Category: Associazioni consumatori

Gen 08 2016

Aduc pubblica modulo per convertire le vecchie Lire in Euro

A seguito della sentenza 216/2015 della Corte Costituzionale l’Aduc ha pubblicato un modulo per richiedere la conversione delle vecchie lire in euro.

Il modulo dovrà essere spedito alla Banca d’Italia. Si precisa che al momento nessuna Autorità ha specificato le modalità da seguire per l’attuazione della sentenza.

E’ bene anche vedere se le vecchie lire ancora in vostro possesso abbiano un valore numismatico superiore al valore di conversione.

Di sotto il modulo:

Dic 30 2015

Bond subordinati: il fondo per risarcire tutti gia’ esiste. Aduc propone di riattivarlo

Bond subordinati: il fondo per risarcire tutti gia’ esiste. Aduc propone di riattivarlo

Firenze, 30 Dicembre 2015. Nella confusione di questi giorni, nessuno ha badato ad una soluzione semplice e già esistente: il Fondo di Garanzia presso la Consob. Aduc propone di riattivarlo, assieme all’affidamento degli incarichi ad arbitri competenti in diritto finanziario.

Negli ultimi giorni, la questione dell’indennizzo agli obbligazionisti portatori di titoli subordinati delle quattro banche fallite, (Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio e Cassa di Risparmio di Chieti) si è molto ingarbugliata e sta prendendo una piega ancora peggiore per tutti i soggetti implicati.
Il previsto fondo di solidarietà, che pareva in un primo momento poter indennizzare la gran parte dei danneggiati sebbene con una quota non elevata, sarà invece orientato a garantire un indennizzo elevato solo a chi versa in stato di bisogno, facendo rimanere all’asciutto tutti gli altri.

Riepiloghiamo i fatti e le cifre. I bond subordinati in mano al pubblico “al dettaglio” ammontano a 350-400 milioni, mentre la dotazione del fondo, finanziato dalle banche, è di 100 milioni e pare sarà aumentata a 130 milioni. Restano comunque esclusi dai rimborsi almeno 250 milioni di euro in titoli posseduti da un pubblico stimato in 13.000 investitori.

Il meccanismo ideato dal Governo per far accedere al fondo di solidarietà per gli obbligazionisti subordinati delle quattro banche è quello di un arbitrato che stabilisca se c’è stata vendita corretta oppure no.

Ebbene, da anni esisteva un analogo Istituto preposto ad intervenire proprio in casi del genere e che prevedeva l’accesso a seguito di un arbitrato.
Nell’ottobre del 2007, in osservanza a quanto disposto dalla legge sul risparmio del 2005, precisamente dall’articolo 27, commi 1 e 2, della legge 28/12/2005, n. 262,  era stato previsto che presso la Consob fosse istituito un particolare Fondo di Garanzia. Tale Fondo poteva essere chiamato ad indennizzare un risparmiatore che avesse vinto una causa oppure un arbitrato riguardo i servizi di investimento nei confronti di un intermediario e che non fosse stato da questi risarcito.

Il Fondo era stato poi istituito dal Decreto Legislativo 8/10/2007, n. 179, lo stesso decreto che ha istituito la Camera arbitrale presso la Consob.

Il Fondo di Garanzia presso la Consob era “destinato all’indennizzo.… dei danni patrimoniali causati dalla violazione, accertata con sentenza passata in giudicato, o con lodo arbitrale non più impugnabile, delle norme che disciplinano le attività di cui alla parte II del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58”.

Si trattava esattamente della stessa procedura che il Governo intende attuare per le obbligazioni subordinate dei quattro istituti finiti in dissesto!

Perché parliamo al passato di questo Fondo di Garanzia? La legge di Stabilità 2016 appena approvata ne ha previsto la cancellazione, dirottandone la diponibilità finanziaria ad un nuovo fondo per la tutela stragiudiziale dei risparmiatori e agli investitori che consentirà l’accesso al nascente Organismo Arbitrale Consob in forma del tutto gratuita contro i cento euro inizialmente previsti.

E’ sufficiente, quindi, riattivare il Fondo di Garanzia presso la Consob per consentire l’indennizzo di tutti gli obbligazionisti delle quattro banche fallite che ne hanno il diritto, dopo che un arbitrato lo abbia accertato.

Non finisce qui. La decisione consentirebbe l’indennizzo ai danneggiati da altri crack di intermediari, quali Banca Network Investimenti ed Européenne de Gestion Privée (Egp), falliti e non in grado di risarcire i clienti. Il pubblico interessato è quindi vastissimo.

Il Fondo di Garanzia presso la Consob non era mai stato avviato perché la sua dotazione finanziaria era troppo scarsa. Veniva infatti alimentato dalla metà degli importi delle sanzioni annualmente comminate agli intermediari per le violazioni relative alla prestazione dei servizi di investimento alla clientela, in genere meno di un milione l’anno.

E’ possibile risolvere la mancanza di adeguata dotazione economica riattivando il Fondo di Garanzia presso la Consob e dotarlo di somme anch’esse in origine destinate al risarcimento di crack finanziari. Stiamo parlando del fondo previsto dall’articolo 1, comma 343, della legge finanziaria 2006, ossia la legge 23/12/2005, n. 266, per indennizzare i risparmiatori che, investendo sul mercato finanziario, erano rimasti vittime di frodi. Il fondo avrebbe dovuto indennizzare i tanti incappati nei crack quali Argentina, Parmalat, ecc. utilizzando i rapporti (conti correnti, libretti, dossier titoli, polizze, ecc.) giacenti presso gli intermediari e non più reclamati dagli aventi diritto, vale a dire i rapporti dormienti.

Quel fondo non ha mai visto la luce -la prevista Commissione fu costituita ma si sciolse per l’impossibilità di adempiere al mandato- perché l’ammontare dei rapporti dormienti ad esso devoluti fu di circa due miliardi, briciole rispetto alle perdite da risarcire. Anche per questo motivo, nel tempo la sua disponibilità è stata utilizzata per altri scopi quali il finanziamento della social card, della stabilizzazione dei precari della Pubblica Amministrazione, del fondo esuberi Alitalia e della ricerca scientifica, al punto tale che a febbraio 2010 il residuo disponibile era di seicento milioni.

Il 30 luglio 2014, in risposta ad un’interrogazione in Commissione Finanze della Camera di iniziativa Aduc e presentata dai deputati Sara Moretto e Marco Causi, il Ministero dell’Economia aveva affermato che alla voce dedicata nel proprio bilancio non era iscritta alcuna somma e che occorreva attendere la prescrizione del termine per gli aventi diritto a recuperare i rapporti dormienti per registrare un importo che sia affidabile. Una risposta alquanto elusiva.

Quanto occorre per indennizzare tutti gli aventi diritto? Possiamo ragionevolmente stimare che il tetto di intervento del Fondo venga dalla Consob fissato ad almeno 50mila euro che rappresenta il nuovo minimo previsto dalla Direttiva U.E. sui sistemi di indennizzo degli investitori (anche se non si riferisce alla medesima tipologia di fondo), se non a 100mila euro per ciascun cliente.

E’ probabile che l’attuale residuo del Fondo Rapporto Dormienti non sia sufficiente a coprire gli oneri dell’intervento del ripristinato Fondo di Garanzia presso la Consob, ma l’eventuale eccedenza può essere reperita senza eccessive complicazioni. Basta volerlo.

A proposito della procedura di arbitrato, ribadiamo che la scelta del Governo di affidarla alla Camera Arbitrale presso l’Autorità Nazionale Anticorruzione ci appare poco oculata, poiché i componenti non sono esperti in diritto finanziario: http://investire.aduc.it/articolo/fondo+risparmiatori+traditi+servono+arbitri_23748.php

Rammentiamo infine a coloro che sono stati coinvolti in questa vicenda, che Aduc mette a disposizione un servizio gratuito di primo intervento legale http://www.aduc.it/iniziative/firma/id/8

Giuseppe D’Orta, Responsable Aduc per la Tutela del Risparmio

Apr 03 2015

Aduc su obbligazioni illiquide

Un interessante articolo di Aduc in materia di obbligazioni illiquide.

Dalle domande che ci pervengono su Aduc Investire Informati, vediamo che ancora molti risparmiatori hanno sul dossier titoli obbligazioni cadute in default delle quali vorrebbero liberarsene, magari perché è rimasto l’unico titolo del dossier titoli.

Molti risparmiatori non sanno che esiste un mercato delle obbligazioni cadute in default e spesso le banche non propongono, per varie ragioni – non sempre nobili – ai propri clienti la soluzione al loro problema di disfarsi di questi titoli.
Naturalmente la controparte che acquista il titolo lo farà solo per un prezzo basso, tale per il quale ritiene, di poterci fare un guadagno. Nessuno fa niente per niente.
Per il piccolo risparmiatore, però, può essere utile chiudere una posizione che da anni e anni è presente sul dossier titoli anziché pensare di prendere pochi euro in più chissà fra quanti anni.
Abbastanza recentemente, sono nate delle società specializzate nell’acquisto di bond illiquidi, ma diverse banche, ancora, fanno una certa fatica ad utilizzarli.
Per questa ragione, abbiamo pensato di istituire come Aduc Investire Informati uno sportello di assistenza per tutti coloro che hanno bond illiquidi senza sapere minimamente se ed a che prezzo possono venderli. Ci riferiamo ad obbligazioni dell’Argentina, della Lehman Brothers, ma anche a tutte le altre obbligazioni cadute in default.
Per il momento vorremmo capire quante persone potrebbero essere interessate. Chi avverte il problema, può mettere un proprio commento sotto l’articolo oppure inviare una mail alla sede di Roma all’indirizzo roma@aduc.it. Se, come crediamo, si manifesterà un certo interesse, metteremo un’apposita scheda sul sito da compilare con i dettagli del titolo e della banca per poter dare i suggerimenti adatti a liquidare l’obbligazione e avvieremo il servizio.
Lug 24 2014

Consulenti finanziari un comunicato Aduc

L’incapacità di governare: il caso dei consulenti finanziari indipendenti

Firenze, 23 Luglio 2014. Uno dei drammi di questo Paese è che, di fatto, qualsiasi governo si sussegua “non governa” nel senso che la gestione dell’ordinario, ovvero l’applicazione delle norme già votate dal Parlamento ha tempi biblici e totalmente inaccettabili.
Secondo un’indagine de “Il Sole 24-ore” (1) a Luglio 2014 mancano ancora 511 decreti attuativi per l’attuazione di riforme varate sulla carta da Monti, Letta e Renzi, ma che restano sulla carta fino a quando il governo non emana i relativi provvedimenti attuativi.

Un caso emblematico di questa incapacità di governare di qualsiasi Governo è quello dei consulenti finanziari indipendenti. Nel lontano 2007 l’Italia ha recepito (già in ritardo) una direttiva europea sui servizi d’investimento (così detta: MIFID2,si pensi che in Europa stiamo discutendo della MIFID3…) la quale prevedeva, fra l’altro, la figura del consulente finanziario indipendente, cioè un libero professionista che, dietro il pagamento di una parcella, fornisce raccomandazioni sugli investimenti finanziari dei propri clienti. Fra le norme attuative necessarie per rendere pienamente operativa questa professione vi è la costituzione di un albo pubblico di questi soggetti. Dal 2007 ad oggi si sono susseguite, anno dopo anno, proroghe che, nelle more della costituzione di questo albo, consentissero a coloro che già operavano prima della modifica della norma, di continuare a svolgere la professione a tutela dei propri clienti-investitori.
L’ultima proroga, invece di essere annuale come le precedenti, è stata fatta solo per sei mesi poiché il Governo voleva in tutti i modi far partire l’albo entro questi sei mesi. Ebbene: la proroga è scaduta, ma l’albo non è ancora partito creando gravi disagi ad una categoria professionale, ed indirettamente agli investitori che ad essi si rivolgono, che già subisce una condizione di precarietà da anni per l’incapacità del Governo di fare il proprio mestiere.

Questo è solo un esempio di ciò che accade spessissimo. I media sono quasi sempre concentrati sulle novità legislative, ma quando il Parlamento delibera un provvedimento non è quasi mai immediatamente operativo. Servono una selva di provvedimenti ed è su questi provvedimenti che l’attenzione dei media dovrebbe concentrarsi.
La validità di un Governo dovrebbe essere valutata sulla capacità di smaltire l’insostenibile arretrato di provvedimenti attuativi perché è da quei provvedimenti che dipende l’incidenza delle decisioni, assunte sulla carta, nella vita di tutti i giorni dei cittadini.

(1) http://www.aduc.it/generale/files/file/allegati/2014/Il-Sole-24-ore-riforme-in-attesa.pdf

Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la Tutela del Risparmio

 

Lug 22 2014

Ivass incontro con Associazioni Consumatori

Mercoledì 9 luglio si è svolto presso l’IVASS il consueto incontro con le Associazioni dei consumatori al quale hanno partecipato anche le Associazioni di categoria ABI, ASSOFIN, ANIA per avere un confronto congiunto sulle criticità dei prodotti connessi ai mutui e finanziamenti (Payment Protection Insurance – PPI).
Per le Associazioni dei consumatori hanno partecipato: Adiconsum, Adoc, ACU, Adusbef, Altroconsumo, Assoconsum, Codici, Federconsumatori e Movimento Consumatori.
L’IVASS ha annunciato l’imminente pubblicazione sul sito dei risultati dell’indagine conoscitiva svolta sulle coperture assicurative vita e danni vendute in abbinamento a prodotti o servizi di natura non assicurativa, in forte diffusione in Italia come negli altri Paesi europei.
Obiettivo dell’IVASS è di dare pubblicità su coperture che il mercato assicurativo offre spesso senza la necessaria informativa al consumatore.
Il confronto tra le Associazioni dei consumatori e ABI, ASSOFIN, ANIA sulle criticità che ancora permangono sui prodotti collegati ai mutui e finanziamenti – PPI – ha confermato la necessità di un intervento di IVASS a tutela dei consumatori.
Sono state illustrate da IVASS le principali novità del provvedimento sulle misure di semplificazione delle procedure e degli adempimenti burocratici di prossima emanazione. E’ stato fatto presente che la parte relativa alla nota informativa sarà oggetto di un futuro intervento per renderla più semplice, sintetica e comprensibile, iniziando sin da subito i lavori con il coinvolgimento di tutte le parti interessate.
Il prossimo incontro è stato fissato il 15 ottobre 2014 per avere un feedback da parte delle Associazioni dei consumatori sui risultati dell’indagine conoscitiva di IVASS sulle coperture assicurative abbinate a prodotti o servizi e per affrontare l’importante tematica della Conciliazione Paritetica per i sinistri r.c. auto, con il coinvolgimento anche di ANIA e delle principali compagnie.

Lug 17 2014

Convertendo Bpm ampliati i termini conciliazione

Nel giugno di cinque anni fa Banca Popolare di Milano ha emesso un’obbligazione “convertendo 2009/2013” che, a scadenza, non prevedeva il rimborso in contanti, ma in azioni Bpm. Non si trattava di una tranquilla obbligazione, ma di un acquisto di azioni, seppure “in differita” (cioè alla scadenza del bond). Un titolo del genere, complesso e dal rendimento incerto, avrebbe dovuto essere destinato solo a investitori esperti e disponibili ad accettare un rischio elevato. Bpm, invece, ha spinto il collocamento di queste obbligazioni anche a chi non aveva queste caratteristiche. Poi ha anticipato la conversione in azioni alla fine del 2011 lasciando di fatto i risparmiatori con un pugno di mosche in mano. Tanto che la Consob, l’autorità di controllo della Borsa, ha multato tre dirigenti Bpm per pratiche commerciali scorrette.

Accedere alla procedura di conciliazione

Altroconsumo, insieme ad altre associazioni di consumatori, aveva firmato un protocollo d’intesa con Bpm, per consentire a chi aveva sottoscritto questi bond di essere rimborsato (con modalità legate al capitale investito e al profilo di investitore). Finora, chi nel 2009 era azionista del gruppo era stato escluso dalla procedura di conciliazione. Ora, finalmente, le cose sono cambiate. Se sei stato azionista del gruppo e nel periodo dell’offerta (dal 15 giugno 2009 al 15 luglio 2009) hai esercitato i diritti di opzione per acquistare l’obbligazione convertendo, ora puoi accedere alla procedura di conciliazione. In pratica, si tratta di un tavolo a cui alcuni nostri rappresentanti e alcuni rappresentanti di Bpm discuteranno il tuo caso e ti proporranno un risarcimento. Il vantaggio rispetto a far causa in tribunale è che i tempi sono più rapidi e la procedura è, per te, gratuita.

Quali sono i passi da seguire

Se aderisci potrai recuperare fino al 65% del valore delle obbligazioni. Se accetti il risarcimento proposto non potrai più far causa a Bpm e il “caso” sarà definitivamente chiuso. Compila il questionario e ti assisteremo passo passo per far valere i tuoi diritti. Le domande potranno essere presentate a Bpm tra il 15 settembre 2014 e il 30 settembre 2015

 

 

Mag 14 2014

Usura, Konsumer Italia: spese assicurazione nel computo tasso soglia

L’Istituto di Credito ha motivato il proprio reclamo con la motivazione principale che nella determinazione del TAEG erano state comprese anche le spese di assicurazione, che non dovrebbero essere comprese come previsto dalle istruzioni dell’Organo di Vigilanza.

Il Collegio, al contrario, ha respinto il reclamo con la motivazione che le istruzioni della Banca d’Italia hanno valore esclusivamente statistico e orientativo per la giurisprudenza: di fatto, e concordemente alla giurisprudenza di merito anche recente, ai fini del computo del tasso soglia debbono essere ricomprese le spese di assicurazione alla luce del fatto che, come previsto dalla Legge 108/1996, la determinazione del tasso usuraio non può prescindersi dal tenere in considerazione “tutte le commissioni, le remunerazioni a qualsiasi titolo e le spese, escluse quelle per imposte e tasse”.

 

 

Questa sentenza non fa altro che confermare principi già ratificati da molte sentenze, non ultima la sentenza della Corte di Appello di Torino del dicembre 2013 con la quale la Corte ha precisato che le istruzioni della Banca d’Italia che forniscono indicazioni agli intermediari finanziari per la determinazione dei tassi effettivi globali medi “..non hanno alcuna efficacia precettiva nel confronti del Giudice nell’ambito dell’accertamento del tasso applicato….nè devono essere osservate dagli intermediari finanziari quando stabiliscono il tasso di interesse di un determinato rapporto.

 

[via Helpconsumatori.it]

Mag 08 2014

Sentenza su titoli Lehman Brother

 

RISPARMIO TRADITO: FIOCCANO LE CONDANNE DELLE BANCHE SU BOND LEHMAN ! TRIBUNALE NAPOLI (GIUDICE ANNARITA BALZANO) CONDANNA BANCA FIDEURAM A RISARCIRE 50.000 EURO DI SUDATO RISPARMIO. SENTENZA INNOVATIVA CHE SMONTA DIFESA DELLA BANCA SU RATING POSITIVO

 

Nei giorni scorsi il Tribunale di Bari ha condannato una banca a rimborsare un risparmiatore, oggi Adusbef rende noto altra innovativa sentenza della Terza Sezione Civile del Tribunale di Napoli (Giudice dott.ssa Annarita Balzano), che ha condannato Banca Fideuram a risarcire 50.000 euro ad una risparmiatrice, difesa dalla delegata Adusbef di Napoli avv.ssa Lucia Vitiello, oltre interessi, spese legali e peritali. Gli strumenti finanziari in contestazione erano obbligazioni  Lehman Brothers e Morgan & Stanley, i primi sottoscritti nel 2004, molto tempo prima della crisi del 2008, i secondi tutt’ora quotati sul mercato secondario dove si scambiano regolarmente.

 

Si contestava alla Banca Fideuram la violazione dell’art. 21 D. Lgs 58/98  e del Regolamento Consob (art. 28 e 29), e in maniera specifica si adduceva che la Banca avesse omesso, al momento dell’acquisto, di fornire le informazioni specifiche in ordine al rischio insito nei titoli venduti, indipendentemente dal loro rendimento pregresso e attuale.

 

Non si chiedeva dunque un accertamento del rispetto delle regole di correttezza e buona fede in merito a titoli che presentavano già all’atto della sottoscrizione una loro pericolosità, (Lehman all’epoca della sottoscrizione presentava un rating ottimo, mentre Morgan è tutt’ora quotato) ma si chiedeva di verificare il comportamento della Banca se fosse stato o meno rispettoso del dettato legislativo e regolamentare. Nel corso del giudizio la difesa della Banca si è concentrata tutta sul rating positivo,  all’atto della sottoscrizione, di ambedue i prodotti finanziari, ritenendosi per questo immune da censure.

 

Il Giudice accogliendo le tesi giuridiche della delegata Adusbef di Napoli, ha ritenuto invece che il giudizio di rating rappresenta  un elemento importante nella scelta dell’investimento, ma non può esimere l’intermediario dalla funzione fondamentale, che per legge gli è stata attribuita, di gestire il risparmio quale bene costituzionalmente protetto. E’ l’ennesima vittoria dell’Adusbef contro un sistema bancario troppo a lungo protetto da distratti,collusi controllori, che ha generato crack finanziari ed industriali (Cirio,Parmalat, tango bond, Lehman, Deiulemar,ecc.) per un valore di 50 miliardi di euro, appioppati disinvoltamente ad almeno 1 milione di famiglie, gettate sul lastrico da cattivi consigli delle banche e dall’avidità dei banchieri.

 

comunicato stampa Adusbef

Mag 07 2014

Ivass e Banca d’Italia incontrano le associazioni consumatori

IVASS e BANCA d’ITALIA INCONTRANO LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI AL CENTRO DELL’ATTENZIONE LE POLIZZE CONNESSE AI MUTUI
Lunedì 5 maggio si è svolto presso l’IVASS il consueto incontro con le principali Associazioni dei consumatori. Per la prima volta all’incontro ha partecipato anche la Banca d’Italia, che ha recentemente istituito al suo interno il Servizio Tutela Clienti e Antiriciclaggio.
All’incontro hanno preso parte, per l’IVASS, il Consigliere Riccardo Cesari e il Capo del Servizio Tutela del Consumatore Elena Bellizzi; per la Banca d’Italia, il Capo del Servizio Tutela Clienti e antiriciclaggio, Magda Bianco. Per le Associazioni hanno partecipato: Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Konsumer Italia.
I due Istituti hanno ritenuto importante affrontare congiuntamente, con il contributo delle Associazioni dei consumatori, questioni di interesse comune, che coinvolgono gli utenti dei servizi assicurativi e bancari, in modo da sviluppare sinergie nell’azione di vigilanza a maggior tutela dei cittadini.
Al centro dell’incontro le polizze connesse a mutui e finanziamenti: è stato fatto il punto sulle iniziative di vigilanza realizzate e sono state valutate, con le Associazioni, le ulteriori esigenze di intervento a tutela dei consumatori.
E’ stata condivisa l’esigenza di:
• accrescere la trasparenza e la comparabilità nell’offerta di questi prodotti come fattori essenziali per garantire correttezza e quindi maggiore concorrenza nel mercato;
• aumentare la consapevolezza della clientela attraverso campagne educative istituzionali, da sviluppare anche con il contributo delle Associazioni dei consumatori, che si avvalgano di strumenti innovativi quali i social network e di un linguaggio più vicino al cittadino, e nello stesso tempo assicurare una maggiore assistenza della clientela da parte degli addetti alla vendita;
• mantenere alti i presidi di vigilanza e sanzionatori, a garanzia del rispetto della normativa vigente.
Altro tema trattato è stata l’indagine avviata da IVASS sui siti comparativi, strumenti sempre più diffusi tra i consumatori per confrontare i prezzi delle polizze r.c.auto, dei quali va valutato il livello di trasparenza e correttezza nella formazione delle graduatorie.
Il prossimo incontro è stato fissato il 9 luglio 2014.

Apr 26 2014

Usura sopravvenuta decisione Abf

Usura sopravvenuta, Abf: viola il principio di buona fede

Visto il trend degli ultimi mesi di continua riduzione del costo del denaro accade sempre più spesso che consumatori abbiano in essere contratti con tassi fissi che superano la soglia di usura. A lanciare l’allarme è il Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti che cita una recente decisione dell’Arbitro Bancario e Finanziario su un caso di usura sopravvenuta.

Secondo l’Abf, nel caso in cui un intermediario “rifiuti di portare i tassi concordati al di sotto della soglia di usurarietà (…) in un contesto in cui i tassi concordati erano prossimi alla soglia del tempo e senza che sia percepibile un incremento del rischio individuale, non essendo contestato alcun ritardo nei pagamenti del prenditore, non si è adeguato al canone di buona fede contrattuale ed in ciò risiede l’antigiuridicità della sua pretesa”.

“La novità importante – spiega il CRTCU – sta nel fatto che l’ABF sanziona l’usura sopravvenuta non per violazione della legge sull’usura ma per violazione del principio generale di buona fede, che deve portare, “in caso di discesa dei tassi medi rilevati dalla Banca d’Italia tale che quelli pattuiti risultino superiori al tasso soglia ivi individuato per la specifica tipologia di credito in questione, sussiste la necessità di provvedere al ricalcalo degli interessi convenzionalmente pattuiti, in modo da ricondurli entro la soglia via via vigente nel corso del rapporto, non essendo comunque ammissibile che il cliente sia tenuto a versare gli interessi in una misura che, al momento in cui essi devono essere corrisposti, è considerata in termini di antigiuridicità”.

Nel caso di specie, il consumatore aveva chiesto all’Arbitro di verificare la legittimità del TAEG rispetto la normativa sull’usura di un prestito personale a tasso fisso con TAEG del 24,49%, stipulato in data 18 marzo 2008. L’intermediario si era difeso sostenendo che il tasso applicato era al di sotto della soglia limite vigente all’epoca del perfezionamento dell’operazione economica (pari al 25.335%) e che “non è possibile postulare un’usura sopravvenuta, perché sia la giurisprudenza di legittimità sia quella di merito, ai fini del relativo accertamento, hanno definitivamente assegnato rilievo solo al momento della pattuizione”.

 

[via Helpconsumatori.it]

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