso, il
piano  dovra'  realizzare  risparmi  rispetto  al  costo  totale   di
funzionamento dei due enti soppressi. 
35. Alla data di subentro dell'IVARP nelle  funzioni  precedentemente
attribuite all'ISVAP, e'  trasferita  alla  Consap  -  Concessionaria
servizi assicurativi pubblici Spa, la tenuta  del  ruolo  dei  periti
assicurativi di cui agli artt. 157 e segg. del decreto legislativo  7
settembre 2005, n. 209, e ogni altra competenza  spettante  all'ISVAP
in materia. 
36. Alla medesima data e' trasferita alla Consap Spa la gestione  del
Centro di informazione previsto dagli artt. 154  e  155  del  decreto
legislativo 7 settembre 2005, n. 209. 
37. Con  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo  economico,  sentita
l'IVARP, e' stabilita la quota dei contributi di vigilanza di cui  al
comma 3 del presente articolo,  da  riconoscere  alla  Consap  Spa  a
copertura degli oneri sostenuti per l'esercizio delle funzioni di cui
al presente articolo. 
38. Con regolamento emanato ai sensi  dell'art.  17  della  legge  23
agosto 1988, n. 400, da  adottarsi  entro  due  anni  dalla  data  di
entrata in vigore del presente decreto, e' disciplinata l'istituzione
di apposito  Organismo,  avente  personalita'  giuridica  di  diritto
privato e ordinato in forma di associazione, cui  saranno  trasferite
le funzioni e competenze in materia  di  tenuta  del  Registro  unico
degli intermediari assicurativi e riassicurativi nonche' la vigilanza
sui soggetti iscritti nel registro medesimo.  Il  regolamento  potra'
prevedere,  nel  rispetto   dei   principi   di   semplificazione   e
proporzionalita', una revisione delle categorie  di  soggetti  tenuti
all'iscrizione  nel  Registro.  L'organismo   sara'   soggetto   alla
vigilanza dell'IVARP.  Il  regolamento  disciplinera',  altresi',  il
procedimento di nomina dei componenti dell'Organismo e  il  passaggio
al medesimo delle funzioni e competenze attribuite in via transitoria
all'IVARP con attribuzione dei necessari poteri sanzionatori. 
39. La contabilita' dell'IVARP viene verificata da  revisori  esterni
cosi' come stabilito per la Banca d'Italia dall'art. 27 dello Statuto
del SEBC, fermi restando i controlli gia' esercitati dalla Corte  dei
Conti su ISVAP e COVIP, rispettivamente, ai sensi dell'art.  4  della
Legge 12 agosto1982, n. 576, cosi'  come  modificato  dall'art.  351,
comma 1,  del  decreto  legislativo  7  settembre  2005,  n.  209,  e
dell'art. 18, comma 4, ultimo  periodo,  del  decreto  legislativo  5
dicembre 2005, n. 252. 
40. A decorrere dalla  data  dell'entrata  in  vigore  dello  Statuto
dell'IVARP sono abrogati gli artt. 9, 10, 11, 12, 13, 14 e  17  della
legge 12 agosto 1982 , n. 576, l'art 18 della legge 5 dicembre  2005,
n. 252, fatta eccezione per il  comma  2,  per  il  comma  4,  ultimo
periodo, e per il comma 5, nonche' l'art. 13, comma 2, della legge  8
agosto 1995, n. 335. All'art. 19, comma 2, del decreto legislativo  5
dicembre 2005, n.  52,  le  parole  "In  conformita'  agli  indirizzi
generali del Ministero del  lavoro  e  delle  politiche  sociali,  di
concerto con il Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  e"  sono
soppresse. Sono altresi' abrogate tutte le disposizioni incompatibili
con le norme di cui ai precedenti articoli. 
41. A decorrere dalla data di cui al comma 40 del presente  articolo,
sono trasferite all'IVARP i poteri normativi attribuiti  al  Ministro
del lavoro e delle politiche sociali dall'art. 4, comma 3,  lett.  a)
del decreto legislativo 5  dicembre  2005,  n.  252,  nonche'  quelli
attribuiti al medesimo Ministro dall'art. 4, comma 3,  lett.  b),  ad
esclusione  di  quelli  relativi  ai  requisiti  di  onorabilita'   e
professionalita'  dei  componenti  degli  organi  collegiali  e   del
responsabile delle forme pensionistiche complementari. 
42. Dalla data di cui ai commi  40  e  41  e  fermo  restando  quanto
previsto  al  comma  40  del  presente  articolo,  ogni   riferimento
all'ISVAP o alla COVIP  contenuto  in  norme  di  legge  o  in  altre
disposizioni normative e' da intendersi effettuato all'IVARP. Per  le
norme che disciplinano la gestione dei compiti di cui ai commi  35  e
36, del presente articolo,  ogni  riferimento  all'ISVAP  si  intende
effettuato alla Consap Spa. 
43.  Le  disposizioni  adottate  dal  Ministro  del  lavoro  e  delle
politiche sociali, dall'ISVAP  e  dalla  COVIP  nell'esercizio  delle
funzioni e delle competenze trasferite all'IVARP  restano  in  vigore
fino all'eventuale adozione, da parte dell'IVARP medesimo,  di  nuove
disposizioni nelle materie regolate.
Mag 14 2012

UCITS IV: MODIFICHE AI REGOLAMENTI EMITTENTI E INTERMEDIARI E AL REGOLAMENTO CONGIUNTO BANCA D’ITALIA – CONSOB

 


Nell’ambito dei lavori connessi al recepimento della Direttiva 2009/65/CE (cd. “Ucits IV”) in materia di Oicr armonizzati:

  • la Commissione ha approvato, il 9 maggio 2012, modifiche ai regolamenti Consob 11971/99 (“Regolamento Emittenti”) e 16190/2007 (“Regolamento Intermediari”);
  • la Banca d’Italia ha approvato, l’8 maggio 2012, il nuovo Regolamento sulla gestione Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio e la nuova disciplina della banca depositaria di Oicr e fondi pensione (12° aggiornamento della Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006 Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche);
  • la Banca d’Italia e la Consob hanno approvato definitivamente il 9 maggio 2012, il provvedimento di modifica del “Regolamento congiunto Banca d’Italia – Consob in materia di organizzazione e procedure degli intermediari” del 29 ottobre 2007.

L’approvazione di tali atti normativi – a breve pubblicati nella Gazzetta Ufficiale – completa il recepimento della direttiva Ucits IV, a seguito delle modifiche al Tuf apportate dal decreto legislativo di recepimento n. 47/2012 (G.U. del 28 aprile u.s.).

La stesura finale dei testi regolamentari ha tenuto conto delle osservazioni formulate dai vari attori del mercato nel corso dei lavori di recepimento nonché nell’ambito delle procedure di pubblica consultazione (vedi “Consob Informa” nn. 19/2011 e 20/2011),

La nuova disciplina entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ad eccezione della disciplina in materia di banca depositaria che entrerà in vigore il 13 maggio 2012. La delibera di modifica dei regolamenti Emittenti e Intermediari prevede un regime transitorio che completa quello disciplinato dal decreto di recepimento.

* * *

Le modifiche al regolamento emittenti Consob riguardano principalmente la struttura della documentazione di offerta degli Oicr armonizzati, che ora prevede il cd. “Kiid” (Key investor information document, ossia “il documento contenente le informazioni chiave per gli investitori”), da consegnare gratuitamente all’investitore prima della sottoscrizione delle quote o azioni, e il prospetto, messo a disposizione a richiesta. Altre modifiche riguardano le modalità di comunicazione alla Consob e la pubblicazione della documentazione d’offerta, l’aggiornamento della documentazione d’offerta, il regime di consegna, gli obblighi informativi, la disciplina dei messaggi pubblicitari e degli Oicr non armonizzati di diritto italiano.

Le modifiche al regolamento intermediari della Consob incidono, tra l’altro, sulle modalità di commercializzazione dei prodotti e sugli incentivi ammessi.

I testi integrali delle nuove disposizioni sono disponibili sui siti www.consob.it e www.bancaditalia.it.

Ott 24 2011

Consob – In assenza di comunicazioni per le offerte di scambio l’obbligo di informare i risparmiatori spetta all’intermediario

La Commissione, tenuto conto della fase di crisi finanziaria che negli ultimi anni ha interessato taluni emittenti esteri anche bancari che hanno fatto ricorso ad operazioni di ristrutturazione del debito attraverso offerte di scambio (e/o di acquisto e scambio) di titoli obbligazionari a suo tempo emessi non assistite da prospetto né nel proprio Paese di origine né, tantomeno, in Italia, ha emanato una Comunicazione di carattere generale (Comunicazione n. 11085708 del 20 ottobre 2011), al fine di richiamare l’attenzione del pubblico e degli operatori su alcuni principi.

In materia, al fine di evitare che la scelta dell’emittente di non predisporre un prospetto/documento di offerta per l’operazione di scambio finisca per tradursi in limitazioni fattuali dei diritti dei portatori dei titoli oggetto dello scambio, la Commissione ha indicato che, pur in presenza di un’operazione di scambio per la quale non sia stato pubblicato un prospetto/documento d’offerta o siano state previste dall’emittente limitazioni fattuali all’adesione dei risparmiatori italiani, sussiste in ogni caso il dovere dell’intermediario che svolge per il proprio cliente, specie al dettaglio, il servizio accessorio di “custodia ed amministrazione titoli”, di “operare in modo che … [i clienti] siano sempre adeguatamente informati”.

Deve, infatti, ritenersi che informare il portatore di un titolo oggetto di un’operazione di scambio dell’esistenza dell’iniziativa stessa, delle sue caratteristiche e delle conseguenze che può comportare per l’investimento interessato, rientri fra i doveri dell’intermediario e non determini di per sé alcuna ipotesi di offerta al pubblico. Trattandosi di necessaria informativa al cliente su un’operazione che riguarda i titoli da esso detenuti (e non di promozione dell’adesione ad un’offerta) i relativi “esiti” potranno anche essere diversi dalla raccolta (o meno) di “ordini” di procedere allo scambio, potendo, ad esempio, il cliente – anche con l’assistenza dell’intermediario che nel suo interesse svolge un servizio accessorio e di investimento – decidere di vendere il titolo sul mercato prima della scadenza dell’operazione di scambio.

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